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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Lo hanno affermato il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni e il presidente di Federdistribuzione,

Si deve lavorare a una seria politica di rilancio complessivo del sistema alimentare nazionale che deve essere messo nelle condizioni di soddisfare in modo strutturato ed efficiente i bisogni reali dei cittadini e deve essere migliorato nella sua capacità di rivolgersi ai mercati esteri, individuando soluzioni che non siano parziali ma che affrontino il problema alla radice. Lo hanno affermato il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni e il presidente di Federdistribuzione, Paolo Barberini nel corso di un incontro alla presenza degli esponenti del Comitato esecutivo della Federazione della Grande distribuzione organizzata.

Le due organizzazioni - si legge in una nota - hanno condiviso l'obiettivo di operare concretamente per rilanciare e valorizzare il prodotto italiano, adoperandosi al contempo per introdurre più efficienza nelle filiere alimentari: Federdistribuzione - che aderisce a Confcommercio è l’organismo di coordinamento e di rappresentanza della distribuzione commerciale - e Confagricoltura sono consapevoli che in questo cammino anche gli imprenditori dei settori che rappresentano possono e devono giocare un ruolo attivo e di sprone per il sistema. Due le aree di intervento individuate: da un lato mettere insieme le forze ed agire sui tavoli istituzionali, nazionali e regionali, per diffondere cultura d'impresa e far sì che i provvedimenti normativi siano orientati verso la ricerca di maggiore efficienza di sistema e di semplificazioni burocratiche e amministrative. "Bisogna riuscire a eliminare le pastoie burocratiche che frenano il sistema, ottimizzando così gli stanziamenti europei – hanno sottolineato Barberini e Vecchioni - meno burocrazia e maggiore velocità ed efficacia devono diventare gli obiettivi di ogni intervento finalizzato a risollevare un settore agricolo e un’intera filiera alimentare duramente penalizzati dagli eventi degli ultimi anni".

 

La seconda direttrice è quella di promuovere incontri diretti tra le imprese della distribuzione e gli operatori delle filiere, per facilitare le relazioni tra aziende direttamente operative sul campo e favorire gli scambi commerciali, affrontando temi nodali, quali i trend di mercato, la logistica, il confezionamento dei prodotti, le politiche commerciali. "In questo modo vogliamo assumerci la nostra responsabilità nel percorso di miglioramento del sistema alimentare italiano andando oltre le soluzioni di nicchia e la comunicazione d’effetto – hanno concluso i due presidenti. L'auspicio è che, anche tutte le altre parti coinvolte in questo progetto vitale per il Paese, private e istituzionali, abbiano un identico atteggiamento propositivo e concreto".

Le aziende aderenti alle otto associazioni di Federdistribuzione hanno realizzato nel 2008 un giro d'affari di 87,4 miliardi di euro, con una quota pari al 73,2% del totale fatturato della Distribuzione moderna organizzata, rappresentano il 39,6% del valore dei consumi commercializzabili contando su una rete distributiva di 46.800 punti vendita (diretti e in franchising) e danno occupazione a circa 333mila addetti. Rappresentano, infine, il 39,6% del valore dei consumi commercializzabili.


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Fabio Fiori - pubblicato il 22/04/2010 - permalink
imprese Confagricoltura Federdistribuzione


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Tra l'altro, il deposito delle domande di brevetto ha fatto segnare un trend molto positivo nel 2009:

