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Depositphotos | altri suoi testi nel blog
Arriva il primo riconoscimento internazionale come

L’applicazione CLASHOT, disponibile per iOS e Android, sviluppata dall’agenzia di microstock DEPOSITPHOTOS, è stata premiata durante il Microstock Expo 2013 di Berlino con il premio “BEST MOBILE APP AWARD”. Il 16 e 17 Novembre I teams di DEPOSITPHOTOS e CLASHOT hanno partecipato al Microstock Expo a Berlino. Il Microstock Expo è un evento che riunisce tutti i maggiori players del mercato della fotografia di stock, dando loro l’opportunità di presentare i loro ultimi successi e di confrontarsi in merito alle tendenze del mercato della fotografia di stock a livello internazionale. L’evento MEXPO AWARD è la cerimonia conclusiva che celebra le eccellenze del mercato microstock. I vincitori vengono scelti con un processo a votazione che si tiene prima dell’inizio dell’evento. Dopo aver gareggiato con le applicazioni sviluppate da Shutterstock, 123RF e Scoopshot, CLASHOT di DEPOSITPHOTOS è stata riconosciuta dai professionisti del settore come la Migliore Applicazione per la Fotografia Mobile. Il settore del microstock, in generale, si sta muovendo verso la fruibilità su dispositivo mobile: diversi dei principali players del mercato hanno recentemente lanciato la loro applicazione mobile. Ma, secondo le opinioni degli specialisti del mercato, CLASHOT di DEPOSITPHOTOS è la Migliore Applicazione Mobile attualmente presente sul mercato. Il progetto CLASHOT di DEPOSITPHOTOS, con la sua applicazione disponibile per iOS e Android, rappresenta un concetto totalmente nuovo del microstock - una “mobile photobank” in tasca! DEPOSITPHOTOS ha lanciato la sua innovative applicazione all’inizio del 2013, come risposta alla rapida crescita nelle tecnologie mobile ed il crescente interesse del settore e degli utenti verso la fotografia mobile. CLASHOT è la banca immagini di nuova generazione, che da ai fruitori di fotografia di stock un accesso immediate ad un flusso ininterrotto di immagini originali e creative, provenienti da tutto il mondo ed è fonte aggiuntiva di ispirazione e reddito per tutti i fotografi. “Il Premio MEXPO AWARD come BEST MOBILE APP è il riconoscimento che tutti i fornitori di microstock sono tremendamente orgogliosi di ricevere. Vogliamo esprimere la nostra gratitudine ai colleghi del settore per aver riconosciuto l’elevato potenziale della nostra Mobile Application CLASHOT e per averci conferito il premio. Ma, ancora di più, vogliamo ringraziare il Team che lavora al progetto di CLASHOT per la creatività, il grande spirito di squadra e la loro ispirazione. Abbiamo una squadra meravigliosa che lavora duramente e che guida il cambiamento del settore in meglio, e sono certa che molto presto avremo ancora di più da offrire” commenta Elena Flanagan-Eister, CEO di Depositphotos.


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Depositphotos - pubblicato il 07/02/2014 - permalink
fotografia clashot depositphotos mobile photography smartphoneography iphoneography editoria immagini


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Studio non Profit Studio non Profit | altri suoi testi nel blog
Seminari Base ed avanzato sul funzionamento e gestione di un'Organizzazione non Profit

Studio Non Profit (SNP) è un’associazione nata per sostenere e promuovere la crescita e lo sviluppo del terzo settore, principale risorsa del welfare in Italia. Il suo obiettivo è rendere le organizzazioni, gli operatori e i volontari attori protagonisti e consapevoli. A tale scopo offre formazione e consulenza qualificate a tutti coloro i quali intendano acquisire competenze e conoscenze specifiche sul non profit e sul suo funzionamento.

 

Studio Non Profit terrà, nel mese di Ottobre a Roma, due interessanti Seminari.

 

Seminario base, rivolto a chi intende costituire o ha da poco costituito un'organizzazione non profit. Il seminario ha una durata complessiva di 10 ore (due giornate) durante le quali si affronteranno gli elementi di base per la costituzione e la gestione di una organizzazione non profit: le forme organizzative degli enti non profit e la scelta più idonea; gli aspetti amministrative e fiscali; come gestire le relazioni interne all’organizzazione; la programmazione delle attività.

Quando e Dove

Si svolgerà venerdì 19 ottobre 2012 (dalle 16.00 alle 20.00) e sabato 20 ottobre 2012 (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00), a Roma in Via Michelotti, 33 (Metro B, fermata PIETRALATA)

La partecipazione al seminario ha un costo di 121,00 euro a persona (IVA inclusa).

