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Sergio Zicari | altri suoi testi nel blog
L'altra crisi che rischia di compromettere ancora più gravemente l'economia, la società e la politica

Crisi dell'Euro, crisi dei mercati, incontri bilaterali, summit e chi più ne ha più ne metta. La missione: salvare l'euro, la moneta unica, il futuro dell'Europa. Ma stiamo parlando davvero dell'unica crisi che rischia di mettere in ginocchio i popoli e le nazioni europee?

Mentre governi e banche si preparano a scenari apocalittici dovuti ad una potenziale uscita della Grecia dall'Euro, in questi giorni centinaia di organizzazioni, accademici ed esperti stanno discutendo a Madrid di come affrontare un'altra crisi, tanto pericolosa per le future generazioni, quanto passata inosservata. Mi riferisco alla crisi della famiglia, del matrimonio tradizionale e del conseguente crollo delle nascite che, oramai, ha superato la soglia di guardia. E che avrà inevitabili conseguenze sugli equilibri politici, economici e sociali di molti paesi nel mondo.

L'Italia non ne è esente e, purtroppo, rappresenta uno dei casi più gravi. (... segue)

Leggete l'intero articolo, a firma di Francesco Di Lillo, su http://opinione.it/politica/2012/05/29/di-lillo_politica-29-05.aspx, perchè non sono solo i grandi investitori internazionali o i gruppi di potere politici a minacciare il nostro mondo, ma lo siamo anche noi con le nostre scelte di vita e con i nostri comportamenti quotidiani. Possiamo cambiare.


VIA: L'Opinione



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Sergio Zicari - pubblicato il 29/05/2012 - permalink
crisi nascite crisi delle nascite Europa famiglie economia


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CarloMaria Grassi | altri suoi testi nel blog
un "bravo" a Geaoffrey Jeames

Desidero rendere omaggio a Geoffrey che ha pubblicato un testo molto interessante e che mi ha riportato indietro nel tempo …
Non è una novità che un atteggiamento positivo renda più facile la vita sia privata sia aziendale ed è per questo che forse chi ha la mia età si ricorderà che per anni noi creammo … testi rivolti al positivismo … messaggi con un imprinting positivo … claim positivi … addirittura campagne di motivazione etc. Forse è per questo che leggendo il testo di Geoffrey ho avuto come un flash-back … Credo valga la poena di riportarlo in modo integrale e non tradurlo. Ecco lo qui e ditemi se ho commesso un errore a riportarlo tale e quale. Buona lettura.
Become More Optimistic: 6 Smart Tricks
To acquire a more positive attitude, all you really need is a more powerful vocabulary. Try these linguistic shifts. By Geoffrey James | Feb 13, 2012
Some people see the world through a filter of optimism. They always make lemonade from the lemons, no matter what happens. Others see the world through a filter of pessimism; they always find the cloud in the silver lining.
It's a truism of life that the optimists are always more successful than the pessimists, but that raises a crucial questions: how can you change your attitude to be more optimistic? The answer? Change the words that you use every day to describe your experience.
Here are some quick language tricks that can change your attitude.
1. Stop using negative phrases ... such as "I can't," "It's impossible," or "This won't work." Such statements program your mind to look for negative results.
2. When asked "How are you?" ... respond with "Terrific!" or "Fabulous!" or "I've never felt better!" rather than a depressing "OK" or "Getting by."
3. Stop complaining ... about things over which you have no control—such as the economy, your company, or your customers.
4. Stop griping ... about your personal problems and illnesses. What good does it do, other than to depress you and everyone else?
5. Substitute neutral words ... for emotionally loaded ones. For example, rather than saying “I'm enraged!” say “I'm a bit annoyed”—or, better yet, “I've got a real challenge.”
6. Expunge profanity and obscenity ... from your vocabulary. Such words are always signs of a lazy mind that can't think of something really witty to say.
Rules 1 through 4 came from Jeff Keller, author of the bestseller Attitude Is Everything. Rule 5 come from Tony Robbins. Rule 6, as it happens, comes from my mother.


