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Massimiliano Hangler | altri suoi testi nel blog
I migliori modi per ottenere clienti spontanei

Nel web l’80% delle ricerche sono a carattere informativo (Fonte: Advanced Google Adwords, di Brad Geddes): a ciò si aggiunge un 10% di ricerche rivolte ad un sito web specifico. In altre parole solo il 10% delle persone naviga in internet con il chiaro intento di acquistare qualcosa. Una brutta notizia? Non proprio… Dipende dall’uso che stai facendo del tuo sito web e del tuo blog aziendale (se ne hai uno). Infatti questi due, e soprattutto il secondo, possono essere il ponte tra la tua attività e migliaia di persone potenziali clienti (anche in ambiti tecnici e B2B). Il segreto, se così possiamo dire, è quello di mettersi nell’ottica dei clienti piuttosto che dare continue informazioni sui tuoi prodotti o sul tuo mercato. Se il tuo sito parla solo della tua azienda e se pensi che un blog aziendale sia inutile, è megli che tu continui a leggere; tratti dall’esperienza di Marcus Sheridan (autore del blog Social Media Examiner), punto di riferimento per la gestione del Social Media Marketing aziendale, ecco 5 metodi pratici per cogliere i pensieri dei tuoi clienti potenziali, e trasformare la loro visita sul tuo sito (blog o portale che sia) in una richiesta di contatto/offerta. 1 Fare dei confronti Nel percorso di valutazione di un prodotto o di un servizio uno dei primi processi mentali che sorgono è la necessità di confrontare razionalmente le diverse possibilità e le loro caratteristiche, per convincerci che la scelta che stiamo facendo sia la migliore. Per questo scrivere opinioni e valutazioni sincere ed oneste per indicare le caratteristiche e i benefici di una soluzione verso un’altra è un ottimo modo per salire i risultati organici di ricerca in Google, oltre che essere un vero e proprio “servizio” nei confronti del mercato. La maggior parte delle aziende descrive solo il proprio prodotto/servizio con tono commerciale, ma la strategia giusta è quella di essere disposti ad aiutare nella scelta piuttosto che voler persuadere verso una direzione. Pensaci: i siti che aggiungi ai preferiti sono quelli di cui ti fidi perché ti hanno dimostrato di essere una fonte affidabile. 2 Le persone vogliono “il meglio” per loro Un secondo atteggiamento diffuso nella ricerca di informazioni prima di un acquisto è l’utilizzo della parola “migliore” associata al prodotto/servizio, oppure alla soluzione che si sta cercando. Ad esempio “miglior modo di riparare le gomme bucate per la bicicletta” può essere il titolo per un ottimo post che attirerà senza dubbio traffico qualificato sul sito web di una catena di negozi di biciclette. Basta applicare lo spunto al proprio settore, e i click spontanei non tarderanno ad arrivare. 3 Porre l’attenzione sui problemi Se una persona sta valutando di acquistare uno dei tuoi prodotti o servizi, valuterà sicuramente i pro e i contro della tua offerta rispetto a quella dei concorrenti. In questo momento del processo di informazione un articolo/post che parla in modo chiaro dei problemi più comuni relativi al tuo prodotto/servizio, dei problemi comuni ai principali prodotti/servizi concorrenti, e delle soluzioni di entrambi, è un ottimo modo per creare una relazione di fiducia con le persone. Otterrai anche una grande quantità di traffico spontaneo dai motori di ricerca e le tue pagine saliranno inesorabilmente nel ranking (la posizione) di Google. 4 Rivelare il prezzo Pensaci: il prezzo è uno dei primi aspetti ai quali pensi quando stai valutando un prodotto. Se non lo trovi su di un sito web cosa fai? Nella maggior parte dei casi lo abbandoni e cerchi questa informazione su di un altro sito. In più pochi rendono noti i propri prezzi in chiaro, e questo ti permette di approfittare ancora una volta del favore di Google, che riverserà sui tuoi contenuti il traffico qualificato dal web in cerca di questa informazione. Non è necessario sempre comunicare il prezzo esatto: può bastare un range o un paragone per farne comprendere l’entità, o almeno devi indicare i fattori che lo compongono. 5 Notizie importanti In ogni settore ci sono momenti nei quali alcuni eventi hanno un tale interesse per le persone da prendere il dominio sul resto per qualche giorno, se non per qualche settimana. Se ad esempio una grossa azienda del tuo settore fallisce, una tua valutazione in un post dedicato che analizza il contesto di mercato può attirare una quantità molto alta di traffico, poiché i mezzi di comunicazione on-line e off-line ti aiuteranno indirettamente ad avere notorietà facendo da eco alla notizia, se non addirittura riprendendo il tuo post come fonte informativa (anche tramite link). IN CONCLUSIONE Le idee sopra riportate sono spunti utili per immedesimarsi nei pensieri che un possibile cliente sviluppa nel momento informativo: attirare queste persone è il primo passo per una strategia di Social Media Marketing. Successivamente è bene non sprecare questo traffico e cercare di avere dei contatti spontanei, ad esempio con dei box di contatto o con documenti informativi come nel sito seguente: L’ultimo aspetto da curare nella strategia di web marketing è il rilancio dei tuoi messaggi su diverse piattaforme sociali per avere una multicanalità tale da raggiungere diversi tipi di destinatari anche in modo indiretto, ed essere “ri-lanciato” dagli stessi utenti che hanno trovato utili i tuoi contenuti.


