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diego sodero | altri suoi testi nel blog
Dal sito web metrotorino.it e dalla pagina Fecebook GTT è possibile scaricare sul desktop del proprio computer l’applicazione che permette di avere sempre a portata di mouse la web radio del Gruppo Torinese Trasporti.

Mosquito Comunicazione collabora da quasi 1 anno con Zip Progetti, Agenzia Torinese di stampo editoriale che cura dal 2008, su incarico del cliente storico Gruppo Torinese Trasporti, il progetto tecnico, musicale ed editoriale della web radio della Metropolitana di Torino.

Una collaborazione nata nell’ottica di fare networking, una tendenza che ha preso piede negli ultimi anni fra le piccole strutture di comunicazione e non solo: integrare le competenze e unire le forze per offrire ai rispettivi clienti un portafoglio di servizi completo e moltiplicare le opportunità di business.  
Il primo frutto di questa collaborazione è il widget animato della Web Radio metrotorino che dall’inizio del 2009 trasmette musica, news e informazioni all’interno delle stazioni della metropolitana di Torino e che fino ad oggi era possibile ascoltare dal proprio computer solo accedendo alla home page del sito metrotorino.it e gtt.to.it.
 
Il progetto widget nasce intorno alla fine del 2009, si concretizza nei primi mesi del 2010 ed è parzialmente ancora in corso.
 
Mosquito Comunicazione ha curato realizzazione tecnica e il progetto grafico, dice Diego Sodero titolare di Mosquito:
abbiamo lavorato partendo da una ricerca molto approfondita su case histories di web radio a livello nazionale e internazionale valutando le tecnologie utilizzate e le funzionalità dei widget,  da qui la decisione di implementare il widget con Adobe Air;
parallelamente è partito il progetto grafico che si è concretizzato in due proposte che mettevano al centro dell’animazione con modalità differenti i treni della metropolitana, la proposta scelta è un adattamento dell’immagine guida del Gruppo Torinese Trasporti. In pratica un profilo stilizzato della città di Torino sotto cui passa il treno della metropolitana. Il progetto grafico lo ritroviamo sia sul lettore della web radio che sull’applicazione scaricabile. Oggi accedendo alla home page del sito www.metrotorino.it mentre ascoltiamo la radio vengono visualizzati titolo e copertina del brano, da qui possiamo installare la web radio anche sul proprio desktop per avere sempre a portata di mouse musica, news giornaliere, segnale orario, informazioni meteo, notizie dal mondo GTT. E’ inoltre possibile richiedere la programmazione dei propri brani preferiti.
Un adattamento è già presente sulla pagina facebok del Gruppo Torinese Trasporti, molto presto anche sulla home page del sito gtt.to.it.
 
Il fenomeno web radio e instore radio ha avuto un notevole successo negli ultimi anni in vari settori, l’utilizzo di questo canale di comunicazione è stato sposato da marchi come GTT, Castoro Gioielli, Iveco, Mazda, Bacardi, Elena Mirò, Sanbitter.
Ma non si tratta solo di dotarsi di un supporto tecnico che permetta di programmare sul web contenuti musicali: ogni web radio nasce con obiettivi precisi , con un target di riferimento, ogni progetto editoriale e musicale ne tiene conto. Quindi un mezzo di comunicazione mirato utilizzabile per animare il punto vendita, per coinvolgere i propri clienti interattivamente e per fideizzarli. In quest’ottica anche il widget ha un ruolo importante, può essere infatti utilizzato per dare e ricevere informazioni dai clienti.
 
Se vuoi maggiori informazioni e approfondimenti sui vantaggi delle web radio e sul widget contatta Diego Sodero al 3460047827 o via email diego.sodeo@mosquitocom.it.
 
Vuoi conoscere meglio Mosquito Comunicazione ? Visita il sito/blog www.comunicazionepervendere.blogspot.com


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diego sodero - pubblicato il 13/07/2010 - permalink
web radio internet radio widget applicazioni Adobe Air widget web radio Mosquito Comunicazione comunicazione per vendere


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carlo sebastiani | altri suoi testi nel blog
'Cloverfield' un caso anche in Italia.