VIA: Mansueto Ventures LLC



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CarloMaria Grassi - pubblicato il 14/02/2012 - permalink
comunicazione marketing scienze della comunicazione management motivazione


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Massimiliano Hangler | altri suoi testi nel blog
Caso del Teatro Donizetti a Bergamo

Avendo da poco ritrovato la passione per il teatro, mi sono recato in questi giorni per ben due volte al teatro Donizetti di Bergamo.

Trattavasi di operetta, forma espressiva valida tanto quanto un’attualissima etnografica per scrutare in disparte le vicissitudini umane. Insomma utile per esplorare ridendo gli anfratti dell’umana vita.

E’ stato anche uno spunto per dire la mia in questo blog, in merito alla gestione del cliente dal punto di vista del marketing, sperando che ciò possa essere utile agli imprenditori lombardi all’ascolto.

 

Poco prima dell'Acqua Cheta al Donizzetti

 

REGOLA N.1 – Conosci i tuoi spettatori

In generale nel tatro della vita, e in particolare nel teatro del business, è bene sapere chi ti compra. Questo aspetto si chiama segmentazione del mercato: di solito nei testi teorici di marketing c’è scritto che va fatta a priori, che bisogna scegliere ecc. ecc.

Nella realtà aziendale spesso accade che si immette un prodotto nel mercato senza aver scelto prima (è un errore, ma sia per la fretta che per i costi accade molto spesso); allora è bene sapere questa massima:

“Conosci chi ti ha comprato perché è molto simile a chi ti comprerà”

Ed ecco che abbiamo ancora la possibilità di segmentare il mercato, ma dobbiamo sapere con chi abbiamo a che fare.

Nel caso specifico, pur avendo acquistato per due persone (in due soli giorni) una somma indiscutibilmente rilevante tra biglietti, carnet e singole operette, nessuno ha cercato di scoprire chi fossimo e perché siamo tornati a frequentare il teatro Donizetti!

REGOLA N.2 – L’acquisto è solo l’inizio

Mesto mesto e con la carta di credito fumante mi sono allontanato dalla biglietteria; i miseri pezzi di carta e lo scontrino a testimonianza dell’acquisto, e il freddo vento di gennaio che sferza il volto all’uscita del teatro. Questa è stata l’esperienza di acquisto (senza nulla togliere all’elevata esperienza di utilizzo che mi godrò nei prossimi mesi, s’intende!).

Il punto chiave è che il teatro non ha fornito a noi clienti nessuna piccola gratificazione per l’acquisto ripetuto, e non ha arricchito in nessun modo la nostra esperienza.

REGOLA N.3 – Rimani in contatto con chi ha dimostrato interesse

Ho manifestato apertamente il desiderio di abbonarmi per la prossima stagione, scopredo che esiste una pletora di abbonati radicati e radicali (liberi) che automaticamente rinnovano il loro privilegio tutti gli anni. Chiedendo meglio ho scoperto che sono quasi tutti abitué over 70, i quali si sono incagliati negli stessi seggiolini da ormai 15 anni.

Ai più ciò potrebbe apparire come la miglior clientela possibile, ma non va dimenticato che anche i clienti, come i prodotti, hanno un ciclo di vita (e in questo caso lo hanno letteralmente quasi finito :-) ).

In poche parole il teatro non ha aperto nessun canale di comunicazione con il sottoscritto (nuovo e giovane cliente); potrò in futuro non essere nemmeno a conoscenza delle attività del Donizetti, e potrò decidere di andarmene a zonzo per tanti altri divertimenti alternativi snobbando la bella arte…

Un po’ di idee per il marketing del Donizetti derivate dalle 3 sacre regole di cui sopra:

In questo blog voglio essere propositivo, e senza nessuna pretesa traccio alcune soluzioni che ogni attività ludica simile dovrebbe avere già implementato da tempo.

1) Dopo aver speso 15 minuti in biglietteria ne avrei spesi ancora 2 per dire al front office: nome e cognome, professione, quali spettacoli mi piacciono, dove abito, se ho famiglia e quanto frequento il teatro. Questo sarebbe bastato poi al management del teatro, raccogliendo nel tempo centinaia di dati di eprsone simili a me, per fare un’analisi discriminante per campagne di direct marketing mirato invece dei soliti tabellari che nessuno più guarda (esclusi ovviamente i totem in zona teatro che rimangono validi).

