L’idea è tanto semplice quanto intelligente: usare 140 tweets di 140 caratteri (tanti sono quelli concessi da Twitter ai suoi utenti) per spiegare come funziona questo strumento e che usi ne può fare il marketing.
Di Twitter si parla molto ma nella realtà pochi in Italia lo usano e anche per le aziende, al di là della moda, è un oggetto misterioso di cui non si conoscono le regole, per quanto esso possa essere un valido modo di comunicare.
Per questo trovo il libro di Michele una risorsa molto utile per capire in modo semplice e veloce che cosa è Twitter, le sue convenzioni nate su impulso degli utenti, le sue peculiarietà.
Non mancano i consigli per le aziende, che ne possono fare prima di tutto uno strumento di ascolto e poi un valido mezzo di dialogo, a patto però di aver capito davvero come funziona e di scrivere tweets interessanti e frequenti.
Infine un grande pregio del libro, come scrive lo stesso Michele nel suo blog, è quello di dimostrare che la forma di scrittura concisa e sintetica di Twitter non è necessariamente un limite, anzi, a volte facilità la chiarezza e elimina quelle frasi lunghissime e teoriche che sono un po’ il vizio dei libri italiani.
In conclusione dunque vi consiglio il libro, soprattutto se non avete ancora dimestichezza con Twitter, perché vi permetterà con una veloce e agile lettura di iniziare il vostro percorso su di un canale di comunicazione che da noi è ancora agli inizi.
L'anti-comunicazione, per eccellenza, è proprio la comunicazione non voluta e quindi non scelta. La prima condizione per comunicare è che siano in due a volerlo fare. Non è che i marketer non capiscano questa basilare nozione, ma l'ossessione di incrementare le vendite li rende perfetti killer della comunicazione, causando la fuga dei clienti ed assicurandosi il loro odio perenne. Perché si parla di spam? Lo spam accade quando qualcuno vuole mandarti a tutti i costi messaggi che tu non vuoi, che hai scelto di non ricevere o di non ricevere con quella frequenza martellante, che diviene un fastidio ed un costo, al punto da doverla interrompere, magari comprando software ad hoc, da aggiornare continuamente. E' molto simile allo stolking. Lo spam è atto dannoso, criminale, antieconomico; si sottrae ricchezza agli altri e si rende il Web caotico e lento. Per questo dovrebbe essere perseguito per legge assai duramente, da mettere in condizione lo spammer in grado di non più operare, confiscando i tutti i suoi beni (per riparare, in parte, all'enorme danno procurato alla collettività) ed irrogando numerosi anni di detenzione a carcere duro - con isolamento - così impara cosa vuol dire comunicare. Il marketer è un parassita che campa sul gobbo dei consumatori. Aumenta il costo del prodotto senza aggiungerne valore. Prima ce liberiamo, meglio è. L'unica consolazione è che la sua fine è sicura, occorre solo attendere qualche altra crisi economica. Lo spot è qualcosa di molto simile allo spam, non ci si può sottrarre a meno di non cambiare canale. Rende le merci più costose, perché i costi della pubblicità sono caricati sul prezzo del prodotto. La pubblicità è inutile, perché la gente comunque consuma prodotti – lo richieda l'esistenza in vita - è solo una lotta fra aziende per vendere quel prodotto in esclusiva. La pubblicità, inoltre, è falsa, perché attribuisce al prodotto pubblicizzato qualità che non ha, nascondendone ad arte i difetti. La comunicazione falsa è anti-comunicazione. Quando poi la pubblicità risulti efficace per aumentare i consumi oltre il necessario, diviene una vera e propria catastrofe, poiché accelera l'esaurimento delle risorse planetarie, incrementando l'inquinamento, la desertificazione, l'estinzione di specie animali, i cambiamenti climatici. Ora non c'è dubbio che la pubblicità un giorno finirà – con proibizioni assai dure - in concomitanza con la fine del capitalismo (non è una profezia ma una conseguenza matematica del consumismo e della sovrappopolazione planetaria) ma nel frattempo soffriamo tutte le sue negatività. Così, come l'uso dello strumento e-mail è fortemente danneggiato ed ostacolato dallo spam, analogamente, se non si fa in modo di bloccare in partenza i messaggi non voluti, anche twitter finirà in cacca. Per fare un esempio, la 3 insisteva con le sue continue promozioni di “contenuti” da acquistare, di raddoppio delle cariche, a patto che entrassi nel Web col telefonino, nella speranza che divenisse un vizio, per me, con le sue offerte di chattare, incontrare a amici, ecc. Ero costretto a perdere tempo per cancellare tutta l'immondizia che mi mandava, anche solo per guardare se il messaggio fosse comunicazione a me utile o schifoso spam. Tutto questo non solo mi infastidiva ma mi faceva letteralmente incazzare, da sbattere il telefonino contro il muro. Chissà se i marketer arriveranno mai a capire questo. Sembra che il loro cervello si sia bloccato sui nefasti principi inculcati dal corso di laurea seguito (cosiddetta “scienza delle comunicazioni”) . Mai laurea fu più deleteria per la società. A me quei messaggi della 3 erano divenuti un attentato alla mia libertà. Voglio essere io a scegliermi gli amici e comunicare con loro quando voglio. Per questo sono stato molto chiaro con l'operatore: fine dei messaggi o fine della sua USIM. Non so come si faccia ad entrare in twitter, ma è certo che non lo userò, mai. Soprattutto ora che so che sarà usato dai pubblicitari. I pubblicitari, i marketer, il marketing, distruggerà twitter.
C'è nell'aria tanta voglia di silenzio e solitudine. Ne vedo di scemi in giro che si arrabattano a pestare tastini, e purtroppo si tratta della “mejo gioventù”.
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