Analisi delle testate: La Repubblica

La Repubblica

Genere: quotidiano nazionale indipendente
Tiratura: più di 600.000 copie giornaliere
Data di fondazione: 1976
Sede: via Cristoforo Colombo 90 (Roma)
Fondatore: Eugenio Scalfari
Proprietà: gruppo L’Espresso
Direttore: Ezio Mauro

Nome testata: riprende i valori di appartenenza della Repubblica Francese, fatti propri dall’impostazione mentale dell’Espresso. Inoltre rimanda all’azionismo che si è avuto per poter arrivare ad avere la Repubblica Italiana.

Orientamento politico: apparentemente è un giornale indipendente ma in realtà segue un’ideologia improntata sui valori del centro-sinistra.

Breve excursus storico: fondato il 14 gennaio 1976 da Eugenio Scalfari grazie ad un’unione finanziaria tra Editoriale l'Espresso e Arnoldo Mondadori Editore, il direttore è lo stesso Scalfari, già fondatore del settimanale L'Espresso, che mantenne il compito fino al 1996. A fine anno la diffusione del quotidiano è già di circa 100.000 copie a numero. Raggiunge il pareggio in bilancio nel 1979 insieme ad una tiratura di 180.000 copie.
Nel 1986 viene introdotto come supplemento, il settimanale finanziario Affari e finanza, l'anno dopo è la volta del celebre inserto settimanale Il Venerdì. Dal 10 gennaio 1994 comincia ad uscire il lunedì di Repubblica, l'edizione ridotta del lunedì. Il 1995 oltre a l'anno dell'introduzione dei due supplementi 'Musica, rock & altro!' e 'Salute' è l'anno della rivoluzione grafica, vengono infatti introdotti i colori nella prima pagina e nelle inserzioni pubblicitarie. L'anno successivo la direzione del quotidiano passa di mano, Eugenio Scalfari lascia il timone all'attuale direttore Ezio Mauro, viene lanciato come inserto il settimanale femminile D e in occasione delle elezioni politiche, nasce, in fase sperimentale, l'edizione online del quotidiano, che si è affermato come uno dei principali siti di informazione italiani.

Analisi del contenuto

La prima pagina segue una logica inversa del Corriere della Sera, ovvero il primo titolo è dedicato all’amnistia e il secondo, però scritto in caratteri più grandi, alla vicenda Unipol. L’argomento dell’amnistia è corredata da una foto dell’Aula di Montecitorio semi deserta (mentre nel Corriere non c’è una foto in prima pagina ma una vignetta). Accanto alla vicenda Unipol ci sono due trafiletti, il primo riguarda le previsioni dei rincari del 2006, il secondo mescola due argomenti: il ritrovamento di una fossa comune di bambini in Iraq e lo scandalo Nigergate che vedrebbe coinvolto nella falsificazione di documenti relativi alle armi nucleari irachene il responsabile d’Italia della Cia. Entrambi i trafiletti sono corredati da foto, rispettivamente di targhette di prezzo e di Bush che risponde ai microfoni puntati. Nella parte bassa si parla dell’eterno conflitto tra religione islamica e mondo dello spettacolo, in particolare il Grande Fratello non risponde ai principi della religione e per questo è stato annullato il voto tramite sms. Dell’uomo di colore ucciso a New Orleans la prima pagina non dice niente. Infine, nell’estrema destra del giornale si segnale un reportage interno sulla rivolta delle banlieus parigine.

La Repubblica dedica le prime sei pagine interne alla vicenda Unipol, pagine nelle quali si trova oltre che articoli, grafici, foto, anche pubblicità, soprattutto la quinta ne è occupata per più del 50%. Sull’amnistia vengono usati toni più alterati rispetto a quelli del Corriere: ad esempio “l’amnistia resta al palo”. Alle giustificazione degli assenti non è dedicata una pagina ma a malapena mezza pagina in basso con l’articolo che inizia citando un discorso della Bellillo «“Mia figlia è tornata da Praga”, la giustificazione degli assenti»: intitolare un articolo così è come mettere in risalto la scusa più ridicola o fantasiosa invece di generalizzare come è stato fatto nel Corriere. Nella pagina seguente dedicata all’argomento il titolo è il seguente:

Occhiello: Il presidente della Camera contestato: la scelta del giorno e dell’ora avrebbe scoraggiato le presenze

Titolo: Pier finisce sotto accusa “Colpa sua quei banchi vuoti”