2) In molti casi il cliente si sente gratificato veramente con poco. Alcuni esempi calati nella mia esperienza di acquisto avrebbero fatto la differenza, come ad esempio: ricevere i carnet di biglietti in un piccolo astuccino personalizzato con lo stemma del teatro che desse lo status di “abitué”; o ancora ricevere una o due locandine in A3 dei principiali spettacoli scelti; o un invito per un piccolo aperitivo a fine stagione dedicato a chi ha acquistato i carnet, ma non è abbonato… o che dire di una economicissima lettera di ringraziamento perché sosteniamo il Donizzetti, che è uno dei soli 5 teatri che programmano l’operetta in Italia!?!

Tutte queste considerazioni non sono casuali: sarebbe stato l’inizio della costruzione da parte del teatro di un percorso di avvicinamento ad un mercato nuovo, giovane, e che progressivamente potrebbe sostituire gli abbonati che dipartono (per varie ragioni), facendo crescere la clientela nuova dallo status di frequentatore saltuario a quello di abbonato.

3) Infine, per l’ultimo punto sollevato: tra la tanta spam che mi arriva via mail, sarei invece felice di ricevere notizie, curiosità, informazioni qualche giorno prima in merito agli spettacoli che vedrò. Vorrebbe dire coinvolgere, formare e gratificare chi ti ha acquistato… Ma prima dovrebbero avermi chiesto almeno l’indirizzo e-mail :-) , no?


VIA: Marketing Bergamo



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Massimiliano Hangler - pubblicato il 03/01/2012 - permalink
Marketing degli eventi ciclo di vita del cliente


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redazione di comunitàzione | altri suoi testi nel blog
Ecco un po' di chiarezza sul Crowdsourcing

da Wikipedia:

Il termine crowdsourcing (da crowd, gente comune, e outsourcing, esternalizzare una parte delle proprie attività[1]) è un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in una comunità virtuale. Questo processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet.

 

 

 

per approfondimenti sui progetti di crowdsourcing vi rimandiamo al Crowdsourcing Network

  • La Wiki dedicata al crowdsourcing è un progetto di TheBlogTV
  • La Wiki, per definizione, è aperta ai contributi di tutti, purchè vengano rispettate le regole di impostazione delle voci, le voci non siano a carattere promozionale ed i progetti siano operativi ed effettivamente basati sul crowdsourcing
  • In questa wiki possono essere inserite quattro tipologie di voci, ovvero la voce "progetto", che fa riferimento ai progetti di crowdsourcing, la voce "organizzazione" che fa riferimento all'azienda che sviluppa il progetto. La terza voce invece è "protagonisti" e parla dei personaggi che sviluppano le idee ed i progetti, infine la quarta voce è "risorse" e riguarda il materiale più interessante presente in rete.
  • Le schede potranno essere inserite e modificate singolarmente da ogni utente, ma saranno vagliate ed ordinate dal team di Crowdsourcing Network.


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redazione di comunitàzione - pubblicato il 15/05/2011 - permalink
crowdsourcing crowdsourcing video TheBlogTV il futuro del business


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Cristiana Ceruti | altri suoi testi nel blog
Dal caos del linguaggio delle idee alla trasparenza delle scelte condivise sulla cultura dell’abitare.

Venerdì 11 giugno 2010 ore 18,00 - Triennale di Milano (Sala Lab)

Ingresso Libero per accreditarsi inviate una mail a House Company Edizioni

Ne discutono
MARIA BERRINI Presidente di Ambiente Italia, Consiglio Ordine degli Architetti di Milano
CLAUDIA BETTIOL Presidente di Dyepower - Comitato piano energetico Regione Lazio
GIULIANA ZOPPIS Cofondatrice di Best UP
ISABELLA GOLDMANN Direttore Magazine “Meglio possibile”
SILVIO SANTAMBROGIO Presidente del CLAC
ARTURO DELL’ACQUA BELLAVITIS Vicepres. Fondazione Triennale - Direttore di Indaco

Nell’occasione sarà presentato il Concorso Nazionale (1a Edizione)
“ECOHOUSING ART - Premio IMMOBILIARE 2011”
Giovanni Pivetta, direttore editoriale HOUSE COMPANY
Daniela Paola Aglione, coordinatrice concorso