'Cloverfield' il film prodotto da J.J. Abrams, la mente di 'Lost', che negli Usa ha totalizzato 64,3 milioni di dollari dal 18 gennaio, diventando subito un caso. Costato poco più di 20 milioni di dollari, è stato promosso con un'attenta e innovativa campagna pubblicitaria che ha utilizzato come trampolino di lancio Internet. Per l'uscita italiana, sulla scia del successo americano, Roberto Zappelli e Carlo Sebastiani, rispettivamente Strategic Planner e Account Manager dell'agenzia di marketing e advertising Xister, hanno progettato, in collaborazione con Universal Italia, il lancio nazionale. «Come in Usa - racconta Zappelli - abbiamo centrato la campagna su Internet, uno dei canali predominanti e vincenti intorno al quale si è creato l'interesse per Cloverfield». La campagna è iniziata dalla seconda metà di dicembre: «Abbiamo puntato su elementi come la segretezza della trama, raccontando con scarsissimi dettagli visivi gli aspetti salienti della storia. La strategia, che puntava principalmente al target dei teenager e dei giovani professionisti, ha utilizzato anche il canale della telefonia mobile, con la creazione ad hoc di un sito wap. Dai portali di grandi visibilità alle space community come myspace, abbiamo diffuso materiali americani ma non solo, utilizzando anche il portale Yahoo e l'account Flickr: un'idea promozionale è stata la creazione di un concorso fotografico che ha come oggetto le più belle foto di feste con amici, partendo proprio dall'inizio del film che ha tra le prime scene la festa su un tetto a New York. Dal 18 gennaio abbiamo invertito la campagna promozionale che non poteva più "giocare" sulla segretezza: dopo l'uscita americana gli spettatori hanno messo in Rete tutti i dettagli della storia. Abbiamo invece portato in risalto, con una successiva campagna promozionale sempre in Rete, lo straordinario risultato del box office americano, puntando a far diventare 'Cloverfield' un caso anche in Italia».


VIA: carlo sebastiani



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carlo sebastiani - pubblicato il 21/08/2008 - permalink
comunicazione marketing internet pr cloverfield account manager media planner


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Alex Badalic | altri suoi testi nel blog
Sito rinnovato, blog e Facebook per la mostra sulla comunicazione rifiutata.

CREATIVES ARE BAD

ACCETTIAMO RIFIUTI
DA TUTTA ITALIA

È con questa headline che si presenta la versione rinnovata del sito di CREATIVES ARE BAD, la mostra sulla comunicazione rifiutata di MTN Company.

E non è tutto. CREATIVES ARE BAD, ora ha anche il suo blog in puro stile MTN: Creatives are Bad! - blog

Facebook

La mostra ha ora anche un suo gruppo di discussione su Facebook, CREATIVES ARE BAD - Mostra sulla comunicazione rifiutata. Per aderire al gruppo è necessario iscriversi a Facebook. L'iscrizione è gratuita e aperta a tutti.

I ragazzi di MTN Company e tutti noi ci stiamo dando un gran daffare.

Ma nulla si sà ancora della ventilata apertura ai nuovi media e al Web Design che molti aspettano? La comunicazione non è solo quella tradizionale...


VIA: AAA Copywriter Pubblicità Varese - News & Riflessioni



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Alex Badalic - pubblicato il 21/05/2008 - permalink
creatives-are-bad mostre siti-internet blog facebbok


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Gianluigi Zarantonello | altri suoi testi nel blog
sempre più tecnologici

Gli utenti Internet italiani sono sempre più esperti ed attivi: lo dice Nielsen Online.

Su base dei dati ottobre apprendiamo infatti che oggi siamo più di 22 milioni, in crescita, e siamo connessi, in prevalenza dall'ufficio, per più di 22 ore mensili.

Siamo interessati ai siti 2.0, con una crescita di Wikipedia (+10%), dei motori di ricerca come Yahoo Aswers (+15%), delle community (+ 4%).

Più di 7 milioni di persone frequentano i blog e, in generale, c'è esperienza e curiosità nella navigazione.

In effetti l'unico settore ancora poco sviluppato è quello di Internet mobile, ancora poco diffuso nonostante l'Italia sia il paese europeo con maggiore penetrazione dell'UMTS/3G (fonte M:Metrics)

Un contesto estremamente interessante, cui fa lentamente seguito anche il mondo aziendale, visto che la presenza su Internet è ormai imprescindibile e che igli investimenti pubblicitari sul web da un anno crescono del 40% al mese (Fonte IAB).

E voi che ne dite, è un ritratto attendibile?

Gianluigi

www.gianluigizarantonello.it

Social Nework

Linkedin - Naymz


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Gianluigi Zarantonello - pubblicato il 15/12/2007 - permalink
Ricerche Online pubblicità online web. internet Nielsen IAB


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Luca Oliverio | altri suoi testi nel blog

L'internet non è un mezzo "molti a molti" o many to many che preferiate dire.
Almeno questa è la mia osservazione.

Lo era. In principio. Lo sarà nuovamente. Ma adesso non lo è.

Per quanto attiene all'aspetto del media(*) l'internet oggi è puramente un mezzo di comunicazione uno a molti che si avvale dei media tradizionali per farsi conoscere e riconoscere.

