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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Lo ha detto in una nota il segretario regionale Uil Dogane Lazio, Virgilio Tisba

Il disegno di legge che prevede l’etichettatura dei prodotti “Made in Italy” all’esame della X Commissione del Senato, se approvato prospetta sanzioni penali per il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che essendo proposti all’accertamento omettono di eseguire i prescritti controlli. Lo ha detto in una nota il segretario regionale Uil Dogane Lazio, Virgilio Tisba che ha precisato come “con l’attuazione di questa legge – ha spiegato -  si rischierebbe di mettere in pericolo tutta l’economia che gira intorno ai porti e agli aeroporti italiani portando a ingolfare il sistema, senza dimenticare – ha aggiunto - che le imprese potrebbero modificare il proprio sistema logistico, trasferendo lo sdoganamento delle merci extracomunitarie in altri Paesi europei”.

Inoltre Tisba ha ricordato che “alla luce di tutto ciò, già a suo tempo, la Uil PA Agenzie Fiscali è intervenuta presso i parlamentari della Commissione preposta affinché venisse presentato un emendamento in questo senso”. In conclusione il segretario regionale ha reso noto che “a seguito del nostro intervento l’Agenzia delle Dogane sta intervenendo per la soluzione di questo grave problema”.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 23/02/2010 - permalink
MADE IN ITALY Dogane a rischio paralisi per etichette


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog

Le imprese bergamasche investono quasi 200 milioni di euro in innovazione con la registrazione di invenzioni, marchi e brevetti come è emerso dall'indagine "Oltre il Made in Italy" presentata in un convegno a Monza dall'ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, che attribuisce un valore di oltre 1,5 miliardi di euro all'intera Lombardia e di oltre 7,5 miliardi di euro all'intero Paese. Dati che sono stati portati all'attenzione dei ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi dai deputati leghisti Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e  Pierguido Vanalli che hanno rivolto loro un'interrogazione per sollecitarli ad adottare misure più stringenti per la tutela dei prodotti nazionali dalla concorrenza sleale in modo da favorire la ripresa economica e produttiva nel nostro Paese, anche alla luce delle ingenti perdite per le imprese italiane, e in particolare della provincia di Bergamo, a causa delle imitazioni illecite di prodotti.

Da cosa deriva l'allarme? Dal rischio di imitazioni illecite, che, secondo le stime dell'indagine, costano alle imprese italiane quasi 50 miliardi di euro all'anno: in Lombardia in particolare le perdite economiche causate dalla contraffazione sono stimate in quasi 10 miliardi di euro, distribuiti per lo più tra le imprese milanesi (oltre 3 miliardi di euro), bresciane (oltre 1,5 miliardi di euro), bergamasche (quasi 900 milioni di euro) e varesotte (oltre 800 milioni). Inoltre, dal 99,1% del campione di studio emerge che la difesa del Made in Italy è considerata una priorità dalla quasi totalità degli imprenditori bergamaschi e tra gli strumenti di difesa indicati sono chieste azioni mirate quali la tracciabilità (76,9%), maggiori controlli (46,3%) e, in misura inferiore, l'etichetta obbligatoria (30,6%). Riguardo alla tracciabilità dei prodotti, in particolare, fra gli imprenditori del campione esaminato prevale chi ritiene che dovrebbe essere obbligatoria e non solo volontaria mentre il 96,3% dei bergamaschi sentiti nell'indagine è convinto che il Made in Italy deve essere rigoroso, prevedendo sia l'ideazione, sia il confezionamento del prodotto in Italia.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
made in italy contraffazione imprenditori imprese bergamo


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