VIA: Hangler Marketing



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Massimiliano Hangler - pubblicato il 09/04/2012 - permalink
lead generation web marketing


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CarloMaria Grassi | altri suoi testi nel blog
un "bravo" a Geaoffrey Jeames

Desidero rendere omaggio a Geoffrey che ha pubblicato un testo molto interessante e che mi ha riportato indietro nel tempo …
Non è una novità che un atteggiamento positivo renda più facile la vita sia privata sia aziendale ed è per questo che forse chi ha la mia età si ricorderà che per anni noi creammo … testi rivolti al positivismo … messaggi con un imprinting positivo … claim positivi … addirittura campagne di motivazione etc. Forse è per questo che leggendo il testo di Geoffrey ho avuto come un flash-back … Credo valga la poena di riportarlo in modo integrale e non tradurlo. Ecco lo qui e ditemi se ho commesso un errore a riportarlo tale e quale. Buona lettura.
Become More Optimistic: 6 Smart Tricks
To acquire a more positive attitude, all you really need is a more powerful vocabulary. Try these linguistic shifts. By Geoffrey James | Feb 13, 2012
Some people see the world through a filter of optimism. They always make lemonade from the lemons, no matter what happens. Others see the world through a filter of pessimism; they always find the cloud in the silver lining.
It's a truism of life that the optimists are always more successful than the pessimists, but that raises a crucial questions: how can you change your attitude to be more optimistic? The answer? Change the words that you use every day to describe your experience.
Here are some quick language tricks that can change your attitude.
1. Stop using negative phrases ... such as "I can't," "It's impossible," or "This won't work." Such statements program your mind to look for negative results.
2. When asked "How are you?" ... respond with "Terrific!" or "Fabulous!" or "I've never felt better!" rather than a depressing "OK" or "Getting by."
3. Stop complaining ... about things over which you have no control—such as the economy, your company, or your customers.
4. Stop griping ... about your personal problems and illnesses. What good does it do, other than to depress you and everyone else?
5. Substitute neutral words ... for emotionally loaded ones. For example, rather than saying “I'm enraged!” say “I'm a bit annoyed”—or, better yet, “I've got a real challenge.”
6. Expunge profanity and obscenity ... from your vocabulary. Such words are always signs of a lazy mind that can't think of something really witty to say.
Rules 1 through 4 came from Jeff Keller, author of the bestseller Attitude Is Everything. Rule 5 come from Tony Robbins. Rule 6, as it happens, comes from my mother.


VIA: Mansueto Ventures LLC



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CarloMaria Grassi - pubblicato il 14/02/2012 - permalink
comunicazione marketing scienze della comunicazione management motivazione


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Massimiliano Hangler | altri suoi testi nel blog
Caso del Teatro Donizetti a Bergamo

Avendo da poco ritrovato la passione per il teatro, mi sono recato in questi giorni per ben due volte al teatro Donizetti di Bergamo.

Trattavasi di operetta, forma espressiva valida tanto quanto un’attualissima etnografica per scrutare in disparte le vicissitudini umane. Insomma utile per esplorare ridendo gli anfratti dell’umana vita.

E’ stato anche uno spunto per dire la mia in questo blog, in merito alla gestione del cliente dal punto di vista del marketing, sperando che ciò possa essere utile agli imprenditori lombardi all’ascolto.

