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Scorreggiamo in allegria con Dolce e Gabbana

 
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di Massimo Giuliano letto 78096 volte | Condividi

Ma si può realizzare uno spot come quello degli orologi D&G?
Scorreggiamo in allegria con Dolce e Gabbana
Va bene che la pubblicità deve essere in continua evoluzione. Va bene che deve rinnovarsi. Va bene che deve sempre stupire i consumatori. Però, francamente, l’ultimo spot di Dolce & Gabbana, ideato per reclamizzare gli orologi firmati dai due stilisti, appare davvero di cattivo gusto. Per non dire schifoso. Cosa si vede nel promo? Due ragazzi che, dopo una romantica cenetta e tutta una serie di altri “convenevoli” tipici della vita di coppia, si ritrovano seduti sul letto a scambiarsi i regali. Cosa dona lui a lei? Un orologio di Dolce & Gabbana. Fin qui tutto a posto, se non fosse che a un certo punto a lei scappa una “puzzetta”, e l’imbarazzo a quel punto è tangibile. Anche perché si tratta, citando i Gem Boy, di “Quello che le donne non fanno”: ragione ulteriore per cui, essendo invece capitato il contrario, la ragazza non sa proprio che pesci prendere. Ci pensa il suo premuroso e amorevole fidanzato a toglierla d’impaccio, sparando una scorreggia ancora più rumorosa di quella della sua gentile donzella. Il senso dello spot, non molto chiaro in verità, potrebbe essere che, in amore, non devono esserci inibizioni, e questa spiegazione sembrerebbe essere confermata dal claim: “For real lovers”, cioè “per veri amanti”. Peccato che questa scritta, a coronare l’inguardabilità dello spot, sia affiancata da un cuore formato dai gas dei due fidanzati. Un po’ troppo per la morale comune, non vi pare? Immaginate di imbattervi in questo spot ad ora di cena, mentre state gustando un buon piatto di quello che più vi piace. Non vi verrebbe da rimettere? Penso di sì, considerando che già di suo questa pubblicità provoca ribrezzo. Se l’intento dei suoi creatori era quello di dar vita a uno spot trasgressivo, ci sono riusciti. Se poi, oltre a ciò, si voleva mettere in piedi qualcosa di innovativo, ok, anche in questo l’obiettivo è stato raggiunto. Ma se invece si voleva proporre al pubblico qualcosa di carino e simpatico… beh, è stato fatto un bel buco nell’acqua!!!
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Pubblicato il 10/12/2004
da Massimo Giuliano | tutti i suoi articoli


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Tag dell'articolo ricavati in automatico: lo spot | gabbana | orologi | spot | dolce e gabbana |


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Rossella S dice: 04/06/2007 12.42.37
Doppi sensi alla corrida
In molti casi si dice in giro che la corrida è un programma molto pulito e genuino , ma per quanto riguarda i soliti sms inviati dai telespettatori , per richiamare anche il pubblico adulto sono le intriganti proposte riguardanti il presentatore Gerry Scotty , lo storico Maestro di Orchestra Pregadio e la simpatica vallette Michela Coppa .
Tutto ciò non si addicerebbe ad un programma avente una fama pulita e genuina , ma per certi versi anche volgare , nulla togliendo alla spenzieratezza dei contenuti .

 
Giovanni Falcioni risponde:
05/06/2007 10.38.05
E’ un po’ che non vedo la Corrida, non ho presente, per questo, i doppi sensi cui alludi.
Sono sms, sta al conduttore scegliere quali leggere; anzi, sta al regista, (a Gerry vengono recapitati), la trasmissione, pure se registrata, ha solo una scaletta, il resto è improvvisato. E’ proprio questo richiamo al reality show, che attira certo un tipo di telespettatori.
Evidentemente, i registi, se indugiano sui doppi sensi, è perché sanno graditi al pubblico, fanno salire gli ascolti.
Anche nella trasmissione della Clerici “mezzogiorno di cuoco” si sono succeduti personaggi doppio-sensisti.
Se volevi far riferimento alle pernacchie, ho visto almeno due concorrenti che usavano farle con le ascelle, seguendo un motivetto musicale (addirittura “il bel Danubio blu” di J. Strauss, mi sembra di ricordare); uno di questi all’epoca di Corrado, anni ’80.
Dopo tante risposte a questo articolo di M. Giuliano, potremmo chiederci: ma perché la gente è tanto attratta dall’espletamento delle funzioni corporali?
Posso avanzare qualche ipotesi.
Da un lato c’è la voglia di violare una censura, quindi il piacere di disobbedire, che ci solleva da una costrizione. Dal momento che non possiamo violarne altre più severe, ci rifacciamo sulla puerilità della scorreggia. Come quando gettiamo un piatto a terra, durante una lite, per non spaccarlo sulla testa del nostro interlocutore.
C’è poi la dissacrazione, che induce al riso: il contrasto fra la solennità, che soverchia e opprime e l’atto che ne mette in luce l’ipocrisia. Immaginate il Papa che, seduto sulla tazza del w.c. riceva dignitari politici: da baffettino forforoso a bandana pallida, e che, al loro saluto, risponda con uno scorreggione riverberante, da far tremare le statue del colonnato del Bernini.
Infine c’è il richiamo all’infanzia, quando scoreggiare era un divertimento, che faceva sorridere la mamma.
Ci vogliamo mettere anche un po’ di feticismo erotico? OK, mettiamocelo.

