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… ancora sulla pubblicità on line: il banner

20/02/2004 6794 lettori
2 minuti

Nell’ottobre 2003 le due associazioni EIAA (European Interactive Advertising Association) e IAB (Internet Advertising Boureau) hanno annunciato l’adozione dei primi 6 formati standard europei di banner, con l’obiettivo di mettere ordine tra l’infinita varietà di formati presenti in linea e di ottimizzare i costi di produzione; in una parola, di favorire il lancio di campagne pubblicitarie pan-europee. Come già ho avuto modo di dire infatti il banner è ancora oggi lo strumento più amato dalle aziende presenti in rete, e poiché l’efficacia della pubblicità on line è stata ampiamente dimostrata e le aziende che ne fanno uso sono sempre di più, l’esigenza di una regolamentazione era forte.

Esistono molteplici tipologie di banner, quelle più recenti sono i pop-up banners, gli interstitial banners e i rich-media banners.

 

Il pop-up è la tipologia senz’altro più efficace: secondo Advertising.com infatti registra un tasso di click addirittura 13 volte superiore rispetto a quello del banner tradizionale e un tasso di conversione (proporzione di click che hanno portato ad un’azione concreta nel sito pubblicizzato) 14 volte superiore allo stesso. Nonostante questi risultati però il pop-up continua ad essere poco diffuso rispetto al banner tradizionale: ciò è dovuto al fatto che questa è forse la forma di pubblicità più odiata dagli internauti!

 

Un altro studio condotto negli Stati Uniti da Marketing Evolution (dipendente dalla IAB) e volto a misurare l’efficacia di 5 formati di pubblicità on line rispetto ad uno spot televisivo riguardante lo stesso prodotto (un panino di Mc Donald’s), ha rivelato che i migliori risultati sono stati ottenuti dall’interstitial. Questo esempio dimostra che quanto più la pubblicità on line è di grandi dimensioni, tanto più è in grado di porsi come concorrente diretta della televisione. Bisogna comunque aggiungere che in rete è anche possibile vedere, a patto di disporre di una banda sufficientemente larga, dei veri e propri filmati pubblicitari studiati sul modello degli spot televisivi.

 

Il rich-media, che utilizza animazioni visive e sonore (il più delle volte create mediante la tecnologia Flash), sta vedendo in quest’ultimo periodo una sempre maggior diffusione: le animazioni infatti attirano maggiormente l’attenzione rispetto alle immagini statiche e in questo modo facilitano la memorizzazione da parte del pubblico. Questo è dimostrato anche dal fatto che rispetto al banner tradizionale il rich-media non influenza il tasso di click, eppure il suo tasso di conversione è 4 volte superiore.

 

Gloria Pericoli

Gloria Pericoli
Gloria Pericoli

Per conoscermi visita il mio sito: www.glogloria.net