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Intervista al fumettista Bepi Vigna

Bepi Vigna ha davanti a sé un foglio bianco. Grande foglio.
In realtà non totalmente bianco. Sopra il foglio delle parole. Bepi Vigna le completerà:
Le parole del foglio …then start: LAUREA IN LEGGE... bisognava avere il “pezzo di carta” e poi i miei ci tenevano che tutti i figli fossero laureati.
Mi sono iscritto all’Università, non troppo convinto (volevo scrivere e girare film) però poi ci ho preso gusto. Ho fatto una tesi sulla Pubblicità, come Berlusconi, ma non sono diventato ricco come lui. Dopo ero deciso a fare l’avvocato, perché sono sempre stato un grande appassionato di legal thriller. In effetti l’avvocato l’ho fatto per cinque anni e con grande passione.
Mi piaceva il confronto delle idee, la sfida di elaborare una tesi che convincesse i giudici.  Dicono che fossi anche bravino nelle aule di giustizia, ma l’avvocato era un lavoro vero, mica come fare lo scrittore! Così, quando il successo di Nathan Never me lo ha consentito, ho deciso di lasciare l’ambiente forense per dedicarmi alla scrittura a tempo pieno. Però poi ho finito per sposare un avvocato, quindi non mi sono allontanato tanto.  

MARTYN MYSTERE...l’incontro con Alfredo Castelli e con Martyn Mystére ha dato una svolta alla mia vita. Il primo soggetto e la prima sceneggiatura di fumetti pubblicati con Bonelli erano proprio per Martyn Mystére ed erano due storie ambientate in parte in Sardegna, “Il Mistero del Nuraghe” era addirittura ambientata a Baunei (mio paese natale) e c’era anche un personaggio che si chiamava come me! Della serie… partiamo dalle cose che conosciamo.

ZAGOR.... volevo cimentarmi con gli scenari avventurosi di un personaggio della mia infanzia, ma leggere le avventure di Zagor era molto più bello che scriverle, così, ho preferito lasciar perdere. Zagor, con tutte le apparenti ingenuità, è un grande personaggio d’avventura, quell’avventura spensierata e giocosa che non diventa mai farsa e che si è un po’ perduta.

DYLAN DOG... Tiziano Scalvi ci strappò a Martin Mystére per farci scrivere qualche storia del suo nuovo personaggio. Nessuno, quando scrivemmo le storie io e i miei due soci, poteva immaginare che Dylan Dog sarebbe diventato un fenomeno così importante. Il fumetto in cui si è identificata una generazione, un personaggio che sapeva comunicare con i ragazzi degli anni Ottanta.

BANDE DESSINÉE… Ho sempre adorato il fumetto franco-belga, ci ho scritto anche un libro, un saggio che è stato adottato anche in un corso universitario. Era quindi inevitabile che per il gruppo di aspiranti fumettisti che contribuii a creare a Cagliari, nei primi anni Ottanta, scegliessi come nome, Bande Dessinée.

NICK RAIDER... sono un appassionato lettore di gialli e mi piace inventare storie poliziesche. Ma con Nick Raider non c’era il giusto feeling.

MICKY MOUSE IN SARDEGNA.... la Regione Sardegna aveva acquistato delle pagine pubblicitarie su Topolino, ma per un disguido alcune non erano uscite.
Come “risarcimento” venne deciso di realizzare una storia di Topolino ambientata in Sardegna.
Mi sono divertito a scrivere una storia avventurosa, nello stile del Micky Mouse degli anni Trenta. Credo che sia un buona storia e mi conforta il gradimento che ha avuto presso i lettori sardi in particolare.

SCUOLA DI FUMETTO A CAGLIARI... Nel 1993 mi venne l’idea di dar vita a un corso di fumetto, per venire incontro alle molte richieste di ragazzi che volevano accostarsi professionalmente ai comics. Sono passati dieci anni e la scuola di fumetto c’è ancora, ora è addirittura diventata una scuola comunale, perché operiamo sotto l’egida dell’assessorato alla Cultura di Cagliari.

Sono un po’ stanco di insegnare, però continuo, perché vedere tanti ragazzi sardi crescere come disegnatori e sceneggiatori e farsi strada in questo mondo del fumetto, difficile e pieno di invidie, è una grossa soddisfazione.
Ogni tanto c’è a Cagliari qualcuno che cerca di farmi concorrenza, pensando che io guadagni chissà quanto dai corsi di fumetto. In realtà, non ci guadagno niente… i nostri bilanci non prevedono compensi per il sottoscritto. Se continuo a dirigere questi corsi è solo perché credo che, quando si ha la fortuna di fare un mestiere bello come il mio, qualcosa bisogna restituirla.

ANDREA PAZIENZA E LE SUE FAVOLE... Grande Paz. L’ho amato fin da quando non era ancora famoso, quando lo avevamo scoperto in pochi, nel 1976. Ecco un altro autore che ha saputo interpretare i pensieri, i sogni, le paure di un’intera generazione. Era il 1977 e lui raccontava quasi in diretta, con i suoi disegni, quello che avveniva a Bologna.

Grande Paz. Ho la fortuna di appartenere, per motivi di età e di esperienze vissute, a quelli che possono capirlo fino in fondo. Mi è sempre dispiaciuto che all’estero, invece, non siano riusciti a cogliere la sua poesia.

 

Bepi Vigna: così scrivendo ci ha disegnato il suo mondo. Grazie di cuore!

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