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(2) La Ragazza con la Pistola di che Segno è? La fiction Capri

LE FICTION: “CAPRI” & “NATI IERI”

“Capri”:

Benché il Telegatto2006 per la miglior fiction sia stato vinto dalla serie “I Cesaroni”, i dati auditel hanno confermato che, al secondo posto, la vittoria è stata di Capri che ha ottenuto uno share del 26,1% - pari a 6,1 milioni di spettatori – favorendo l’ammiraglia Rai.

Capri racconta di una ragazza, Vittoria Mari (Gabriella Pession), laureata in psicologia e in procinto di sposarsi con Andrea, un rampollo della buona società milanese, chescopre di essere stata nominata erede di una signora dell'isola, Donna Isabella. Convinta si tratti di un equivoco, Vittoria si reca a Capri, nonostante il parere negativo di Andrea, che vorrebbe la compagna accanto per ultimare i preparativi del matrimonio. Dal notaio, Vittoria scopre di essere co-erede di Villa Isabella, un’abitazione che sorge sull’isola, insieme a Massimo (Kaspar Capparoni) e Umberto Galiano, nipoti di Donna Isabella. Umberto (Sergio Assisi), affascinato da Vittoria, si comporta con lei in maniera seducente, mentre il fratello Massimo, un marinaio affascinante e misterioso, si dimostra più ostile, domandandosi chi sia e da dove venga la ragazza, dal momento che la sua presenzarappresenta l'ostacolo principale per la vendita della villa, che i due fratelli, colpiti da problemi finanziari, hanno promesso agli Scapece, una delle famiglie più influenti dell'isola. Nel frattempo Vittoria viene a conoscenza di un segreto che cambia la sua vita: scopre di essere stata adottata. A questo punto, non è solo un’eredità a legarla a Capri, ma il suo stesso passato che credeva di conoscere. Decide, quindi, di far luce sulle sue origini.


Da cosa dipende il successo della serie?

La principale motivazione va riscontrata nella struttura della narrazione che ripercorre i tratti essenziali della fiaba. Il folklorista russo Vladimir Propp[2] pubblica, nel 1928, Morfologia della Fiaba: un lavoro in cui analizza alcune centinaia di fiabe di magia alla ricerca di schemi narrativi costanti. Fra questi schemi, “Capri”, ne ricalca alcuni:

I. L’eroe si allontana dalla casa (allontanamento)

II. Il cattivo tenta di ingannare l’eroe per impadronirsi dei suoi beni (delazione)

III. L’eroe viene messo alla prova

IV. Il cattivo è vinto

V. L’eroe si sposa e viene proclamato re (matrimonio)

In questo caso, l’eroe è una donna ma non assume il ruolo descritto dalle costanti di Propp. Il motivo può essere riscontrato, così come sostiene Milly Buonanno[3], nel suo genere sessuale. Trattandosi di una signorina, l’intreccio fiabesco incontra e si coniuga con ancestrali stereotipi femminili che le “favole della nonna” contenevano. “Capri” ha eroi d’azione ed eroine che agiscono, certo, ma aspettano anche di essere salvate. Vittoria è la “cenerentola” smarrita, che abbandona all’altare un principe per cercare la sua vera identità. Sembrerebbe un percorso di liberazione e di riscatto del sé – come Assunta Patené insegna – ma, poi, la sua figura ritorna ad essere ingabbiata nel ruolo della donna persa tra due uomini e proiettata, soprattutto, nella ricerca della voce del cuore. È un caso che non svolga alcun lavoro definito?

L’eroina e l’antagonista, Carolina Scapece, si scontrano e confrontano su un terreno: la gelosia d’amore, il desiderio di conquista, l’appagamento sentimentale. Tutto il resto è contorno. Intanto, i protagonisti uomini, buoni o cattivi, hanno a che fare con problemi finanziari, con la necessità di far decollare le proprie aziende manifestando aperta concorrenza al rivale in affari.

Per quanto sia stata una fiction di successo – in quanto vicina al mondo delle favole e, perciò, causa d’immedesimazione da parte del pubblico – ha reso una precisa diapositiva sulla donna: indipendentemente dal suo percorso formativo o professionale, ciò che per lei conta è l’amore. Che sia felice, che sia fidanzata e che sia, si spera un giorno, moglie.

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