Brevetti, invenzioni, marchi e modelli saranno i protagonisti degli eventi che, dal 26 al 28 aprile, accompagneranno la celebrazione della Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale (legata al 40° anniversario dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale-Ompi) e ripercorreranno un percorso battuto con successo dalla Direzione generale del ministero di Claudio Scajola nel campo della promozione della proprietà intellettuale. Infatti, valorizzare, promuovere e diffondere l’enorme valore della proprietà intellettuale per favorire lo sviluppo, la crescita e la competitività del sistema Paese è l'obiettivo degli eventi organizzati dalla Direzione generale per la Lotta alla contraffazione–Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero dello Sviluppo economico, che mira ad incoraggiare l'attività creativa e la protezione della proprietà intellettuale nel mondo.Tra l'altro, il deposito delle domande di brevetto ha fatto segnare un trend molto positivo nel 2009: un rilevante +4,5% per i modelli di utilità, con Lombardia capolista (550), seguita da Piemonte (258), Lazio (246), Veneto (231) ed Emilia Romagna. Sul fronte delle invenzioni, che segnano un +2%, si conferma il primato per Lombardia (2942), seguita da Emilia Romagna (1518), Piemonte (1116), Veneto (1289) e Lazio (745).

La contraffazione del farmaco, la congiunzione tra le tecnologie e la tracciabilità dei prodotti sono solo alcuni degli argomenti che verranno affrontati attraverso workshop, seminari e tavole rotonde che si articoleranno nelle tre giornate dell'evento: professionisti e addetti ai lavori avranno la possibilità di conoscere da vicino le attività della Direzione generale competente, che metterà a disposizione i propri esperti per formare ed informare i cittadini, i professionisti e le imprese sulla centralità della tutela della proprietà industriale e intellettuale e sulla promozione dei titoli, ma è previsto un appuntamento anche con le suole per promuovere l'importanza dell'attività inventiva. Tra l’altro la “Sala Pubblico”, appositamente allestita presso la sede della stessa Direzione Generale in via di San Basilio 14, ospiterà oltre ai momenti di confronto culturale, anche una mostra sul tema dei brevetti e marchi che permetterà ai visitatori di conoscere il vasto patrimonio creativo e geniale che sta alla base di molti oggetti di uso comune e che sono una peculiarità del Made in Italy.

 

Con l'occasione, la Direzione generale ha coinvolto nell’iniziativa anche importanti organismi del mondo economico e dell’istruzione, quali Confindustria, Unioncamere, Crui, oltre alla collaborazione e il supporto di organismi internazionali. Il programma dettagliato delle iniziative per la “Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale” è consultabile all’indirizzo web: http://www.uibm.gov.it/it/news/

 


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Fabio Fiori - pubblicato il 22/04/2010 - permalink
Imprese proprietà industriale


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Lo ha affermato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parlando a margine di un convegno a Treviso

Siamo nel pieno di vicende il cui esito non è così facilmente prevedibile. Lo ha affermato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parlando a margine di un convegno a Treviso.

Per l’Alcoa sono moderatamente ottimista – ha detto il ministro – perché da un lato riscontro ragioni oggettive perché continuino le produzioni e, dall'altro, perché si è sviluppato un forte negoziato''.  Sacconi ha anche accennato a “speranze di continuità” del settore chimico a Marghera e in merito alla Glaxo, ha ricordato che la trattativa inizia questa settimana e che “il percorso sarà inevitabilmente un po' complesso”. Inoltre il ministro ha annunciato un nuovo strumento per contrastare la crisi. “Fra poco partirà anche il fondo promosso dal ministro Giulio Tremonti  - ha spiegato - con le grandi banche per la partecipazione nelle piccole e medie imprese in difficoltà,  nelle quali c'è un problema oggettivo di salvaguardia e di sviluppo”. 

Sulle multinazionali che hanno manifestato l’intenzione di abbandonare l’Italia, Sacconi  ha commentato che “non tutte le multinazionali si ridimensionano. Ci sono anche quelle che investono. Quelle che troppo frettolosamente intendono dismettere la loro presenza – ha concluso il ministro - troveranno un Governo intenzionato a fare i conti del dare e dell'avere”.


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Fabio Fiori - pubblicato il 23/02/2010 - permalink
IMPRESE Sacconi faremo i conti del dare e dell’avere


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Questo il tema di una risoluzione che le Commissioni della Camera VII (Ambiente) e X (Attività produttive) hanno indirizzato al Governo nella seduta dello scorso 28 gennaio

Su tutto il territorio nazionale (isole comprese), operano circa mille imprese nel settore del recupero e riciclo di rottami ferrosi e non ferrosi, con un giro d'affari di oltre 6 miliardi di euro l'anno.

