ctablog, il logo
Area Riservata

Recupera i tuoi dati

iscriviti
username
password leggi le news sul mondo del Mkt e della comunicazione
ricordami

 
Massimiliano Hangler | altri suoi testi nel blog
Caso del Teatro Donizetti a Bergamo

Avendo da poco ritrovato la passione per il teatro, mi sono recato in questi giorni per ben due volte al teatro Donizetti di Bergamo.

Trattavasi di operetta, forma espressiva valida tanto quanto un’attualissima etnografica per scrutare in disparte le vicissitudini umane. Insomma utile per esplorare ridendo gli anfratti dell’umana vita.

E’ stato anche uno spunto per dire la mia in questo blog, in merito alla gestione del cliente dal punto di vista del marketing, sperando che ciò possa essere utile agli imprenditori lombardi all’ascolto.

 

Poco prima dell'Acqua Cheta al Donizzetti

 

REGOLA N.1 – Conosci i tuoi spettatori

In generale nel tatro della vita, e in particolare nel teatro del business, è bene sapere chi ti compra. Questo aspetto si chiama segmentazione del mercato: di solito nei testi teorici di marketing c’è scritto che va fatta a priori, che bisogna scegliere ecc. ecc.

Nella realtà aziendale spesso accade che si immette un prodotto nel mercato senza aver scelto prima (è un errore, ma sia per la fretta che per i costi accade molto spesso); allora è bene sapere questa massima:

“Conosci chi ti ha comprato perché è molto simile a chi ti comprerà”

Ed ecco che abbiamo ancora la possibilità di segmentare il mercato, ma dobbiamo sapere con chi abbiamo a che fare.

Nel caso specifico, pur avendo acquistato per due persone (in due soli giorni) una somma indiscutibilmente rilevante tra biglietti, carnet e singole operette, nessuno ha cercato di scoprire chi fossimo e perché siamo tornati a frequentare il teatro Donizetti!

REGOLA N.2 – L’acquisto è solo l’inizio

Mesto mesto e con la carta di credito fumante mi sono allontanato dalla biglietteria; i miseri pezzi di carta e lo scontrino a testimonianza dell’acquisto, e il freddo vento di gennaio che sferza il volto all’uscita del teatro. Questa è stata l’esperienza di acquisto (senza nulla togliere all’elevata esperienza di utilizzo che mi godrò nei prossimi mesi, s’intende!).

Il punto chiave è che il teatro non ha fornito a noi clienti nessuna piccola gratificazione per l’acquisto ripetuto, e non ha arricchito in nessun modo la nostra esperienza.

REGOLA N.3 – Rimani in contatto con chi ha dimostrato interesse

Ho manifestato apertamente il desiderio di abbonarmi per la prossima stagione, scopredo che esiste una pletora di abbonati radicati e radicali (liberi) che automaticamente rinnovano il loro privilegio tutti gli anni. Chiedendo meglio ho scoperto che sono quasi tutti abitué over 70, i quali si sono incagliati negli stessi seggiolini da ormai 15 anni.

Ai più ciò potrebbe apparire come la miglior clientela possibile, ma non va dimenticato che anche i clienti, come i prodotti, hanno un ciclo di vita (e in questo caso lo hanno letteralmente quasi finito :-) ).

In poche parole il teatro non ha aperto nessun canale di comunicazione con il sottoscritto (nuovo e giovane cliente); potrò in futuro non essere nemmeno a conoscenza delle attività del Donizetti, e potrò decidere di andarmene a zonzo per tanti altri divertimenti alternativi snobbando la bella arte…

Un po’ di idee per il marketing del Donizetti derivate dalle 3 sacre regole di cui sopra:

In questo blog voglio essere propositivo, e senza nessuna pretesa traccio alcune soluzioni che ogni attività ludica simile dovrebbe avere già implementato da tempo.