 

Poco prima dell'Acqua Cheta al Donizzetti

 

REGOLA N.1 – Conosci i tuoi spettatori

In generale nel tatro della vita, e in particolare nel teatro del business, è bene sapere chi ti compra. Questo aspetto si chiama segmentazione del mercato: di solito nei testi teorici di marketing c’è scritto che va fatta a priori, che bisogna scegliere ecc. ecc.

Nella realtà aziendale spesso accade che si immette un prodotto nel mercato senza aver scelto prima (è un errore, ma sia per la fretta che per i costi accade molto spesso); allora è bene sapere questa massima:

“Conosci chi ti ha comprato perché è molto simile a chi ti comprerà”

Ed ecco che abbiamo ancora la possibilità di segmentare il mercato, ma dobbiamo sapere con chi abbiamo a che fare.

Nel caso specifico, pur avendo acquistato per due persone (in due soli giorni) una somma indiscutibilmente rilevante tra biglietti, carnet e singole operette, nessuno ha cercato di scoprire chi fossimo e perché siamo tornati a frequentare il teatro Donizetti!

REGOLA N.2 – L’acquisto è solo l’inizio

Mesto mesto e con la carta di credito fumante mi sono allontanato dalla biglietteria; i miseri pezzi di carta e lo scontrino a testimonianza dell’acquisto, e il freddo vento di gennaio che sferza il volto all’uscita del teatro. Questa è stata l’esperienza di acquisto (senza nulla togliere all’elevata esperienza di utilizzo che mi godrò nei prossimi mesi, s’intende!).

Il punto chiave è che il teatro non ha fornito a noi clienti nessuna piccola gratificazione per l’acquisto ripetuto, e non ha arricchito in nessun modo la nostra esperienza.

REGOLA N.3 – Rimani in contatto con chi ha dimostrato interesse

Ho manifestato apertamente il desiderio di abbonarmi per la prossima stagione, scopredo che esiste una pletora di abbonati radicati e radicali (liberi) che automaticamente rinnovano il loro privilegio tutti gli anni. Chiedendo meglio ho scoperto che sono quasi tutti abitué over 70, i quali si sono incagliati negli stessi seggiolini da ormai 15 anni.

Ai più ciò potrebbe apparire come la miglior clientela possibile, ma non va dimenticato che anche i clienti, come i prodotti, hanno un ciclo di vita (e in questo caso lo hanno letteralmente quasi finito :-) ).

In poche parole il teatro non ha aperto nessun canale di comunicazione con il sottoscritto (nuovo e giovane cliente); potrò in futuro non essere nemmeno a conoscenza delle attività del Donizetti, e potrò decidere di andarmene a zonzo per tanti altri divertimenti alternativi snobbando la bella arte…

Un po’ di idee per il marketing del Donizetti derivate dalle 3 sacre regole di cui sopra:

In questo blog voglio essere propositivo, e senza nessuna pretesa traccio alcune soluzioni che ogni attività ludica simile dovrebbe avere già implementato da tempo.

1) Dopo aver speso 15 minuti in biglietteria ne avrei spesi ancora 2 per dire al front office: nome e cognome, professione, quali spettacoli mi piacciono, dove abito, se ho famiglia e quanto frequento il teatro. Questo sarebbe bastato poi al management del teatro, raccogliendo nel tempo centinaia di dati di eprsone simili a me, per fare un’analisi discriminante per campagne di direct marketing mirato invece dei soliti tabellari che nessuno più guarda (esclusi ovviamente i totem in zona teatro che rimangono validi).

2) In molti casi il cliente si sente gratificato veramente con poco. Alcuni esempi calati nella mia esperienza di acquisto avrebbero fatto la differenza, come ad esempio: ricevere i carnet di biglietti in un piccolo astuccino personalizzato con lo stemma del teatro che desse lo status di “abitué”; o ancora ricevere una o due locandine in A3 dei principiali spettacoli scelti; o un invito per un piccolo aperitivo a fine stagione dedicato a chi ha acquistato i carnet, ma non è abbonato… o che dire di una economicissima lettera di ringraziamento perché sosteniamo il Donizzetti, che è uno dei soli 5 teatri che programmano l’operetta in Italia!?!

Tutte queste considerazioni non sono casuali: sarebbe stato l’inizio della costruzione da parte del teatro di un percorso di avvicinamento ad un mercato nuovo, giovane, e che progressivamente potrebbe sostituire gli abbonati che dipartono (per varie ragioni), facendo crescere la clientela nuova dallo status di frequentatore saltuario a quello di abbonato.

