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felicia villani | altri suoi testi nel blog
In piazza Duomo il primo baratto culturale

Cresce il fermento sul web e tra gli istituti delle scuole superiori per il “Flash-Swapping”, organizzato da Telecom Italia, in collaborazione con Ninja Marketing, a sostegno di ‘Io studio con TIM’. L’evento prende il nome da Swap, ovvero scambio e in parte dall’espressione Flash Mob (flash - breve esperienza e mob - moltitudine) poiché proprio da questi riprende le dinamiche. La pagina fan del progetto, dedicato agli studenti delle scuole superiori in possesso della Carta dello Studente, registra ogni giorno sempre più fan e più di 400 sono gli istituti delle scuole superiori del nord Italia già contattati e sensibilizzati verso l’iniziativa. Si tratta del primo Flash Swapping in Italia e si terrà il prossimo 23 febbraio alle 14:30, in Piazza Duomo a Milano durante il quale gli studenti delle scuole superiori, ma non solo loro, potranno incontrarsi, conoscersi, relazionarsi e condividere emozioni, idee e valori. Protagonisti di questa importante iniziativa saranno l’antica pratica del baratto, rivisitata in chiave moderna e tecnologica e la cultura in tutti i suoi formati, grazie allo scambio di oggetti rappresentativi della cultura: libri, cd, dvd, adesivi, fumetti ecc.. L’evento avrà inizio con il suono di una tromba da stadio che segnalerà ai partecipanti l’inizio del “baratto in piazza” e da quel momento i ragazzi potranno iniziare a dichiarare a gran voce la propria merce di scambio per barattarla con gli altri. I molteplici scambi e trattative proseguiranno per un breve lasso di tempo fino al secondo suono di tromba, che segnerà la fine del baratto e il ritorno alla normalità. Un format ripetibile nel futuro, una reale interazione, animata anche in modo “tecnologico” dai protagonisti stessi, che in ogni momento potranno documentare il pomeriggio tramite foto e video da telefonino. I contenuti stessi poi andranno ad arricchire la comunicazione del progetto “Io Studio con TIM” già presente su popolarissimi social network quali Facebook, Twitter e YouTube, insieme alle piattaforme Vimeo e FlickR, nonché i profili personali di ognuno dei partecipanti.


VIA:



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felicia villani - pubblicato il 16/02/2010 - permalink
TIM io studio con TIM cultura scambio baratto flash mob flash swapping studenti facebook


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
La relazione rappresenta il primo tentativo di individuare l’intera gamma di beni pubblici forniti dai produttori agricoli a livello europeo e illustra i motivi che giustificano il contributo pubblico erogato a questo scopo.

La politica agricola comune (Pac) svolge un ruolo fondamentale nel permettere agli agricoltori di offrire beni e servizi ambientali, a condizione che le politiche siano correttamente calibrate. È questo il messaggio chiave di una relazione pubblicata dall’Istituto per la politica ambientale europea per conto della DG Agricoltura e sviluppo rurale. La relazione rappresenta il primo tentativo di individuare l’intera gamma di beni pubblici forniti dai produttori agricoli a livello europeo e illustra i motivi che giustificano il contributo pubblico erogato a questo scopo.

Lo studio individua un ampio insieme di beni pubblici ambientali e sociali diversi forniti dai produttori agricoli europei:la conservazione di paesaggi di rilevanza culturale e dell’avifauna dell’habitat agricolo, quali l’otarda comune e l’aquila imperiale a rischio di estinzione in Europa, nonché dei prati a elevata diversità di specie, di cui è ricca l’Unione. I produttori agricoli gestiscono inoltre i terreni in modo da salvaguardare gli stock di carbonio e aiutano a preservare l’elevata qualità di acque e suoli. I risultati di questo studio giungono in un momento in cui si intensifica il dibattito sulla Pac  e se ne discutono obiettivi e priorità per il periodo successivo al 2013. Lo studio conclude dichiarando che una politica correttamente calibrata, con obiettivi chiari e risorse sufficienti, sarà fondamentale per garantire che la produzione di beni pubblici corrisponda alle aspettative della società anche se, secondo i dati a disposizione, per i cittadini Ue non sono offerti in quantità sufficiente.

Secondo lo studio, la Pac prevede un insieme di misure in grado di aiutare i produttori a fornire tali beni pubblici: i pagamenti diretti combinati alle regole di condizionalità permettono l’offerta di un livello minimo di beni pubblici in un’ampia parte delle aree agricole dell’Unione, mentre le misure dello sviluppo rurale, quali le misure agroambientali, forniscono ai produttori gli incentivi per offrire un’ampia gamma di beni pubblici in un modo più mirato. La relazione conclude dichiarando che molti di questi beni pubblici sono insufficienti e che tale carenza si farà verosimilmente più grave in futuro, di fronte a minacce quali le oscillazioni dei prezzi dei beni-rifugio, i fattori tecnologici e l’impatto dei cambiamenti climatici: per questo sarà necessario intervento pubblico più incisivo.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
pac agricoltori politica rurale studio sviluppo ambientale


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