Questa attività svolta nel pieno e costante rispetto dell'ambiente, del territorio e della popolazione locale, ha consentito nel 2008 una raccolta capillare di circa 18 milioni di tonnellate di rottame ferroso e non ferroso (nel termine «rottame», oltre alle cadute di lavorazione e alle demolizioni varie, di qualsiasi genere, sono ricompresi i rottami provenienti/costituiti da veicoli fuori uso, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) imballaggi metallici, piazzole/isole ecologiche e batterie al piombo esauste). Il rottame raccolto, previi processi specifici di lavorazione controllati, è stato posto quasi interamente a disposizione dell'industria siderurgica/metallurgica nazionale sotto forma di materia prima secondaria e quindi destinato alla rifusione finale. Questo il tema di una risoluzione che le Commissioni della Camera VII (Ambiente) e X (Attività produttive) hanno indirizzato al Governo nella seduta dello scorso 28 gennaio. La risoluzione è a firma della deputata dell'UdC, Anna Teresa Formisano. Nella risoluzione si spiega che l'attività di recupero e riciclo di rottami ferrosi e non ferrosi viene esercitata nell'ambito del rispetto della vigente disciplina in materia di rifiuti, di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, vale a dire previo ottenimento e rinnovo di tutte le autorizzazioni necessarie relative alla raccolta e trasporto e alla realizzazione e gestione controllata degli impianti (stabilimenti) di recupero dei rifiuti in questione (rottami ferrosi e non ferrosi).

 

La maggior parte delle imprese operanti in tale settore sono rappresentate da Assofermet Rottami, che ha contatti istituzionali con i rappresentanti del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero dello Sviluppo economico ed è tra i firmatari dell'accordo nazionale di programma quadro per la gestione dei veicoli fuori uso.

 

A causa della crisi economica, tutte le aziende attive nel settore hanno dimezzato sia i volumi, sia la redditività (a causa della caduta delle quotazioni sui mercati delle materie prime secondarie e la contestuale drastica riduzione dei consumi di rottame da parte delle acciaierie/fonderie), determinando una serie di insormontabili difficoltà gestionali, i cui effetti si vedranno chiaramente sui bilanci delle attività degli anni 2009 e 2010 poiché il settore non ha mai usufruito di alcun sostegno diretto o specifico da parte dello Stato italiano eppure le imprese continuano ad opearre attraverso la raccolta ed il recupero di qualsiasi forma di rottame esistente a favore del riciclaggio, per la produzione di nuova materia (acciaio/metalli) rivestendo un ruolo rilevante all'interno dell'economia di un Paese come l'Italia, che è da sempre carente dal punto di vista delle risorse interne reperibili e necessita di un costante approvvigionamento dall'estero.

 
 

La congiuntura negativa in atto e la mancanza di prospettive nel breve-medio periodo, rischia di portare le imprese di fronte alla necessità di maggiori richieste di provvedimenti di cassa integrazione in deroga, di drastiche riduzioni di personale e, non da ultimo, di cessazione delle attività ma la stipulazione di un accordo specifico, di settore, con i Ministeri competenti potrebbe costituire per tutti gli imprenditori coinvolti un segnale di speranza per il futuro e, soprattutto, un'iniezione di fiducia nel breve-medio periodo. Tale accordo, oltre a prevedere al suo interno una serie di specifiche misure di sostegno economico a favore del settore, avrebbe altresì lo scopo di adottare pratiche compatibili per la sostenibilità economica dell'intera catena di raccolta e lavorazione del rottame e modelli di comportamento che garantiscano, ad ogni livello, l'adozione di standard ambientali elevati; promuovere un'efficace pianificazione dei diversi periodi del ciclo produttivo; valorizzare lo sviluppo del patrimonio d'impresa esistente, con iniziative di formazione e innovazione e studiare la fattibilità di percorsi che facilitino l'accesso al sistema bancario per le piccole e medie imprese della filiera.