 

Seminario avanzato, rivolto a chi dirige e/o gestisce un’organizzazione non profit e vorrebbe acquisire conoscenze e competenze maggiori per riuscire al meglio nel raggiungimento dei propri obiettivi.

Un accenno alle tematiche che si affronteranno: le forme organizzative degli enti non profit in relazione ad obiettivi e attività; la trasparenza rendicontativa; la struttura del bilancio sociale, la trasparenza, l'efficacia nella gestione delle relazioni con gli stakeholders; le relazioni interne.

Quando e Dove

Il seminario,della durata complessiva di 10 ore, si svolgerà venerdì 26 ottobre 2012 (dalle 16.00 alle 20.00) e sabato 27 ottobre 2012 (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00), a Roma in Via Michelotti, 33 (Metro B, fermata PIETRALATA).

La partecipazione al seminario ha un costo di 121,00 euro a persona (IVA inclusa).

 

Contatti e Informazioni

Tel. 3403337699

E-mail studiononprofit@gmail.com

www.studiononprofit.it


VIA: Studio Non Profit



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Studio non Profit Studio non Profit - pubblicato il 15/10/2012 - permalink
non profit; seminari; Roma Ottobre 2012


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cristina skarabot | altri suoi testi nel blog
5 CONSIGLI PER MIGLIORARE UNA GIORNATA COMINCIATA MALE.

Nel fare coaching incontro spesso manager che non sono assolutamente pronti ad iniziare la sessione della giornata. Il motivo? Hanno un diavolo per capello – e non sono calvi – già alle 9 del mattino: appoggiano nervosamente i telefonini (almeno 2 o 3) sul tavolo e qualcuno anche il suo iPad e mi guardano con il volto teso, e lo sguardo che saetta nervosamente da un punto all’altro. Non si può non tenere conto di questi segnali prima di iniziare una sessione di coaching, che dovrebbe essere un momento di serenità e di crescita e non certo un ulteroiore obbligo da aggiungere ai già mille problemi quotidiani. Prima di iniziare comunico al mio interlocutore che il suo è lo stato d’animo di una persona la cui giornata è iniziata in salita (o come dicono alcuni, col piede storto). C’è qualcosa che posso fare per lui? Naturalmente. Con un approccio sereno e ascoltando attivamente come solo il coach sa fare, induco il manager a raccontarmi come mai da la giornata è “cominciata male” e condivido con lui alcune idee da sperimentare. Ecco quali sono: 1. Evitare (con garbo) di stare vicino o parlare con persone che, vedendovi in questo stato dicono:“Ma come mai sei così nervoso questa mattina? Cosa ti è successo?” Oppure, in seguito di una vostra risposta un pò brusca: “Ma ce l’hai con me stamattina?” 2. Prendere consapevolezza del vostro stato di nervosismo e che si tratta di uno stato alterato. Fermatevi e cercate un po’ di tranquillità, poi respirate lentamente, meglio se a occhi chiusi. 3. Produrre pensieri positivi e rivivere i momenti in cui avete sperimentato un senso di energetica motivazione e realizzazione. Ricordate che voi potete indirizzare i pensieri e quindi è sollo vostro il compito di scegliere quelli migliori per la giornata appena cominciata. 4. Ascoltare un brano musicale che vi piace e abbandonarsi a qualche minuto di distrazione e serenità. Decidete di sentirvi meglio e ricordare i bei momenti in cui quella musica vi ha accompagnato. 5. Solo ora cominciare a pensare alla soluzione per ognuno dei problemi, che vi hanno fatto fatto iniziare la giornata in salita. Non tutti insieme, ma uno alla volta, scrivendo per ciascuno la soluzione e visualizzandola come già realizzata nella vostra mente. Come potete vedere sono suggerimenti pratici e semplici, ma richiedono disciplina per diventare parte della vostra quotidianità.


