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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog

Una faro per guidare i consumatori tra gli scogli di bollette, contratti, reclami e offerte del mercato liberalizzato dell’energia. In cosa consiste? Uno "sportello" gestito dall’Acquirente Unico insieme all’Autorità per l’energia elettrica e il gas e il nuovo Atlante dei diritti. Questi strumenti a favore dei consumatori sono stati presentati dal presidente dell'Autorità per l'energia, Alessandro Ortis, il quale ha spiegato che le due iniziative "permetteranno ai cittadini di sapere di più, per scegliere meglio e farsi valere. Intendiamo così - ha poi aggiunto -  valorizzare ulteriormente il ruolo e il potere dei consumatori".

Lo sportello mette a disposizione un call center e una task force di esperti che avranno il compito di dare informazioni, ricevere segnalazioni o reclami, relativi ad eventuali errori in bolletta o disservizi, alla presentazione di reclami e all'orientamento tra offerte e contratti. L'Atlante è invece una guida che riassume e presenta tutele, garanzie e diritti.

"L'affermazione della liberalizzazione di settori energetici avviene anche attraverso una maggiore consapevolezza degli stessi clienti sui propri diritti e sulle opportunità offerte - ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - La strategia energetica del Governo è orientata, attraverso il conseguimento di una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, anche con la diversificazione delle fonti energetiche, all’affermarsi di un mercato concorrenziale, con prezzi vantaggiosi per tutti i clienti. Iniziative - ha concluso Scajola - quali quella realizzata dall’Autorità competente rappresentano quindi un ulteriore utile tassello nell’affermazione della stessa politica energetica”.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
consumatori bollette affitti atlante dei diritti energia sportelli


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mauro artibani | altri suoi testi nel blog
Occhio Consumatori

Ad onta della stretta creditizia, il 2007 ha segnato il boom in Europa nello sviluppo dei centri commerciali. Nel biennio 2008-9, secondo l'ultimo European Shopping Centres Report pubblicato dal consulente immobiliare Cushman & Wakefield, sono previsti oltre 22 milioni di metri quadrati di nuovi progetti commerciali, di cui la meta' da realizzare entro la fine del 2008. In Italia nel 2007 sono stati aperti oltre 1.141.000 mq di centri commerciali.

Urca, si presenta un’occasione irripetibile: facciamo quattro conti.

+ centri commerciali, + offerta, prezzi più bassi.

1 a 0 per noi, palla al centro.

+ centri commerciali, domanda più rarefatta, prezzi più bassi

2 a 0, palla al centro.

+ centri commerciali però, sempre + acquisti da fare. Vogliono prenderci in contropiede?

2 a 1, palla al centro.

+ centri commerciali ribadiscono pure la centralità del nostro esercizio nella pratica economica. Altro che produzione.

+ forza al consumo insomma,  – alla produzione.

3 a 1, palla al centro.

Ei, ei, In questo scontro titanico, tra chi vende e chi acquista, possiamo vincere la partita.

Che occasione ragazzi!

Le vedete le officine del riscatto dei consumatori?

Là, dove i dilettanti recitano le liturgie del consumo, i Professional Consumers possono organizzare, cadenzare, offrire la Domanda per condizionare l’Offerta e avere un ristoro economico per l’obbligo di questo esercizio e con questo cipiglio, magari, vincere  lo scudetto del tornaconto.

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

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mauro artibani - pubblicato il 17/06/2008 - permalink
economia professionalconsumer società consumatori


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mauro artibani | altri suoi testi nel blog
consumatori date un'occhiata

Prezzo della benzina alle stelle. C’è chi cerca alternative per non rimanere strozzato.

La soluzione?

Quella di Tom Dowdy, il geniale ingegnere della UPS, l’azienda di spedizioni americana,.

Un’idea semplicissima, che ha fatto risparmiare nel 2007 alla UPS 15 milioni di $.

Per risparmiare tempo, motori, gomme e benzina basta guidare girando solo a destra agli incroci.