A partire dalla green economy e dall’ecosostenibilità ambientale ci si interroga sul senso dell’abitare. Parte Venerdì 11 giugno dalla Triennale di Milano un ciclo d’incontri,
*il laboratorio dell’Industria dell’Abitare, che farà tappa nelle principali città italiane per tutto il 2010 per discutere con i protagonisti, intellettuali - professionisti - imprenditori, sulle trasformazioni delle forme dell’abitare. Con aperture, scambi e contaminazioni tra Energie alternative, Urbanistica, Sociologia, Eco pensiero, Architettura, Design, Edilizia, Costruzioni, Real Estate, Tecnologia, Arte, Arredamento, Cultura verde.

Perché è appena iniziata un’epoca nuova contrassegnata da profondi mutamenti e processi innovativi, in via di sviluppo, che stanno rapidamente trasformando i caratteri prevalenti di concezione urbanistica della città, di un approccio ecologico nella sostenibilità ambientale, di investimento immobiliare, metodologia costruttiva e filosofia abitativa.
Mettiamo l’accento sulla visione dell’ambiente naturale e dell’ambiente costruito come motore di una nuova economia. Diventiamo a livello europeo e internazionale il laboratorio per la ricerca e la realizzazione dell’edificio e della casa ecosostenibile del futuro, dell’innovazione nel design e nell’arredamento per un’ecologica integrazione abitativa.


VIA: EcoHousing Art



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Cristiana Ceruti - pubblicato il 04/06/2010 - permalink
ambiente italia arturo dell’acqua bellavitis best up ciclo d'incontri clac di cantù claudia bettiol cultura dell'abitare daniela paola aglione dipartimento indaco del politecnico di milano dyepower ecohousing art fondazione triennale di milano giovanni pi


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Lo ha affermato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parlando a margine di un convegno a Treviso

Siamo nel pieno di vicende il cui esito non è così facilmente prevedibile. Lo ha affermato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parlando a margine di un convegno a Treviso.

Per l’Alcoa sono moderatamente ottimista – ha detto il ministro – perché da un lato riscontro ragioni oggettive perché continuino le produzioni e, dall'altro, perché si è sviluppato un forte negoziato''.  Sacconi ha anche accennato a “speranze di continuità” del settore chimico a Marghera e in merito alla Glaxo, ha ricordato che la trattativa inizia questa settimana e che “il percorso sarà inevitabilmente un po' complesso”. Inoltre il ministro ha annunciato un nuovo strumento per contrastare la crisi. “Fra poco partirà anche il fondo promosso dal ministro Giulio Tremonti  - ha spiegato - con le grandi banche per la partecipazione nelle piccole e medie imprese in difficoltà,  nelle quali c'è un problema oggettivo di salvaguardia e di sviluppo”. 

Sulle multinazionali che hanno manifestato l’intenzione di abbandonare l’Italia, Sacconi  ha commentato che “non tutte le multinazionali si ridimensionano. Ci sono anche quelle che investono. Quelle che troppo frettolosamente intendono dismettere la loro presenza – ha concluso il ministro - troveranno un Governo intenzionato a fare i conti del dare e dell'avere”.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 23/02/2010 - permalink
IMPRESE Sacconi faremo i conti del dare e dell’avere


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Per questo occorre venire incontro con urgenza al problema finanziario delle piccole e medie imprese, valorizzando il ruolo delle associazioni di categoria e del sistema dei Confidi,

Nella pratica, le modalità con cui sono stati introdotti i criteri di Basilea 2 hanno reso più difficoltoso e oneroso l'accesso al credito per le imprese minori, l'ossatura del sistema imprenditoriale italiano. Per questo occorre venire incontro con urgenza al problema finanziario delle piccole e medie imprese, valorizzando il ruolo delle associazioni di categoria e del sistema dei Confidi, modificando «i requisiti patrimoniali delle banche e rendendoli più flessibili, per impedire che il credito, per le aziende che lo meritano, si riduca proprio nei momenti più difficili.

Sono queste alcune delle proposte congiunte avanzate da CNA, Confcommercio-Imprese per l'Italia, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani, le associazioni del cosiddetto Patto del Capranica (costituito nel 2006), nel corso di un'audizione alla VI Commissione finanze della Camera.

