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mauro artibani | altri suoi testi nel blog
soffocato dal debito

La porta chiusa, dentro gli inquirenti in bianche livree si danno un gran da  fare.

Fuori, la gente: Massimiliano? Ma quale massimiliano, mi pare Mario.

Forse… ecco si Donato.

Poveraccio. Era uno di noi: la vita spesa a fare la spesa.

Macchì, Donato, er Mollica? Porcoggiuda, era ‘n pezzo de pane.

Al terzo piano le voci si rincorrono; nello scendere sento voci salire: è morto l’acquistone, quello che comprava tutto, mi sorridono ammiccando le due bruttine stagionate dirimpettaie del cadavere.

Prendo al volo l’ammicco: “In morte di un consumatore”, mi sembra okkei per il pezzo

Davanti la guardiola una voce mi rincorre: una giornalista che vuol sapere di Donato, vero?

Si ricorda tempo fa la pubblicità alla televisione del Tizio che, uscendo dal negozio con le buste in mano, riceveva grazie da tutti quelli che passavano?

Beh, quello era lui.

Qui da noi per quel fatto aveva firmato addirittura autografi.

Gli avevano detto che quella reclame significava che se si compra si produce la ricchezza, per questo è importante.

C’aveva creduto e ne faceva una missione, come i preti.

Mi ricordo, diceva: così si fa il PIL!

E per fare ‘sto PIL tutti i giorni mi toccava portargli su, fino al pianerottolo, ‘sti pacchi di roba comprata e poi  ‘buongiorno’ e ‘buonasera’ e niente di più.

Poveraccio però!

Mi svincolo e da presso mi lascio risucchiare da un drappello di condomini sulla porta che parlottano: ‘si è suicidato’,  biascica un giovanottone di un metro e novanta.

Un inquirente la per indagare, con aria inquisitoria, si frappone ai convitati. Ficca il naso, storce la bocca, squadra pure me e : probabilmente mente!

Nel silenzio sbigottito che accompagna quella sentenza, un rumore anzi due, uno sbattere di porta; poco dopo, in fondo all’androne, la frenata dell’ascensore.

Ne esce una figura in controluce: un colonnello dei RIS.

Mi scorge, lo scorgo. Mi addita: ‘Ficcanaso, Lei vorrà sapere tutto?

Si allunga, mi prende sottobraccio camminando verso l’uscita e,

la porta era chiusa dall’interno con lucchetti e catenacci, pure le finestre sbarrate: era un timorato del prossimo. Nell’appartamento stava tutto in ordine, nella credenza cerano prodotti scaduti, i cassetti pieni di 3x2, gli armadi pieni di saldi ; dei soldi neppure la traccia. 

Al centro del soggiorno un televisore ancora acceso, nuovo di zecca, di quelli che si toccano, touch screen mi pare  

il Donato sulla poltrona, gli occhi sbarrati, le membra afflosciate; a terra 15 carte fedeltà scarabocchiate, quelle di credito sfregiate, quella revolving morsicata.

Il decesso?

Il PIL lo ha ucciso, sta scritto qua  sventoladomi sotto il naso un  ritaglio di giornale bagnato e spiegazzato:  PER 1 $ DI PIL MONDIALE 3,7 DI DEBITO.

Ha tentato di ingoiarlo, ne è rimasto soffocato.

Si svincola: tanto le dovevo per debito d’ufficio.

Mi saluta ed esce proprio mentre il portiere semichiude il portone per comunicare il lutto a passanti, in tutt’altre faccende affaccendati.

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

 

 


VIA: professional consumer



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mauro artibani - pubblicato il 24/11/2008 - permalink
consumare


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mauro artibani | altri suoi testi nel blog
si consuma il Fare, l'Essere e l'Avere

Si consuma per bisogno, si consuma per dare sostegno alle emozioni e dare corpo alle passioni.

Si consuma per stress, per compulsione, pure per rilassarsi.

Si consuma perché soli e per le lune storte.

Si consuma di tutto, pure  l’ambiente.

La vita spesa a fare la spesa sembra esaurire il nostro Fare, pure l’Essere e l’Avere.

L’avere poi, quasi del tutto afflosciato: soldi e risparmio allo stremo.

Il debito no: sempre dritto come un fuso. Maestosa metafora fallica  della nostra insipienza.

Un Consumatore frastornato, consumato dal consumo insomma.

Perché, percome? Perdiana il nostro Fare Produce ricchezza, genera PIL, rifocilla l’erario: Operatori di Mercato altro che Consumatori.

Già operatori ma incapienti perché incompetenti, perché incompatibili con un fare assennato.

Un esempio: spendiamo 650.000.000 di euro per dotarci di suonerie telefoniche. Il gattino “virgola” è l’ultima trovata.

Per carità: business legittimo pure un po’ paraculo.

Orsù, se la nostra azione ha una potente valenza economica non possiamo disperderla così, in mille rivoli.

Già quelle suonerie non sono un gran vanto industriale, figuriamoci per la produttività della nostra azione.

Per chi proprio non ce la fa: suonerie fatte in casa con un PC e il peer-to-peer.

Facciamolo un sforzettino!

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.splinder.com

www.professioneconsumatore.org

 


VIA: professional consumer



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mauro artibani - pubblicato il 12/09/2008 - permalink
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