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Santi, Poeti e Comunicatori
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di Simona Pescatore letto 4914 volte | Condividi
Colloquio informale sulla legge 150/2000
È possibile parlare di una legge in maniera da coinvolgere un grande numero di lettori? Il rischio di annoiare potrebbe essere sempre in agguato, ma il tono colloquiale e il linguaggio informale utilizzati da Stefano Martello e Gennaro Pesante, autori di “Santi, Poeti e Comunicatori”, rendono l’argomento affrontato più “leggero” e comprensibile a tutti. “Santi, Poeti e Comunicatori” è un colloquio informale sulla Legge 7 giugno 2000, n. 150 Disciplina d’informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni. I due autori, avvalendosi del contributo di Isabella Piro, ironizzano su una situazione in realtà molto preoccupante: sono trascorsi quattro anni dall’entrata in vigore della legge e ancora nessuno la conosce, compresi gli amministratori della cosa pubblica, che dovrebbero, non solo conoscerla, ma soprattutto applicarla. La discussione sostenuta dagli autori porta il lettore a condividere con loro gli stessi stati d’animo: le aspettative elevate nei confronti di una legge che finalmente riconosce, a livello istituzionale, il ruolo del comunicatore; l’entusiasmo iniziale, seguito subito dopo dalla delusione di fronte a una realtà che non rispecchia le proprie attese; fino ad arrivare a una rabbia costruttiva che esorta a non scoraggiarsi, ma a continuare a lavorare “forse un po’ disillusi, sicuramente più forti dentro … più motivati e più consapevoli”. Gennaro e Stefano analizzano i motivi che non hanno permesso la corretta applicazione della legge: la necessità di un’adeguata formazione del personale, non sempre possibile per carenza di fondi; l’esigenza di assumere esperti in comunicazione attraverso complicati concorsi pubblici; ma, soprattutto, la non conoscenza del settore specifico che induce a considerare chiunque in grado di svolgere il “mestiere della comunicazione”. Uno dei problemi principali, in realtà, è legato alla stessa formulazione della legge, in cui emerge una confusione fra mondi differenti: giornalismo, comunicazione istituzionale e pubblicità. Si parla, inoltre, di portavoce, di ufficio stampa, senza indicare percorsi formativi specifici e ruoli ben definiti, che evitino conflitti e sovrapposizioni operative. Le lacune della legge, sostengono gli autori, riflettono un problema a monte: la pubblica amministrazione ancora non è abbastanza matura e pronta per comunicare realmente con i cittadini. Un primo passo è stato fatto: si è compreso che per un miglioramento concreto della vita pubblica è necessario un rapporto più trasparente e chiaro con i cittadini, e si è riconosciuto, pertanto, il ruolo fondamentale che una comunicazione istituzionale efficiente ha nella crescita della società; il passo successivo deve essere quello di “identificare i contenuti e le modalità per presentarli al cittadino”, dandogli realmente la possibilità di partecipare attivamente alla vita pubblica; infine sarà necessaria una riformulazione della legge, in modo da consolidare figure e ruoli, e un monitoraggio costante nel tempo, per verificare gli effetti dell’applicazione della normativa.
L’obiettivo degli autori è quello di far discutere su una legge “poco conosciuta, poco applicata e, soprattutto, poco compresa”, ma di fondamentale importanza per l’instaurazione di un rapporto democratico tra enti pubblici e cittadini. Lo stile ironico e il linguaggio informale adoperati vanno in questa direzione: coinvolgere i lettori, chi è interessato al mondo della comunicazione, ma anche chi non lo è, ed esortarli a riflettere e a fare delle considerazioni da condividere con altri.
Sono riusciti nel loro intento? L’ironia è vincente: coinvolge, diverte e fa riflettere; ora sta ai lettori continuare il dibattito e, stimolati dalle provocazioni degli autori, trovare le soluzioni più adeguate.
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| Cecilia dice: |
09/02/2005 17.26.05 |
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| Io ho sentito gli autori... |
...parlare alla radio sul libro; mi sembrava carino così l'ho comprato; è vero devono essere due matti controllati da Isabella Piro!!!! Cmq non sono d'accordo sul marketing pubblico, secondo me serve e tanto altrimenti le istituzioni non si attiverebbero mai. Ciao a tutti, cecy
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| Francesca dice: |
31/01/2005 11.45.04 |
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| Io l'ho letto e l'ho trovato ben fatto: ironico al punto giusto, perché suscita una risata un po' amara, elencando tutti i difetti della 150. E già il fatto di ridere davanti ad un testo legislativo è un bel risultato!
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| Sergio dice: |
27/01/2005 2.47.59 |
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| Un breve parere... |
| Mi è venuta voglia di comprare questo libro dal titolo bello e affascinante, complimenti agli autori e alla persona che ha scritto la recensione...
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