La diffusione di internet

20/09/2002 23995 lettori
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Un equivoco di fondo blocca la diffusione di internet nelle piccole e medie imprese italiane. L'opinione dominante vuole che la Rete sia un medium in più che si aggiunge al telefono, al fax, alla televisione e alla radio. Diffusissima ma errata considerazione. Uno stuolo di tecnici in questi anni ci hanno fatto credere che la Rete fosse uno strumento prodigioso e che bastava investire in tecnologia per garantirsi utili da favola: è come se per far funzionare il telefono bastassero i tecnici delle diverse Telecom e non i milioni di persone che si parlano da un lato all'altro degli oceani, creando un ambiente alternativo a quello reale; come se a fare la televisione bastassero i tecnici delle radiofrequenze e del digitale, quelli che costruiscono gli schermi al plasma e non una trasmissione sul delitto di Cogne, il Papa che implora la pace tra Israeliani e Palestinesi o il Presidente degli Stati Uniti che lancia l'offensiva al terrorismo.
Internet non è un medium che porta un messaggio da un mittente ad un destinatario, non è uno strumento di informazione e comunicazione. Internet è un ambiente: tra qualche anno la parola stessa scomparirà per fare spazio ai nuovi organismi che vivranno nel nuovo ambiente. Le parole che si useranno saranno altre. Si parlerà di e-enterprises: aziende elettroniche. L'impresa sarà costretta a rendersi conto che qualsiasi piano di business e con esso l'azienda stessa che lo incarna, non può vivere fuori dall'ambiente Rete: Darwin insegna che una specie si estingue quando non si adegua al cambiamento imposto da un nuovo ambiente. Così accadrà agli "organismi" aziendali che non riusciranno a posizionarsi nella Rete.