Sottotitolo: E lui: convocati alle 9.30? A quell’ora l’Italia già lavora

La posizione del quotidiano è palese: l’assenteismo non è dato tanto dai motivi personali dei parlamentari quanto dalla data e dall’orario della convocazione, motivo per il quale finisce per essere accusato Casini, e la sua parola di difesa si riassume solo nel sottotitolo. Espressioni nel testo che connotano il Presidente della Camera sono: “si tradisce alla fine”, “va in automatico dopo 5 anni”, “colpevole di aver scelto la nefasta data” e poi una serie di domande retoriche sul suo operato. L’editoriale intitolato “Il manuale dell’ipocrisia”, critica aspramente la bella vita dei politici che non si preoccupano di “alleviare la situazione nelle carceri” e che non hanno dato una risposta pratica all’appello di Giovanni Paolo II (“fatta la festa, gabbato il Santo Padre”). Curzio Maltese attacca le critiche piovute su Casini e rimanda la colpa alla negligenza dei deputati, al ministro Castelli che non fa niente per assolvere al compito di ministro della giustizia e infine si domanda se il leader dei radicali Pannella “c’è o ci fa” quando afferma che non è andata male. La Repubblica assicura dunque un’ampia veduta d’opinioni su ciò che accade ma c’è da considerare che mentre le critiche a Casini sono a pagina 9, l’editoriale è a pagina 17.

Nel fronte della vicenda Unipol già dal titolo in prima pagina si capisce il tono che prenderanno i commenti interni: l’aggettivo “illeciti” è usato per sostituire “euro” e rende l’idea sia dei tanti crimini commessi dal manager indagato, che della quantità di soldi ricavata dai crimini. Il titolo è molto più movimentato rispetto a quello del Corriere e richiama l’attenzione su un fatto indignitoso su cui l’opinione pubblica generale è schierata contro. Nell’occhiello è inoltre presente un termine inglese, “insider trading”, che presuppone un indirizzarsi della testata ad un pubblico giovanile o che ha delle specifiche competenze non solo nell’inglese ma anche nell’economia. Questa cosa si ritrova anche nel Corriere che però utilizza terminologie specifiche in italiano. Il target di questi due quotidiani è quindi composto da persone con un buon livello di cultura e di conoscenze, chi dirige i giornali ne è consapevole e punta molto a rendere compiaciuto il lettore modello, per il quale l’acquisto di Repubblica o del Corriere della Sera è una sorta di status symbol. Nella seconda pagina il titolo viene meglio espresso: “soldi illeciti per 50 milioni”. Il termine “illecito” è reiterato in tutti gli articoli che parlano dell’argomento. L’articolo parte con la descrizione umana dell’imputato, una persona stanca, afflitta dagli interrogatori, un gigante “della finanza rossa” che adesso è un comune mortale che è stato tenuto sotto torchio per fargli confessare le sue colpe. Nella quarta pagina sono riportate alcune intercettazioni telefoniche, il titolo è:

Titolo: Consorte: “Quel Rutelli è vergognoso”

Sottotitolo: Il leader della Margherita attaccato perché criticava la scalata alla Bnl

Tra tutto il materiale intercettato è stata scelta proprio questa citazione di Consorte: la testata si pone in maniera protettiva nei confronti di Rutelli, mette la frase tra virgolette specificando che è stata detta da un uomo indagato per truffa, e nel sottotitolo usa un verbo passivo, cercando inoltre di dargli buoni spunti di riflessione.

Esempi:

Occhiello: Soltanto 136 i deputati presenti alla seduta straordinaria. Casini rinvia la discussione a gennaio. Il ministro Castelli: “Vergogna per i firmatari assenti”

Titolo: Camera vuota, si allontana l’amnistia

Occhiello: Al presidente Unipol, interrogato per 5 ore anche su Telecom, contesto l’insider trading. L’antimafia indaga su Coppola. Forse domani il Governatore

Titolo:Consorte, 50 milione di illeciti”

Sottotitolo: L’accusa dei pm. Ciampi: ok alla legge sul risparmio

Per concludere, la testata utilizza mezzi persuasivi per mantenere alto il proprio orientamento ma in ogni caso cerca sempre di mediare e di non dare un giudizio secco o troppo evidente. La Repubblica, come del resto il Corriere, è un quotidiano che aiuta nella comprensione della complessità dei fatti e che guida velatamente il suo lettore modello verso un’opinione.

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