Sono stati riprogettati gli itinerari delle spedizioni in tutti gli Stati USA.

Per il 2008 la UPS prevede un risparmio complessivo di 500 milioni di $ grazie alle mappe destrorse.

“Una svolta a destra – non ideologica – invece che nella direzione opposta, non solo prevede una traiettoria più corta, fa risparmiare il tempo di attesa agli incroci, quindi benzina, oltre a evitare tutti gli incidenti causati dal traffico in arrivo dalla direzione opposta”.

Certo, c’è bisogno di  navigatori satellitari programmati per favorire la svolta a destra: la UPS li ha installati.

Sembra che già svariati siti Internet si preparino ad offrire anche agli automobilisti mappe stradali con la stessa alternativa: TURN RIGHT.

Non centra la politica, centra la convenienza: Professional Consumer all’erta!

Eggià se la vita dei consumatori,  magari automobilisti, è spesa a fare la spesa che sia almeno conveniente farlo.

Con mappe che  individuano i percorsi migliori per arrivare a tutti i centri commerciali che espongono promozioni, con tutte le carte fedeltà in mio possesso  e  un software che selezioni per segmento le offerte migliori, si stila un percorso di spesa ottimale: BOOM !!!

Ottimizzo l’uso del tempo, con traiettorie corte riduco l’ usura  dell’auto, limito il consumo, abbasso il rischio di incidenti; con percorsi “ad hoc”intercetto i fidelizzatori  ad uno ad uno li fidelizzo acquisto al meglio.

Et voilà coniugare agire, spesa e convenienza si può.

Per farlo occorre sagacia professionale?

Tom ne sa una più del diavolo: non perdiamolo di vista.

 

Mauro Artibani

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mauro artibani - pubblicato il 15/05/2008 - permalink
economia professionalconsumer consumatori


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mauro artibani | altri suoi testi nel blog
così è se ci pare

La pratica del consumare dilettante si esaurisce nell’acquistare e consumare. Risultato:  redditi insufficienti, risparmi allo stremo, debiti sopra il livello di guardia, sprechi ed una montagna di rifiuti.

Un’azione professionalmente adeguata deve invece poter rivendicare la produzione della DOMANDA come compito di istituto.

Il potere per farlo? Generare il 70% del PIL mediante gli atti di consumo accredita la nostra rivendicazione. Se non bastasse lo squilibrio tra domanda e offerta rende evidente la nostra forza: hanno più bisogno i produttori di vendere che noi di acquistare.

Come faranno a resistere a cotante credenziali?

Come si possa esercitare il potere della domanda? Beh, intanto riuscendo ad usare, con adeguate strategie di azione, le nostre prerogative: il TEMPO, l’ATTENZIONE.

Disponiamo inoltre di un ampio spettro di azione nel gestire la pratica dell’acquisto: dalla prodigalità all’avarizia, che dobbiamo saper dosare con opzioni tattiche per fornire MISURA all’azione. Recuperare il valore del denaro poi ne consente un uso più accorto e redditizio; opporre resistenza  ai processi di fidelizzazione rimuove inerzie, dispone il cosa, come, quando, quanto acquistare; selezionare l’offerta consente di sottoporre a controllo la formazione dei prezzi – i Gruppi di Acquisto Solidali ci stanno provando – mitiga i processi inflattivi, si  possono così trarre vantaggi per le nostre stressate finanze.

Insomma, per salvaguardare il potere di acquisto, abbiamo l’imprescindibile necessità di conquistare il POTERE della DOMANDA.

 

Mauro Artibani

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mauro artibani - pubblicato il 02/05/2008 - permalink
società professionalconsumer aconomia consumatori


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mauro artibani | altri suoi testi nel blog
Stavolta vi interrogo. Senza se , senza ma

Quante ore, dedicate all’informazione pubblicitaria, avete sottratto al sonno-riposo?

Quanto tempo, dedicato allo shopping, viene sottratto all’andare a zonzo?

