<?xml version="1.0" encoding="windows-1252" ?> <rss version="2.0"> <channel><title>Ricerche sulla Comunicazione</title><description>La Comunicazione e il marketing: ricerche</description><link>http://www.comunitazione.it</link><language>it</language><copyright>Copyright 2005 - Comunitazione.it </copyright>  <managingEditor>info@comunitazione.it (per segnalazioni sui contenuti del servizio)</managingEditor> <webMaster>webmaster@comunitazione.it (per segnalazione di malfunzionamenti del servizio)</webMaster> <lastBuildDate>2012-02-04T21:45:35Z</lastBuildDate> <category domain="http://www.comunitazione.it">ricerche</category>   <generator>Luca Oliverio</generator>   <docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>   <ttl>180</ttl> <image>  <url>http://www.comunitazione.it/img/sito/testan.jpg</url><title>Comunitazione.it</title><link>http://www.comunitazione.it/</link> <width>140</width> <height>95</height></image><item>
<title><![CDATA[Il packaging come leva di marketing ]]></title>
<description><![CDATA[<h2 class="entry-title">Il packaging come leva di marketing &ndash; il caso dello Yogurt Fattoria&nbsp;Scaldasole</h2><br /><p>Come sempre le mie visite nei supermercati di Bergamo mi danno lo spunto per un&rsquo;analisi di marketing.</p><br /><p>Negli elenchi aggiornati delle mitiche &ldquo;P&rdquo; del marketing compare ormai a ragion veduta il <strong>Packaging</strong>.  L&rsquo;imballo primario &egrave; infatti il media ultimo che parla al consumatore  nel momento di acquisto (e anche dopo, come nel caso di una bottiglia di  vino che troneggia a tavola).</p><br /><p>Nel food questo &egrave; ancora pi&ugrave; vero: la comunicazione di prodotto si  concretizza in pochi centimetri quadrati, entro i quali le persone  cercano avidamente l&rsquo;informazione ultima per convincerli ad afferrare il  prodotto che stanno valutando. Il prodotto dal canto suo ha pochi  secondi per essere convincente ed entrare in sintonia con  l&rsquo;utilizzatore.</p><br /><p>In assenza di altri moventi d&rsquo;acquisto come le promozioni, il  packaging &egrave; il nostro vessillo primario per vendere a prezzo pieno. Ma  come progettare un packaging che funziona?</p><br /><p style="text-align:center;"><strong>1 Entrare in risonanza con le persone</strong></p><br /><p>Dando per scontata la qualit&agrave; del prodotto (in rapporto al prezzo  ovviamente) che comunque non &egrave; testabile al momento dell&rsquo;acquisto,  rimane la confezione! In questo ambito sono 2 gli elementi principali da  dosare per una comunicazione efficace:</p><br /><p>- La grafica (iconografia, colori, font, simboli, ecc.)</p><br /><p>- I materiali</p><br /><p>Per mostrare come ci&ograve; si concretizza utilizzer&ograve; l&rsquo;esempio dello Yogurt che acquisto di solito, lo <strong>Yogurt Naturale Biologico della Fattoria Scaldasole</strong>.</p><br /><p>Il suddetto prodotto utilizza per colpire l&rsquo;attenzione di chi come me  &egrave; naturofilo, molti simboli unuversalmente associati alla genuinit&agrave;:</p><br /><p>- Arcobaleno, farfalline e coccinelle che volano per tutto il facing di prodotto</p><br /><p>- Classicissimo contenitore per il latte contadino</p><br /><p>- Indicazione della dicitura Bio e Biodinamica</p><br /><p>- Lo stesso termine &ldquo;Fattoria&rdquo;</p><br /><div style="width: 540px" class="wp-caption aligncenter" id="attachment_180"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/1501201211831.jpg"><img width="530" height="706" alt="" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/1501201211831.jpg?w=530&amp;h=706" title="Yogurt Fattoria Scaldasole" class="size-full wp-image-180" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Fronte packaging</p><br /></div><br /><p>&hellip; e nel retro della confezione:</p><br /><p>- bicicletta (usata dai naturofili anche nell&rsquo;insidioso traffico cittadino)</p><br /><p>- simbolo UE del Biologico</p><br /><p>- testo descrittivo in merito all&rsquo;agricoltura Biodinamica</p><br /><div style="width: 540px" class="wp-caption aligncenter" id="attachment_181"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/1501201211861.jpg"><img width="530" height="706" alt="" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/1501201211861.jpg?w=530&amp;h=706" title="Yogurt Fattoria Scaldasole" class="size-full wp-image-181" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Retro del Packaging</p><br /></div><br /><p>In pi&ugrave; la grafica &egrave; stampata su di un involucro di <strong>carta </strong>(plastificata),  che dona al prodotto un aspetto molto pi&ugrave; naturale rispetto ai  concorrenti che riportano la grafica direttamente sulla plastica del  packaging.</p><br /><p style="text-align:center;"><strong>2 Essere coerenti con i valori del marchio</strong></p><br /><p>Se la sera avete bisogno di suoni new age for free, o se volete dare  un&rsquo;occhiata a come questo brand comunica on-line, vi consiglio un tour  sul sito <a target="_blank" href="http://www.fattoriascaldasole.it/#/index/">www.fattoriascaldasole.it</a> , per &ldquo;respirare&rdquo; l&rsquo;origine dei valori espressi dal marchio. Il packaging in questione fa di pi&ugrave;: <strong>educa e conduce il suo consumatore</strong> (che presumibilmente &egrave; gi&agrave; attento a questi aspetti), <strong>al riciclo e alla scomposizione del packaging in carta e plastica</strong> (anticipando un aspetto sempre pi&ugrave; importante e pubblicizzato).</p><br /><p>Tramite una linguetta rossa incuriosisce con la scritta &ldquo;Apri, leggi e&hellip; ricicla!&rdquo;</p><br /><div style="width: 540px" class="wp-caption aligncenter" id="attachment_182"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/150120121188.jpg"><img width="530" height="397" alt="" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/150120121188.jpg?w=530&amp;h=397" title="Jogurt Fattoria Scaldasole" class="size-full wp-image-182" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Linguetta pro-riciclo</p><br /></div><br /><p>La scelta del doppio materiale (carta + plastica) e il forte invito  al riciclo sono unici di questo packaging nell&rsquo;ambito degli Yogurt in  GDO, ma il bello deve ancora venire.