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Daniele Mannina | altri suoi testi nel blog
Le migliori esperienze professionali legate alla multicanalità, segnalate dai partecipanti, diventeranno materia di studio

MIP Politecnico di Milano e Polidesign lanciano il Corso Executive in Multichannel Open Communication, un percorso formativo che affronta in modo integrato il tema della comunicazione multicanale e dei nuovi media digitali come Web 2.0, mobile, digital out of home e realtà aumentata.


Il corso, rivolto agli operatori di marketing e di comunicazione di aziende e agenzie, si svolgerà in moduli di 2-3 giorni consecutivi (giovedì, venerdì, sabato) una volta al mese ed è costituito da lezioni in aula e da un Project Work, ovvero un vero e proprio progetto sul campo volto a favorire l’applicazione di modelli e strumenti presentati nell’ambito del percorso.


Il Programma formativo si avvale del supporto scientifico di un Advisory Board composto da manager ed esperti sulle tematiche di marketing e comunicazione.


Ed è proprio relativo all’Advisory Board uno degli aspetti più interessanti di questo progetto. MIP e Polidesign hanno lanciato infatti anche un contest che rappresenta una novità assoluta, facendo del Corso Executive in Multichannel Open Communication il primo corso co-creato in Italia.


Per aprire l’advisory board ai professionisti di marketing e comunicazione, è previsto infatti un processo di selezione attraverso cui verranno raccolte le migliori case history riguardanti la multicanalità e la comunicazione integrata di marca.


Gli autori delle proposte scelte avranno l’opportunità di entrare in un advisory board affermato e di contribuire alla creazione del corso, diventando protagonisti.


Si tratta di un’opportunità assolutamente da non perdere: avrete l’occasione di diventare protagonisti del primo programma formativo co-creato sui temi della comunicazione multicanale e dei new media. C’è tempo fino al 16 luglio per inviare la vostra Case History a: multichannel@mip.polimi.it.


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Daniele Mannina - pubblicato il 18/06/2010 - permalink
comunicazione marketing MIP Politecnico Milano Polidesign Corso Executive in Multichannel Open Communication corso case history contest Advisory Board


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Cristiana Ceruti | altri suoi testi nel blog
Dal caos del linguaggio delle idee alla trasparenza delle scelte condivise sulla cultura dell’abitare.

Venerdì 11 giugno 2010 ore 18,00 - Triennale di Milano (Sala Lab)

Ingresso Libero per accreditarsi inviate una mail a House Company Edizioni

Ne discutono
MARIA BERRINI Presidente di Ambiente Italia, Consiglio Ordine degli Architetti di Milano
CLAUDIA BETTIOL Presidente di Dyepower - Comitato piano energetico Regione Lazio
GIULIANA ZOPPIS Cofondatrice di Best UP
ISABELLA GOLDMANN Direttore Magazine “Meglio possibile”
SILVIO SANTAMBROGIO Presidente del CLAC
ARTURO DELL’ACQUA BELLAVITIS Vicepres. Fondazione Triennale - Direttore di Indaco

Nell’occasione sarà presentato il Concorso Nazionale (1a Edizione)
“ECOHOUSING ART - Premio IMMOBILIARE 2011”
Giovanni Pivetta, direttore editoriale HOUSE COMPANY
Daniela Paola Aglione, coordinatrice concorso

A partire dalla green economy e dall’ecosostenibilità ambientale ci si interroga sul senso dell’abitare. Parte Venerdì 11 giugno dalla Triennale di Milano un ciclo d’incontri,
*il laboratorio dell’Industria dell’Abitare, che farà tappa nelle principali città italiane per tutto il 2010 per discutere con i protagonisti, intellettuali - professionisti - imprenditori, sulle trasformazioni delle forme dell’abitare. Con aperture, scambi e contaminazioni tra Energie alternative, Urbanistica, Sociologia, Eco pensiero, Architettura, Design, Edilizia, Costruzioni, Real Estate, Tecnologia, Arte, Arredamento, Cultura verde.

Perché è appena iniziata un’epoca nuova contrassegnata da profondi mutamenti e processi innovativi, in via di sviluppo, che stanno rapidamente trasformando i caratteri prevalenti di concezione urbanistica della città, di un approccio ecologico nella sostenibilità ambientale, di investimento immobiliare, metodologia costruttiva e filosofia abitativa.
Mettiamo l’accento sulla visione dell’ambiente naturale e dell’ambiente costruito come motore di una nuova economia. Diventiamo a livello europeo e internazionale il laboratorio per la ricerca e la realizzazione dell’edificio e della casa ecosostenibile del futuro, dell’innovazione nel design e nell’arredamento per un’ecologica integrazione abitativa.