 

La risoluzione impegna il Governo a valorizzare e promuovere lo sviluppo di questo settore strategico dell'industria italiana, favorendo il potenziamento e il rilancio degli insediamenti produttivi esistenti, con ripercussioni economiche positive sul territorio sul quale insistono promuovendo la stipulazione di un accordo specifico, di settore, che veda la partecipazione di tutti i Ministeri competenti, al fine di sostenere le imprese appartenenti alla filiera e tutelarne i livelli occupazionali. Poi ad assumere sia iniziative per la semplificazione e armonizzazione della normativa in materia ambientale su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento alla disciplina relativa ai rifiuti (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152), sia iniziative normative per una corretta attuazione della nuova direttiva quadro comunitaria in materia di rifiuti (2008/98/CE) anche mediante una modifica del decreto legislativo n. 152 del 2006, al fine di tener conto anche della specificità e delle esigenze del settore in esame che, in parte, rimane comunque disciplinato dalla normativa in materia di rifiuti e altre iniziative, anche con il coinvolgimento degli altri enti interessati, per addivenire ad una interpretazione univoca delle disposizioni esistenti, dal momento che l'interpretazione della normativa vigente a tutti i livelli (comunitario, nazionale, regionale e provinciale) ha ormai assunto un livello tale che anche gli addetti al settore riescono difficilmente a districarsi nel coacervo di norme, in assenza di interventi chiarificatori a livello centrale. Infine ad adottare iniziative, anche di carattere normativo, per definire termini certi di risposta da parte delle competenti Autorità, per quanto riguarda la definizione o il rinnovo di procedimenti autorizzativi in materia di rifiuti e a rettificare qualora necessario, il recente decreto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare del 17 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2010 e istitutivo del Sistri (il nuovo sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009), il cui testo è attualmente oggetto di esame e approfondimento da parte delle associazioni e degli operatori del settore.


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Fabio Fiori - pubblicato il 01/02/2010 - permalink
imprese recupero reciclo rottami ambiente lavorazione camera settore ecomomico


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"Il credito d'imposta per le imprese che investono all'estero è un passo ineludibile per la crescita del comparto agroalimentare e della sua competitività

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il provvedimento con cui si mette a disposizione delle imprese un credito d'imposta per i loro investimenti all'estero. Il credito d'imposta, previsto dal decreto 24 luglio 2009 per gli anni 2008 e 2009, è fissato nella misura del 50% del valore degli investimenti effettuati in eccedenza rispetto alla media degli analoghi investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti.

"Il credito d'imposta per le imprese che investono all'estero è un passo ineludibile per la crescita del comparto agroalimentare e della sua competitività - ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia - e per sostenere, insieme ai nostri grandi prodotti, una cultura del fare impresa che affonda le radici nella storia e nell'identità secolari dei territori".

La norma si riferisce ad investimenti quali attività promozionali, partecipazione a fiere e organizzazioni di eventi riguardanti il Made in Italy e prevede un limite di spesa annua a carico dello Stato pari a 40 milioni di euro per l'anno 2008 e 41 milioni per l'anno 2009.

Potranno accedere alla misura tutte le imprese agricole, zootecniche e della pesca e i Consorzi di tutela sulle denominazioni protette e sulle attestazioni di specificità. Entro il 5 febbraio prossimo, il Ministero renderà disponibile il modulo per presentare le richieste di accesso all'agevolazione. Il decreto è disponibile sul sito del Ministero www.politicheagricole.it, nelle sezioni "Normativa" e "Prodotti di qualità".