 
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Gianluca DeMichele dice: 23/06/2006 11.59.29
l'unica cosa scandalosa sei TU
quello che è più sconcertante, è che ci siano giovani, che ragionano ancora come te. alla maniera dei bisnonni. In italia, i taboo fanno parte del folklore, qualche volta però, questo folklore, lasciamolo nella tradizione e dedichiamoci pure a nuovi scenari, chissa' cosa diresti di un'opera di Schiele. non lo voglio nemmeno sapere. Fatti un week-end a Londra o ad Amsterdam e se lo hai già fatto, peccato che tu ti sia soffermato solo sull'architettura e sulle cartoline.

 
Massimo Giuliano risponde:
05/07/2006 15.28.52
Non preoccuparti...
Non preoccuparti, Gianluca! A Londra sono stato anche in posti "scandalosi" come i locali gay di Soho. Io non ragiono come i bisnonni, perché non mi stupisco proprio di niente. Tuttavia, ho il "difetto" di credere ancora nell'etica pubblicitaria, e ti ricordo che al riguardo esiste anche un codice di regolamentazione. Insomma, secondo me nella vita si può fare ciò che si vuole, ma bisogna avere un minimo di ritegno per ciò che riguarda la pubblicità, tenendo ben presente che si tratta di uno strumento al quale sono sottoposti tutti, bambini compresi.
Ciao e grazie per il tuo intervento!

Veronica Kidman risponde:
20/09/2006 17.21.59
Hai perfettamente ragione è una cosa stupida,anke se questa pubblicità non ha niente a ke vedere con la pubblicità dello SCHIACCIANOCI x esempio, dove il protagonista nudo prende una noce se la mette nel sedere e le schiaccia il guscio.E' una cosa indecente,veramente schifosa,e bisogna pensare ke oltre ai bambini piccoli ci sono anke persone adulte ke non gradiscono affatto questi denudamenti o questi gesti poco giustifacabili!!!!!!!!CIAO E SPERIAMO IN UNA PUBBLICATA' DOLCE E GABBANA UN PO' PIU' RAFFINATA DATO LA FAMOSITA' KE HA ALLE SPALLE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

g.falcioni risponde:
21/09/2006 1.35.00
schiaccianoci di cocco
Hai detto bene, Veronica, alle spalle, sono virtuosismi da gay pride.

Maddalena Milani Terragni risponde:
23/09/2006 1.35.26
d'accordo con specificazione
Sono d'accordo con voi, ma 'mo non andiamo a ingrandire la cosa pensando a gay pride non gay pride.
E' una pubblicità di cattivo gusto.
Spero, in generale, la pubblicità migliori, ed anche alcuni generi di programmi televisivi, di modo che non siano un corpo nudo o qualcosa che fa parte della maleducazione i protagonisti.

