Costruire un’identità attraverso le proprie canzoni, ma anche tramite vari livelli semantici riscontrabili in tutto il proprio personaggio: ecco Gigi D’Alessio
Napoletano verace, ma al tempo stesso aspirante ad una ribalta più internazionale, Gigi D’Alessio è un esempio di personaggio che sa gestire al meglio ogni singolo aspetto della propria identità, anche e soprattutto in relazione alla sua immagine pubblica e al rapporto con i fans, sempre presente a differenza di alcuni suoi colleghi che usano un po’ troppo snobismo nei confronti dei loro proseliti. “Quanti amori”, il nuovo cd di D’Alessio, non è altro che l’ultima testimonianza, in ordine di tempo, di queste supposizioni: dentro è condensato tutto l’insieme di elementi che complessivamente compongono l’identità del cantante.
Musicalmente, lo stile di Gigi D’Alessio è suddivisibile in tre filoni: il napoletano classico, qui presente in “Spiegami cherè” e “Napule”, che si avvale anche della collaborazione di Gigi Finizio, Sal Da Vinci e, soprattutto, Lucio Dalla; il romantico strappalacrime, rappresentato dalla sanremese “L’amore che non c’è” o da “Liberi da noi”; e il danzereccio accessibile, come “Baila” (in passato è stato “Como suena el corazon” et similia).
Tuttavia, non è attraverso queste stratificazioni che si esaurisce l’analisi del personaggio D’Alessio: c’è anche, più in generale, la caratterizzazione nazional-popolare, che già da sola contribuisce a spiegare non poco le ragioni di un successo che a molti pare immotivato. In realtà, il pubblico ha semplicemente bisogno di un moderno e genuino menestrello che sia in grado di narrare le emozioni di tutti i giorni, e identifica in Gigi D’Alessio la risposta a questa sua esigenza.
Negli anni si è avuto un passaggio, che corrisponde ad una vera e propria metamorfosi, dal microcosmo partenopeo all’universo ben più ampio dell’Italia tutta: uno step importante, perché verifica la volontà di allargare la propria fetta di pubblico, aggiungendo al calore e all’affetto tipici della sua città quelli di un riferimento senza dubbio più vasto. E non finisce qui: c’è anche il legame con la televisione, che si può riscontrare nella sigla del reality “Campioni” (“Campioni nel cuore”), atta a regalare ulteriore colore ad una proporzione mediatica intraprendente ed intrigante, e nella campagna sociale legata al Ministero della Salute (“Non c’è vita da buttare”), che in questo caso punta ancora più in alto perché coinvolge non solo il medium freddo, ma tutti i mezzi di comunicazione. Non è la prima volta, in tal senso, che D’Alessio si impegna attivamente nel sociale: basti pensare a “Piccolo amico”, che era parte di un progetto a favore dell’Unicef. Tutti fattori che provano la grande attenzione di Gigi D’Alessio al sociale, ponendo come premessa il fatto che la sua dedizione sia in assoluta buona fede: è indubbio, così ragionando, che ciò concorra a definire la personalità sensibile di tale artista. Un’ultima osservazione la merita il settore “interattività”: nel cd è contenuta anche una traccia interattiva che comprende i videoclip di “Quanti amori”, “Liberi da noi” e “Napule”.