1) Dopo aver speso 15 minuti in biglietteria ne avrei spesi ancora 2 per dire al front office: nome e cognome, professione, quali spettacoli mi piacciono, dove abito, se ho famiglia e quanto frequento il teatro. Questo sarebbe bastato poi al management del teatro, raccogliendo nel tempo centinaia di dati di eprsone simili a me, per fare un’analisi discriminante per campagne di direct marketing mirato invece dei soliti tabellari che nessuno più guarda (esclusi ovviamente i totem in zona teatro che rimangono validi).

2) In molti casi il cliente si sente gratificato veramente con poco. Alcuni esempi calati nella mia esperienza di acquisto avrebbero fatto la differenza, come ad esempio: ricevere i carnet di biglietti in un piccolo astuccino personalizzato con lo stemma del teatro che desse lo status di “abitué”; o ancora ricevere una o due locandine in A3 dei principiali spettacoli scelti; o un invito per un piccolo aperitivo a fine stagione dedicato a chi ha acquistato i carnet, ma non è abbonato… o che dire di una economicissima lettera di ringraziamento perché sosteniamo il Donizzetti, che è uno dei soli 5 teatri che programmano l’operetta in Italia!?!

Tutte queste considerazioni non sono casuali: sarebbe stato l’inizio della costruzione da parte del teatro di un percorso di avvicinamento ad un mercato nuovo, giovane, e che progressivamente potrebbe sostituire gli abbonati che dipartono (per varie ragioni), facendo crescere la clientela nuova dallo status di frequentatore saltuario a quello di abbonato.

3) Infine, per l’ultimo punto sollevato: tra la tanta spam che mi arriva via mail, sarei invece felice di ricevere notizie, curiosità, informazioni qualche giorno prima in merito agli spettacoli che vedrò. Vorrebbe dire coinvolgere, formare e gratificare chi ti ha acquistato… Ma prima dovrebbero avermi chiesto almeno l’indirizzo e-mail :-) , no?


VIA: Marketing Bergamo



Share on Facebook | View post reactions | AddThis Social Bookmark Button

Massimiliano Hangler - pubblicato il 03/01/2012 - permalink
Marketing degli eventi ciclo di vita del cliente


Discussioni 0
Aggiungi un commento
Alex Badalic | altri suoi testi nel blog
The Ruyi, il turismo al confine tra prodotto e servizio. Un esempio che mescola le leve del marketing tradizionale al Web e alla tecnologia.

The Ruyi

H-play: Log607

The Ruyi, creato e realizzato da Log607 (H-play in rebranding), azienda di Treviso specializzata in giochi interattivi, è il primo prodotto/ servizio di turismo avanzato che sperimenta contemporaneamente, nelle diverse fasi di vita, tre generazioni di marketing.

Prima di passare ad un’analisi approfondita degli strumenti utilizzati, è interessante sottolineare due aspetti:

1) Log607 non è una multinazionale.

Questo, evidenza come la sperimentazione e le novità non siano peculiarità di strutture necessariamente medio-grandi ma, come siano il frutto di coraggio e competenze.

2) The Ruyi non è solo un prodotto, ma neanche completamente un servizio.

Questo secondo aspetto pone l’accento sulla maggior difficoltà di stabilire target, obiettivi di vendita e la necessità di competenze trasversali di marketing ma, nello stesso momento, specifiche del settore turistico in un background interattivo.

Queste due premesse sono molto utili per capire che, anche in Italia, una piccola azienda può imporsi in un nuovo mercato con un prodotto/servizio originale sperimentando un mix di marketing inedito.

Ora, passando all’analisi vera e propria degli strumenti sfruttati per la strategia di comunicazione di The Ruyi, si possono notare come questi cambino e si intersechino con facilità dal lancio fino alla gestione della rete vendita vera e propria.

I. LE 4 P DEL MARKETING TRADIZIONALE

Place: Venezia per giocare, ma tutta Italia per acquistare il format in librerie e locali.