VIA: EcoHousing Art



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Cristiana Ceruti - pubblicato il 04/06/2010 - permalink
ambiente italia arturo dell’acqua bellavitis best up ciclo d'incontri clac di cantù claudia bettiol cultura dell'abitare daniela paola aglione dipartimento indaco del politecnico di milano dyepower ecohousing art fondazione triennale di milano giovanni pi


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marco marozzi | altri suoi testi nel blog
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marco marozzi - pubblicato il 04/05/2010 - permalink
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marco marozzi | altri suoi testi nel blog
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marco marozzi - pubblicato il 04/05/2010 - permalink
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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Lo hanno affermato il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni e il presidente di Federdistribuzione,

Si deve lavorare a una seria politica di rilancio complessivo del sistema alimentare nazionale che deve essere messo nelle condizioni di soddisfare in modo strutturato ed efficiente i bisogni reali dei cittadini e deve essere migliorato nella sua capacità di rivolgersi ai mercati esteri, individuando soluzioni che non siano parziali ma che affrontino il problema alla radice. Lo hanno affermato il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni e il presidente di Federdistribuzione, Paolo Barberini nel corso di un incontro alla presenza degli esponenti del Comitato esecutivo della Federazione della Grande distribuzione organizzata.

Le due organizzazioni - si legge in una nota - hanno condiviso l'obiettivo di operare concretamente per rilanciare e valorizzare il prodotto italiano, adoperandosi al contempo per introdurre più efficienza nelle filiere alimentari: Federdistribuzione - che aderisce a Confcommercio è l’organismo di coordinamento e di rappresentanza della distribuzione commerciale - e Confagricoltura sono consapevoli che in questo cammino anche gli imprenditori dei settori che rappresentano possono e devono giocare un ruolo attivo e di sprone per il sistema. Due le aree di intervento individuate: da un lato mettere insieme le forze ed agire sui tavoli istituzionali, nazionali e regionali, per diffondere cultura d'impresa e far sì che i provvedimenti normativi siano orientati verso la ricerca di maggiore efficienza di sistema e di semplificazioni burocratiche e amministrative. "Bisogna riuscire a eliminare le pastoie burocratiche che frenano il sistema, ottimizzando così gli stanziamenti europei – hanno sottolineato Barberini e Vecchioni - meno burocrazia e maggiore velocità ed efficacia devono diventare gli obiettivi di ogni intervento finalizzato a risollevare un settore agricolo e un’intera filiera alimentare duramente penalizzati dagli eventi degli ultimi anni".

 

La seconda direttrice è quella di promuovere incontri diretti tra le imprese della distribuzione e gli operatori delle filiere, per facilitare le relazioni tra aziende direttamente operative sul campo e favorire gli scambi commerciali, affrontando temi nodali, quali i trend di mercato, la logistica, il confezionamento dei prodotti, le politiche commerciali. "In questo modo vogliamo assumerci la nostra responsabilità nel percorso di miglioramento del sistema alimentare italiano andando oltre le soluzioni di nicchia e la comunicazione d’effetto – hanno concluso i due presidenti. L'auspicio è che, anche tutte le altre parti coinvolte in questo progetto vitale per il Paese, private e istituzionali, abbiano un identico atteggiamento propositivo e concreto".

Le aziende aderenti alle otto associazioni di Federdistribuzione hanno realizzato nel 2008 un giro d'affari di 87,4 miliardi di euro, con una quota pari al 73,2% del totale fatturato della Distribuzione moderna organizzata, rappresentano il 39,6% del valore dei consumi commercializzabili contando su una rete distributiva di 46.800 punti vendita (diretti e in franchising) e danno occupazione a circa 333mila addetti. Rappresentano, infine, il 39,6% del valore dei consumi commercializzabili.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 22/04/2010 - permalink
imprese Confagricoltura Federdistribuzione


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Lo ha affermato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parlando a margine di un convegno a Treviso

Siamo nel pieno di vicende il cui esito non è così facilmente prevedibile. Lo ha affermato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parlando a margine di un convegno a Treviso.