3) Infine, per l’ultimo punto sollevato: tra la tanta spam che mi arriva via mail, sarei invece felice di ricevere notizie, curiosità, informazioni qualche giorno prima in merito agli spettacoli che vedrò. Vorrebbe dire coinvolgere, formare e gratificare chi ti ha acquistato… Ma prima dovrebbero avermi chiesto almeno l’indirizzo e-mail :-) , no?


VIA: Marketing Bergamo



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Massimiliano Hangler - pubblicato il 03/01/2012 - permalink
Marketing degli eventi ciclo di vita del cliente


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Massimiliano Hangler | altri suoi testi nel blog
esempi di posizionamento

Marketing dei prodotti tipici – esempi di posizionamento

Durante una session serrata di shopping natalizio, ho trovato in Bergamo un bel punto vendita dove fare visita per comprendere le dinamiche odierne del marketing dei prodotti tipici. Si tratta di un negozio molto carino gestito da giovani ragazzi appassionati del buon cibo. Se siete pigri o non siete di Bergamo, potete supplire con il loro sito internet: Schiaccianoci

Tornando a noi: il marketing dei prodotti tipici ha subito negli ultimi 5 anni dei cambiamenti vorticosi. Nell’epoca dei gourmands e dei cosidetti “foodies” (persone giovani, con un livello alto di istruzione e con buona volontà di spesa nel cibo di qualità) si moltiplicano di giorno in giorno le piccole casscine che vogliono portare sul mercato una delle migliaia di specialità tipiche regionali (e a volte comunali) delle quali l’Italia è ricca.

Partendo per comodità dall’assortimento del citato negozio Schiaccianoci, ti mostrerò il mio punto di vista sulle varie possibilità diverse di posizionare il tuo prodotto. Ma prima un passo indietro.

COSA E’ TIPICO

Se non te ne sei accorto il tuo primo e temibile concorrente sta progressivamente diventando il supermercato. Non cullarti nell’idilliaca convinzione che “no, il mio prodotto è diverso, costa di più ed è più buono”. Se questo dolce pensiero può salvarti nel caso tu decida di vendere a profondi conoscitori gastronomici, non è così per il cliente medio.

Il proliferare sugli scaffali di prodotti IGP, DOP, DOC e così via è un segnale positivo per te (il tuo mercato cresce), ma anche un campanello di allarme.

Infatti molti marchi che vendono nella grande distribuzione usano codici visivi legati alla naturalità e al tipico, imitando i prodotti con valenze locali, posizionandosi in una zona grigia della tipicità, che spesso confonde il consumatore.

Non dare mai per scontato che il tuo consumatore sarà in grado di comprenderne la differenza: la tipicità va spiegata, raccontata, ma soprattutto provata per essere compresa.

Ma torniamo a noi e alle nostre questioni di marketing. Ti propongo come spunto di riflessione una mappa di posizionamento per decidere come presentarti al mercato:

Mappa di posizionamento nel marketing territoriale

Quelli indicati sugli assi sono secondo me gli elementi principali da valutare nel caso di prodotti tipici: il grado di ampiezza territoriale della notorietà del tuo prodotto (da notorietà “comunale” a notorietà “nazionale”) e il tipo di comunicazione che viene adottata (stile “fattoria” o stile “design moderno”).

Torniamo al famoso negozio Schiaccianoci per comprendere meglio si cosa si stia parlando… Facciamo l’esemprio del torrone. Nel negozio possiamo trovare dello squisito torrone della Torroneria e Cioccolateria Barbero: Packaging con indicazione delle medaglie vinte in passato, stile retrò, confezione metallica. Si rifà al codice comunicativo degli anni ’20 in Piemonte. Richiama una tradizione già affermata del territorio, perché può vantare un passato gastronomico legato ad un prodotto tipico comunque noto e diffuso a livello nazionale e internazionale:

Torrone Barbero

In un mercato simile, con un prodotto tipico conosciuto quindi, la storicità dell’azienda artigiana e la provenienza geografica “vera” (sul pack sono indicati via e città della premiata fabbrica) aiutano a difendersi dai prodotti presenti in GDO (Sperlari & co.), che a volte comunque sono imitiativi di questo stile; un esempio di codice visivo di questo tipo (senza nulla togliere al prodotto e alla storicità dell’azienda) è quello delle Sorelle Nurzia:

Packaging Sorelle Nurzia

Come ben si vede la comunicazione è molto simile, ma viene meno la forte caratterizzazione territoriale.