alessandrino D&G nazionale risponde:
24/10/2006 14.43.51
a proposito di..........
Vorrei ben precisare in quanto ambasciatore del marchio Dolce&Gabbana in the world che l'autore di questa inserzione si è mostrato inesperto,ingenuo e privo di cultura pubblicitaria in campo comunicativo.lo spot ideato dai due stilisti è uno dei più riusciti nel campo sopra citato e forse di buon gusto rimane solo il suo articolo

g.falcioni risponde:
25/10/2006 12.13.40
censura e tabù negli odori
Gli “odori” del corpo sono spesso oggetto di censura collettiva, almeno nella cultura occidentale.
Sull'infrangimento di questi tabù si basa certa pubblicità, che vorrebbe essere trasgressiva, e per questo sorprendente, originale, capace di conquistarsi una larga fetta di pubblico, sulla scia dello tsunami-trash televisivo.
C'è poi, da parte di ciascuno, o di molti, la voglia di esorcizzare questi tabù, di togliersi di dosso, dietro l'anonimato di un post, il senso di colpa per il proprio inevitabile olezzo.
Questo spiega, a mio avviso, il boom di visite a questo articolo (oltre al fatto che è permanentemente linkato in alcune pagine di comunitazione).
D&G, poi, essendo gay dichiarati e praticanti, hanno dalla loro parte tutta la popolazione gay, in contagioso incremento negli ultimi anni, grazie al Gay-Pride promoter multinazionale, la quale, anche se non acquista le loro "creazioni" è solidale con la coppia.
Si potrebbe perfino sospettare che lo spot è stato da loro ideato per “dar voce” a quella parte del corpo alla quale corrisponde una “immagine” assai estesa anche nella loro mente.
Il successo di questo spot, poco ripetuto e presto dimenticato, è stato assai modesto. Per fortuna, non si registrano tentativi di imitazione, a parte la pubblicità del cinesino alle prese con una tazza del w.c. più grande di lui, antecedente, però, allo spot di D&G.
Di recente ho visto una pubblicità del loro profumo (ricordo una bottiglietta azzurrina) decisamente gradevole e di buon gusto. Alla fine la qualità dell'immagine vince sul sensazionalismo.

terry granatiero risponde:
19/11/2006 23.28.58
.........!!!!
secondo me non bisogna soffermarsi a pensare a cosa sia lecito o non lecito fare.....cerchiamo sempre novità e cose che ci sappiano sorprendere...quindi spazio alle idee altrui...inoltre non vedo volgarità nell' esprimere tramite una pubblicità unconcetto conosciuto da tutti..anche perchè ha come scopo quellodi suscitare una risata...possiamo solo apprezzare l'originalità..ciao

 
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marco dice: 25/04/2005 16.28.54
Pubblicità vera
Ma chi lo ha detto che le donne non fanno le puzzette? Se non le facessero avremmo orde di mongolfiere in giro per le strade! Ritengo che sia una pubblicità molto ben fatta e soprattutto reale, che entra nell'intimità della coppia (anche i peti fanno parte dell'intimità) non capisco tutto sto scandalo, come se voi non le faceste, ma piantatela di fare i puritani! e allora la pubblicità di Natural, mi pare, quel giornale femminile dove nella pubblicità la protaginista molla un rutto che persino un cavernicolo si sarebbe spaventato? Quella non era cattivo gusto? Cmq bravi d&g la pubblicità è davvero azzeccata!

 
marykai risponde:
24/10/2005 19.54.00

marykai risponde:
24/10/2005 19.55.09
penso che questa pubblicità salti molto all'occhio, e anche se brutto da dire "scoreggiare" è la cosa più naturale di questo mondo... da quel che ho letto sembra quasi che d&g non gli siano simpatici... cmq bella pubblicità.

 
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arianna dice: 23/04/2005 16.46.02
credo che sia una pubblicità molto bella e tenera comunque non la trovo affatto scandalosa.anzi. mi piace molto. gli darei un bel 10.

 
giovanni falcioni risponde:
24/04/2005 2.02.54
di quella pira...
Si è molto scritto su questo spot. Mi sono riletto i prec. messaggi ed ho pescato quello che segue, dell'autore dell'articolo, nel quale egli puntualizza l'intenzione della casa D&G.

Massimo Giuliano dice:
25/01/2005 13.01.26
Integrazione articolo
Vi segnalo due motivazioni che provengono dalla D&G in cui si spiega il senso dello spot:

"Il nostro orologio rappresenta l'oggetto simbolo di un amore assoluto, capace di superare anche le turbolenze intestinali".

"Ciò che in apparenza sembra un gassoso e imbarazzante incidente si rivela, nell'emulazione del gesto da parte del ragazzo, come atto di romanticismo estremo".

