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The eyegaze communication system: così gli occhi parlano e scrivono

Presentato in anteprima presso la Comunità Piergiorgio onlus di Udine che dal 1971 opera a favore delle persone diversamente abili, il sofisticato sistema di puntamento oculare verrà presto distribuito anche in Italia.

Carolina Laperchia
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The eyegaze communication system: così gli occhi parlano e scrivono
Provate ad immaginare uno schermo a cristalli liquidi ed un “braccio” snodato, necessario per sostenerlo; pensate ancora ad una telecamera a raggi infrarossi, posizionata davanti al monitor; ad una piccola “cabinet”, preziosa custode del potente processore deputato all’elaborazione delle immagini inviate dalla telecamera; ed infine ad una tastiera, destinata solo ed esclusivamente all’operatore, necessaria per regolare alcuni parametri del computer. Otterrete un insieme di componenti, sia hardware che software, del peso complessivo di appena 2.7 kg, che per molte persone rappresenta oggi l’unica possibilità per poter essere strappate al silenzio cui sono confinate a causa della propria malattia e per comunicare con il mondo attraverso l’ausilio solo ed esclusivamente dei propri occhi che all’improvviso, sullo schermo, diventano un mouse virtuale. In una sola parola: The Eyegaze Communication System. Un sofisticato sistema a controllo oculare, brevettato dall’azienda statunitense “LC Technologies Inc”, pioniera, 18 anni fa, nel settore dell’eyetracking, la tecnologia che permette di registrare e fissare il percorso dello sguardo delle persone durante l'osservazione delle immagini monitorandone il movimento oculare sullo schermo ed il suo tempo di permanenza su punti specifici.Destinato a pazienti colpiti da malattie totalmente invalidanti, come la sclerosi laterale amiotrofica, (SLA), la distrofia muscolare, lesioni cerebrali e spinali, l’Eyegaze Communication System sbarcherà molto presto anche in Italia attraverso la ditta emiliana “Help I Care” che si occuperà della sua distribuzione. “Io e mio marito abbiamo iniziato le nostre ricerche in questo settore nel 1987, quando volevamo capire in che modo il computer poteva essere utilizzato da bambini affetti da paralisi cerebrale infantile solo con l’ausilio dei propri occhi. Oggi il nostro è un sistema altamente sofisticato, molto preciso, con cui soggetti di ogni età, affetti da patologie totalmente invalidanti, ed il cui unico movimento ancora possibile è proprio quello della pupilla, possono comunicare a tutti gli effetti”. Comunicare dunque gestendo in autonomia la propria posta elettronica; navigando agilmente sul Web; parlando, grazie ad un sintetizzatore vocale capace di tradurre in suono ciò che gli occhi scrivono sul monitor attraverso una tastiera virtuale dallo sfondo nero e con i tasti in colori diversi per non affaticare la vista e per agevolare l’identificazione degli elementi sul video.Parola di Nancy Cleeveland, responsabile commerciale e titolare dell’azienda americana, che ha scelto di presentare le capacità operative del prodotto presso la Comunità Piergiorgio onlus di Udine (FVG) che dal 1971 opera a favore del recupero delle persone disabili consentendone l’integrale sviluppo. “Faremo senz’altro una valutazione complessiva dell’ausilio, che tenga conto delle sue caratteristiche tecniche, delle risorse dell’utente e del contesto ambientale di utilizzo, tenendolo in contovisione per un determinato periodo di tempo. E’ innegabile la necessità di prospettare agli utenti possibilità diverse, mettendoli dunque nella condizione di poter scegliere la soluzione migliore per loro.” Così Elena de Paoli, terapista e coordinatrice dell’Ufficio H, importante “braccio” della Comunità ed unica struttura delegata dalla Regione Friuli Venezia Giulia a fornire informazioni e consulenze sugli ausili presenti non soltanto sul territorio locale ma anche nazionale ed estero per le persone diversamente abili (legge 41/96). “Il problema da affrontare rimane tuttavia quello del costo. Si tratta infatti di ausili che, eccettuati rari casi, sono interamente a carico dell’utente che li acquista”. Non ha dubbi a riguardo Enrico Pin, consulente informatico dell’Ufficio H, convinto altresì che uno dei punti di forza di questo strumento sia proprio il suo essere frutto di studi e ricerche realizzate da un team multidisciplinare, costituito da esperti che non provengono soltanto dal settore dell’ingegneria ma anche dall’ambiente medico. E mentre l’inadeguatezza legislativa, per ciò che concerne il carico economico di simili ausili, non ancora passati dal sistema sanitario nazionale, sembra non essere destinata ad una rapida risoluzione, l’Eyegaze Communication System comincia dunque ad affacciarsi anche sul mercato europeo assicurando un miglioramento continuo delle sue prestazioni. Il tempo parlerà da solo. Carolina Laperchia
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