VIA: The Next Step



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cristina skarabot - pubblicato il 11/07/2012 - permalink
positivo comunicazione ascolto giornata business manager imprenditori nervoso stato d'animo coaching


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cristina skarabot | altri suoi testi nel blog
Sfida calcistica o economica

Dopo Grecia-Germania della settimana scorsa, che ha portato in campo l’economia tedesca contro quella appesa a un filo della piccola Grecia, ecco che in semifinale  sfideranno la squadra tedesca ben tre paesi oggetto di forti speculazioni e vessazioni da parte di questo Paese e della comunità finanziaria internazionale: il Portogallo, la Spagna e l’Italia, il cui spread con i Bund tedeschi oggi è ritornato preoccupantemente sopra quota 450. Gli Europei 2012 ci propongono quindi numerose analogie tra mondo dello sport ed economia. La sfida Germania – Grecia sembrava ricalcare le gesta  dei 300 di Leonida alle Termopili: l’esercito e l’economia ordinata e forte dei tedeschi, con bassi tassi di interesse e un debito pubblico sotto controllo, contro un piccolo paese sull’orlo del default e con una spesa pubblica folle, con diversi parametri da rispettare per rimanere nell’Euro.Sappiamo come è finita la partita di calcio, staremo a vedere come finirà quella economica. Analogamente si ripropone questa volta l’ennesima sfida Italia – Germania, una battaglia infinita dove le vicende calcistiche ricalcano la tensione economica fra questi due stati e che vede l’Italia come nazione in maggiore difficoltà dal punto di vista economico. I parametri dettati dalla Merkel sono pressoché impossibili da rispettare in assenza di una politica fiscale comunitaria e in assenza di un trasferimento dei poteri legislativi da Berlino o di progetti di condivisione del debito dei Paesi dell’ Eurozona. Ma da questo punto di vista Frau Merkel sembra non sentirci. A livello di Coaching emerge in modo palese quanto lontani siamo dal “fare squadra” a livello europeo. C’è sempre il più forte, l’individualista, quello “più bravo” che non si vuole sacrificare per la squadra, per il team. C’è sempre chi vuole comandare in senso autoritario e basandosi sulla legge del più forte invece che su quella del leader. Per troppo tempo abbiamo vissuto (parlo di noi Europei in erba)  facendoci guerra e cercando di prevaricare gli uni sugli altri. Oggi che le armi  non si usano più (almeno in Europa) dovremmo fare emergere uno spirito di team in grado di valorizzare le  caratteristiche di ciascun Paese  valorizzate per favorire una crescita comune e una maggiore competitività internazionale. Il vero leader lavora a vantaggio del team, dove vantaggi e sacrifici sono condivisi. Ma chi oggi può rappresentare il Leader dell’Europa? Nessuno oggi è abbastanza forte da prendere le redini, nemmeno la Germania. Cosa ci aspettiamo dalla sfida calcistica di giovedì 28 in campo? Di sicuro troveremo  le rivalità di sempre, ma questa volta accresciute dalla crisi profonda che la moneta unica sta attraversando. Cogliamo questo spunto di vero Coaching “politico” e “sportivo” per abbandonare definitivamente i fantasmi del passato e per abbracciare tutti insieme uno spirito nuovo di cui si parla da 60 anni ma che non può e non deve rimanere appeso soltanto a una moneta senza padrone, ma deve dar vita ad uno Stato vero in grado di prosperare.  Se ciò sembra ancora prematuro, beh, cominciamo a lavorare in questa direzione. Il ritorno ai singoli stati e alle singole monete sarebbe la vittoria dei nostri avversari e una sconfitta senza eguali per tutti noi futuri cittadini d’Europa. Naturalmente che vinca il migliore in campo e da italiano non posso che concludere con: Forza Italia!


VIA: TheNextStep



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cristina skarabot - pubblicato il 27/06/2012 - permalink
calcio economia crisi Germania Italia coaching Milano business team leadership Merkel collaborazione euro


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Enrica Orecchia | altri suoi testi nel blog
Traduzione e rielaborazione del post pubblicato su PrConversations

Questo post è la rielaborazione di una recente collaborazione con il blog PrConversations,  nata quando una delle autrici, Judy Gombita, è rimasta entusiasta di un mio post sull’officina della comunicazione. Si parlava delle donne che lavorano nelle relazioni pubbliche, e avevo citato alcuni commenti suoi e di Heather Yaxley su PrConversations. Venuta a saperlo, Judy si è procurata una traduzione del post e mi ha contattato proponendomi di approfondire l’argomento per lei.
Ho avuto quindi l’onore di essere ospite su quello che è, senza tema di smentite, il più importante blog di relazioni pubbliche a livello mondiale, fondato da Toni Muzi Falconi (si chiamava inizialmente Toni’s Blog) e adesso è  condotto da Judy Gombita, Heather Yaxley e Marcus Pirchner.

La questione del rapporto numerico tra gli uomini e le donne che lavorano nelle relazioni pubbliche continua a essere un argomento di interesse. Lo dimostra una recente discussione del gruppo LinkedIn Public Relations Professionals Group, sull’argomento “Perché ci sono più donne che uomini nelle relazioni pubbliche?”