In alternativa, pur possedendo una vocazione territoriale, è possbile innovare nel codice linguistico, per colpire visivamente i gourmands che cercano un prodotto tipico, ed emergere dallo scaffale (ebbene sì, seppur aiutato dalla competenza del gestore anche lo scaffale di un negozio tipico tale rimane). Un esempio? Il Torrone Relanghe:

Torrone Relanghe

Look minimal, parla il prodotto, e mantiene un tocco artigianale. Distribuzione esclusiva in ho.re.ca. selezionata e ventata di nuovo nel look.

Un imitatore di questo stile, con gradazione più mass market? Riporto il pack del mitico Sperlari da GDO:

Torrone Sperlari

Brand a sostegno del prodotto, indicazione della materia prima a supporto di consumatori anche esteri che non conoscono la ricetta del prodotto, e bimbetto felice richiamo dell’ADV degli anni che furono. Per un consumatore estero questo è un prodotto tipico, anzi tipicissimo.

Per riassumere la mappa empirica del mercato del prodotto tipico torrone è così:

Mappa mercato torrone

Ceramente è una versione semplificata e ridotta del mercato, ma propedeutica per ragionare su come posizionare un prodotto tipico.

CONCLUSIONI

Per posizionare un prodotto tipico, le leve principali sono:

- Valutare la definizione territoriale: nel caso del torrone stiamo parlando di un prodotto che ha diverse varianti regionali e imitazioni.

- Comunicazione: si può puntare o su di uno stile casereccio retrò, o su di uno stile moderno/ricercato. Entrambi possono attirare lo stesso tipo di target, perché l’aspetto fondamentale rimane sempre e comunque la valenza intrinseca del prodotto e la sua qualità; se l’azienda ha una storia da raccontare nel segmento di mercato vale la pena di tentare questa strada (es. Torrone Barbero), altrimenti meglio distinguersi con un look accattivante e ricercato (vedi Relanghe).

Ora puoi esercitarti nel tuo mercato per comprendere dove e come posizionarti. Volutamente non si è parlato del prezzo come leva competitiva, dando per assodato che i gourmands non valutino l’acquisto principalmente su questo aspetto del posizionamento.


VIA: Marketing Bergamo



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Massimiliano Hangler - pubblicato il 23/12/2011 - permalink
Marketing prodotti tipici mappa di posizionamento


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annalisa pisano | altri suoi testi nel blog
La Business School C Management inserisce il laboratorio “Grafica pubblicitaria”, a supporto dell’offerta formativa del Master in Comunicazione e Marketing.

Secondo Platone, l’idea è dentro di noi anche se non abbiamo incontrato nella nostra vita qualcosa che ce la rappresenti. Qualcun altro sostiene che non avevamo di certo l’Idea dell’ipod prima che Apple lo inventasse. Molti altri poi aggiungono che senza conoscere le caratteristiche tecniche dell’ipod non sarebbero mai nate tutte le successive applicazioni o le strategie pubblicitarie ad esso abbinate. Noi di CManagement pensiamo di risolvere la grande disputa offrendo ai nostri allievi del Master in Comunicazione e Marketing la possibilità di aggiungere all’offerta formativa standard un laboratorio tecnico che insegni ad usare gli strumenti di base di Adobe Illustratore e Photoshop. L’obiettivo non è diventare un grafico, web designer o foto ritoccatore, ma un traduttore simultaneo tra la lingua dell’azienda-cliente e l’ostrogoto del grafico, del web designer o del foto ritoccatore! Qual è la differenza tra un logo in jpg o in vettoriale? Dove posso trovare le immagini o i font più creativi per presentare delle bozze al mio capo o al mio cliente finale? E, dunque, quali idee posso permettermi di realizzare e quali, non avendo strumenti, devo lasciare nell’iperuranio platonico del mio subconscio?! Per rispondere a tutte queste domande, ISCRIVITI al Master in Comunicazione e Marketing - C Management www.cmanagement.it


VIA: C Management



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annalisa pisano - pubblicato il 05/10/2011 - permalink
master roma master comunicazione e marketing grafica pubblicitaria corso grafica pubblicitaria c management C Management master comunicazione master marketing business school roma


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Andrea Mazzeo | altri suoi testi nel blog

I criteri per il search engine marketing partono spesso dagli stessi presupposti: locazione geografica, parametri demografici, eventuali interessi estraibili dalla piattaforma di destinazione.