Quanto di quel tempo libero che ci resta viene utilizzato poi per consumare i servizi di “cura della Stavolta vi interrogo. Senza se , senza ma

persona”?

Quante emozioni ci vengono astutamente sollecitate per interessarci all’acquisto?

Quanto ragion pratica dobbiamo utilizzare per discernere le occasioni di acquisto?

Quanta attenzione possiamo dedicare ai casi nostri se preoccupati di consumare per PRODURRE la crescita economica?

Quanta fatica dobbiamo mettere in campo per smaltire gli acquisti fatti e poter riacquistare?

Quante crisi di identità dobbiamo sopportare per corrispondere ai volubili dettami delle mode?

Quanta circospezione dobbiamo mettere in campo visto l’assottigliarsi della capacità di risparmio?

Quanta preoccupazione dobbiamo tenere di riserva con l’aumentare del Debito da Consumo?

Bene, anzi  male. Forse !

Questo,  in soldoni, il tempo che ciascuno di noi, da solo o in gruppo, impiega quotidianamente a neg-oziare consumo.

Come pensare di chiamare questo non-ozio: lavoro?

Consumare, questo il nostro lavoro quotidiano.

Vista l’intensità del nostro ufficio, la responsabilità che grava sulle nostre azioni è lecito acquisire uno statuto professionale adeguato al compito: il Professional Consumer?

A questo punto il gioco è fatto.
E dal momento che non esistono pasti gratis, è lecito reclamare un Reddito da questo esercizio?

 

Mauro Artibani

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mauro artibani - pubblicato il 19/04/2008 - permalink
economia professionalconsumer società consumatori


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mauro artibani | altri suoi testi nel blog
non mangiare ne pane ne pastasciutta, ne bere caffè

Sciopero dei Consumatori ?

Non  mangiare pane, né pastasciutta, né bere caffè ?

I prezzi di questi prodotti sono lievitati troppo: nella filiera della produzione c’è un affollamento ingovernabile. Ad ogni passaggio viene caricato un aumento di prezzo

Com’è potuto accadere tutto questo?

Cosa facevamo quando tutto questo si produceva?

Il sonno della ragione produce mostri, anzi, mostruosità. L’aumento del prezzo del grano, dall’85, è aumentato del 750%...e noi in tutt’ altre faccende affaccendati, a rincorrere le nostre idiosincrasie, distratti da sopori acquisitivi, accoccolati sulle nostre emozioni a sperperare esperienze oltre il lecito. Non ci siamo accorti di nulla.

E’ imperdonabile. Irretiti alle “asimmetrie informative” che affollano il mercato, sedotti spudoratamente dai fidelizzatori.

Ce n’era ben d’onde. L’eccesso di offerta sul mercato e, con il benessere, l’affrancamento dal bisogno, i nostri VANTAGGI. I nostri punti di FORZA, sono stati svenduti e noi giù a consumare oltre misura dando fondo ai risparmi, indebitandoci oltre il lecito.

Ed ora?

Si rende indispensabile recuperare le FORZE: quei nostri VANTAGGI, mettere a profitto le nostre ATTITUDINI, cadenzare la PRESENZA sul mercato, gestire efficacemente le nostre PREROGATIVE.

La prodigalità e l’avarizia sono nel DNA del consumatore: usiamole e, ad esempio, saremo in grado di controllare il rialzo del prezzo del grano che condiziona il costo di pane e pastasciutta. Usando strategicamente questi estremi, un Professional Consumer deve saper gestire le ATTESE di acquisto; opportunamente dosate esse costituiscono una RISORSA tutta nostra.

Insomma, riprendere nella nostra disponibilità la gestione della DOMANDA si può, si deve.

Dovranno darci il RESTO: altro che sciopero!