Per l’Alcoa sono moderatamente ottimista – ha detto il ministro – perché da un lato riscontro ragioni oggettive perché continuino le produzioni e, dall'altro, perché si è sviluppato un forte negoziato''.  Sacconi ha anche accennato a “speranze di continuità” del settore chimico a Marghera e in merito alla Glaxo, ha ricordato che la trattativa inizia questa settimana e che “il percorso sarà inevitabilmente un po' complesso”. Inoltre il ministro ha annunciato un nuovo strumento per contrastare la crisi. “Fra poco partirà anche il fondo promosso dal ministro Giulio Tremonti  - ha spiegato - con le grandi banche per la partecipazione nelle piccole e medie imprese in difficoltà,  nelle quali c'è un problema oggettivo di salvaguardia e di sviluppo”. 

Sulle multinazionali che hanno manifestato l’intenzione di abbandonare l’Italia, Sacconi  ha commentato che “non tutte le multinazionali si ridimensionano. Ci sono anche quelle che investono. Quelle che troppo frettolosamente intendono dismettere la loro presenza – ha concluso il ministro - troveranno un Governo intenzionato a fare i conti del dare e dell'avere”.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 23/02/2010 - permalink
IMPRESE Sacconi faremo i conti del dare e dell’avere


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Per questo occorre venire incontro con urgenza al problema finanziario delle piccole e medie imprese, valorizzando il ruolo delle associazioni di categoria e del sistema dei Confidi,

Nella pratica, le modalità con cui sono stati introdotti i criteri di Basilea 2 hanno reso più difficoltoso e oneroso l'accesso al credito per le imprese minori, l'ossatura del sistema imprenditoriale italiano. Per questo occorre venire incontro con urgenza al problema finanziario delle piccole e medie imprese, valorizzando il ruolo delle associazioni di categoria e del sistema dei Confidi, modificando «i requisiti patrimoniali delle banche e rendendoli più flessibili, per impedire che il credito, per le aziende che lo meritano, si riduca proprio nei momenti più difficili.

Sono queste alcune delle proposte congiunte avanzate da CNA, Confcommercio-Imprese per l'Italia, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani, le associazioni del cosiddetto Patto del Capranica (costituito nel 2006), nel corso di un'audizione alla VI Commissione finanze della Camera.

Basilea 2 ha come riferimento un sistema di imprese strutturate e di medio-grande dimensione, quali quelle che prevalentemente operano nei sistemi economici di matrice anglosassone. Il sistema imprenditoriale italiano, viceversa, presenta caratteristiche completamente diverse che male si adattano a sistemi standardizzati di valutazione del merito di credito. Questa specificità è facilmente desumibile dalla distribuzione delle imprese per forma giuridica. Le imprese individuali sono oltre 2,8 milioni e rappresentano il 64,7% del totale, mentre il 18,8%, pari a oltre 822 mila imprese, è costituito da società di persone.

Secondo le cinque associazioni, l'imprenditoria di tipo personale costituisce l’'83,50% delle imprese italiane. Per questi soggetti non c'è distinzione tra patrimonio personale dei soci e patrimonio dell'impresa, per cui risulta strutturalmente difficile individuare criteri oggettivi/quantitativi di valutazione del merito del credito. Ciò implica un approccio diverso di valutazione del merito di credito rispetto alle società di capitali, diversamente strutturate. In sostanza, per CNA, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani, le attuali regole premiano i valori di bilancio, dal fatturato al cash flow e questo penalizza le aziende che, pur avendo chiuso il 2009 con i conti in rosso, continuano ad avere prospettive di crescita. In quest'ottica è necessario valorizzare il ruolo delle associazioni di categoria e del sistema dei Confidi che, condividendo il rischio di credito delle imprese da loro garantite, sono in grado di contribuire a una corretta valutazione da parte delle banche del merito creditizio dell'impresa.

Una delle proposte avanzate dalle associazioni riguarda il Mezzogiorno, dove difficoltà di accesso al credito, fragilità patrimoniale dei Confidi, elevato costo del denaro, forte incidenza del fenomeno dell'usura, che penalizza la piccola e media imprenditorialità, sono ancora più accentuati che nel resto d'Italia.  (Fonte: Cna)


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 23/02/2010 - permalink
CREDITO Basilea2 l'opinione del Patto di Capranica


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Lo ha detto in una nota il segretario regionale Uil Dogane Lazio, Virgilio Tisba

Il disegno di legge che prevede l’etichettatura dei prodotti “Made in Italy” all’esame della X Commissione del Senato, se approvato prospetta sanzioni penali per il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che essendo proposti all’accertamento omettono di eseguire i prescritti controlli. Lo ha detto in una nota il segretario regionale Uil Dogane Lazio, Virgilio Tisba che ha precisato come “con l’attuazione di questa legge – ha spiegato -  si rischierebbe di mettere in pericolo tutta l’economia che gira intorno ai porti e agli aeroporti italiani portando a ingolfare il sistema, senza dimenticare – ha aggiunto - che le imprese potrebbero modificare il proprio sistema logistico, trasferendo lo sdoganamento delle merci extracomunitarie in altri Paesi europei”.

