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redazione di comunitàzione | altri suoi testi nel blog
La Microsoft lo propone a Loren.

<a href="http://video.msn.com/?mkt=en-US&playlist=videoByUuids:uuids:0bb6a07c-c829-4562-8375-49e6693810c7&showPlaylist=true&from=msnvideo" _fcksavedurl="http://video.msn.com/?mkt=en-US&playlist=videoByUuids:uuids:0bb6a07c-c829-4562-8375-49e6693810c7&showPlaylist=true&from=msnvideo" target="_new" title="Laptop Hunters $1000 – Lauren Gets an HP Pavilion">Video: Laptop Hunters $1000 – Lauren Gets an HP Pavilion</a>Microsoft e Apple sono anni ormai che si sbeffeggiano, anche se in realtà sorridono, essendo i due detentori del duopolio totale delle macchine per ufficio e per uso persaonle.

Questo il nuovo video della microsoft che regala 1000 euro a Loren se sarà in grado di trovare un computer portatile che le vada a genio.
Ovviamente uscirtà immediatamente dallo shopping center della Apple. Ma troverà un ottimo Pavillon dell'HP che soddisfa le sue esigenze.

vedremo la nuova risposta della Apple, che siamo certi non si farà attendere troppo.


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redazione di comunitàzione - pubblicato il 29/03/2009 12:00:00 - permalink
microsoft viral


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Stefano Iotti | altri suoi testi nel blog
L’azienda di Redmond è impazzita? Ovviamente no .

A proposito dell’offerta stratosferica fatta da Microsoft per l’acquisto di Yahoo e del conseguente interessamento di Google e Murdoch.

Perché Microsoft ha offerto 44 miliardi di dollari per comprare Yahoo dopo avere appena speso 240 milioni di dollari per acquistare una percentuale irrisoria di Facebook?
L’azienda di Redmond è impazzita? Ovviamente no .
Semplicemente Microsoft sa che il modello di business sbilanciato sul licensing ha i giorni contati e sta cercando un modo veloce per acquisire una posizione dominante nel web e prevenire un futuro calo di redditività.

Vediamo perché.
La diffusione di Windows, Office e ancora prima di Ms-Dos  è iniziata dai privati per poi estendersi alle scuole e infine alle aziende, a quei tempi i social networks non passavano dal web.
Microsoft conosce il meccanismo: offrire software al mercato consumer per poi trovarselo nelle aziende perché i ragazzi diventano adulti ed entrano nel mercato del lavoro.

Oggi le cose sono cambiate.
Grazie a internet e agli strumenti collaborativi il mercato sta rapidamente evolvendo. Esistono i software Open Source e quelli gratuiti. Per fare un esempio: Google Docs o Open Office sono alternativi gratuiti ad Microsoft Office.
I giovani stanno già utilizzando software in accordo con i nuovi modelli di sfruttamento. Le Università fanno lo stesso.
Microsoft sa bene che quando i ragazzi, i millenials delle ricerche di marketing, entreranno in massa nel mercato del lavoro, l’attuale modello di licensing sarà scardinato.
Anche se la maggior parte del fatturato di Microsoft deriva dal mercato professionale, il suo futuro è dato da quello consumer.

Parliamo della pubblicità e delle comunità.
Globalmente il mercato ADV vale decisamente di più di quello IT , e questo di per sé non è una novità. Lo è invece il fatto che gli inserzionisti stanno pesantemente aumentando gli investimenti pubblicitari sul web sottraendoli agli altri media .
Significa che vendere pubblicità online conviene almeno quanto scrivere software.

Pensate a fenomeni come Facebook o Myspace. Quanto impiegherebbe Microsoft per riprodurre gli stessi servizi? Probabilmente una manciata di mesi. Mi azzardo ad affermare che con poco tempo potrebbe riprodurre anche Google (ok, ho detto che era un azzardo). Il motivo per cui non può farlo è che per spostare una comunità di qualche milione di utenti da un website all’altro occorre qualcosa per convincerli.

Il software si avvia a diventare una commodity come il latte o il sale spostando parte del valore aggiunto sul know how delle persone e sul valore dei contenuti.

Per fare un paragone, Microsoft sta a Google come il costruttore di televisori sta all’emittente televisiva. Non è più la tecnologia a farla da padrone, ma sono i contenuti e gli utenti: l’audience.

Il ragionamento è lo stesso per le multinazionali del software che basano le proprie rendite sulla vendita delle licenze.
In futuro il software di uso comune non sarà necessariamente gratuito, ma il modello di business delle software house dovrà certamente cambiare per tenere conto delle mutate abitudini degli utenti. Vedi anche "software as a service" e "asp".