E’ proprio il luogo in cui avviene la pubblicazione degli annunci a rappresentare il valore aggiunto. Pensiamo a Facebook, in particolare. Gli oltre seicento milioni utenti  iscritti al social network generano un continuo flusso di contenuto utile non solo all’analisi del mercato, ma anche alla targetizzazione diretta.

Facebook Ads utilizza inoltre un algoritmo in tempo reale che incrocia le conversazioni che avvengono sul social network con il parco di annunci disponibili tra quelli pubblicati dagli inserzionisti. Gli aggiornamenti di stato, comunemente chiamati status, in particolare costituiscono la materia prima di una nuova espressione, sempre più mirata, della pubblicità online.

Sebbene poco trattato ancora in ambito SEM, Facebook si inserisce pertanto a pieno regime in questo ambito di comunicazione consentendo di entrare in contatto con un pubblico variegato.

Come funziona?

Facebook Ads
Nelle sperimentazioni che abbiamo condotto abbiamo isolato alcuni pensieri nei nostri status di Facebook. Ecco che, subito dopo la pubblicazione, sono comparsi nella colonna laterale alcuni link interessanti. Si tratta di link sponsorizzati, decisamente pertinenti e, in alcuni casi, di pagine (le vecchie fan, per capirci). Le associazioni non solo sono di pertinenza esatta, ma anche di compensazione (ad. es il vino legato al cannolo). Inoltre gli annunci correlati vanno a coprire la più ampia gamma di collegamenti mentali possibili: esemplificativa è l’immagine relativa allo status che tratta mal di testa e birra.

L’algoritmo di Facebook rileva dunque le keyword contenute negli status collegandole in tempo reale alle pagine e alle inserzioni a pagamento più pertinenti. Un sistema di inserzioni correlate che rende simile il social network di Zuckerberg ai tradizionali motori di ricerca.

Il Search Engine Marketing ha successo perché va incontro alla richiesta dell’utente che, nella query digitata sul motore di ricerca, esprime la propria richiesta. L’automatismo di Facebook però fa un passo in più, esplicita la richiesta. Espressa sotto forma di un pensiero personale lo status condiviso in un social network esprime un desiderio sebbene non precisamente strutturato e talvolta non cosciente. Pone immediatamente chi scrive, ma anche chi legge, all’interno di un contesto mentale adatto a recepire stimoli commerciali e non collegati all’universo che contiene quel dato concetto. Un concetto che da semplice dialogo quotidiano diventa keyword rilevante per gli operatori del marketing.

Indagare le parole chiave
Dai nostri esperimenti risulta che è la componente conversazionale a generare i migliori risultati. Più uno status è commentato e frequentato – e dunque visibile da più persone dalla bacheca principale di Facebook -  più la selezione di annunci correlati si fa pertinente.

Naturalmente i suggerimenti di pagine e link sponsorizzati si basano anche sulle caratteristiche di utilizzo del mezzo: compilazione del profilo e dati ad esso legato (oltre a quelli demografici, anche gli interessi), storico delle attività e dei link pubblicati, estrazione sociale degli amici più attivi.

La pertinenza delle segnalazione è data, oltre che da questi fattori, anche dalla disponibilità degli annunci e delle pagine. E’ chiaro che il fisiologico incremento degli inserzionisti produrrà una maggior qualità nella capacità di incrociare necessità presunte con brand e tematiche sempre più inerenti.


VIA: Bancomail Blog



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Andrea Mazzeo - pubblicato il 04/07/2011 - permalink
bancomail email marketing web marketing seo sem facebook search ads advert online


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Ateneo Impresa | altri suoi testi nel blog
FISSATE AL 25 FEBBRAIO LE PROSSIME SELEZIONI