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Fabio Fiori - pubblicato il 27/01/2010 - permalink
imprese estero zaia credito imposta ue gazzetta ufficiale investimenti


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Un logo e un comitato promotore accompagneranno Roma verso la decisione prima del Coni e poi, in caso di via libera, del Cio sulla scelta di quale città ospiterà le Olimpiadi 2020

Le imprese di Roma, rappresentate dall'Unione industriali di Roma (Uir) sostengono il sindaco Gianni Alemanno nella candidatura della Capitale ai Giochi olimpici del 2020. Un logo e un comitato promotore accompagneranno Roma verso la decisione prima del Coni e poi, in caso di via libera, del Cio sulla scelta di quale città ospiterà le Olimpiadi 2020. Lo si legge sul sito del Comune di Roma.

Nel logo del Comitato promotore, realizzato nei colori del Comune di Roma giallo e rosso, ci sono anche due ellissi con i colori dei cerchi olimpici. Il logo dei Giochi di Roma 2020 è invece un quadrato realizzato nei colori della Capitale, rosso e giallo, arricchito con quelli dei cerchi olimpici e della bandiera italiana, e disegnato dalla stessa agenzia che ha disegnato quello delle Olimpiadi invernali di Torino e che, nel 1960, firmò quello dei Giochi di Roma.

Il Comitato Olimpico comprende tredici personalità dell'imprenditoria italiana e romana: ci saranno i presidenti della Uir Aurelio Regina, della Camera di Commercio di Roma Andrea Mondello, di Rds spa Eduardo Montefusco, dell' Api Ugo Maria Brachetti Peretti, gli amministratori delegati di Alitalia Rocco Sabelli, di Medusa Film spa Giampaolo Letta, di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, di Lottomatica Marco Sala, di Bulgari Francesco Trapani, di Jumbo grandi eventi Rossella Bussetti, il direttore delle relazioni istituzionali Italia di Mediaset Andrea Ambrogetti, il vice direttore generale della Rai Giancarlo Leone e la vice presidente di Caltagirone Editore spa Azzurra Caltagirone. La Camera di Commercio di Roma e l' Unione degli Industriali e della Imprese di Roma, per sostenere la candidatura della Capitale ai Giochi olimpici del 2020 e avvicinare i cittadini alle discipline olimpiche, hanno promosso una tre giorni di sport, spettacolo, musica e arte, dal 16 al 18 aprile prossimo. Alla tre giorni si aggiunge anche un concorso per cortometraggi dedicati al tema delle Olimpiadi 2020 nella Capitale, il cui bando è già stato pubblicato e la cui giuria sarà presieduta dal regista Gabriele Muccino.

Sono state individuate anche le aree e le strutture del futuro '' Parco Olimpico''. Il futuro villaggio, ha annunciato il sindaco Alemanno, andrà da Tor di Quinto al Flaminio passando per la zona dell' Acqua Acetosa. '' Recupereremo - ha spiegato Alemanno - anche la struttura di Tor Vergata dove però non sorgerà un Palanuoto, troppo costoso, ma una struttura polifunzionale con un palazzetto per 18mila posti ''.

Secondo un sondaggio realizzato da Unicab sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020, a spiegato Alemanno, ''quasi il 90% dei romani è favorevole alla candidatura. Questo consenso è determinante''.


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Fabio Fiori - pubblicato il 27/01/2010 - permalink
imprese imprenditori giochi olimpici logo roma unione industriali capitale 2020


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Le imprese bergamasche investono quasi 200 milioni di euro in innovazione con la registrazione di invenzioni, marchi e brevetti come è emerso dall'indagine "Oltre il Made in Italy" presentata in un convegno a Monza dall'ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, che attribuisce un valore di oltre 1,5 miliardi di euro all'intera Lombardia e di oltre 7,5 miliardi di euro all'intero Paese. Dati che sono stati portati all'attenzione dei ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi dai deputati leghisti Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e  Pierguido Vanalli che hanno rivolto loro un'interrogazione per sollecitarli ad adottare misure più stringenti per la tutela dei prodotti nazionali dalla concorrenza sleale in modo da favorire la ripresa economica e produttiva nel nostro Paese, anche alla luce delle ingenti perdite per le imprese italiane, e in particolare della provincia di Bergamo, a causa delle imitazioni illecite di prodotti.

