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Luca Oliverio | altri suoi testi nel blog

L'internet non è un mezzo "molti a molti" o many to many che preferiate dire.
Almeno questa è la mia osservazione.

Lo era. In principio. Lo sarà nuovamente. Ma adesso non lo è.

Per quanto attiene all'aspetto del media(*) l'internet oggi è puramente un mezzo di comunicazione uno a molti che si avvale dei media tradizionali per farsi conoscere e riconoscere.

Sembro impazzito, ma ragioniamoci su.
Qualcuno, io ad esempio, lancio un messaggio. Altri me (i blogger per esempio) lo riprendono.
Ma il messaggio parte da me. O meglio, da "la repubblica", da Berlusconi, da Prodi, dalle tv. Poi tutti ne parliamo.
Certo, per fortuna l'agenda mediale nostra nessuno può imporcela, e volendo possiamo approvigionarci di informazioni e cultura, estesamente intesa, da tanti rubinetti. Ma il rubinetto principale rimangono: pochi blogger e sopratutto i media tradiozionali.

Non vi allarmi e non vi stupisca, basto io a stupirmene.

Qualche tempo fa RTL ha raccontato di un servizio, generato tramite lo strumento della rete internet, di messaggistica sui telefonini (gli SMS) inviati tramite la rete a bassissimo prezzo, direttamente dal telefonino. Il sito in questione (non ricordo l'url a dire il vero) ricevette milioni di visite in quel giorno. La notizia fu ripresa da tantissime tv, giornali, radio. Ovviamente anche da tantissimi blogger.

E ora? chi si ricorda la url del sito?
chi si ricorda il brand?
chi ne tiene traccia nella memoria?

Personalmente mi ricordo l'accaduto, poi non funzionava con il mio operatore mobile (o meglio, i costi di accesso al WAP erano eccessivi) e così ho relegato quell'informazione nell'oblio della mia memoria.

Ma è importante notare il dato: un sito web si fa conoscere attraverso la radio, la notizia viene ripresa e ritrasmessa dai tg nazionali, e quindi, un servizio che esisteva da alcuni anni, raggiunge finalmente la fama.

Cosa significa?
che l'internet è ancora oggi se pur potenzialmente un media many to many, utilizzato come media uno a molti e che ha bisogno fortemente, per far emergere alcuni brand, delle vecchie logiche della pubblicità classica.

Alcuni servizi sono fortemente conosciuti in rete mi direte, e il passaparola ha superato ogni ostacolo... ma ostacolo de che!?
Mybloglog è utilizzatissimo in Italia. Nella cerchia dei marketer e dei blogger influenti soprattutto. E al di fuori di essa?
Le mie adorate appassionate dell'uncinetto non usano mybloglog. Usano però per il 90% splinder come fornitore del servizio di blogging.

Altri esempi?
Guardate i vostri ammiratori del blog su mybloglog per esempio (che per me ormai è un'indicatore e non altro), scoprirete che più o meno, grosso modo, tutti abbiamo gli stessi ammiratori. E l'espansione di mybloglog sembra enorme. Ma in realtà? E' davvero così universale? Andiamo in giro per la rete, entriamo in una comunità di "lavoro" diversa da quella che potrei etichettare come "marketing e tecnologia"; usano altri sistemi, altri aggregatori, altri identificatori.
Ognuno di noi si racchiude in un proprio circolo.
Da un lato questo è un indicatore importantissimo. Da osservare con attenzione; dall'altro invece è l'unità di misura della diffusione dei messaggi e dei "virus" che spesso non scavalcano le barriere delle cosidette comunità di pratica; rendendo così evidente che l'internet, per il momento, è molto un "parlarsi addosso".

Per fortuna ci sono degli ottimi esempi che dimostrano il contrario: Marco Fossati e Marco Marini ad esempio, sono due blogger che riescono a farlo benissimo. E mentre il primo scrive poco sul blog, il secondo (lacasalingadivoghera per eccellenza) è tra i pochi costanti blogger a riuscire a trattare temi inventati autonomamente e a creare messaggi nuovi.

Per citare poi il caso più eccellente all'interno della nostra comunità di pratica, rimane Giancarlo Livraghi, che cura il proprio spazio (chiamatelo blog, se volete, ma non mi attaccherei alle etichette; preferisco guardare gli indicatori), dal 1994, senza lasciarsi scalfire dal duepuntozerismo e da altre menate simili. Livraghi conosce il web, lo studia; ma conosce sopratutto la gente che lo usa e come usarlo.

In conclusione vi invito a guardare questi indicatori.
L'internet invece è un mezzo "many to many", che si esprime in questo concetto ogni qual volta, per esempio, i blogger lo usano per raccontare le proprie vicende, le proprie impressioni e non solo i propri punti di vista.

emm... ovviamente sono osservazioni e vi invito a discuterne con me.

(*) E bene ribadirlo: l'internet è uno strumento non solo un mezzo. Uno strumento di lavoro, di gioco, un arnese potremmo dirlo. Ma è anche un media elettronico, niente da ridere su questo punto.


VIA: cosamistupisce



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Luca Oliverio - pubblicato il 15/12/2007 - permalink
l'internet sociologia della contemporaneità.


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redazione di comunitàzione | altri suoi testi nel blog
Ne discutono in 200, ricercatori internazionali, al Mass 2007

Il Mass 2007 è il Mobile Ad-Hoc and Sensor Systems, quarta conferenza internazionale organizzata dall’Istituto di informatica e telematica del Cnr (Iit-Cnr), in corso fino a giovedì 11 ottobre.

La conferenza è il principale appuntamento mondiale per quanto riguarda la tecnologia di frontiera dell'Ubiquitous Internet, cioè la possibilità di accedere alla Rete in qualsiasi momento e luogo e con qualunque dispositivo, senza confini.

«Grazie alle tecnologie di rete auto-organizzanti (le cosiddette reti ad hoc) - spiega l’Iti-Cnr in una nota - si potrà estendere la copertura Web anche in assenza di infrastrutture di rete sfruttando i dispositivi wireless (bluetooth, wiFi, wiMmax, umts) di cui l’ambiente in cui viviamo è sempre più pervaso come cellulari, elettrodomestici, fotocamere e le automobili.

«La rete ad hoc - osserva Marco Conti, ricercatore dell’Iit-Cnr - sfrutta il principio del passaparola: una persona tramite il proprio dispositivo può comunicare direttamente con tutte le persone che si trovano all’interno del raggio della trasmissione senza fili (wireless). Dal momento che il trasferimento avviene tra dispositivi digitali e non tra persone, l’informazione ricevuta (a meno di manomissioni fraudolente) è una copia fedele di quella generata dal mittente». La conferenza si svolgerà nell’area della ricerca Cnr di Pisa.

 


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redazione di comunitàzione - pubblicato il 08/10/2007 - permalink
l'internet mass 2007 futuro dell'internet


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