Fissata al 25 febbraio la prossima data di selezione per l’accesso alla nuova edizione del Master in Marketing e Comunicazione di Ateneo Impresa http://www.ateneoimpresa.it/, in partenza a giugno 2011. L'appuntamento è previsto alle ore 14:00 in Corso Vittorio Emanuele II N°18, a Roma. La giornata di selezione è assolutamente gratuita e non vincolante http://www.ateneoimpresa.it/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=225 . Il Master in Marketing e Comunicazione ha la durata di 3 mesi d’aula (inizio previsto a giugno 2011), ai quali si aggiungono dai tre ai sei mesi di stage in una delle prestigiose realtà del network di aziende partner (solo per citare qualche nome: Nike, Ducati, Renault, Dada, Salvatore Ferragamo, Patrizia Pepe, Cafè Noir, Fossil, Yoox, Microsoft, Promodigital, Adnkronos Comunicazione, FAO, ENIT, The Blog Tv). Sono 4 le Specializzazioni previste per il Master in Marketing e Comunicazione: Eventi Artistici, Culturali e dello Spettacolo: http://www.ateneoimpresa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=165&Itemid=76 Moda e Beni di Lusso: http://www.ateneoimpresa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=120&Itemid=167 Relazioni Pubbliche Internazionali: http://www.ateneoimpresa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=133&Itemid=77 Web e Social Media: http://www.ateneoimpresa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=74&Itemid=79 Grazie al contributo della Fondazione Ateneo Impresa e delle aziende partner, tutti i partecipanti alle selezioni avranno l’opportunità di concorrere all’assegnazione di Borse di Studio, che possono arrivare a coprire fino al 50% della quota di partecipazione. Le Borse di Studio vengono assegnate su base esclusivamente meritocratica. Ateneo Impresa dà infine la possibilità, a tutti i candidati che non hanno modo di presentarsi alla giornata di selezione, di concordare un colloquio individuale con uno dei coordinatori del Master. Info: Ateneo Impresa S.p.A tel 06.69920231 e-mail info@ateneoimpresa.it


VIA:



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Ateneo Impresa - pubblicato il 22/02/2011 - permalink
master comunicazione ateneo impresa selezioni marketing


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Daniele Mannina | altri suoi testi nel blog
Le migliori esperienze professionali legate alla multicanalità, segnalate dai partecipanti, diventeranno materia di studio

MIP Politecnico di Milano e Polidesign lanciano il Corso Executive in Multichannel Open Communication, un percorso formativo che affronta in modo integrato il tema della comunicazione multicanale e dei nuovi media digitali come Web 2.0, mobile, digital out of home e realtà aumentata.


Il corso, rivolto agli operatori di marketing e di comunicazione di aziende e agenzie, si svolgerà in moduli di 2-3 giorni consecutivi (giovedì, venerdì, sabato) una volta al mese ed è costituito da lezioni in aula e da un Project Work, ovvero un vero e proprio progetto sul campo volto a favorire l’applicazione di modelli e strumenti presentati nell’ambito del percorso.


Il Programma formativo si avvale del supporto scientifico di un Advisory Board composto da manager ed esperti sulle tematiche di marketing e comunicazione.


Ed è proprio relativo all’Advisory Board uno degli aspetti più interessanti di questo progetto. MIP e Polidesign hanno lanciato infatti anche un contest che rappresenta una novità assoluta, facendo del Corso Executive in Multichannel Open Communication il primo corso co-creato in Italia.


Per aprire l’advisory board ai professionisti di marketing e comunicazione, è previsto infatti un processo di selezione attraverso cui verranno raccolte le migliori case history riguardanti la multicanalità e la comunicazione integrata di marca.


Gli autori delle proposte scelte avranno l’opportunità di entrare in un advisory board affermato e di contribuire alla creazione del corso, diventando protagonisti.


Si tratta di un’opportunità assolutamente da non perdere: avrete l’occasione di diventare protagonisti del primo programma formativo co-creato sui temi della comunicazione multicanale e dei new media. C’è tempo fino al 16 luglio per inviare la vostra Case History a: multichannel@mip.polimi.it.


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Daniele Mannina - pubblicato il 18/06/2010 - permalink
comunicazione marketing MIP Politecnico Milano Polidesign Corso Executive in Multichannel Open Communication corso case history contest Advisory Board


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Alt Design Web Agency | altri suoi testi nel blog
Guida Passo Passo

Dopo aver parlato di: come creare una pagina aziendale su facebook e di come aumentare la link popularity del vostro sito internet. Il post vuole essere una mini guida per inserire facilmente e velocemente un Like Box (detto anche Riquadro Mi Piace o precedentemente Riquadro Fan) della vostra pagina aziendale su Facebook all’interno del vostro sito internet.