Da cosa deriva l'allarme? Dal rischio di imitazioni illecite, che, secondo le stime dell'indagine, costano alle imprese italiane quasi 50 miliardi di euro all'anno: in Lombardia in particolare le perdite economiche causate dalla contraffazione sono stimate in quasi 10 miliardi di euro, distribuiti per lo più tra le imprese milanesi (oltre 3 miliardi di euro), bresciane (oltre 1,5 miliardi di euro), bergamasche (quasi 900 milioni di euro) e varesotte (oltre 800 milioni). Inoltre, dal 99,1% del campione di studio emerge che la difesa del Made in Italy è considerata una priorità dalla quasi totalità degli imprenditori bergamaschi e tra gli strumenti di difesa indicati sono chieste azioni mirate quali la tracciabilità (76,9%), maggiori controlli (46,3%) e, in misura inferiore, l'etichetta obbligatoria (30,6%). Riguardo alla tracciabilità dei prodotti, in particolare, fra gli imprenditori del campione esaminato prevale chi ritiene che dovrebbe essere obbligatoria e non solo volontaria mentre il 96,3% dei bergamaschi sentiti nell'indagine è convinto che il Made in Italy deve essere rigoroso, prevedendo sia l'ideazione, sia il confezionamento del prodotto in Italia.


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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
made in italy contraffazione imprenditori imprese bergamo


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E' quanto si legge nell'Indagine Congiunturale sulle Piccole e medie Imprese del Lazio (II° semestre2009) condotta dalla Federlazio che ha commentato il risultato con è

Fragile, incerta, discontinua. Così gli imprenditori del Lazio descrivono l'attuale fase di lenta uscita dalla crisi e, quindi, in molti, non senza una buona dose di pragmatismo, adottano un atteggiamento proprio di chi, incerto sul da farsi, rinvia a tempi migliori interventi più “aggressivi” e investimenti più decisi sul futuro. Infatti, se rispetto alle attese il 2009 si è concluso con una diminuzione del Pil nazionale nell’ordine del -4,7% (un po’ meglio rispetto al -5,1% previsto), le attuali stime sul 2010 indicano una lieve variazione positiva, intorno al +0,7%: un valore che se trovasse conferma ogni anno, ci farebbe impiegare 6-8 anni per recuperare il crollo registrato nel 2009.

E' quanto si legge nell'Indagine Congiunturale sulle Piccole e medie Imprese del Lazio (II° semestre2009) condotta dalla Federlazio che ha commentato il risultato con è "un po’ come dire che, di fronte allo tsunami della crisi, le imprese che sono riuscite a non farsi spazzare via hanno resistito mantenendo i motori al minimo, tanto da non spegnerli e farsi trovare pronte per quanto il vento si rialzerà.

Le previsioni indicano in ogni caso tempi di recupero medio-lunghi per ammortizzare le perdite subite nel 2009, anche in termini di costo sociale della crisi i cui effetti hanno avuto, e continueranno ad avere, un forte ma non contestuale impatto sul mercato del lavoro. Rispetto al quadro nazionale, il Lazio, dal canto suo, sembra aver sofferto meno, sebbene alcune fonti abbiano stimato il suo Pil nel 2009 in calo tra il -3% ed il -4%. Dall'indagine emerge che i tassi di crescita sebbene contenuti, sono ancora positivi e superiori al dato nazionale .

Sul fronte del commercio con l’estero, da gennaio ad ottobre del 2009 le esportazioni e le importazioni del Lazio sono, rispettivamente, diminuite del -19,6% e del -11,6%: la flessione maggiore dell’export è stata registrata sul mercato Extra Unione Europea con un -24,3%, rispetto al –15,9% rilevato per l’area Unione Europea. La quota di beni e servizi esportati dal Lazio sul totale nazionale, nel confronto con lo stesso periodo del 2008, è passata al 4,1% dal precedente 3,9%, segno evidente che in molte regioni l’export ha subito riduzioni molto più consistenti rispetto al Lazio. Nel secondo semestre 2009 il monte ore della cassa integrazione guadagni è aumentato in modo rilevante: la cig ordinaria è aumentata del 106,6% (anche se resta inferiore al 350,2% registrato a livello nazionale), mentre la CIG straordinaria è aumentata del 371,5%, superando il dato nazionale, pari al 314,8%. Questi dati ufficiali.