</p><br /><p style="text-align:center;"><strong>3 Comunicare fino all&rsquo;ultimo</strong></p><br /><p style="text-align:left;">Il bello del mezzo di comunicazione  packaging &egrave; che inserire 1 informazione o inserirne 100 costa uguale  (avviamente purch&eacute; tutte rilevanti)!</p><br /><p style="text-align:left;">In particolare stampando <strong>nel retro di etichette o sugli imballi secondari</strong>  possiamo ottenere ancora un effetto &ldquo;sorpresa&rdquo; per comunicare ulteriori  informazioni. In questo caso il brand fornisce ulteriore valore alla  comunicazione, suggerendo una ricetta per preparare un &ldquo;<strong>Eco</strong>-<strong>ghiacciolo</strong>&rdquo; con lo Jogurt&hellip; ma non solo:</p><br /><div style="width: 540px" class="wp-caption aligncenter" id="attachment_184"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/150120121184.jpg"><img width="530" height="397" alt="" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/150120121184.jpg?w=530&amp;h=397" title="Yogurt Fattoria Scaldasole" class="size-full wp-image-184" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Eco-ghiacciolo</p><br /></div><br /><p style="text-align:left;">- i testi sono tratti dal sito GreenMe.it, testata giornalistica legata all&rsquo;ambito Green</p><br /><p style="text-align:left;">- E&rsquo; presente un recall al sostegno sociale di Fattoria Scaldasole verso il Centro di Aiuto al Bambino Maltrattato</p><br /><p style="text-align:center;"><strong>Conclusione</strong></p><br /><p style="text-align:left;">Senza nulla togliere ai packaging  minimalisti e dalle corte liste di ingredienti della concorrenza, questo  esempio mi sembra utile per capire come in definitiva<strong> il packaging possa e debba sintetizzare tutta la strategia aziendale in un unico potentissimo strumento di marketing</strong>.</p><br /><p style="text-align:left;">L&rsquo;unica nota dolente, a parer mio, &egrave; la mancanza dell&rsquo;indicazione della provenienza del latte&hellip; mi piace immaginare che i <em>muu</em> uditi sul sito internet dell&rsquo;azienda provengano da italiche stalle, ma non esageriamo!</p><br /><p><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/150120121185.jpg"><img width="530" height="397" alt="" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/150120121185.jpg?w=530&amp;h=397" title="Yogurt Fattoria Scaldasole" class="size-full wp-image-183" /></a></p>]]></description>
<pubDate>2012-01-18T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[Massimiliano Hangler]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=744]]></link> </item><item>
<title><![CDATA[Il teatro del marketing]]></title>
<description><![CDATA[<p>Avendo da poco ritrovato la passione per il teatro, mi sono recato in  questi giorni per ben due volte al teatro Donizetti di Bergamo.</p><br /><p>Trattavasi di operetta, forma espressiva valida tanto quanto  un&rsquo;attualissima etnografica per scrutare in disparte le vicissitudini  umane. Insomma utile per esplorare ridendo gli anfratti dell&rsquo;umana vita.</p><br /><p>E&rsquo; stato anche uno spunto per dire la mia in questo blog, in merito  alla gestione del cliente dal punto di vista del marketing, sperando che  ci&ograve; possa essere utile agli imprenditori lombardi all&rsquo;ascolto.</p><br /><p>&nbsp;</p><br /><div style="width: 540px" class="wp-caption aligncenter" id="attachment_172"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/010120121176.jpg"><img width="530" height="397" alt="" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2012/01/010120121176.jpg?w=530&amp;h=397" title="Teatro Donizzetti " class="size-full wp-image-172" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Poco prima dell'Acqua Cheta al Donizzetti</p><br /></div><br /><p>&nbsp;</p><br /><p style="text-align:center;"><strong>REGOLA N.1 &ndash; Conosci i tuoi spettatori<br /><br /></strong></p><br /><p>In generale nel tatro della vita, e in particolare nel teatro del  business, &egrave; bene sapere chi ti compra. Questo aspetto si chiama  segmentazione del mercato: di solito nei testi teorici di marketing c&rsquo;&egrave;  scritto che va fatta a priori, che bisogna scegliere ecc. ecc.</p><br /><p>Nella realt&agrave; aziendale spesso accade che si immette un prodotto nel  mercato senza aver scelto prima (&egrave; un errore, ma sia per la fretta che  per i costi accade molto spesso); allora &egrave; bene sapere questa massima:</p><br /><p style="text-align:center;"><em>&ldquo;Conosci chi ti ha comprato perch&eacute; &egrave; molto simile a chi ti comprer&agrave;&rdquo;</em></p><br /><p>Ed ecco che abbiamo ancora la possibilit&agrave; di segmentare il mercato, ma dobbiamo sapere con chi abbiamo a che fare.</p><br /><p>Nel caso specifico, pur avendo acquistato per due persone (in due  soli giorni) una somma indiscutibilmente rilevante tra biglietti, carnet  e singole operette, nessuno ha cercato <strong>di scoprire chi fossimo e perch&eacute; siamo tornati a frequentare il teatro Donizetti</strong>!</p><br /><p style="text-align:center;"><strong>REGOLA N.2 &ndash; L&rsquo;acquisto &egrave; solo l&rsquo;inizio<br /><br /></strong></p><br /><p>Mesto mesto e con la carta di credito fumante mi sono allontanato  dalla biglietteria; i miseri pezzi di carta e lo scontrino a  testimonianza dell&rsquo;acquisto, e il freddo vento di gennaio che sferza il  volto all&rsquo;uscita del teatro. Questa &egrave; stata l&rsquo;esperienza di acquisto  (senza nulla togliere all&rsquo;elevata esperienza di utilizzo che mi godr&ograve;  nei prossimi mesi, s&rsquo;intende!).</p><br /><p>Il punto chiave &egrave; che il teatro non ha fornito a noi clienti <strong>nessuna piccola gratificazione per l&rsquo;acquisto ripetuto, e non ha arricchito in nessun modo la nostra esperienza.