Su invito di Judy Gombita ho approfondito l’argomento raccontando che cosa significa essere una donna che lavora nelle relazioni pubbliche in Italia. In questa breve “indagine” ho cercato di identificare eventuali caratteristiche comuni tra le italiane impiegate nelle relazioni pubbliche,  valutare se ci sono differenze con le donne che lavorano in altri settori, evidenziare similarità e differenze con gli uomini che lavorano nel loro stesso ambito.

Studi italiani recenti sull’argomento

Da una ricerca condotta da Ferpi nel 2010 è emerso che nei quarant’anni di esistenza della Federazione la percentuale di donne iscritte alla Ferpi è aumentata dal 15 % al 57,4 % sul totale degli iscritti.

Molte di queste donne sono imprenditrici, altre responsabili della comunicazione in grandi aziende, non poche multinazionali.

I dati confermano quindi che nelle relazioni pubbliche le donne sono molto più numerose di quelle che lavorano in settori più tradizionali come quello legale (avvocati e notai) o tecnico (ingegneri e architetti) o nel settore medico, tutti con una rappresentanza femminile al di sotto del 50 % .

Altri dati utili provengono da uno studio condotto nel 2009 da Daniela Mian - all’epoca studentessa del corso di Relazioni Pubbliche presso l’Università di Udine - per la sua tesi di laurea, relatore il professor Giampiero Vecchiato,influente socio Ferpi. Dai risultati, resi noti nel gennaio 2011, emerge che, nel guidare un’azienda, le donne:
  • seguono criteri più rigorosi
  • sono in grado di valutare meglio il rapporto costi/benefici
  • usano l’intelligenza emotiva e l’empatia
risultando quindi più capaci di comunicare con le diverse categorie di stakeholders.
Inoltre, le manager portano avanti un modello di leadership basato sulla condivisione, la negoziazione e l’inclusione. Se la cavano meglio nel multitasking, nella gestione della complessità e nel problem solving, abilità che vengono loro dal dover tenere in equilibrio i molteplici ruoli che interpretano nella vita.
Grazie a questi punti di forza, il lavoro delle donne che lavorano nelle relazioni pubbliche si dimostra sovente a più alto valore aggiunto di quello degli uomini. Secondo lo studio, sarebbe questo il motivo per cui le donne delle rp si vedono affidare ruoli di responsabilità più frequentemente di quelle che lavorano in altri settori aziendali.
Altri risultati
Per contro, un ulteriore dettaglio emerso dalla tesi di Daniela Mian è che le donne scelgono appositamente di studiare relazioni pubbliche non solo perché è un lavoro con attività e responsabilità interessanti, ma anche perché  è una professione che meno uomini scelgono, quindi con minori possibilità di essere discriminate.
Un altro dato poco incoraggiante è che solo il 46 % dei professionisti di relazioni pubbliche tra quelli intervistati (sia uomini che donne) riportano direttamente alla dirigenza, mentre la restante percentuale occupa ranghi più bassi nella gerarchia aziendale. Questo dimostra che in molte aziende italiane le relazioni pubbliche non sono ancora considerate una funzione strategica, cioè una funzione che genera profitti. Ne consegue che, poiché gli uomini preferiscono posizioni più “influenti” (come la finanza, le vendite, il marketing), si dedicano alle relazioni pubbliche in misura minore, permettendo alle donne di trovare sul loro percorso di carriera meno controparti maschili e quindi meno ostacoli a eventuali promozioni e avanzamenti.
E’ mia opinione che le donne che lavorano nelle relazioni pubbliche condividano le stesse sfide delle lavoratrici di altri settori — prima di tutto il riuscire a tenere in equilibrio lavoro e famiglia. Come madre di una bambina di 7 anni posso confermarlo.
La minore considerazione di cui le relazioni pubbliche tuttora godono in azienda comporta che, anche in presenza di una ridotta competizione da parte degli uomini, il successo professionale delle donne è reso più difficile dal fatto che perlopiù devono occuparsi di compiti operativi o tattici.