Dall'indagine svolta dalla Federlazio su un campione di 350 aziende associate emerge una ripresa degli ordinativi ( dal - 30% del primo semestre 2009 al -13 del secondo) con un arresto dell'andamento decrescente degli ultimi due anni e l'attenuazione è maggiore per i mercati extraUe. Sul versante degli investimenti la percentuale di imprese che ha dichiarato di aver investito nel secondo semestre 2009 è pari al 29,3%, in diminuzione dal 49,1%. L'indagine della Federlazio ha rilevato anche le previsioni a breve sui prossimi sei mesi, dalle quali emerge che le attese sugli ordinativi sono in calo generalizzato essendo il saldo ora pari a +12, dal precedente +15. Per area di provenienza geografica, sono invece stabili le attese espresse sugli ordinativi nazionali, il cui saldo è invariato a +14, mentre migliorano le previsioni sugli ordini attesi dall’estero, specie dal mercato extra europeo dove il saldo recupera a +13 dal precedente -3. Si attende una certa ripresa anche dal mercato europeo, sebbene il saldo resti negativo (-3 dal precedente -12). Resta sfavorevolee la previsione di ampliamento dell’organico nei prossimi sei mesi (valore negativo da +3 a -1).

Secondo il commento della Federlazio, l’immagine che forse meglio sintetizza l’attuale condizione del nostro tessuto imprenditoriale è quella di un tuffatore che, raggiunto il fondo della vasca, sfrutta l’effetto rimbalzo per provare molto lentamente a risalire. Gli indici economici presi in esame – ordini, fatturato, produzione – segnalano effettivamente un’attenuazione dei saldi negativi. Il che significa un lieve miglioramento della congiuntura rispetto ai due semestri precedenti. Ma dai dati emerge, accanto al lieve miglioramento tecnico degli indicatori economici, anche il peggioramento del saldo tra le imprese che nel corso del semestre hanno aumentato l’occupazione e quelle che invece l’hanno ridotta. Per quanto riguarda gli investimenti, l'indagine ha messo in luce che la percentuale di imprese che nel secondo semestre 2009 ha effettuato un qualche investimento al proprio interno è inferiore a quella rilevata nel primo semestre.

Ma è sul fronte delle attese per il futuro che si riesce a cogliere ancora meglio l’essenza del momento che stiamo attraversando e lo stato d’animo che muove le imprese. Quando queste ultime si esprimono sul prossimo semestre, il quadro che emerge non sembra in linea con la tendenza al sia pur relativo miglioramento che abbiamo appena visto.

Da sottolineare che mentre l'indagine del primo semestre 2009 si connotava per una valutazione negativa sul presente e una certa apertura ottimistica sul futuro, la situazione attuale si presenta esattamente capovolta, nel senso che essa appare in lieve miglioramento rispetto al passato, ma con aspettative di peggioramento per quanto concerne il futuro. E tale atteggiamento è riscontrabile tanto sul versante degli indici di performance aziendale, quanto sul versante occupazionale. Il saldo tra le aziende che prevedono di aumentare l’organico e quelle che prevedono invece di diminuirlo da positivo che era torna ad essere negativo. Questo significa che le imprese, che pure sembrano orientate ad effettuare un qualche investimento nel prossimo semestre (59,2% contro il 51,4% del semestre scorso), evidentemente intendono investimenti che non comportano ancora incrementi occupazionali.

