ctablog, il logo
Area Riservata

Recupera i tuoi dati

iscriviti
username
password leggi le news sul mondo del Mkt e della comunicazione
ricordami

 
Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Una sentenza importante che fa presagire una schiarita all'orrizzonte di tante piccole e medie imprese fornitrici della Pubblica amministrazione

La sentenza del Tribunale di Milano che, pochi giorni fa, ha assolto un imprenditore dall’accusa di aver evaso 3.500 euro con la motivazione che si è trovato nell’impossibilità di provvedere al versamento a causa di un mancato pagamento da parte del Ministero della Giustizia, costituisce un precedente che apre una nuova era. Lo ha affermato in una nota Giovanni Quintieri, segretario generale di PMITALIA (associazione nazionale per la difesa, l'affermazione e la valorizzazione della piccola e media impresa italiana), commentando che "questo pronunciamento dà finalmente ragione a quanti, e noi tra questi - ha sottolineato Quintieri hanno fino ad oggi sostenuto che il problema dei ritardi dei pagamenti alle aziende fornitrici della Pubblica amministrazione centrale e locale è un macigno enorme, che schiaccia oggettivamente le nostre Pmi. Esse - ha poi ribadito - da un lato si trovano a soffrire di un drastico ridimensionamento dei mercati per la crisi in atto, mentre dall’altro sono chiamate a far fronte puntualmente agli obblighi fiscali, che però è la stessa Pubblica amministrazione proprio con i suoi ritardi di pagamento, a rendere impossibile".

Una sentenza importante che fa presagire una schiarita all'orrizzonte di tante piccole e medie imprese fornitrici della Pubblica amministrazione che a causa, appunto, dell'eccessivo ritardo nel pagamento delle fatture emesse si trovano senza liquidità in un momento in cui le banche sono sempre meno propense a "dare credito" agli imprenditori. Perciò, il segretario generale di PMITALIA si augura che "anche grazie a questa sentenza sarà possibile interrompere questa spirale infernale - ha rimarcato - e che le amministrazioni centrali e locali vogliano adottare soluzioni appropriate, magari guardando anche a quanto si sta sperimentando altrove. Nel Lazio, ad esempio - ha affermato Quintieri - per risolvere l’annoso problema dei ritardati pagamenti da parte dei Comuni nei confronti delle imprese che effettuano il servizio di smaltimento rifiuti, è stato sottoscritto un accordo in virtù del quale le imprese creditrici possono monetizzare i crediti vantati cedendoli ad una serie di banche convenzionate con Banca Impresa Lazio, la banca controllata dalla Regione Lazio, che svolge il ruolo di garante. Queste o altre soluzioni – ha concluso il segretario generale di PMITALIA – possono essere messe allo studio. L’importante è che si riconosca la validità del principio, e la sentenza di Milano questo lo ha stabilito in maniera inoppugnabile”.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



Share on Facebook | View post reactions | AddThis Social Bookmark Button

Fabio Fiori - pubblicato il 24/02/2010 - permalink
pmi pa sentenza crisi pagamenti tribunale milano italia quintieri


Discussioni 0
Aggiungi un commento
Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
La risoluzione, di cui Giovanni Fava è primo firmatario, è stata presentata dai daputati leghisti, particolarmente attenti al fenomeno dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

Nella seduta di venerdì 22 gennaio, le Commissioni II e X hanno votato una risoluzione che impegna il Governo ad adottare, quanto prima, iniziative normative di modifica dell'attuale disciplina sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che puntino al miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia degli strumenti di ricorso contro tali ritardi con il conseguente inasprimento delle sanzioni nei confronti dei trasgressori, anche tenendo conto delle positive esperienze raggiunte in altri Paesi dell'Unione europea come ad esempio la Francia.

La risoluzione, di cui Giovanni Fava è primo firmatario, è stata presentata dai daputati leghisti, particolarmente attenti al fenomeno dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, tema tornato d'attualità in quanto rappresenta un vero ostacolo alla crescita competitiva delle imprese commerciali e specialmente delle piccole e medie imprese, già fortemente provate dalle difficoltà di accesso al credito bancario. Sono, infatti, le Pmi ad accusare i ritardi più marcati nei pagamenti che possono provocare addirittura il fallimento, con conseguenze dannose per l'intera filiera produttiva.

Nella risoluzione si cita un rapporto del Sole 24 Ore che ha evidenziato una correlazione inversa tra fatturato e puntualità nei pagamenti, nonché una maggiore propensione delle imprese più piccole a saldare nei tempi stabiliti i pagamenti. I numeri confermano che, dal 2007 ad oggi, la percentuale delle società puntuali nel pagare i fornitori è scesa di circa il 10 per cento, mentre sempre nell'ultimo biennio il 54 per cento delle aziende ha peggiorato la propria prestazione. Infatti, a fronte di un 32 per cento che ha mantenuto invariate le proprie abitudini di pagamento, solo il 14 per cento le ha migliorate. Le società meno puntuali nel saldare i pagamenti appartengono alla grande distribuzione, al commercio al dettaglio ed infine alla Pubblica amministrazione.

Per arginare il fenomeno, che interessa la maggior parte dei Paesi della Ue, la Commissione europea ha recentemente avviato una revisione della direttiva 2000/35/CE, finalizzata a migliorare l'efficienza e l'efficacia degli strumenti di ricorso contro i ritardi di pagamento, con particolare riferimento a quelli dovuti dalle pubbliche amministrazioni, data la rilevanza economica dei contratti da queste stipulati. L'Unione, proseguendo lungo il cammino tracciato dallo "Small Business Act", intende garantire alle imprese creditrici gli strumenti per esercitare pienamente ed efficacemente i loro diritti quando sono pagate in ritardo, mettendo le autorità pubbliche di fronte a misure che le dissuadano dal pagare in ritardo i propri fornitori. La proposta, in particolare, intende accorciare i termini di pagamento alle imprese, che vengono fissati in 30 giorni con un risarcimento forfetario a partire dal primo giorno di ritardo pari al 5% dell'importo fatturato.

Nella Ue i pagamenti in ritardo ammontano a circa 1,9 miliardi di euro all'anno, mentre dal punto di vista temporale in media occorrono 65 giorni per il pagamento di una fattura. I tempi contrattuali nella Pubblica amministrazione sono di circa 95 giorni, mentre quelli effettivi superano i 135 giorni.

Il perpetrarsi del fenomeno dei ritardi di pagamento sopratutto nei settori della grande distribuzione e della pubblica amministrazione rischia di generare danni irreparabili al nostro tessuto imprenditoriale. L'allungamento dei tempi di pagamento per il settore della grande distribuzione organizzata, ad esempio, è passato da una media contrattuale di 70 giorni agli attuali 103, colpendo il 90% dei fornitori. Le imprese in questo modo verrebbero gravate di costi eccessivi che ostacolano la realizzazione degli investimenti programmati, a danno dell'economia italiana.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



Share on Facebook | View post reactions | AddThis Social Bookmark Button

Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
pmi transazioni commerciali pubblica amministrazione accesso al credito pagamenti


Discussioni 0
Aggiungi un commento
L'agenda del creAttivo
I nostri autori sono:

Abbiamo parlato di:

Top five
RSS

Add to Technorati Favorites

 
 
 
Le nostre rubriche