Basilea 2 ha come riferimento un sistema di imprese strutturate e di medio-grande dimensione, quali quelle che prevalentemente operano nei sistemi economici di matrice anglosassone. Il sistema imprenditoriale italiano, viceversa, presenta caratteristiche completamente diverse che male si adattano a sistemi standardizzati di valutazione del merito di credito. Questa specificità è facilmente desumibile dalla distribuzione delle imprese per forma giuridica. Le imprese individuali sono oltre 2,8 milioni e rappresentano il 64,7% del totale, mentre il 18,8%, pari a oltre 822 mila imprese, è costituito da società di persone.

Secondo le cinque associazioni, l'imprenditoria di tipo personale costituisce l’'83,50% delle imprese italiane. Per questi soggetti non c'è distinzione tra patrimonio personale dei soci e patrimonio dell'impresa, per cui risulta strutturalmente difficile individuare criteri oggettivi/quantitativi di valutazione del merito del credito. Ciò implica un approccio diverso di valutazione del merito di credito rispetto alle società di capitali, diversamente strutturate. In sostanza, per CNA, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani, le attuali regole premiano i valori di bilancio, dal fatturato al cash flow e questo penalizza le aziende che, pur avendo chiuso il 2009 con i conti in rosso, continuano ad avere prospettive di crescita. In quest'ottica è necessario valorizzare il ruolo delle associazioni di categoria e del sistema dei Confidi che, condividendo il rischio di credito delle imprese da loro garantite, sono in grado di contribuire a una corretta valutazione da parte delle banche del merito creditizio dell'impresa.

Una delle proposte avanzate dalle associazioni riguarda il Mezzogiorno, dove difficoltà di accesso al credito, fragilità patrimoniale dei Confidi, elevato costo del denaro, forte incidenza del fenomeno dell'usura, che penalizza la piccola e media imprenditorialità, sono ancora più accentuati che nel resto d'Italia.  (Fonte: Cna)


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 23/02/2010 - permalink
CREDITO Basilea2 l'opinione del Patto di Capranica


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog

Una sentenza della commissione tributaria di Milano ha annullato i riclassamenti e gli accertamenti di nuove rendite catastali accogliendo il ricorso di un contribuente nell'ambito della operazione di revisione catastale condotta dal Comune di Milano e dall'Agenzia del territorio in quattro microzone della città  il riclassamento. e annullando l'accertamento catastale.

Lo si legge in una nota di Assoedilizia (l'associazione milanese della proprietà edilizia) che riserva a questo tema un'attenzione e un impegno prioritari perché, come ha spiegato Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia, "la vicenda milanese è antesignana a livello nazionale: si inquadra, infatti - ha aggiunto - in una previsione di legge (seguita peraltro da alcune altre città, fra le quali Bari, Ferrara, Spoleto, Orvieto, Casale Monferrato, Mirandola, Cervia,Castellaneta, Spello, Ravarino) che non si vorrebbe fosse ripresa da analoghi nuovi provvedimenti".

Assoedilizia ha sottolineato che la commissione tributaria ha accolto i motivi giuridici generali di illegittimità a suo tempo individuati dall'associazione come l'illegittimità del procedimento amministrativo complesso, per incompetenza dei funzionari comunali ad assumere la decisione "politica" di ricorrere alla revisione prevista dalla legge e l'illegittimità, per disparità di trattamento fiscale ( violazione degli artt. 3 e 53 della Costituzione) derivante dal sistema della individuazione delle microzone. Infatti, nella sentenza si legge che potrebbe insorgere il caso di una "reggia", classificata A2, che essendo inserita in zona non interessata dalla revisione resti esente da ogni rivalutazione, mentre una abitazione semplicemente di buona qualità ma ricadente in una zona interessata, possa addirittura passare da A2 ad A1 (ndr. venendo in tal modo assoggettata persino all'obbligo di pagare l'Ici, pur essendo prima casa). Non solo. C'è anche l'illegittimità della determinazione del direttore della Agenzia del territorio, per incompetenza nella definizione delle modalità per l'applicazione della legge (determinazione della cosiddetta soglia di scostamento al 35% ).