Ciò del resto è, purtroppo, anche in linea con quanto affermano gli economisti del lavoro - ha sottolineato la Federlazio - i quali sostengono che, generalmente, il mercato del lavoro reagisce con circa 6 mesi di ritardo all’andamento dell’economia. Il che induce a prevedere che i prossimi mesi potranno essere ancora mesi difficili dal punto di vista dell’occupazione. In definitiva i dati ci restituiscono l’immagine di un sistema imprenditoriale in parte disorientato dai segnali, spesso contradditori, che provengono da esperti, commentatori, mass media, esponenti politici, che un giorno sanciscono definitivamente la fuoriuscita dalla crisi e un altro richiamano invece alla sua gravità e in parte preoccupato perché non riesce ancora a scorgere dagli andamenti del mercato, nonostante tutto, segnali di una decisa, univoca, misurabile inversione di tendenza.

Ma - viene sottolineato nell'indagine - per lasciarsi definitivamente alle spalle questo quadro di incertezza e ricominciare ad imboccare decisamente una traiettoria di crescita, devono anche verificarsi condizioni che non dipendono solo dal nostro tessuto di impresa. Una è legata alle dinamiche economiche internazionali, che il nostro Paese non è in grado di determinare direttamente ma alle quali esso può accodarsi con le caratteristiche di reattività e con le proprie specializzazioni produttive. L’altra è invece legata alla capacità dei sistemi istituzionali nazionale, e soprattutto regionale, di creare un habitat dove l’impresa possa svilupparsi al meglio e fare quello per cui essa è vocata: creare ricchezza e occupazione.

Nei prossimi giorni la Federlazio incontrerà i candidati alla presidenza della Regione e affiderà loro una piattaforma articolata di proposte che "ci piacerebbe trovassero posto, intanto nei rispettivi programmi elettorali, e poi - viene ribadito - nella concreta azione di governo di quello che sarà il futuro presidente della Giunta regionale". Diversi saranno i temi che troveranno posto in questa nostra piattaforma. Sicuramente non potrà mancare il richiamo a tutte le problematiche connesse con il credito, che Federlazio mette in cima alle richieste: la piena funzionalità di Bil, il posizionamento di Unionfidi, il ruolo di tutti gli altri enti strumentali della Regione, che in qualche misura si occupano di credito, e la razionale integrazione delle loro funzioni dovranno essere gli obiettivi “dei primi 100 giorni” della Giunta.

Gli imprenditori intervistati - fa notare la Federlazio - hanno manifestato aspettative, timide, nei confronti dei mercati esteri: quindi l'associazione si ripropone di richiedere alla nuova amministrazione regionale di sostenere con risorse finanziarie adeguate la legge regionale sull’internazionalizzazione e fare dell’accompagnamento delle Pmi del Lazio verso i mercati esteri un grande obiettivo di legislatura. A questo scopo potrebbe essere utile - ha suggerito la Federlazio - istituire un assessorato "dedicato" che riunifichi competenze e strategie attualmente frammentate tra diversi assessorati, al fine di rendere più efficaci le politiche in questa direzione. Così come sarebbe auspicabile - si legge ancora - riunificare gli assessorati al Lavoro e alla Formazione perché ormai " non c’è più un prima in cui ci si forma e un dopo in cui si entra nel mondo le lavoro". La formazione accompagna stabilmente lungo tutta la loro vita fasce sempre più estese di lavoratori. Altro fattore decisivo per la ripresa nel Lazio, l'avvio immediato delle opere cantierabili – dalle infrastrutture al settore ambientale al settore energetico – accelerando al massimo tutte le procedure necessarie a sbloccare immediatamente tutte quelle risorse già disponibili che possono essere immesse da subito nel circuito dell’economia. Infine, la Federlazio si auspica che la nuova amministrazione regionale voglia adottare un più generale approccio alle politiche di sviluppo e che per le imprese, vengano previsti meccanismi che favoriscano quelle che non licenziano, che creano occupazione, che creano ricchezza.


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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
impresa imprese imprenditori pmi finanze lavoro crisi economia federlazio


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