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La tv che sa reinventarsi. Anzi: i programmi tv che sanno diventare interattivi.

15/06/2010 21:00:00 15757 lettori
5 minuti

Quale può essere il futuro della televisione commerciale?
si sono spese pagine e pagine di libri, interviste, racconti, narrazioni.

Eppure in pochi hanno pensato all'integrazione degli altri media e alla liberalizzazione dei contenuti come possibile strategia. Ci ha provato in parte san remo quest'anno ad integrarsi con l'internet. Ci stanno provando la rai (con account su friendfeed anche); ci prova in un modo molto interessante Zelig adesso.

Analizziamo il modello zelig tube (i corsivi sono ripresi da un comunicato stampa).
E' il primo portale video dedicato alla comicità. Per gli appassionati di clip e sketch che amano passare il tempo a caccia dei loro beniamini su YouTube, adesso arriva, in collaborazione con Babelgum, ZeligTube, primo portale video tutto dedicato alla comicità, nazionale e internazionale.

Ok, quindi siamo davanti a uno "youtube" dedicato alla comicità, un portale verticale (o un vortale, termine che andava di moda nel 2004 e che descrive bene il senso – comunitàzione.it è un vortale). Ma un vortale filtrato, non libero, poiché i contenuti sono selezionati dagli autori di Zelig (Gino e Michele in primis, che sono un duo ma sembrano uno ormai).

Cosa altro ha il modello?

UNA WEB COMMUNITY
ZeligTube si sta strutturando per diventare la vetrina web della comicità italiana, il portale che rappresenterà i più importanti artisti della scena nazionale: per i comici la possibilità di gestire in autonomia il proprio profilo; per gli utenti e gli appassionati l’occasione di interagire con i propri beniamini sfruttando i classici strumenti del social web, come Facebook.


Sì, in effetti le pagine sono realizzate in modo da poter avere una sorta di monografia dei comici; per cui puoi seguire il suo "canale", stile youtube, e in più un'area riservata che ti consente di avere la tua playlist.

Cosa manca per esser un perfetto Youtube?

LA PLATEA DIVENTA PALCO
Ma non sarebbe web se non fosse un percorso a due vie: accanto alla parte dei professionisti, ZeligTube propone un palco per aspiranti comici e artisti che potranno pubblicare i propri sketch, sottoponendosi così al giudizio del pubblico, che – ci si può scommettere – sarà competente e preparato.

Quindi anche tu puoi caricare i video. Però come dicevamo c'è il filtro degli autori del programma (o almeno così sarà all'inizio, poi vedremo quando la mole di contenuti inviati aumenterà).

Dove farà business il modello?
Ufficialmente non mi è stato rivelato, e spero non si affidino al modello adsense, ma piuttosto gli auguro di aver la lungimiranza di sfruttare il sito per aumentare la notorietà dei loro artisti, creare un "cartellone" di artisti da poter proporre al pubblico; aprirsi a una comunicazione più propriamente teatrale della vis comica, elemento che scompare con la tv e che invece è fondamentale per gli attori...

E' un buon modello per altri programmi televisivi?
Certamente gli utenti amano "citare" gli spezzoni della tv che li emozionano sul web; questa è la società fluida, ma anche la società dell'iper-rappresentazione, dove ci si riconosce in ciò che si twitta e si pubblica su facebook e youtube. Questa è la società in cui si ha la necessità e la voglia di costruire una narrazione personale allargata che possano fruire i propri amici e potenzialmente tutti – magari questi tutti saranno i miei futuri: datori di lavoro, amici, compagni di scuola, colleghi ecc....
La gente della società liquida di Bauman, e del consumatore postmoderno di Fabris ha probabilmente di meglio da chiedere alla propria vita che di subire, in modo passivo e doloroso, lo scivolare di immagini.

Quindi sì, è un buon modello. Ogni programma televisivo certamente non potrò creare un vortale dedicato, ma si andranno ad aggregare tra loro per costruire dei vortali per le series: di "fiction" o di  "reality" dividendosi a loro volta in sotto settori; presto avverrà anche questo.

E se da più parti (ma sopratutto non in Italia) esiste una spinta verso la multicanalità , la televisione italiana non ha ancora imparato a gestire ogni singolo programma televisivo come un brand unico e irripetibile, sottovalutando questa enorme richiesta proveniente dal vero proprietario dei media: il ricevente dei messaggi, che oggi, vorrei azzardarmi a dire che sia il medium.

Avverà quello che nel 2008 prefiguravo potenzialmente per sanremo penso e spero. Avverranno anche tante altre cose. Forse arriveremo ad avere tante "democracy tv" in giro per il mondo – una tv che attraverso il sito web raccoglie, almeno nel mio progetto originario – contenuti video dai proprio utenti, che vengono verificati accuratamente, puliti e postprodotti per la messa in onda sulla tv generalista.

O forse andremo in altre direzioni. 

Terremo gli occhi aperti e ce lo racconteremo. E nel mio caso: cercherò di anticiparlo e crearlo.

Luca Oliverio
Luca Oliverio

Luca Oliverio è il founder e editor in chief di comunitazione.it, community online nata nel 2002 con l'obiettivo di condividere il sapere e la conoscenza sui temi della strategia di marketing e di comunicazione.

Partner e Head of digital della Cernuto Pizzigoni & Partner.

Studia l'evoluzione sociale dei media e l'evoluzione mediale della società.