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

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mauro artibani - pubblicato il 12/04/2008 - permalink
economia professionalconsumer consumatori società


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mauro artibani | altri suoi testi nel blog
gestire la domanda di consumo

La figura dell’individuo solitario che acquista senza se e senza ma mi è francamente indifferente. Un po’ meno per i risvolti socio-psicologici che si possono evidenziare dal comportamento che sono pertinenza delle scienze sociali.
Gli individui che nell’agone economico hanno da  sottostare al rigido protocollo della consumazione, al fine di generare ricchezza e distribuire benessere economico, hanno tutt’altro interesse.
Interesse che mostra luce vivida quando, consapevoli dell’aspetto economico della loro azione,   utilizzano compiutamente il ruolo di Professional Consumer per ricavare convenienze da quella gestione.
Qui si pone all’evidenza una delle più luminose prerogative del nostro agire sul mercato.
Già perché – non sembri un paradosso – il nostro MESTIERE non trova esplicazione nell’acquistare merci al prezzo più basso; agendo invece con le tecniche del nostro esercizio, unite alla forza contrattuale  dei “coscritti”, si rende possibile organizzare e gestire la DOMANDA di CONSUMO determinando così il prezzo più conveniente e solo allora acquistare.
Due piccioni con una fava: nel dare agio a queste azioni viene esercitato un LAVORO; dalle convenienze economiche così percepite si ottiene un REDDITO.
Reddito e non risparmio e questa distinzione non è solo una questione nominalistica.
Per gli individui consumatori solitari si offre pertanto una corposa alternativa all’ acquistare, avvinti dal mélos delle ASIMMETRIE INFORMATIVE, al “prezzo più conveniente” .
Acquisire lo statuto del lavoro all’azione del consumo permette di recuperare, oltre le convenienze economiche, DIGNITA’ all’atto, una posizione ATTIVA per l’azione sociale e vivaddio SALUTE per  la mente.

E allora, buon lavoro a tutti.

mauro artibani

www.professionalconsumer.splinder.com
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mauro artibani - pubblicato il 09/04/2008 - permalink
economia professionalconsumer consumatori


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Luca Oliverio | altri suoi testi nel blog
ora sembra che questo dato sia cambiato

Andrea Boaretto mi fa leggere questo suo post. 
E la sua analisi.

I Tre trend principali che impattano sui consumi italiani:
1. invecchiamento della popolazione
2. immigrazione
3. famiglie monocomponenti

Ok, vediamo cosa dice ancora che ci interessa un po' più da vicino:

Si osserva un minor tempo dedicato agli acquisti (acquisti concentrati), la ricerca di prodotti con contenuti di servizio innovativo, un minor spazio in casa per lo stoccaggio di prodotti e una riscoperta della prossimità con un mutato ruolo dei supermercati in questo ambito.

i tre trend evidenziati sono i responsabili della crisi dei consumi di cui si sente parlare su tutti i media?
Riflettiamo:
- la spesa media è rimasta costante negli ultimi annni
- i prezzi sono aumentati del 20% dal 2001
Risultato: è cambiato il mix dei prodotti acquistati.

Quali implicazioni per le aziende? 1. Segmentazioni semplici e saper cogliere opportunità dai trend evidenziati: ad esempio un'agenzia viaggi offre un soggiorno di un mese al prezzo di una settimana a gennaio a Shark El Sheik solo per anziani 2. Saper educare il mercato e comunicare le giuste informazioni visto l'overload cognitivo del cliente che implica spesso falsi convicimenti.

tutto il corsivo è di Andrea Boaretto :) ma ovviamente converrebbe leggere l'articolo per intero.

I dati sono stati rivelati all'Annual Consumer Event di ACNielsen Italia 

Quelli che ho ripartato da Andrea sono alcuni insight e dati emersi che complementano i nuovi segmenti di consumatori emersi dall'Osservatorio Multicanalità.

Credo che siano delle informazioni importanti da tenere sempre ben presenti quando pensiamo a "chi comunichiamo".

 


VIA: Marketing Reloaded



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Luca Oliverio - pubblicato il 28/11/2007 - permalink
consumi consumatori dati


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