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La ragazza della webcam accanto

28/01/2009 23203 lettori
4 minuti
La tendenza è stata confermata da uno studio effettuato dall’istituto di ricerca Hitwise sulla tipologia di siti più visitati dagli internauti americani: le principali directory del porno, da sex.com a playboy.com, attirano molti più utenti Internet di qualunque altro riferimento in rete, compreso il motore di ricerca Google. La ricerca di Hitwise è stata condotta andando a “leggere” il giornale quotidiano del traffico dei grossi fornitori di accesso. È risultato che i portali hard registrano un numero di visitatori tre volte superiore a quello dei principali siti di ricerca.
I siti pornografici continuano a crescere, attirando molti più utenti di qualunque sito non-porno. Gli analisti del settore parlano di una crescita veloce e costante che ha superato, senza conoscere crisi, le speculazioni e le bolle di tutti gli altri settori. Un fenomeno in ascesa come dimostra il fatto che alcune webcam girls hanno già il proprio calendario… mettendo in guardia Veline e starlette.
Il bisogno di denaro, la precarietà del lavoro, come spinta principale ad entrare nel sex business, c’è un fattore sociale importante alla base di tutto ed è il bisogno di denaro. Parliamo soprattutto di casalinghe e studentesse, alle prese con problemi economici sempre più pressanti, dalla rata del mutuo, alla difficoltà di arrivare alla fine del mese. Tanti i casi, poi, di studentesse universitarie che si prostituiscono per far fronte alle tasse scolastiche e alle spese di alloggio.
Proprio le studentesse sono protagoniste di un fenomeno che non riguarda soltanto l’Italia e mette in allarme le istituzioni anche in Gran Bretagna e Francia. Una ricerca condotta a Londra da esperti della Kingston University segnala che in pochi anni il numero delle ragazze entrate nel mercato del sesso (dalla prostituzione alle esibizioni nei locali di strip tease, fino all’attività di “accompagnatrice”) è aumentato del 50%. Anche Varsity, il prestigioso settimanale studentesco dell’ Università di Cambridge, ha di recente pubblicato testimonianze in questo senso: per colpa delle rette elevate molte giovani dell’ateneo inglese accettano di offrirsi per sesso a pagamento.
Internet, le opportunità tecniche di Blog, Webcam, WebTv e soprattutto la mancanza di un codice di regolamentazione aprono nuove frontiere per esibizionisti e voyeur.  L’industria del porno si è già scagliata contro YouTube e PornTube, additate come concorrenti sleali di un business che ha un giro d’affari tra i più corposi in Italia e nel mondo.
Il Web 2.0. crea sempre più star (e in questo caso pornostar) , i nuovi fenomeni mediatici nascono e muoiono in poco tempo… Il porno e il trash in televisione (pay e non) hanno i giorni contati?
 
 
Maria Guastaferro
Maria Guastaferro
Blogger | Mobile Application Developer