</strong></p><br /><p style="text-align:center;"><strong>REGOLA N.3 &ndash; Rimani in contatto con chi ha dimostrato interesse<br /><br /></strong></p><br /><p>Ho manifestato apertamente il desiderio di abbonarmi per la prossima  stagione, scopredo che esiste una pletora di abbonati radicati e  radicali (liberi) che automaticamente rinnovano il loro privilegio tutti  gli anni. Chiedendo meglio ho scoperto che sono quasi tutti abitu&eacute; over  70, i quali si sono incagliati negli stessi seggiolini da ormai 15  anni.</p><br /><p>Ai pi&ugrave; ci&ograve; potrebbe apparire come la miglior clientela possibile, ma  non va dimenticato che anche i clienti, come i prodotti, hanno <strong>un ciclo di vita </strong>(e in questo caso lo hanno letteralmente quasi finito <img class="wp-smiley" alt=":-)" src="http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?m=1300128131g" /> ).</p><br /><p>In poche parole il teatro non ha aperto<strong> nessun canale di comunicazione con il sottoscritto </strong>(nuovo  e giovane cliente); potr&ograve; in futuro non essere nemmeno a conoscenza  delle attivit&agrave; del Donizetti, e potr&ograve; decidere di andarmene a zonzo per  tanti altri divertimenti alternativi snobbando la bella arte&hellip;</p><br /><p style="text-align:center;"><strong>Un po&rsquo; di idee per il marketing del Donizetti derivate dalle 3 sacre regole di cui sopra:<br /><br /></strong></p><br /><p>In questo blog voglio essere propositivo, e senza nessuna pretesa  traccio alcune soluzioni che ogni attivit&agrave; ludica simile dovrebbe avere  gi&agrave; implementato da tempo.</p><br /><p><strong>1) </strong>Dopo aver speso 15 minuti in biglietteria ne  avrei spesi ancora 2 per dire al front office: nome e cognome,  professione, quali spettacoli mi piacciono, dove abito, se ho famiglia e  quanto frequento il teatro. Questo sarebbe bastato poi al management  del teatro, raccogliendo nel tempo centinaia di dati di eprsone simili a  me, per fare un&rsquo;<strong>analisi discriminante</strong> per campagne di  direct marketing mirato invece dei soliti tabellari che nessuno pi&ugrave;  guarda (esclusi ovviamente i totem in zona teatro che rimangono validi).</p><br /><p><strong>2) </strong>In molti casi il cliente si sente gratificato  veramente con poco. Alcuni esempi calati nella mia esperienza di  acquisto avrebbero fatto la differenza, come ad esempio: ricevere i  carnet di biglietti in un piccolo astuccino personalizzato con lo stemma  del teatro che desse lo status di &ldquo;abitu&eacute;&rdquo;; o ancora ricevere una o due  locandine in A3 dei principiali spettacoli scelti; o un invito per un  piccolo aperitivo a fine stagione dedicato a chi ha acquistato i carnet,  ma non &egrave; abbonato&hellip; o che dire di una economicissima lettera di  ringraziamento perch&eacute; sosteniamo il Donizzetti, che &egrave; uno dei soli 5  teatri che programmano l&rsquo;operetta in Italia!?!</p><br /><p><strong>Tutte queste considerazioni non sono casuali: </strong>sarebbe  stato l&rsquo;inizio della costruzione da parte del teatro di un percorso di  avvicinamento ad un mercato nuovo, giovane, e che progressivamente  potrebbe sostituire gli abbonati che dipartono (per varie ragioni),  facendo crescere la clientela nuova dallo status di frequentatore  saltuario a quello di abbonato. </p><br /><p><strong>3) Infine, per l&rsquo;ultimo punto sollevato: </strong>tra la  tanta spam che mi arriva via mail, sarei invece felice di ricevere  notizie, curiosit&agrave;, informazioni qualche giorno prima in merito agli  spettacoli che vedr&ograve;<strong>. Vorrebbe dire coinvolgere, formare e gratificare chi ti ha acquistato</strong>&hellip; Ma prima dovrebbero avermi chiesto almeno l&rsquo;indirizzo e-mail <img class="wp-smiley" alt=":-)" src="http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?m=1300128131g" /> , no?</p>]]></description>
<pubDate>2012-01-03T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[Massimiliano Hangler]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=743]]></link> </item><item>
<title><![CDATA[Marketing dei prodotti tipici ]]></title>
<description><![CDATA[<h2 class="entry-title">Marketing dei prodotti tipici &ndash; esempi di&nbsp;posizionamento</h2><br /><p>Durante una session serrata di shopping natalizio, ho  trovato in Bergamo un bel punto vendita dove fare visita per comprendere  le dinamiche odierne del <strong>marketing dei prodotti tipici</strong>.  Si tratta di un negozio molto carino gestito da giovani ragazzi  appassionati del buon cibo. Se siete pigri o non siete di Bergamo,  potete supplire con il loro sito internet: <a title="Schiaccianoci" href="http://www.schiaccianoci.info/" target="_blank">Schiaccianoci</a></p><br /><p>Tornando a noi: il marketing dei prodotti tipici ha subito negli  ultimi 5 anni dei cambiamenti vorticosi. Nell&rsquo;epoca dei gourmands e dei  cosidetti &ldquo;foodies&rdquo; (persone giovani, con un livello alto di istruzione e  con buona volont&agrave; di spesa nel cibo di qualit&agrave;) si moltiplicano di  giorno in giorno le piccole casscine che vogliono portare sul mercato  una delle migliaia di specialit&agrave; tipiche regionali (e a volte comunali)  delle quali l&rsquo;Italia &egrave; ricca.</p><br /><p>Partendo per comodit&agrave; dall&rsquo;assortimento del citato negozio  Schiaccianoci, ti mostrer&ograve; il mio punto di vista sulle varie possibilit&agrave;  diverse di posizionare il tuo prodotto. Ma prima un passo indietro.</p><br /><p><span style="color:#808080;">COSA E&rsquo; TIPICO</span></p><br /><p><span style="color:#000000;">Se non te ne sei accorto il tuo primo e  temibile concorrente sta progressivamente diventando il supermercato.  Non cullarti nell&rsquo;idilliaca convinzione che &ldquo;no, il mio prodotto &egrave;  diverso, costa di pi&ugrave; ed &egrave; pi&ugrave; buono&rdquo;. Se questo dolce pensiero pu&ograve;  salvarti nel caso tu decida di vendere a profondi conoscitori  gastronomici, non &egrave; cos&igrave; per il cliente medio.</span></p><br /><p>Il proliferare sugli scaffali di prodotti IGP, DOP, DOC e cos&igrave; via &egrave;  un segnale positivo per te (il tuo mercato cresce), ma anche un  campanello di allarme.