Inoltre Tisba ha ricordato che “alla luce di tutto ciò, già a suo tempo, la Uil PA Agenzie Fiscali è intervenuta presso i parlamentari della Commissione preposta affinché venisse presentato un emendamento in questo senso”. In conclusione il segretario regionale ha reso noto che “a seguito del nostro intervento l’Agenzia delle Dogane sta intervenendo per la soluzione di questo grave problema”.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 23/02/2010 - permalink
MADE IN ITALY Dogane a rischio paralisi per etichette


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felicia villani | altri suoi testi nel blog
In piazza Duomo il primo baratto culturale

Cresce il fermento sul web e tra gli istituti delle scuole superiori per il “Flash-Swapping”, organizzato da Telecom Italia, in collaborazione con Ninja Marketing, a sostegno di ‘Io studio con TIM’. L’evento prende il nome da Swap, ovvero scambio e in parte dall’espressione Flash Mob (flash - breve esperienza e mob - moltitudine) poiché proprio da questi riprende le dinamiche. La pagina fan del progetto, dedicato agli studenti delle scuole superiori in possesso della Carta dello Studente, registra ogni giorno sempre più fan e più di 400 sono gli istituti delle scuole superiori del nord Italia già contattati e sensibilizzati verso l’iniziativa. Si tratta del primo Flash Swapping in Italia e si terrà il prossimo 23 febbraio alle 14:30, in Piazza Duomo a Milano durante il quale gli studenti delle scuole superiori, ma non solo loro, potranno incontrarsi, conoscersi, relazionarsi e condividere emozioni, idee e valori. Protagonisti di questa importante iniziativa saranno l’antica pratica del baratto, rivisitata in chiave moderna e tecnologica e la cultura in tutti i suoi formati, grazie allo scambio di oggetti rappresentativi della cultura: libri, cd, dvd, adesivi, fumetti ecc.. L’evento avrà inizio con il suono di una tromba da stadio che segnalerà ai partecipanti l’inizio del “baratto in piazza” e da quel momento i ragazzi potranno iniziare a dichiarare a gran voce la propria merce di scambio per barattarla con gli altri. I molteplici scambi e trattative proseguiranno per un breve lasso di tempo fino al secondo suono di tromba, che segnerà la fine del baratto e il ritorno alla normalità. Un format ripetibile nel futuro, una reale interazione, animata anche in modo “tecnologico” dai protagonisti stessi, che in ogni momento potranno documentare il pomeriggio tramite foto e video da telefonino. I contenuti stessi poi andranno ad arricchire la comunicazione del progetto “Io Studio con TIM” già presente su popolarissimi social network quali Facebook, Twitter e YouTube, insieme alle piattaforme Vimeo e FlickR, nonché i profili personali di ognuno dei partecipanti.


VIA:



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felicia villani - pubblicato il 16/02/2010 - permalink
TIM io studio con TIM cultura scambio baratto flash mob flash swapping studenti facebook


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Non solo. La grande disinformazione sulla cosiddetta "inflenza suina" ha aggravato ancor di più il settore.

La crisi si è abbattuta con grave conseguenze sulle aziende che allevano maiali, tanto che sono in molte a rischiare la chiusura con pesanti ripercussioni sull'occupazione diretta e su tutto l'indotto. Non solo. La grande disinformazione sulla cosiddetta "inflenza suina" ha aggravato ancor di più il settore.
In merito alle difficoltà dei suinicoltori, alcuni deputati del Pd hanno rivolto un'interrogazione, di cui è primo firmatario Marco Carra, al ministro delle Poltiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia per sollecitarlo a decretare lo stato di crisi del settore, come richiesto anche dalle organizzazioni di categoria e condiviso dal Partito democratico, al fine di adottare quelle misure urgenti e, ormai, improcrastinabili che consentano il rilancio del comparto suinicolo, che devono essere indirizzate verso il contenimento dei tassi d'interesse, verso la riduzione dell'esposizione bancaria e verso una moratoria (almeno per l'anno in corso) di tutti gli oneri previdenziali, contributivi e dell'imposta sul valore aggiunto.


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Fabio Fiori - pubblicato il 27/01/2010 - permalink
crisi suina maiali aziende settore settore influenza suina


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