RELAZIONI PUBBLICHE O "CONOSCENZE PRIVATE"?

Probabilmente ciò che sto per scrivere non sarà condiviso con entusiasmo da alcuni colleghi delle RP tuttavia mi auguro venga colta la valenza costruttiva e non polemica dei miei pensieri. Relazioni pubbliche o conoscenze private? E’diverso tempo che mi pongo questa domanda poiché troppe volte, entrando nelle aziende, mi sono reso conto di come l’approccio strategico ai diversi tools della comunicazione non venga talvolta contemplato nelle attività di RP. Ho visto tanti uffici stampa agire senza metodo, strategie ed obiettivi misurabili. In questo “ambiente” organizzativo ecco che trovano spazio diverse “forme di vita”, agenzie o singoli professionisti, che abbagliano il cliente proponendo come punti cardine della loro competenza una serie di “conoscenze private” o presunte tali in ambito giornalistico, istituzionale ecc.. E l’integrazione nella brand strategy? La misurabilità? Le riviste tecniche e specializzate? Le conoscenze sono un patrimonio prezioso, sudato e talvolta indispensabile, tuttavia non possono e non devono essere l’unico o il principale strumento di lavoro. Se è vero che un’azienda deve governare le relazioni con i suoi pubblici di riferimento, come si può governare senza un progetto? Io credo sia doveroso garantire alle aziende un SERVIZIO concreto fatto di incontri periodici, analisi quali-quantitative, azioni specifiche, ragionate e programmate nel tempo. Se dimentichiamo questi aspetti si corre il rischio di ridurre l’immagine di un’ agenzia di RP alla metafora del piccione viaggiatore: “… se hai una notizia dammela che te la passo…” Concludo dicendo che esiste un mondo di aziende operanti in settori B2B, prettamente industriali, dove le RP strategiche possono vantare case history di successo ma dove le mere conoscenze private non avrebbero ottenuto grandi risultati e forse avrebbero negato l’accesso di queste aziende ad uno strumento così interessante ed efficace.