Come possono le italiane affrontare le sfida ?
Una questione che le relatrici pubbliche devono affrontare prioritariamente è il contribuire a sviluppare una cultura della comunicazione all’interno delle organizzazioni utilizzando il valore aggiunto del loro lavoro per convincere dirigenze e proprietà che le relazioni pubbliche hanno le carte in regola per essere considerate una funzione strategica. Quando finalmente lo diventeranno, le donne che ricoprono quelle posizioni acquisiranno automaticamente più potere.
Ciò aumenterebbe anche le opportunità di lavoro al femminile, perché le aziende comincerebbero a capire che non possono fare a meno di comunicare con i loro stakeholder in maniera regolare e organizzata. Poiché le donne costituiscono la maggioranza degli studenti in comunicazione e relazioni pubbliche queste posizioni di punta sarebbero principalmente  destinate loro.
Sfide culturali
La seconda questione con cui le donne devono confrontarsi è il loro empowerment personale.
Si tratta di un problema culturale con radici antiche. Nel ventesimo secolo le italiane sono state abbastanza fortunate da avere conquistato i diritti fondamentali, sanciti da leggi, ma mancano ancora di quelli che possono essere definititi i diritti “soft”. Nello specifico del mondo del lavoro: avere una presenza che pesa quanto quella degli uomini, l’essere trattate con rispetto e considerazione e ottenere che le loro richieste siano ascoltate e soddisfatte.
L’attivismo femminista non  può farsi carico di questa battaglia. Con la protezione delle leggi (ottenute grazie alle femministe e a un sempre crescente numero di donne sui posti di lavoro) le donne devono prendersi la responsabilità di compiere loro stesse il prossimo passo avanti e lavorare ognuna in prima persona in modo da far rispettare i loro diritti sul campo, non solo sulla carta.
Sui posti di lavoro ciò è tanto più vero e necessario, mentre le donne tendono a dare per scontato che riceveranno lo stesso trattamento degli uomini quanto ad avanzamenti di carriera, opportunità formative e livelli salariali.
Perché lo si dà per scontato ?
Le statistiche mostrano, che, traditionalmente, le studentesse italiane ottengono voti più alti dei loro colleghi maschi, sia a scuola sia all’università. Di conseguenza, tendono ad aspettarsi di mantenere gli stessi risultati nel mondo aziendale. Grosso errore.
Sfortunatamente per queste giovani donne sui posti di lavoro vigono altre regole (sia scritte che non), molto meno vantaggiose per loro.
In conseguenza del tipo di educazione che le giovani italiane ricevono, sia in famiglia che a scuola, è difficile per le donne capire queste regole non scritte e quali tipi di comportamento ci si aspetta da loro. Per esempio:
  1. Alle ragazze si insegna a mantenere un comportamento quieto e riservato.
  2. Si dice loro che chiedere quando hanno bisogno di qualcosa non è un comportamento adeguato e non è femminile o grazioso.
  3. Le ragazze sono incoraggiate a essere modeste e ad adottare un modo di esprimersi indiretto, oltre che a tenere sempre un basso profilo.
Quando le giovani donne ottengono finalmente un lavoro, a meno di non avere un temperamento naturalmente diretto e audace, rirpoducono questo stile comportamentale, rinunciando a modi di fare più assertivi e diretti. Danno così l’addio a qualsiasi possibilità di avanzamento o promozione.
Al contrario, gli uomini, che hanno ricevuto una educazione diversa e sono cresciuti con ben altre aspettative, si fanno avanti e riscuotono i benefici in termini di carriera, trattamento sul posto di lavoro, ecc.
Il fattore “ragazzina”
Un’ulteriore, più sottile forma di discriminazione consiste nel trattare le donne come “ragazze” , anche nel linguaggio usato per riferirsi a loro. La cosa peggiore è che le donne stesse rinforzano questa abitudine, che limita la loro carriera.