The Ruyi: Venezia

Product: Un quaderno di gioco da acquistare e con cui sperimentare un’esperienza ludica interattiva con il proprio telefono cellulare che permette di scoprire Venezia attraverso una valida alternativa alle classiche guide turistiche.

Promotion: Venduto offline in librerie e locali aderenti al network di vendita dedicato (le librerie possono trattenere il 30% del costo di ogni singolo quaderno mentre i locali il 20%) e online nell’apposita area e-commerce in cui sono disponibili anche una serie di oggetti legati al mondo di The Ruyi. In più, Log607 ha siglato accordi con alcuni siti nella città di destinazione per la vendita del quaderno e dei gadget (anche i rivenditori online hanno l’opportunità di trattenere il 30% del costo del venduto).

Price: 22 euro per acquistare il quaderno di gioco e la possibilità di scoprire tre itinerari differenti.

The Ruyi: Quaderno di gioco

A queste, Log607 ha aggiunto...

Time: la lunghezza degli itinerari e la durata del percorso sono decisi direttamente dal giocatore (da due a nove ore).

II. BRANDING

Grazie al prologo che vede il fittizio professore universitario veneziano Carlo Dolfin protagonista del ritrovamento del diario che dà inizio alla ricerca dello scettro imperiale, Log607 è riuscita ad imporre sul Web il brand del proprio prodotto/servizio che, in realtà, è proprio l’oggetto della vicenda.

III. AMBIENT e EXPERENTIAL MARKETING

Con La notte del Ruyi e le fasi di testing in cui sono state coinvolte centinaia di persone contemporaneamente, il prodotto/servizio viene sperimentato e diffuso proprio in patria, a Venezia, sotto gli occhi incuriositi e stupiti di turisti e abitanti.

IV. VIRAL MARKETING e BLOGGING

Per continuare a presidiare il Web dopo la fase di lancio, sono stati scelti gli strumenti più utilizzati dagli utenti:You Tube e post su blog tematici.

A prescindere dai risultati di vendita, The Ruyi è l'esperimento perfettamente riuscito di un’azienda coraggiosa che ha saputo creare su misura una strategia di comunicazione che attraversa tre generazioni di marketing differente: tradizionale, guerilla e Internet.

Paola Borrescio


VIA: AAA Copywriter Pubblicità Varese - News & Riflessioni



Share on Facebook | View post reactions | AddThis Social Bookmark Button

Alex Badalic - pubblicato il 02/07/2008 - permalink
the ruyi marketing tradizionale log607 h-play azienda di treviso giochi interattivi turismo avanzato fasi di vita tre generazioni di marketing multinazionale target obiettivi di vendita marketing settore turistico mix di marketing strategia


Discussioni 0
Aggiungi un commento
redazione di comunitàzione | altri suoi testi nel blog

ok, ci siamo laureati in Scienze della Comunicazione, e ora, cosa facciamo?

Quale lavoro siamo riusciti a trovare?
in agenzia?

in azienda privata?

Raccontaci la tua esperienza, come hai trovato (se l'hai trovato) un lavoro adeguato, oppure se non  ci sei riuscito ancora... raccontaci la tua esperienza personale, postandola qui sul blog, oppure inviandola in e-mail a redazione@comunitazione.it con in oggetto: la mia storia da laureato.

grazie,

la redazione di Comuntiàzione.it

(con le vostre storie stiamo pensando di realizzare inizialmente un ebook da distribuire agli studenti ditutte le Università italiane per raccontare la vita da laureati in SciCom che è il possibile titolo dell'ebook)


Share on Facebook | View post reactions | AddThis Social Bookmark Button

redazione di comunitàzione - pubblicato il 30/10/2007 - permalink
vita da laureati Scienze della Comunicazione


Discussioni 0
Aggiungi un commento
L'agenda del creAttivo
I nostri autori sono:

Abbiamo parlato di:

Top five
RSS

Add to Technorati Favorites

 
 
 
Le nostre rubriche