Sembro impazzito, ma ragioniamoci su.
Qualcuno, io ad esempio, lancio un messaggio. Altri me (i blogger per esempio) lo riprendono.
Ma il messaggio parte da me. O meglio, da "la repubblica", da Berlusconi, da Prodi, dalle tv. Poi tutti ne parliamo.
Certo, per fortuna l'agenda mediale nostra nessuno può imporcela, e volendo possiamo approvigionarci di informazioni e cultura, estesamente intesa, da tanti rubinetti. Ma il rubinetto principale rimangono: pochi blogger e sopratutto i media tradiozionali.

Non vi allarmi e non vi stupisca, basto io a stupirmene.

Qualche tempo fa RTL ha raccontato di un servizio, generato tramite lo strumento della rete internet, di messaggistica sui telefonini (gli SMS) inviati tramite la rete a bassissimo prezzo, direttamente dal telefonino. Il sito in questione (non ricordo l'url a dire il vero) ricevette milioni di visite in quel giorno. La notizia fu ripresa da tantissime tv, giornali, radio. Ovviamente anche da tantissimi blogger.

E ora? chi si ricorda la url del sito?
chi si ricorda il brand?
chi ne tiene traccia nella memoria?

Personalmente mi ricordo l'accaduto, poi non funzionava con il mio operatore mobile (o meglio, i costi di accesso al WAP erano eccessivi) e così ho relegato quell'informazione nell'oblio della mia memoria.

Ma è importante notare il dato: un sito web si fa conoscere attraverso la radio, la notizia viene ripresa e ritrasmessa dai tg nazionali, e quindi, un servizio che esisteva da alcuni anni, raggiunge finalmente la fama.

Cosa significa?
che l'internet è ancora oggi se pur potenzialmente un media many to many, utilizzato come media uno a molti e che ha bisogno fortemente, per far emergere alcuni brand, delle vecchie logiche della pubblicità classica.

Alcuni servizi sono fortemente conosciuti in rete mi direte, e il passaparola ha superato ogni ostacolo... ma ostacolo de che!?
Mybloglog è utilizzatissimo in Italia. Nella cerchia dei marketer e dei blogger influenti soprattutto. E al di fuori di essa?
Le mie adorate appassionate dell'uncinetto non usano mybloglog. Usano però per il 90% splinder come fornitore del servizio di blogging.

Altri esempi?
Guardate i vostri ammiratori del blog su mybloglog per esempio (che per me ormai è un'indicatore e non altro), scoprirete che più o meno, grosso modo, tutti abbiamo gli stessi ammiratori. E l'espansione di mybloglog sembra enorme. Ma in realtà? E' davvero così universale? Andiamo in giro per la rete, entriamo in una comunità di "lavoro" diversa da quella che potrei etichettare come "marketing e tecnologia"; usano altri sistemi, altri aggregatori, altri identificatori.
Ognuno di noi si racchiude in un proprio circolo.
Da un lato questo è un indicatore importantissimo. Da osservare con attenzione; dall'altro invece è l'unità di misura della diffusione dei messaggi e dei "virus" che spesso non scavalcano le barriere delle cosidette comunità di pratica; rendendo così evidente che l'internet, per il momento, è molto un "parlarsi addosso".

Per fortuna ci sono degli ottimi esempi che dimostrano il contrario: Marco Fossati e Marco Marini ad esempio, sono due blogger che riescono a farlo benissimo. E mentre il primo scrive poco sul blog, il secondo (lacasalingadivoghera per eccellenza) è tra i pochi costanti blogger a riuscire a trattare temi inventati autonomamente e a creare messaggi nuovi.

Per citare poi il caso più eccellente all'interno della nostra comunità di pratica, rimane Giancarlo Livraghi, che cura il proprio spazio (chiamatelo blog, se volete, ma non mi attaccherei alle etichette; preferisco guardare gli indicatori), dal 1994, senza lasciarsi scalfire dal duepuntozerismo e da altre menate simili. Livraghi conosce il web, lo studia; ma conosce sopratutto la gente che lo usa e come usarlo.

In conclusione vi invito a guardare questi indicatori.
L'internet invece è un mezzo "many to many", che si esprime in questo concetto ogni qual volta, per esempio, i blogger lo usano per raccontare le proprie vicende, le proprie impressioni e non solo i propri punti di vista.

emm... ovviamente sono osservazioni e vi invito a discuterne con me.

(*) E bene ribadirlo: l'internet è uno strumento non solo un mezzo. Uno strumento di lavoro, di gioco, un arnese potremmo dirlo. Ma è anche un media elettronico, niente da ridere su questo punto.