In “Le brave ragazze non fanno carriera. 101 errori che le donne fanno sul lavoro” — un libro straordinario che raccomando a tutte le donne che lavorano di leggere assolutamente – l’autrice, la consulente americana, Lois P. Frankel, evidenzia che molto frequentemente le donne amano “essere considerate come giovani e attraenti pollastre”.

Secondo la Frankel, molte donne che lavorano preferiscono sottolineare i loro pregi estetici, piuttosto che far parlare per loro competenza, capacità ed esperienza di cui pure sono dotate. In tal modo mettono  in atto una serie di comportamenti poco professionali che le penalizzano, anche quando sono abili e lavorano bene.
Anche se la Frankel ha ritratto la situazione delle donne nelle aziende americane, ciò che scrive rappresenta piuttosto bene gli atteggiamenti di molte italiane ogni giorno sui luoghi di lavoro. Le donne a cui manca questo tipo di consapevolezza sono le loro peggiori nemiche, e sabotano anni di studio e duro lavoro per acquisire esperienza, competenza e rispetto. Appare quindi ironico, e nello stesso tempo triste,  sentire come si lamentano sul fatto che non ricevono le opportunità lavorative e le promozioni che “meritano”.
Fare passi avanti
Dipende da noi donne —italiane e di altre nazionalità—  diventare consapevoli di queste problematiche comportamentali e risolverle. Sempre se vogliano cominciare a migliorare in maniera significativa le nostre condizioni di lavoro,  in particolare riguardo alle opportunità nelle relazioni pubbliche (dove siamo più numerose che gli uomini), e contribuire a migliorare lo status di tutte le donne.
Una professionista che compie dei significativi passi avanti nel suo lavoro — si tratti di un aumento di stipendio, maggiori responsabilità, un budget più ampio per il suo gruppo di lavoro o qualunque altra cosa (purché non ottenuti alle spese di un’altra donna) — eleva automaticamente il livello di tutte le altre donne. Mi sento di lanciare questa sfida a tutte le donne lavoratrici, perché tutto questo non deve fermarsi alla funzione delle relazioni pubbliche. Nondimento, le donne che lavorano nelle relazioni pubbliche hanno un compito e una responsabilità più grandi: grazie alle nostre capacità di costruire relazioni, abbiamo l’opportunità di raggiungere vari pubblici e far pervenire i nostri “messaggi” a un’ampia varietà di destinatari. Possiamo quindi lavorare per ampliare il campo di discussione e promuovere la necessità di uguaglianza femminile in altre aree del lavoro affinché le donne siano adeguatamente valutate.
Lavorando in una piccola impresa, mi confronto giornalmente con molte delle questioni qui sviscerate. In molti casi le aziende delle città italiane di provincia considerano la comunicazione come una funzione “accessoria”, al punto che talvolta ho l’impressione che ci vorranno anni prima che ci sia un vera trasformazione. Ho però intenzione di impegnarmi a lavorare in questo senso, per contribuire alla crescita della professione delle relazioni pubbliche in Italia. Anche per questo motivo mi sono recentemente iscritta a Ferpi-Federazione Italiana Relazioni Pubbliche.
In futuro vorrei aprire la mia agenzia di relazioni pubbliche. Attualmente queste tipologie di servizi sono fornite per lo più da agenzie di grandi città. Ritengo che questo sia un ostacolo per molti piccoli imprenditori locali. Se le loro aziende riuscissero a trovare servizi di comunicazione di qualità a livello locale, tramite agenzie più piccole, potrebbero cominciare a toccare con mano quello che è il vero valore delle relazioni pubbliche e della gestione della comunicazione.


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Enrica Orecchia - pubblicato il 14/05/2012 - permalink
relazioni pubbliche donne PrConversations Ferpi Judy Gombita


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Massimiliano Hangler | altri suoi testi nel blog
I migliori modi per ottenere clienti spontanei