In questo modo i visitatori del sito aziendale potranno registrarsi immediatamente tra i vostri fan e creare quindi un contatto in modo semplice e veloce.

esempio like box facebook originale

Questo che vedete nell’immagine sarà il widget Like Box che andrete ad incorporare nel vostro sito web. Vediamo quali sono i passaggi per creare un Like Box simile a questo:

  • Se non lo avete già fatto, dovete creare una pagina su Facebook
  • Dalla vostra pagina facebook cliccate sul link Modifica Pagina presente appena sotto l’immagine del profilo

riquadro mi piace facebook

  • Scorrete la colonna di destra (appena sopra gli Amministratori) fino a trovare il link Promuovi con il riquadro “Mi Piace” e quindi cliccatelo
  • A questo punto vi troverete di fronte ad un wizard (vedi immagine sottostante) che vi guiderà nella creazione del vostro riquadro Mi Piace

crea like box facebook

  • A questo punto c’è un passaggio molto importante da seguire. Dovete inserire il vostro Facebook Page ID all’interno dell’apposito campo. Ma… come faccio a sapere qual’è il mio Facebook Page ID? Semplice, guardate l’url (indirizzo) presente nella barra del vostro browser e vedrete qualcosa del genere:
    http://developers.facebook.com/docs/reference/plugins/like-box?profile_id=119612744738726
  • L’ultimo numero che vedete nell’indirizzo è il vostro Facebook Page ID. Copiatelo e incollatelo nel primo campo del wizard.
  • A questo punto “giocate” con i rimanenti campi del wizard, ovvero nell’ordine: larghezza in pixel del box, numero di amici/fan da mostrare, se visualizzare o meno i post della bacheca e l’intestazione del widget
  • Cliccate quindi sul pulsante Get Code e si aprirà una popup (come la sottostante). Copiate il codice dal primo campo e incollatelo nella pagina html del vostro sito internet

popup codice iframe like box

Per chi volesse approfondire l’argomento può leggere la documentazione di Facebook all’indirizzo: http://developers.facebook.com/docs/reference/plugins/like-box


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Alt Design Web Agency - pubblicato il 27/05/2010 - permalink
facebook marketing like box


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Simona Solinas | altri suoi testi nel blog
In aula con l'agenzia PromoDigital

PromoDigital sbarca all’Event Lab con il corso Social Media Marketing.
Per chi di voi ancora non avesse sentito parlare di Web 2.0, UGC, WOMMA, è il corso ideale. S’impara con un metodo collaudato, ovvero il learning by doing: insegna come progettare un Piano di comunicazione non convenzionale on line, realizzando campagne di viral e buzz marketing orientate a stimolare conversazioni in merito a prodotti e brand dei client (brand activation)
Grazie alla recente fusione di PromoDigital con Wikio (il principale aggregatore di blog europeo), un’attenzione particolare verrà dedicata alle tecniche di engagement di blogger e opinion leader della rete, ispirandosi ai principi di un marketing etico e trasparente.


PIANO DEL CORSO


Modulo I – L’evoluzione del web 2.0

Analisi di scenario: dalla pubblicità tradizionale alla comunicazione peer to peer
La nascita di nuove esigenze da parte dei brand: l’agenzia e il suo organigramma
Il marketing 2.0: l’approccio conversazionale
Il buzz e il viral marketing
Crowdsourcing advertising
Case history

Modulo II – La campagna promozionale attraverso i Social Media
La creatività nei social media
Il social media marketing: strategie a lungo termine
Comunicare con Facebook e Twitter
Brand Community
Gestire il proprio personal branding

Modulo III – Il W-O-M-M-A
L’importanza del word-of-mouth
Modelli di misurazione: come misurare l’efficacia di una campagna
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AMMISSIONE
Il corso si rivolge a laureandi/laureati e professionisti che abbiano necessità di specializzarsi in un settore di lavoro in forte crescita come quello degli eventi. Per l’iscrizione è necessario inviare il proprio cv all’attenzione di Elisa Masiero – elisamasiero@eventlab.eu –ed eventualmente fissare un colloquio informativo/conoscitivo. Il corso è a numero chiuso (massimo 20 partecipanti).

Il corso si terrà a Roma dal 3 al 5 giugno 2010.

Docenti:

Andrea Colaianni

Stay tuned!


VIA: PromoDigital



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Simona Solinas - pubblicato il 06/05/2010 - permalink
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