VIA: cosamistupisce



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Luca Oliverio - pubblicato il 15/12/2007 - permalink
l'internet sociologia della contemporaneità.


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Gianluigi Zarantonello | altri suoi testi nel blog
Una discussione sul fenomeno internet del momento

Buongiorno a tutti,

mi aggancio ad un mio recente articolo su comunitazione per il tema del mio primo post sul blog: la complessità legata al Web 2.0

Io sono un grande fautore della collaborazione online e trovo che vi siano infiniti sviluppi positivi offerti dalla grande rete.

Mi piacerebbe però sentire la vostra opinione rispetto a questo quesito: qual è il ruolo del professionista della comunicazione e del marketing nel momento in cui tutti hanno accesso alla creazione dei media e dei temi che essi discutono?

Io ovviamente ho la mia opinione ma mi piacerebbe sentire da questa agorà cosa ne pensate anche voi.

Ciao

Gianluigi

 


VIA: Gianluigi Zarantonello



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Gianluigi Zarantonello - pubblicato il 27/10/2007 - permalink
web internet web 2.0 wiki comunicazione marketing prosumer


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Cristina cardone | altri suoi testi nel blog
il nostro 12 ottobre, commemorazione colombiana o crisi della democrazia?

Quello che mi colpisce ogni giorno di piu' e' l'orientamento del governo verso politiche restrittive che in ogni tempo hanno caratterizzato la destra.

Ma nel Dna della sinistra non c'era il principio inviolabile della liberta' di espressione e di stampa? Non hanno forse combattuto il fascismo a causa di queste ed altre limitazioni della liberta'?

Questo clima di oscurantismo si distacca dai principi democratici e da tutti i paesi  dove internet e' libera diffusione.

Siamo in pieno paradosso: da una parte democratizzazione - ancorche' indisciplinata - implicita nella globalizzazione, che ha favorito la condivisione fra popoli fra loro diversissimi. Dall'altra, nuove e rigide norme restrittive ci pongono antagonisti della piena liberta' di espressione, rasentando l'anticostituzionalismo.  E in questo, temo, costituiremo la vera novita' rispetto a tutti gli altri paesi occidentali.

Ma l'ideale progressista che fine ha fatto?

 I provvedimenti delle ultime settimane (perche' questo non e' l'unico)  lasciano intravedere politiche confuse e timorose, che generano negli italiani sconcerto e preoccupazione. L'impronta censoria che aleggia, al di la' dell'effettivo esito  del disegno di cui si parla e' di cattivo auspicio.

Vero e' che hanno promesso di "aggiustare" e rivedere il "riordino" dell'editoria, e noi tutti lo auspichiamo, ma restera' purtroppo, una macchia sulle intenzioni che non si sono rivelate democratiche.

 

 

 


VIA: Dritto e storto



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Cristina cardone - pubblicato il 26/10/2007 - permalink
internet editoria


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redazione di comunitàzione | altri suoi testi nel blog
Ne discutono in 200, ricercatori internazionali, al Mass 2007

Il Mass 2007 è il Mobile Ad-Hoc and Sensor Systems, quarta conferenza internazionale organizzata dall’Istituto di informatica e telematica del Cnr (Iit-Cnr), in corso fino a giovedì 11 ottobre.

La conferenza è il principale appuntamento mondiale per quanto riguarda la tecnologia di frontiera dell'Ubiquitous Internet, cioè la possibilità di accedere alla Rete in qualsiasi momento e luogo e con qualunque dispositivo, senza confini.

«Grazie alle tecnologie di rete auto-organizzanti (le cosiddette reti ad hoc) - spiega l’Iti-Cnr in una nota - si potrà estendere la copertura Web anche in assenza di infrastrutture di rete sfruttando i dispositivi wireless (bluetooth, wiFi, wiMmax, umts) di cui l’ambiente in cui viviamo è sempre più pervaso come cellulari, elettrodomestici, fotocamere e le automobili.

«La rete ad hoc - osserva Marco Conti, ricercatore dell’Iit-Cnr - sfrutta il principio del passaparola: una persona tramite il proprio dispositivo può comunicare direttamente con tutte le persone che si trovano all’interno del raggio della trasmissione senza fili (wireless). Dal momento che il trasferimento avviene tra dispositivi digitali e non tra persone, l’informazione ricevuta (a meno di manomissioni fraudolente) è una copia fedele di quella generata dal mittente». La conferenza si svolgerà nell’area della ricerca Cnr di Pisa.

 


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redazione di comunitàzione - pubblicato il 08/10/2007 - permalink
l'internet mass 2007 futuro dell'internet


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L'agenda del creAttivo
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