"Siamo soddisfatti - ha commentato Clerici - perché constatiamo che anche in campo tributario si possono vedere rispettati i principi di legittimità, di equità e di giustizia. Si tratta di una decisione molto approfondita ed articolata che poggia su un esame completo di tutti i complessi aspetti giuridici della questione. Un precedente giurisprudenziale - ha ribadito - del quale non si potrà non tener conto anche in sede di altre pronuncie sulle stessa questione e che conforta chi ancora è convinto che anche le questioni giuridiche più ardue, magari per la loro novità, trovino giudici pronti ad affrontarle".

Assoedilizia ha anche segnalato che il procedimento di riclassamento per microzone, nel suo processo di attuazione nel tempo, presenta ulteriori ragioni di iniquità perché la sua attuazione per tranches, con accertamenti notificati, alcuni entro la fine del 2008 ed altri entro la fine del 2009, comporta una ulteriore disparità di trattamento perché sulla base dei primi, si cominceranno a pagare maggiori imposte dal 2009, mentre per gli altri dal 2010. Inoltre, a questa revisione catastale, interessante parte del territorio comunale, non potrà seguire, sulla base della disposizione di legge che ha originato il procedimento, un'analoga revisione in altre zone e la sussistenza del presupposto per l'applicazione della legge istitutiva è già stata verificata storicamente ad una determinata data, da parte della Agenzia del territorio e non è possibile ritornare sulla decisione.

"Sicché - ha affermato Clerici - o si è proceduto per tutte le zone per le quali si è riscontrata la sussistenza del presupposto, ed allora l'operazione è esaurita, o se n'è lasciata indietro qualcuna, sulla base di una discrezionalità che non esiste nella legge: allora l'illegittimità deriva da questo motivo. E avremo la conseguenza aberrante - ha continuato - che per due immobili vicini, che hanno avuto nel tempo due incrementi di valore eguali, per l'uno è intervenuta la revisione ( con aumento dei valori catastali e maggiori tasse ) mentre per l'altro - ha concluso Clerici - questa revisione non interverrà mai più per il semplice e puro fatto che essi ricadono in differenti e distinte zone, sulla base di una apodittica ripartizione comunale".

Assoedilizia ha poi ricordato che sulla questione è pendente un ricorso al TAR contro la deliberazione del Consiglio Comunale di Milano di individuazione delle microzone e contro le determinazioni della Agenzia del territorio; e che, quanto prima, verrà proposto, se del caso,  il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
sentenza tribunale milano agenzia del territorio assoedilizia commissione tributaria rendite catastali


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Luca Oliverio | altri suoi testi nel blog

La Parola del mese è la nuova rubrica creata con il professor Massimo Arcangeli, linguista e critico letterario, ordinario di linguistica italiana presso l'Università di Cagliari.

Qui trovate l'approfondimento sulla parola che avete scelto per il mese di Giugno.

Per scegliere invece la parola del mese, che vorreste Massimo Arcangeli approfondisse sul nostro sito, potete andare a questo link.

Se invece volete aiutarci, nel far votare la parola del mese di luglio potete facilmente inserire questo codice nel vostro blog, come fate per inserire i video :)

 


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Luca Oliverio - pubblicato il 01/08/2008 - permalink
la parola del mese massimo arcangeli rubriche comunitazione


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Alex Badalic | altri suoi testi nel blog
La community sulla comunicazione di Oglivy Italia

Guerino Delfino, presidente di Ogilvy Italia, amante come me di Voltaire e della fantascienza, mi ha fatto prevenite un libretto rosso che, dopo tanti anni, conserva ancora un certo spirito spirito rivoluzionario.

 

Quotations of David Ogilvy

Citazioni di David Oglivy

Il libretto è disponibile gratuitamente sul sito di Oglivy Italia previa registrazione alla sezione RedBooks, il loro forum di discussione sulla comunicazione.

Interessante questa iniziativa 2.0 da parte di una agenzia di pubblicità, la prima che ho scoperto. Sicuramente da tenere d'occhio.


VIA: AAA Copywriter Pubblicità Varese - News & Riflessioni



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Alex Badalic - pubblicato il 18/07/2008 - permalink
redbooks guerino delfino ogilvy italia comunicazione 2.0 agenzia di pubblicità


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