</p><br /><p>Infatti molti marchi che vendono nella grande distribuzione usano  codici visivi legati alla naturalit&agrave; e al tipico, imitando i prodotti  con valenze locali, posizionandosi in una zona grigia della tipicit&agrave;,  che spesso confonde il consumatore.</p><br /><p>Non dare mai per scontato che il tuo consumatore sar&agrave; in grado di  comprenderne la differenza: la tipicit&agrave; va spiegata, raccontata, ma  soprattutto <strong>provata per essere compresa</strong>.</p><br /><p>Ma torniamo a noi e alle nostre questioni di marketing. Ti propongo come spunto di riflessione <strong>una mappa di posizionamento per decidere come presentarti al mercato</strong>:</p><br /><div id="attachment_143" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/mappa-posizionamento-marketing-territoriale.jpg"><img width="580" height="431" class="size-full wp-image-143" title="mappa posizionamento marketing territoriale" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/mappa-posizionamento-marketing-territoriale.jpg?w=580&amp;h=431" alt="" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Mappa di posizionamento nel marketing territoriale</p><br /></div><br /><p>Quelli indicati sugli assi sono secondo me gli elementi principali da  valutare nel caso di prodotti tipici: il grado di ampiezza territoriale  della notoriet&agrave; del tuo prodotto (da notoriet&agrave; &ldquo;comunale&rdquo; a notoriet&agrave;  &ldquo;nazionale&rdquo;) e il tipo di comunicazione che viene adottata (stile  &ldquo;fattoria&rdquo; o stile &ldquo;design moderno&rdquo;).</p><br /><p>Torniamo al famoso negozio Schiaccianoci per comprendere meglio si cosa si stia parlando&hellip; Facciamo l&rsquo;esemprio del <strong>torrone</strong>.  Nel negozio possiamo trovare dello squisito torrone della Torroneria e  Cioccolateria Barbero: Packaging con indicazione delle medaglie vinte in  passato, stile retr&ograve;, confezione metallica. Si rif&agrave; al codice  comunicativo degli anni &rsquo;20 in Piemonte. Richiama una tradizione gi&agrave;  affermata del territorio, perch&eacute; pu&ograve; vantare un passato gastronomico  legato ad un prodotto tipico comunque noto e diffuso a livello nazionale  e internazionale:</p><br /><div id="attachment_144" class="wp-caption aligncenter" style="width: 384px"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/torrone-barbero.jpg"><img class="size-full wp-image-144" title="Torrone Barbero" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/torrone-barbero.jpg?w=580" alt="" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Torrone Barbero</p><br /></div><br /><p>In un mercato simile, con un prodotto tipico conosciuto quindi, la  storicit&agrave; dell&rsquo;azienda artigiana e la provenienza geografica &ldquo;vera&rdquo; (sul  pack sono indicati via e citt&agrave; della premiata fabbrica) aiutano a  difendersi dai prodotti presenti in GDO (Sperlari &amp; co.), che a  volte comunque sono imitiativi di questo stile; un esempio di codice  visivo di questo tipo (senza nulla togliere al prodotto e alla storicit&agrave;  dell&rsquo;azienda) &egrave; quello delle Sorelle Nurzia:</p><br /><div id="attachment_145" class="wp-caption aligncenter" style="width: 275px"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/torrone-sorelle-nurzia.jpg"><img class="size-full wp-image-145" title="Torrone Sorelle Nurzia" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/torrone-sorelle-nurzia.jpg?w=580" alt="" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Packaging Sorelle Nurzia</p><br /></div><br /><p>Come ben si vede la comunicazione &egrave; molto simile, ma viene meno la forte caratterizzazione territoriale.</p><br /><p>In alternativa, <strong>pur possedendo una vocazione territoriale</strong>,  &egrave; possbile innovare nel codice linguistico, per colpire visivamente i  gourmands che cercano un prodotto tipico, ed emergere dallo scaffale  (ebbene s&igrave;, seppur aiutato dalla competenza del gestore anche lo  scaffale di un negozio tipico tale rimane). Un esempio? Il Torrone  Relanghe:</p><br /><div id="attachment_146" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/torrone-relanghe.jpg"><img width="580" height="424" class="size-full wp-image-146" title="Torrone Relanghe" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/torrone-relanghe.jpg?w=580&amp;h=424" alt="" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Torrone Relanghe</p><br /></div><br /><p>Look minimal, parla il prodotto, e mantiene un tocco artigianale.  Distribuzione esclusiva in ho.re.ca. selezionata e ventata di nuovo nel  look.</p><br /><p>Un imitatore di questo stile, con gradazione pi&ugrave; mass market? Riporto il pack del mitico Sperlari da GDO:</p><br /><div id="attachment_147" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/torrone-sperlari.jpg"><img class="size-full wp-image-147" title="Torrone Sperlari" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/torrone-sperlari.jpg?w=580" alt="" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Torrone Sperlari</p><br /></div><br /><p><strong>Brand a sostegno del prodotto</strong>, indicazione della  materia prima a supporto di consumatori anche esteri che non conoscono  la ricetta del prodotto, e bimbetto felice richiamo dell&rsquo;ADV degli anni  che furono. Per un consumatore estero <strong>questo &egrave; un prodotto tipico, anzi tipicissimo</strong>.</p><br /><p>Per riassumere la mappa <em>empirica</em> del mercato del prodotto tipico torrone &egrave; cos&igrave;:</p><br /><div id="attachment_151" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/mappa-mercato-torrone1.jpg"><img width="580" height="431" class="size-full wp-image-151" title="Mappa mercato torrone" src="http://marketingbergamo.files.wordpress.com/2011/12/mappa-mercato-torrone1.jpg?w=580&amp;h=431" alt="" /></a><br /><p class="wp-caption-text">Mappa mercato torrone</p><br /></div><br /><p>Ceramente &egrave; una versione semplificata e ridotta del mercato, ma  propedeutica per ragionare su come posizionare un prodotto tipico.