Buon lavoro !
Stefano Iotti


VIA: Blog di Arscolor.com



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Stefano Iotti - pubblicato il 20/02/2008 - permalink
microsoft yahoo commodity


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Gianluigi Zarantonello | altri suoi testi nel blog
Un nuovo episodio nella guerra frai giganti della rete

E' di ieri l'annuncio dell'Opa di Microsoft per acquisire Yahoo!, una mossa da 45 miliardi di dollari fatta nell'ottica di contrastare il potere di Google sul web, specie nel campo della pubblicità.

Sicuramente, quale che sia l'esito dell'operazione, è un segnale forte, ormai il terreno della sfida sul web è il settore della raccolta pubblicitaria, che a sua volta fa vivere tutti gli altri servizi.

Si tratta di un fatto positivo in sè, in quanto dimostra ome oramai la rete sia affermata come media primario nello scenario mondiale.

Resta ora da capire se una tale concentrazione del mercato possa essere positiva o negativa per consumatori ed investitori.

Voi che cosa ne dite?

Gianluigi

 


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Gianluigi Zarantonello - pubblicato il 02/02/2008 - permalink
web advertising google yahoo microsoft opa pubblicità


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Luca Oliverio | altri suoi testi nel blog
anticipare è sempre meglio che ritardarre, tranne che col sesso.

Era atteso da anni il nuovo sistema proclamato spesso da Bill Gates, un uomo che quando parla andrebbe ascoltato attentamente.

Ricordo tempo fa quando un po' con fare minaccioso chiedeva alle aziende di comunicazione di semplificare i costi di accesso alla rete.

Lo ricordo bene.

Qualche tempo dopo sparirono gli accessi a pagamento, i provider, e nacquero le flat.

Qualche tempo dopo aveva dichiarato che i sistemi di comunicazione erano ancora troppo costosi, troppo lenti, troppi faraginosi e complicati.

Sono passati più di dodici mesi dalla sua apparizione da Fabio Fazio. Era in quell'occasione che ne parlò al grande pubblico italiano, dopo una conferenza "ristretta", si fa per dire, in concomitanza con lo SMAU 2006.

Oggi annuncia l'avvio di United: ovvero il sistema integrato, leggero e poco costoso destinato a rivoluzionare il mondo delle imprese: agevolando i contatti tra i vari operatori e soprattutto diminuendo drasticamente i costi, anche perché diminuiranno gli spostamenti e le perdite di tempo dovute ai mancati contatti tra i protagonisti.

da TGCOM
United Communcations rappresenta, agli occhi della Microsoft, la fine della videoconferenza tradizionale, quella costosa, tra due punti fissi, che sfrutta linee dedicate spesso onerose. Il nuovo programma integrato - che si muove attraverso qualsiasi tipo di collegamento veloce, dalla adsl al wi-fi, dal cavo alla rete cellulare veloce - permette di passare in un batter d'occhio, con un semplice clic del mouse, dalla email alla messaggeria instantanea, dal messaggio sulla segreteria telefonica elettronica alla classica telefonata.

Ovviamente il tutto è possibile con un semplice palmare o un telefonino oltre al poratile.

''Le comunicazioni verranno totalmente rivoluzionate'', secondo Gates.

Il Rount Table, un microfono-telecamera che può essere piazzato dappertutto e che, come un regista televisivo, cattura la immagini di chi sta parlando per poi trasmetterli in tempo reale agli interlocutori lontani.

Questa sembra l'innovazione più interessante...
Gli obiettivi di United Commmunications sono molto ambiziosi: raggiungere in tre anni 100 milioni di utenti, che dovrebbero essere in grado di ridurre i propri costi, tra viaggi ormai inutili e tempo perso in contatti difficili da fare, fino al 50 per cento.

Nuove sfide per gli interaction designer, nuove rivoluzioni in vista... perché la Microsoft fa da pilota, ma il volano lo metteranno come al solito gli sviluppatori indipendenti, gli innovatori: quella piccola fascia di popolazione che punta su fring, su skype, sui blog, quando ancora ad usarli sono una minoranza.

Attenderei quindi gli sviluppi di questa innovazione con molta attenzione e trepidazione, ma sopratutto farei di tutto, se fossi in voi, per capirla, anticiparla, studiarla e conoscerla.

Forse sembra una cavolata, ma in realtà quello che ci si sta per prospettare è la vera integrazione tra i diversi media.

E se i pianificatori (o media planner se preferite) non aspettassero che sia google a capirne le potenzialità ma lo anticipassero, iniziassero a crederci a puntarci, a lavorarci e a pianificarci?

per una volta potremmo arrivare prima degli altri ad un appuntamento.

Odio essere in ritardo.

Ma come col sesso, a volte è importante saper aspettare e cogliere l'occasione giusta.


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Luca Oliverio - pubblicato il 17/10/2007 - permalink
united microsoft interaction designer innovazione futuro della comunicazione


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