Maastricht - patto di stabilità- Tecniche di revisione (1)

14/01/2008 26873 lettori
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Il Patto di Stabilità nasce con e per l’adozione dell’Euro,la nuova moneta unica dei Paesi Membri della Comunità Europea.I Paesi che aderiscono all’Euro stabiliscono con il Trattato di Maastricht i tre Parametri che dovranno rispettare per non incorrere nelle sanzioni previste per i cosiddetti ”sforamenti”.Infatti tali tre Parametri prevedono un livello massimo di consuntivo economico annuale che non può essere superato.
In particolare furono definiti i 3 Parametri seguenti:
1)       Il Tasso di Inflazione annuale non deve superare il 3%.
2)       Il Deficit di Bilancio non può superare il 3% del PIL.
3)       Il Debito Pubblico non deve superare il 60% del PIL.Poiché sei Paesi Aderenti hanno un rapporto strutturale Debito Pubblico/Pil che supera il 60%,a questi Paesi è stato imposto una gradualità pluriennale per rientrare nella misura prevista dagli Accordi di Maastricht.
Gli accordi di Maastricht ,concordati nel patto del 1991,furono a tale data introdotti come una specie di selezione in base alla quale poter arrivare ad individuare quali Paesi Membri potevano aver diritto ad aderire alla moneta unica.
Occorre rilevare tre importanti fattori.
a) In primo luogo alcuni Paesi Membri (si veda in particolare Regno Unito,Svezia e Danimarca) pur potendo entrare in possesso di tali requisiti,hanno deciso di non aderire alla moneta unica.
b) In secondo luogo nel 1991 sulla situazione economica mondiale non gravavano previsioni negative sui tassi di crescita delle singole economie nazionali.Purtroppo negli anni seguenti comparsero in tutte le economie occidentali gravi segni di recessione,ai quali ha fatto fino ad oggi seguito una sostanziale stagnazione dalla quale,specie in Europa,non si riesce ad uscire.
Infatti crescite del PIL attorno all’ 1% od al 2% non possono essere considerate segni di ripresa.Ciò in quanto non è ipotizzabile che un sistema industriale non aumenti ogni anno la sua produttività di almeno il 2%.Ciò è un fatto naturale della struttura industriale di ogni Paese.Quindi tassi di crescita attorno all’ 1-2% non possono rappresentare una crescita dell’economia,ma indicare che la situazione generale è quella di una “zero sum society”.Il che significa che non si può più contare sul finanziamento della crescente spesa e dei nuovi investimenti pubblici attraverso i futuri aumenti di ricchezza nazionale.In altre parole i Governi sono obbligati a penalizzare,specie ai fini della Welfare Policy,alcuni settori a vantaggio di altri.Se,ad esempio,vengono stanziati nuove somme a favore dei disabili,nella stessa misura dovrà essere ridotta la spesa sanitaria.Più in generale se si aumentano gli stanziamenti per i Lavori Pubblici,nella stessa misura dovranno essere ridotte le spese per la Sicurezza o la Giustizia.E così’ via.
E,poiché –specie in mancanza di una crescita economica che si è ridotta notevolmente negli ultimi anni – emergono problemi che hanno l’urgenza di essere affrontati, si aumentano le tasse (da qui l’aumento notevole della pressione fiscale )non potendo “sforare” i parametri di Maastricht per quanto riguarda il disavanzo di bilancio.Poi,se l’elevata pressione fiscale diviene insopportabile per il cittadino ,allora –come avvenuto,avviene ed avverrà –anche si sfora il parametro del disavanzo di bilancio.