</p><br /><p><span style="color:#808080;">CONCLUSIONI</span></p><br /><p><span style="color:#000000;">Per posizionare un prodotto tipico, le leve principali sono:</span></p><br /><p>- Valutare la <strong>definizione territoriale</strong>: nel caso del torrone stiamo parlando di un prodotto che ha diverse varianti regionali e imitazioni.</p><br /><p>- <strong>Comunicazione</strong>: si pu&ograve; puntare o su di uno stile  casereccio retr&ograve;, o su di uno stile moderno/ricercato. Entrambi possono  attirare lo stesso tipo di target, perch&eacute; l&rsquo;aspetto fondamentale rimane  sempre e comunque <strong>la valenza intrinseca del prodotto e la sua qualit&agrave;</strong>;  se l&rsquo;azienda ha una storia da raccontare nel segmento di mercato vale  la pena di tentare questa strada (es. Torrone Barbero), altrimenti  meglio distinguersi con un look accattivante e ricercato (vedi  Relanghe).</p><br /><p>Ora puoi esercitarti nel tuo mercato per comprendere dove e come  posizionarti. Volutamente non si &egrave; parlato del prezzo come leva  competitiva, dando per assodato che i gourmands non valutino l&rsquo;acquisto  principalmente su questo aspetto del posizionamento.</p>]]></description>
<pubDate>2011-12-23T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[Massimiliano Hangler]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=742]]></link> </item><item>
<title><![CDATA[Almo Nature torna con la grande azione solidale: la Love-Food]]></title>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.almonature.eu/it_it/index.cfm/almore/love-food/dona-un-pasto/"><img align="middle" alt="" src="http://www.almonature.eu/it_it/assets/Image/AlmoImages/LoveFood_Banner2011-2012.jpg" /></a></p><br /><p>Dal 9 al 25 Dicembre torna l&rsquo;appuntamento con la solidariet&agrave; firmato Almo Nature: &egrave; la <a href="http://www.almonature.eu/it_it/index.cfm/almore/love-food/dona-un-pasto/">Love-Food</a>, l&rsquo;operazione solidale che raccoglie pasti per aiutare tutti i gatti e i cani poveri in Italia, Svizzera, Germania, Francia, Belgio e Olanda.  La <a href="http://www.almonature.eu/it_it/index.cfm/almore/love-food/dona-un-pasto/">Love-Food </a>si rinnova e in questa terza edizione si propone con una meccanica ancora pi&ugrave; semplice ed efficace: per ogni iscritto al sito, Almo Nature doner&agrave; un pasto che andr&agrave; ad aumentare il fondo virtuale cui le associazioni potranno attingere. Grazie a tutti coloro che si iscrivono al sito, Almo Nature avr&agrave; la possibilit&agrave; di intervenire con un aiuto concreto in tutte le situazioni di emergenza che si verificano sul territorio.  Con il patrocinio di <a href="http://www.oipa.org/italia/randagismo/2011/almonatale.html">OIPA Italia</a>, <a href="http://www.legadelcane.org/">Lega Nazionale per la Difesa del Cane</a> e <a href="http://gaiaitalia.it/home/">Gaia Italia Onlus</a>, si rafforza la collaborazione che dura ormai da tempo e che consente una presenza capillare sul territorio, cos&igrave; da raggiungere anche le associazioni pi&ugrave; piccole e spesso pi&ugrave; bisognose.  Nel 2011 la Love-Food ha raccolto pi&ugrave; di 1 milione di pasti e per il 2012 l&rsquo;obiettivo &egrave; ancora pi&ugrave; ambizioso, ecco perch&eacute; Almo Nature &ndash; da sempre schierata in prima linea per aiutare gli animali &ndash; slega l&rsquo;operazione dalle vendite: <a href="http://www.almonature.eu/it_it/index.cfm/almore/love-food/dona-un-pasto/">1 Registrazione = 1 Pasto per un animale povero</a>.  &nbsp;</p><br /><hr /><br /><p><em>Almo Nature, la marca che ama gli animali continua il suo percorso Dal Loro Punto di Vista anche con la Love-Food per distribuire ogni anno almeno 1 milione di pasti solidali. </em>Pier Giovanni Capellino  <span style="color: #008000;"><strong>Almo Nature</strong></span> - Fondata nel 2000 grazie all&rsquo;esperienza e all&rsquo;intuito di Pier Giovanni Capellino, Almo Nature &egrave; stata la prima azienda al mondo a introdurre nel mercato l&rsquo;alimento naturale per cani e gatti.  Oggi, Almo Nature significa  <strong>Qualit&agrave;,</strong> grazie all'utilizzo di ingredienti di prima scelta e idonei al consumo umano ma non destinati allo stesso per motivi commerciali, il controllo meticoloso svolto ad ogni stadio del processo produttivo, l'attenzione dedicata a soddisfare i bisogni dell'animale ad un livello sempre pi&ugrave; elevato;  <strong>Trasparenza</strong>, con l&rsquo;introduzione del Concept: quattro Label e quattro colori per spiegare e rendere trasparente la qualit&agrave; di ci&ograve; che si acquista consentendo, in maniera semplice e intuitiva, di classificare i prodotti Almo Nature in base alla qualit&agrave; degli ingredienti e alla tipologia di ricetta;  <strong>Solidariet&agrave;</strong>, scegliere Almo Nature per il proprio animale non significa solo avere la garanzia di nutrirlo con un alimento di qualit&agrave;, ma spingersi oltre.  Almo Nature &egrave; la marca che ama gli animali, &egrave; pet food + almore: una dottrina nutrizionale fatta di trasparenza e innovazione, unita alla solidariet&agrave; verso gli animali e alla comunicazione attraverso l&rsquo;arte. Un impegno vero dal loro punto di vista.  <a href="www.almonature.eu">www.almonature.eu</a></p><br /><p>&nbsp;</p>]]></description>
<pubDate>2011-12-19T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[Paola Canepa]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=741]]></link> </item><item>
<title><![CDATA[La grafica pubblicitaria entra nei master]]></title>