Questo avrebbe dovuto porre termine alla ridda di interpretazioni, le quali, invece, sono proseguite.
Questo perchè a noi non importa quello che volevano dire gli autori; quanto, piuttosto, quello che in noi ha suscitato lo spot.
E' questa la prima legge alla quale deve attenersi il comunicatore: non vale quello che si vuol comunicare, quanto ciò che l'altro comprende.
La giustificazione della casa D&G non convince affatto, è una "razionalizzazione" che cerca di nobilitare il peto in oggetto.
Loro hanno puntato, come in tutte le pubblicità (ha un senso o no aver studiato semiotica?) sul significato latente del peto.
Ormai sono state date sufficienti risposte a questo articolo per cercare una sintesi.
Le risposte di approvazione, di difesa, di solidarietà verso gli autori sono più numerose delle altre. Alcuni (le donne soprattutto) si sono come "immedesimati" ed hanno perdonato il “gesto”, per sedare il senso di colpa.
Ad altri è piaciuta la trasgressività e l'originalità dell'idea, la quale, come spesso succede nell'arte moderna e nei reality show (per fare due esempi), purtroppo coincide sempre più con qualcosa di assurdo o di degradante.
Proprio in una delle edizioni de “il Grande Fratello” sembra che una petomane sia stata fra le prime ad uscire dalla casa. In una delle prime edizioni, la seconda credo, c’era un ciccione romano che petava come una delle prime locomotive a vapore, ma non fu allontanato altrettanto prontamente… misteri inspiegabili questi… forse la direzione l’ha tenuto perché dava spettacolo.
In futuro il televisore potrà trasmettere anche gli odori, grazie ad apposite bombolette che miscelano sostanze chimiche, per poi eiettarle in forma gassosa, opportunamente pilotata dai segnali inviati dall'emittente.
Ovvio che ci sarà anche un telecomando per bloccare queste emissioni, se non gradite.
Sulla pubblicità degli assorbenti femminili messi ad asciugare: hanno un significato sessuale. Non molti sanno, ad esempio, che in Giappone (paese che adotta sistemi educativi rigidi e repressivi) c’è un vero e proprio mercato, nei pornoshop, per gli indumenti intimi femminili, i quali assolutamente non devono essere lavati… e fra questi ci sono gli assorbenti.
Non dimentichiamo, poi, che piaccia o no ai preti, che l’uomo si è evoluto da altre specie animali. Gli odori che precedono ed accompagnano il mestruo, svolgono un’importante funzione di attrazione per l’accoppiamento (purchè non vadano in putrefazione, ad opera dei batteri; lo stesso per il sudore). Le donne non dovrebbero esagerare con lavande e deodoranti.
Pensiamo ai nostri progenitori trogloditi: gli uomini, nei boschi, riconoscevano “l’odore di donna” a chilometri di distanza, e sicuramente riuscivano a beccarla, altrimenti non staremmo qui a parlare di peti.
Sugli escrementi, invece, sappiamo come i predatori cerchino di coprirli, per non allarmare le prede. L’odorato, quindi, è importantissimo per la sopravvivenza: basta pensare a cosa succederebbe se non ci accorgessimo dei cibi guasti dall’odore, oppure delle fughe di gas…
Lo spot in questione non è andato in onda molte volte. Se non fosse stato per l’articolo di Massimo Giuliano, non avrei fatto caso a questo spot, trasgressivo ma poco appariscente. Mi astengo dal suggerire al regista cosa avrebbe dovuto fare per renderlo più chiaro e percepibile dal telespettatore (ad es. lo “spostamento d’aria” del peto, opportunamente inquadrato, avrebbe potuto scaraventare sul muro il parrucchino del partner).
Ma, insomma, volete fare la pubblicità trasgressiva ma elegante ad un orologio? Ebbene, qualcuno usava portarlo sopra il polsino della camicia… non dico altro.
In contemporanea alla presente pubblicità, andava anche quella sul profumo di D&G; (vedere anche su www.ocula.it dove c’è un’analisi semiotica in proposito) perché non abbiamo parlato di questo profumo invece del peto? Rilancio a voi la palla.

 
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dice: 23/04/2005 16.41.55
secondo me e una pubblicità molto bella se la guardi bene ... credo che voglia far capire l originalità dell oggetto

 
Gino Cuoricino risponde:
21/07/2007 17.38.32
PUBBLICITA' TRASH
http://trashforcash.splinder.com
se pensate che quella è pubblicità trash, allora date un'ochiata al mio blog. Un saluto a tutti e ricordatevi che gli spot saranno sempre peggio...

 
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