Nel web l’80% delle ricerche sono a carattere informativo (Fonte: Advanced Google Adwords, di Brad Geddes): a ciò si aggiunge un 10% di ricerche rivolte ad un sito web specifico. In altre parole solo il 10% delle persone naviga in internet con il chiaro intento di acquistare qualcosa. Una brutta notizia? Non proprio… Dipende dall’uso che stai facendo del tuo sito web e del tuo blog aziendale (se ne hai uno). Infatti questi due, e soprattutto il secondo, possono essere il ponte tra la tua attività e migliaia di persone potenziali clienti (anche in ambiti tecnici e B2B). Il segreto, se così possiamo dire, è quello di mettersi nell’ottica dei clienti piuttosto che dare continue informazioni sui tuoi prodotti o sul tuo mercato. Se il tuo sito parla solo della tua azienda e se pensi che un blog aziendale sia inutile, è megli che tu continui a leggere; tratti dall’esperienza di Marcus Sheridan (autore del blog Social Media Examiner), punto di riferimento per la gestione del Social Media Marketing aziendale, ecco 5 metodi pratici per cogliere i pensieri dei tuoi clienti potenziali, e trasformare la loro visita sul tuo sito (blog o portale che sia) in una richiesta di contatto/offerta. 1 Fare dei confronti Nel percorso di valutazione di un prodotto o di un servizio uno dei primi processi mentali che sorgono è la necessità di confrontare razionalmente le diverse possibilità e le loro caratteristiche, per convincerci che la scelta che stiamo facendo sia la migliore. Per questo scrivere opinioni e valutazioni sincere ed oneste per indicare le caratteristiche e i benefici di una soluzione verso un’altra è un ottimo modo per salire i risultati organici di ricerca in Google, oltre che essere un vero e proprio “servizio” nei confronti del mercato. La maggior parte delle aziende descrive solo il proprio prodotto/servizio con tono commerciale, ma la strategia giusta è quella di essere disposti ad aiutare nella scelta piuttosto che voler persuadere verso una direzione. Pensaci: i siti che aggiungi ai preferiti sono quelli di cui ti fidi perché ti hanno dimostrato di essere una fonte affidabile. 2 Le persone vogliono “il meglio” per loro Un secondo atteggiamento diffuso nella ricerca di informazioni prima di un acquisto è l’utilizzo della parola “migliore” associata al prodotto/servizio, oppure alla soluzione che si sta cercando. Ad esempio “miglior modo di riparare le gomme bucate per la bicicletta” può essere il titolo per un ottimo post che attirerà senza dubbio traffico qualificato sul sito web di una catena di negozi di biciclette. Basta applicare lo spunto al proprio settore, e i click spontanei non tarderanno ad arrivare. 3 Porre l’attenzione sui problemi Se una persona sta valutando di acquistare uno dei tuoi prodotti o servizi, valuterà sicuramente i pro e i contro della tua offerta rispetto a quella dei concorrenti. In questo momento del processo di informazione un articolo/post che parla in modo chiaro dei problemi più comuni relativi al tuo prodotto/servizio, dei problemi comuni ai principali prodotti/servizi concorrenti, e delle soluzioni di entrambi, è un ottimo modo per creare una relazione di fiducia con le persone. Otterrai anche una grande quantità di traffico spontaneo dai motori di ricerca e le tue pagine saliranno inesorabilmente nel ranking (la posizione) di Google. 4 Rivelare il prezzo Pensaci: il prezzo è uno dei primi aspetti ai quali pensi quando stai valutando un prodotto. Se non lo trovi su di un sito web cosa fai? Nella maggior parte dei casi lo abbandoni e cerchi questa informazione su di un altro sito. In più pochi rendono noti i propri prezzi in chiaro, e questo ti permette di approfittare ancora una volta del favore di Google, che riverserà sui tuoi contenuti il traffico qualificato dal web in cerca di questa informazione. Non è necessario sempre comunicare il prezzo esatto: può bastare un range o un paragone per farne comprendere l’entità, o almeno devi indicare i fattori che lo compongono. 5 Notizie importanti In ogni settore ci sono momenti nei quali alcuni eventi hanno un tale interesse per le persone da prendere il dominio sul resto per qualche giorno, se non per qualche settimana. Se ad esempio una grossa azienda del tuo settore fallisce, una tua valutazione in un post dedicato che analizza il contesto di mercato può attirare una quantità molto alta di traffico, poiché i mezzi di comunicazione on-line e off-line ti aiuteranno indirettamente ad avere notorietà facendo da eco alla notizia, se non addirittura riprendendo il tuo post come fonte informativa (anche tramite link). IN CONCLUSIONE Le idee sopra riportate sono spunti utili per immedesimarsi nei pensieri che un possibile cliente sviluppa nel momento informativo: attirare queste persone è il primo passo per una strategia di Social Media Marketing. Successivamente è bene non sprecare questo traffico e cercare di avere dei contatti spontanei, ad esempio con dei box di contatto o con documenti informativi come nel sito seguente: L’ultimo aspetto da curare nella strategia di web marketing è il rilancio dei tuoi messaggi su diverse piattaforme sociali per avere una multicanalità tale da raggiungere diversi tipi di destinatari anche in modo indiretto, ed essere “ri-lanciato” dagli stessi utenti che hanno trovato utili i tuoi contenuti.


VIA: Hangler Marketing



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Massimiliano Hangler - pubblicato il 09/04/2012 - permalink
lead generation web marketing


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Davide Acerbi | altri suoi testi nel blog
10 ore di webclass gratuite sul nuovo sito di InSide Training

Un pieno di risorse per creativi, designer e programmatori. Per chi si registra sul nuovo sito di InSide training www.inside-training.it ci sono oltre 10 ore di webclass gratuite visibili online. Dalla grafica al video, dal web design al digital publishing, dalle applicazioni per iPhone e iPad alla progettazione e rendering 3D, un utile riferimento per chi vuole aggiornare le proprie competenze o lanciarsi in settori emergenti della creatività digitale. Su InSide Srl si trovano anche corsi, novità e una ricca sezione con corsi che vanno da html5 e Javascript fino alla programmazione nativa Apple. Un'occasione da non perdere! Davide Acerbi


VIA: Blog InSide



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Davide Acerbi - pubblicato il 06/04/2012 - permalink
risorse tutorial grafica design html5 programmazione photoshop illustrator digital publishing app


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annalisa pisano | altri suoi testi nel blog
La Business School C Management inserisce il laboratorio “Grafica pubblicitaria”, a supporto dell’offerta formativa del Master in Comunicazione e Marketing.