<description><![CDATA[Secondo Platone, l’idea è dentro di noi anche se non abbiamo incontrato nella nostra vita qualcosa che ce la rappresenti. Qualcun altro sostiene che non avevamo di certo l’Idea dell’ipod prima che Apple lo inventasse. Molti altri poi aggiungono che senza conoscere le caratteristiche tecniche dell’ipod non sarebbero mai nate tutte le successive applicazioni o le strategie pubblicitarie ad esso abbinate.<br />Noi di CManagement pensiamo di risolvere la grande disputa offrendo ai nostri allievi del Master in Comunicazione e Marketing la possibilità di aggiungere all’offerta formativa standard un laboratorio tecnico che insegni ad usare gli strumenti di base di Adobe Illustratore e Photoshop.<br />L’obiettivo non è diventare un grafico, web designer o foto ritoccatore, ma un traduttore simultaneo tra la lingua dell’azienda-cliente e l’ostrogoto del grafico, del web designer o del foto ritoccatore!<br />Qual è la differenza tra un logo in jpg o in vettoriale? Dove posso trovare le immagini o i font più creativi per presentare delle bozze al mio capo o al mio cliente finale? E, dunque, quali idee posso permettermi di realizzare e quali, non avendo strumenti, devo lasciare nell’iperuranio platonico del mio subconscio?!<br />Per rispondere a tutte queste domande,<br />ISCRIVITI al Master in Comunicazione e Marketing - C Management<br />www.cmanagement.it<br />]]></description>
<pubDate>2011-10-05T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[annalisa pisano]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=740]]></link> </item><item>
<title><![CDATA[(Torino) Cammini tra cielo e terra]]></title>
<description><![CDATA[Più di 50 fotografie che ricercano la bellezza culturale e spirituale del mondo<br /><br /><br />Il Museo Regionale di Scienze Naturali e l’associazione Triciclo di Torino presentano, dal 16 settembre al 16 ottobre 2011, la mostra CAMMINI TRA CIELO E TERRA.<br /><br />Sono esposte oltre 50 fotografie realizzate, con uno sguardo planetario, da Gianni Vecchiato (curatore), Cesare Gerolimetto, Enzo Dalla Pellegrina e Marino Cattelan.<br /><br />Gli autori, accomunati dallo spirito di ricerca e di scoperta, hanno coniugato l’espressione artistica della fotografia con l’attenzione alla bellezza culturale e spirituale del mondo.<br /><br />E’ una mostra in cui natura e spiritualità si richiamano lungo un percorso che illustra le seguenti tematiche:<br />- elementi della vita: fuoco e acqua, terra, roccia, pietra, alberi, frutti e fiori;<br />- preghiere, processioni, culti per gli antenati;<br />- la via dell’arcobaleno e della pace.<br /><br />L’intento della mostra è quello di<br />- valorizzare i cammini culturali e spirituali dei popoli sulla natura;              <br />- aver cura, con nuovi stili di vita, della terra, nostra casa comune;<br />- nutrire la speranza che un’altra terra è possibile.<br /><br />L’esposizione riprende numerose tradizioni spirituali: Ebraismo, Hinduismo, Buddhismo, Cristianesimo, Islam, Animismo di tradizione africana e afrobrasiliana, Tradizione Maya, Espressioni spirituali del sud est asiatico.<br /><br />I Paesi documentati dai quattro fotografi sono: Italia, Spagna, Guatemala, Canada, Brasile, Bolivia, Israele, Grecia, India, Taiwan, Indonesia, Cambogia, Egitto, Marocco, Mali, Togo, Tanzania, Algeria, Mozambico, Sudan, Iran.<br /><br />Mostra: CAMMINI TRA CIELO E TERRA<br /><br />Sede: Museo Regionale Scienze Naturali, via Giolitti 36, Torino<br /><br />Periodo: dal 16 settembre al 16 ottobre 2011<br /><br />Informazioni Museo tel. +39011.432.6354<br /><br />http://www.piemonteoggi.it/dett_news.asp?titolo=CAMMINI_TRA_CIELO_E_TERRA_-_Pi%F9_di_50_fotografie_che_ricercano_la_bellezza_culturale_e_spirituale_del_mondo&titolo=CAMMINI_TRA_CIELO_E_TERRA_-_Pi%F9_di_50_fotografie_che_ricercano_la_bellezza_culturale_e_spirituale_del_mondo&id=24099<br />]]></description>
<pubDate>2011-09-17T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[Silvia Boldrini]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=739]]></link> </item><item>
<title><![CDATA[(Rovereto) HUMAN RIGHTS? 2011]]></title>
<description><![CDATA[“HUMAN RIGHTS?” è l’evento artistico internazionale che parla dei diritti umani e della loro violazione.<br /><br />L’evento è inserito nella Settimana Europea delle Democrazie Locali voluta dal Consiglio d’Europa, nel contesto della Campana della Pace di Rovereto (Trento).<br /><br /><br />L’evento, patrocinato dal Consiglio d’Europa e da Amnesty International, è tra gli eventi della Settimana Europea delle Democrazie Locali quale segnale forte per parlare di questo difficile argomento. <br /><br />“HUMAN RIGHTS?” aderisce alla 7^ Giornata del Contemporaneo AMACI 8 ottobre 2011. <br /><br />Vernissage: 17.settembre.2011 alle ore 18:00, presso la Fondazione Opera Campana dei caduti, <br />con la performance del soprano Caterina Orioli con Habanera, aria tratta dall’opera lirica Carmen di Bizet. <br /><br />Pittura, scultura, fotografia, grafica, digital art, videoart, interactive art, performances e musiche di Sasà Mendoza.<br /><br />Visitabile dal 17 settembre al 16 ottobre 2011.<br /><br />Curatore: Roberto Ronca<br /><br /><br />IL CONCEPT<br /><br />Il 10 dicembre 1948, viene proclamata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: <br />per la prima volta nella storia dell’umanità, era stato prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo.<br />Ognuno di noi, per il solo fatto di essere nato, gode dei diritti sanciti nella Dichiarazione.<br />Ognuno di noi, indipendentemente dal luogo nel quale è nato e vive, gode di questi diritti.<br />Ognuno di noi ha diritti civili, politici, sociali, economici, culturali.<br />Ognuno di noi è uguale agli altri.<br />È sempre così?