Il Perduto Amor di Battiato e Sgalambro

Ogni anno a Sulmona (AQ) si tiene un’importante rassegna denominata "Sulmona Cinema Festival": la XXI edizione della manifestazione si è aperta il 3 novembre scorso con la proiezione del primo film di Franco Battiato, "Perduto Amor". Era presente l’artista siciliano, ed era con lui anche Manlio Sgalambro, con cui Battiato collabora dal 1994. Nel pomeriggio abbiamo parlato sia di "Perduto Amor" che della carriera di Battiato, visto che il cantautore ha appena pubblicato un live riepilogativo, "Last Summer Dance". E Sgalambro ci ha spiegato qual è il ruolo della musica leggera oggi.

 

Battiato, nella sua carriera lei ha esplorato diversi ambiti musicali. Era naturale il suo passaggio al cinema, prima o poi?

F.B.: «Probabilmente sì. Fra musica e cinema c’è una differenza: il mezzo, che indubbiamente cambia. Ma c’è anche una cosa in comune: il linguaggio, che è il medesimo. Con "Perduto Amor" ho voluto provare un’esperienza nuova, di cui sono rimasto soddisfatto. E che dunque ripeterò (realizzerà un secondo film, "Musikante", sugli ultimi giorni di vita di Beethoven, n.d.a.)».

 

Cosa rappresenta il "Perduto Amor"?

F.B.: «Il "perduto amore" rappresenta tutto ciò che ci perdiamo della bellezza dell’esistenza. È una canzone di Adamo che sentivo in giro quando ero piccolo, e che mi piaceva. Un brano del genere, nei titoli di testa, è una pennellata della musica di quell’epoca».

 

Come mai la presenza di alcune scene senza soluzione di continuità con la trama, oltre alla scelta di inserire spesso la dissolvenza, come se ogni volta si chiudesse un piccolo capitolo?

F.B.: «Beh, nelle singole scene del film ognuno può vedervi il significato che preferisce! Diciamo che "Perduto Amor" è un film molto particolare, che svuota un po’ la meccanica tradizionale. A dirla tutta, non c’entra molto con il cinema!».

 

Sgalambro, lei scrive da tanti anni testi per Battiato. Appare anche nel film. Ha pubblicato un cd di cover dal titolo "Fun club". Non è singolare tutto questo per un filosofo come lei?

M.S.: «"Fun club" gioca sull’affinità della parola con il termine "fan": intitolando un album "Fun club" volevo mettere in risalto la frivolezza della musica proposta. Quanto al fatto di collaborare con Battiato, tutto è nato quando gli spedii una copia del mio "Contro la musica": pensavo si arrabbiasse…».

F.B.: «… e invece mi sono divertito molto. Così gli ho chiesto di collaborare con me».

 

Il punto è che non si capisce se il protagonista del film sia il ragazzo siciliano che emigra al nord o questo misterioso filosofo che appare ogni tanto…

M.S.: «Ma come si fa a dire chi sia il protagonista? Un protagonista può essere anche un mobile, o la presa di un muro. Il protagonista occupa uno spazio? No, non necessariamente! In questo film i protagonisti sono laterali».

 

Potrebbe essere Battiato stesso il protagonista di questo film? Si dice che sia autobiografico…

M.S.: «No, non si può pensare neanche che il protagonista di questo film sia Battiato: "Perduto Amor" è semplicemente un film che parla del suo essere film».

F.B.: «Nel film ho preso spunto esclusivamente dalla mia memoria per raccontare certe cose: ad esempio, la Sicilia degli anni ’50 e ’60 è quella che è presente nei miei ricordi. Ma per il resto "Perduto Amor" è tutt’altro che autobiografico!».

 

Ok, allora parliamo di musica: Sgalambro cosa pensa della musica leggera?

M.S.: «Oggi la canzone ha tutt’altro significato rispetto a un tempo: la musica leggera è attualmente la sola rappresentante della musica. C’è stata un’inversione dei ruoli: prima era la musica colta a essere "la musica" per eccellenza».

 

Questa inversione dei ruoli è temporanea o no?

M.S.: «Sicuramente è temporanea: questa temporaneità può durare anche qualche secolo (cos’è qualche secolo di fronte all’eternità?), ma prima o poi la musica colta tornerà alla sua funzione originaria. Ora quest’ultima è troppo distante dall’orecchio dell’ascoltatore, mentre la musica leggera è l’unica vicina all’interlocutore».

 

A proposito di musica leggera, lei, Battiato, ha pubblicato un disco storico, "La voce del padrone", che ancora oggi è considerato tra i fondamentali da molti musicisti. Come reagisce a questi complimenti?

F.B.: «Mi divertono, specialmente perché quando ho inciso quell’album ho giocato, e l’ho fatto in piena libertà: se ti togli dalla responsabilità di alzare il tiro, ti senti libero, senza alcun tipo di condizionamento. Ed è proprio in quel momento che arrivi a creare dei prodotti interessanti».

 

Cosa prova Battiato quando si trova su un palco?

F.B.: «Sto molto bene! In quanto artista, quando sono su un palco divento un ponte tra cielo e terra».

 

E' appena uscito un suo cd dal vivo, "Last summer dance". Il live arriva spesso a conclusione di un ciclo. A quando un nuovo album?

F.B.: «Quien Sabe!».

 

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