<br /><br /><br />Opere di<br />A. BEN, Elio ALFANO, Gennaro ANGELINO, Marco ANZANI, Donato ARCELLA, Giuseppe AUTIERO, Alfredo AVAGLIANO,<br />Claudio BANDINI, Massimo BARBERIO, Elena BARS, Sandy BELLANTONI, Andrea Mario BERT, Nicoletta BERTACCHI, Luisa BIFULCO, Kika BOHR, Silvia BOLDRINI, Marilena BORDIN, Antonella BOTTICELLI, Stefano BUCCIERO,<br />Irene CAESAR, Rinaldo CAPALDI, Massimo CAPPELLANI, Francesco CARBONE, Anna CARLEO, Alessandra CARLONI, Cosimo CAROLA, Carlotta CASTELLETTI, Viviana CAZZATO, Bruna CHERSONI, Luciano CIVETTINI, Giovanni COLANERI, Alfonso COMETTI, Francesco CONTARINI, Ugo CORDASCO, Mariana CORNEA, Fabio CORUZZI, Rodolfo CRISAFULLI, Andrea CUCCHI, Mercedes CUMAN,<br />Elena DALL’OCA, Massimo DE ANGELIS, Dario DE CRISTOFARO, Antonio DE SUMMA, Alessandro DE TURRIS, Cristina DI CRISTINA, Sara DORIGO, Marzia DOTTARELLI, <br />Paolo FACCHINETTI, Ornella ALAVIGNA, Enrico FIORE, Christian FOGAROLLI, Giacinto FRANCO, <br />Giuliano GALEOTTI, Anna GALLO, Luisella GANDINI, Lucio GRECO, Gruppo SINESTETICO, Theo HUES, <br />Giuliana IANNOTTI, Vincenzo IODICE, Gerardo IORIO, LIO, Josef LEITNER, Odilia LIUZZI, Sofia MAGLIONE, Alessandra MAI, Maria MALAPONTE, Maria Rosaria MARCHI, Ilaria MARCHIONE, Claudia MAZZITELLI, Francesco MESTRIA, Enza MIGLIETTA, Marcello MINNIA, Piero MOTTA, <br />Mariangela NEVE, Patrizia NICOLINI, Franca Valeria OLIVERI, Giulio ORIOLI, Lidia PALUMBI, Diego PAVA WULFERT, Nadia PERROTTA, Francesca PETTINATO, Azzurra PICCARDI, Luca PICCINI, Oscar PIOVOSI, <br />Gualtiero REDIVO, Alessandro RIETTI, Flavio RISI, Emilio RIZZO, Rossella ROLI, <br />Maria Pia SACCONE, Sergio SANSEVRINO, Enrica SANSONE, Giuseppe SASSONE, Angela SCAPPATICCI, Alessandro SEVERIN, He SIEN, Antonella SORIA, <br />Germana TAMBARA, Camilla TESTORI, Roberto TESTORI, Nina TODOROVIC, Ivan TONINATO, <br />Mario VAROTTO, Paolo VITALE, Caterina VITELLOZZI, Nora YANEVA, Iaia ZANELLA, Erwina ZIOMKOWSKA, Alessandro ZIVERI.<br /><br /><br />SITO UFFICIALE www.humanrightsart.com]]></description>
<pubDate>2011-09-17T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[Silvia Boldrini]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=738]]></link> </item><item>
<title><![CDATA[Bancomail – Facebook Ads traduce i desideri?]]></title>
<description><![CDATA[<p>I criteri per il search engine marketing partono spesso dagli stessi presupposti: locazione geografica, parametri demografici, eventuali interessi estraibili dalla piattaforma di destinazione.</p><br /><p>E&rsquo; proprio il luogo in cui avviene la pubblicazione degli annunci a rappresentare il valore aggiunto. Pensiamo a Facebook, in particolare. Gli oltre seicento milioni utenti&nbsp; iscritti al social network generano un continuo flusso di contenuto utile non solo all&rsquo;analisi del mercato, ma anche alla targetizzazione diretta.</p><br /><p>Facebook Ads utilizza inoltre un algoritmo in tempo reale che incrocia le conversazioni che avvengono sul social network con il parco di annunci disponibili tra quelli pubblicati dagli inserzionisti. Gli aggiornamenti di stato, comunemente chiamati status, in particolare costituiscono la materia prima di una nuova espressione, sempre pi&ugrave; mirata, della pubblicit&agrave; online.</p><br /><p>Sebbene poco trattato ancora in ambito SEM, Facebook si inserisce pertanto a pieno regime in questo ambito di comunicazione consentendo di entrare in contatto con un pubblico variegato.</p><br /><p><strong>Come funziona?</strong></p><br /><p><img alt="Facebook Ads" width="700" height="322" src="http://www.bancomail.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/sushi.jpg" /><br /><br />Nelle sperimentazioni che abbiamo condotto abbiamo isolato alcuni pensieri nei nostri status di Facebook. Ecco che, subito dopo la pubblicazione, sono comparsi nella colonna laterale alcuni link interessanti. Si tratta di link sponsorizzati, decisamente pertinenti e, in alcuni casi, di pagine (le vecchie fan, per capirci). Le associazioni non solo sono di pertinenza esatta, ma anche di compensazione (ad. es il vino legato al cannolo). Inoltre gli annunci correlati vanno a coprire la pi&ugrave; ampia gamma di collegamenti mentali possibili: esemplificativa &egrave; l&rsquo;immagine relativa allo status che tratta mal di testa e birra.</p><br /><p>L&rsquo;algoritmo di Facebook rileva dunque le keyword contenute negli status collegandole in tempo reale alle pagine e alle inserzioni a pagamento pi&ugrave; pertinenti. Un sistema di inserzioni correlate che rende simile il social network di Zuckerberg ai tradizionali motori di ricerca.</p><br /><p>Il Search Engine Marketing ha successo perch&eacute; va incontro alla richiesta dell&rsquo;utente che, nella query digitata sul motore di ricerca, esprime la propria richiesta. L&rsquo;automatismo di Facebook per&ograve; fa un passo in pi&ugrave;, esplicita la richiesta. Espressa sotto forma di un pensiero personale lo status condiviso in un social network esprime un desiderio sebbene non precisamente strutturato e talvolta non cosciente. Pone immediatamente chi scrive, ma anche chi legge, all&rsquo;interno di un contesto mentale adatto a recepire stimoli commerciali e non collegati all&rsquo;universo che contiene quel dato concetto. Un concetto che da semplice dialogo quotidiano diventa keyword rilevante per gli operatori del marketing.</p><br /><p><strong>Indagare le parole chiave</strong><br /><br />Dai nostri esperimenti risulta che &egrave; la componente conversazionale a generare i migliori risultati. Pi&ugrave; uno status &egrave; commentato e frequentato &ndash; e dunque visibile da pi&ugrave; persone dalla bacheca principale di Facebook -&nbsp; pi&ugrave; la selezione di annunci correlati si fa pertinente.</p><br /><p>Naturalmente i suggerimenti di pagine e link sponsorizzati si basano anche sulle caratteristiche di utilizzo del mezzo: compilazione del profilo e dati ad esso legato (oltre a quelli demografici, anche gli interessi), storico delle attivit&agrave; e dei link pubblicati, estrazione sociale degli amici pi&ugrave; attivi.</p><br /><p>La pertinenza delle segnalazione &egrave; data, oltre che da questi fattori, anche dalla disponibilit&agrave; degli annunci e delle pagine. E&rsquo; chiaro che il fisiologico incremento degli inserzionisti produrr&agrave; una maggior qualit&agrave; nella capacit&agrave; di incrociare necessit&agrave; presunte con brand e tematiche sempre pi&ugrave; inerenti.</p>]]></description>
<pubDate>2011-07-04T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[Andrea Mazzeo]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=736]]></link> </item><item>
<title><![CDATA[The Crowdsourcing Evolution]]></title>
<description><![CDATA[<p>da Wikipedia:</p><br /><blockquote><br /><p>Il termine <strong>crowdsourcing</strong> (da <em>crowd</em>, gente comune, e <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Outsourcing" title="Outsourcing" class="mw-redirect">outsourcing</a></em>, esternalizzare una parte delle proprie attivit&agrave;<sup title="^ Marialuisa Pezzali, Crowdsourcing: quando la rete... trova la soluzione. &laquo;Il Sole 24 ORE&raquo;, 2009." id="cite_ref-0" class="reference"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing#cite_note-0">(1)</a></sup>) &egrave; un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neologismo" title="Neologismo">neologismo</a> che definisce un modello di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Business" title="Business">business</a> nel quale un&rsquo;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Azienda" title="Azienda">azienda</a> o un&rsquo;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Istituzione" title="Istituzione">istituzione</a>  richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad  un insieme distribuito di persone non gi&agrave; organizzate in una comunit&agrave;  virtuale. Questo processo avviene attraverso degli strumenti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web" title="Web" class="mw-redirect">web</a> o comunque dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Portale_web" title="Portale web">portali</a> su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet" title="Internet">internet</a>.</p><br /></blockquote><br /><p><iframe width="560" height="349" frameborder="0" src="http://www.youtube.com/embed/BFD_c7Tzss4" allowfullscreen=""></iframe></p><br /><p>&nbsp;</p><br /><p>&nbsp;</p><br /><p>&nbsp;</p><br /><p>per approfondimenti sui progetti di crowdsourcing vi rimandiamo al  <a title="Crowdsourcing Network (la pagina non esiste)" class="new" href="http://www.crowdsourcingnetwork.it/mediawiki/index.php?title=Crowdsourcing_Network&amp;action=edit&amp;redlink=1">Crowdsourcing Network</a></p><br /><ul><br />    <li>La Wiki dedicata al <a title="Crowdsourcing" href="http://www.crowdsourcingnetwork.it/mediawiki/index.php/Crowdsourcing">crowdsourcing</a> &egrave; un progetto di <a title="TheBlogTV" href="http://www.crowdsourcingnetwork.it/mediawiki/index.php/TheBlogTV">TheBlogTV</a></li><br />    <li>La Wiki, per definizione, &egrave; aperta ai contributi di tutti,  purch&egrave; vengano rispettate le regole di impostazione delle voci, le voci  non siano a carattere promozionale ed i progetti siano operativi ed  effettivamente basati sul <a title="Crowdsourcing" href="http://www.crowdsourcingnetwork.it/mediawiki/index.php/Crowdsourcing">crowdsourcing</a></li><br />    <li>In questa wiki possono essere inserite quattro tipologie di  voci, ovvero la voce &quot;progetto&quot;, che fa riferimento ai progetti di  crowdsourcing, la voce &quot;organizzazione&quot; che fa riferimento all'azienda  che sviluppa il progetto. La terza voce invece &egrave; &quot;protagonisti&quot; e parla  dei personaggi che sviluppano le idee ed i progetti, infine la quarta  voce &egrave; &quot;risorse&quot; e riguarda il materiale pi&ugrave; interessante presente in  rete.</li><br />    <li>Le schede potranno essere inserite e modificate singolarmente da ogni utente, ma saranno vagliate ed ordinate dal team di  <a title="Crowdsourcing Network (la pagina non esiste)" class="new" href="http://www.crowdsourcingnetwork.it/mediawiki/index.php?title=Crowdsourcing_Network&amp;action=edit&amp;redlink=1">Crowdsourcing Network</a>.</li><br /></ul>]]></description>
<pubDate>2011-05-15T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[redazione di comunitagrave;zione]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=734]]></link> </item><item>
<title><![CDATA[(Trieste) Ass.ne dotART, concorso URBAN]]></title>
<description><![CDATA[<p>Ritorna il concorso URBAN: nuova veste internazionale, nuove sezioni, nuovi temi e tanti premi in palio.<br /><br /><br /><br />Dal 1 aprile 2011 sar&agrave; possibile iscriversi al concorso fotografico e artistico internazionale &ldquo;URBAN - Everyday city life in your pictures&rdquo;, promosso dalla dinamicissima associazione culturale dotART. <br /><br /><br /><br />Il concorso ha l'obiettivo di cogliere attraverso la fotografia artistica e l'arte visiva, scorci, persone, volti, strade, edifici, momenti di vita quotidiana ed altri elementi della citt&agrave; in generale, intesa come ambiente urbano. <br /><br /><br /><br /><strong>URBAN</strong> si articola in <u>due sezioni</u>: <u>Fotografia</u> e, novit&agrave; dell'edizione 2011, <u>Computer Art</u>, dedicata alle opere a tecnica mista (scansioni, rendering 3D, illustrazioni e fumetti, grafica, digital art, pittura digitale, sovrapposizioni di pi&ugrave; immagini, &hellip;) per la realizzazione delle quali venga utilizzato il computer almeno in una delle fasi di elaborazione. <br /><br /><br /><br />Le opere dovranno essere inviate entro e non oltre l'1 maggio 2011</p><br /><p>Tutte le Info sul sito <a target="_blank" href="http://www.dotart.it/">http://www.dotart.it</a></p><br /><p>&nbsp;</p><br /><p>Link per il concorso:<br /><br /><a target="_blank" href="http://www.dotart.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=40:ritorna-il-concorso-urban-nuova-veste-internazionale-nuove-sezioni-nuovi-temi-e-tanti-premi-in-palio&amp;catid=3:bandi&amp;Itemid=33">http://www.dotart.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=40:ritorna-il-concorso-urban-nuova-veste-internazionale-nuove-sezioni-nuovi-temi-e-tanti-premi-in-palio&amp;catid=3:bandi&amp;Itemid=33</a></p><br /><p><a target="_blank" href="http://www.dotart.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=40:ritorna-il-concorso-urban-nuova-veste-internazionale-nuove-sezioni-nuovi-temi-e-tanti-premi-in-palio&amp;catid=3:bandi&amp;Itemid=33"><br /><br /></a></p>]]></description>
<pubDate>2011-03-24T00:00:00Z</pubDate>
<author><![CDATA[Silvia Boldrini]]></author>
<link><![CDATA[http://www.comunitazione.it/ctablog/ctablogpost.asp?id_ctablog=732]]></link> </item></channel></rss>