Secondo Platone, l’idea è dentro di noi anche se non abbiamo incontrato nella nostra vita qualcosa che ce la rappresenti. Qualcun altro sostiene che non avevamo di certo l’Idea dell’ipod prima che Apple lo inventasse. Molti altri poi aggiungono che senza conoscere le caratteristiche tecniche dell’ipod non sarebbero mai nate tutte le successive applicazioni o le strategie pubblicitarie ad esso abbinate. Noi di CManagement pensiamo di risolvere la grande disputa offrendo ai nostri allievi del Master in Comunicazione e Marketing la possibilità di aggiungere all’offerta formativa standard un laboratorio tecnico che insegni ad usare gli strumenti di base di Adobe Illustratore e Photoshop. L’obiettivo non è diventare un grafico, web designer o foto ritoccatore, ma un traduttore simultaneo tra la lingua dell’azienda-cliente e l’ostrogoto del grafico, del web designer o del foto ritoccatore! Qual è la differenza tra un logo in jpg o in vettoriale? Dove posso trovare le immagini o i font più creativi per presentare delle bozze al mio capo o al mio cliente finale? E, dunque, quali idee posso permettermi di realizzare e quali, non avendo strumenti, devo lasciare nell’iperuranio platonico del mio subconscio?! Per rispondere a tutte queste domande, ISCRIVITI al Master in Comunicazione e Marketing - C Management www.cmanagement.it


VIA: C Management



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annalisa pisano - pubblicato il 05/10/2011 - permalink
master roma master comunicazione e marketing grafica pubblicitaria corso grafica pubblicitaria c management C Management master comunicazione master marketing business school roma


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Silvia Boldrini | altri suoi testi nel blog

“HUMAN RIGHTS?” è l’evento artistico internazionale che parla dei diritti umani e della loro violazione. L’evento è inserito nella Settimana Europea delle Democrazie Locali voluta dal Consiglio d’Europa, nel contesto della Campana della Pace di Rovereto (Trento). L’evento, patrocinato dal Consiglio d’Europa e da Amnesty International, è tra gli eventi della Settimana Europea delle Democrazie Locali quale segnale forte per parlare di questo difficile argomento. “HUMAN RIGHTS?” aderisce alla 7^ Giornata del Contemporaneo AMACI 8 ottobre 2011. Vernissage: 17.settembre.2011 alle ore 18:00, presso la Fondazione Opera Campana dei caduti, con la performance del soprano Caterina Orioli con Habanera, aria tratta dall’opera lirica Carmen di Bizet. Pittura, scultura, fotografia, grafica, digital art, videoart, interactive art, performances e musiche di Sasà Mendoza. Visitabile dal 17 settembre al 16 ottobre 2011. Curatore: Roberto Ronca IL CONCEPT Il 10 dicembre 1948, viene proclamata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: per la prima volta nella storia dell’umanità, era stato prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo. Ognuno di noi, per il solo fatto di essere nato, gode dei diritti sanciti nella Dichiarazione. Ognuno di noi, indipendentemente dal luogo nel quale è nato e vive, gode di questi diritti. Ognuno di noi ha diritti civili, politici, sociali, economici, culturali. Ognuno di noi è uguale agli altri. È sempre così? Opere di A. BEN, Elio ALFANO, Gennaro ANGELINO, Marco ANZANI, Donato ARCELLA, Giuseppe AUTIERO, Alfredo AVAGLIANO, Claudio BANDINI, Massimo BARBERIO, Elena BARS, Sandy BELLANTONI, Andrea Mario BERT, Nicoletta BERTACCHI, Luisa BIFULCO, Kika BOHR, Silvia BOLDRINI, Marilena BORDIN, Antonella BOTTICELLI, Stefano BUCCIERO, Irene CAESAR, Rinaldo CAPALDI, Massimo CAPPELLANI, Francesco CARBONE, Anna CARLEO, Alessandra CARLONI, Cosimo CAROLA, Carlotta CASTELLETTI, Viviana CAZZATO, Bruna CHERSONI, Luciano CIVETTINI, Giovanni COLANERI, Alfonso COMETTI, Francesco CONTARINI, Ugo CORDASCO, Mariana CORNEA, Fabio CORUZZI, Rodolfo CRISAFULLI, Andrea CUCCHI, Mercedes CUMAN, Elena DALL’OCA, Massimo DE ANGELIS, Dario DE CRISTOFARO, Antonio DE SUMMA, Alessandro DE TURRIS, Cristina DI CRISTINA, Sara DORIGO, Marzia DOTTARELLI, Paolo FACCHINETTI, Ornella ALAVIGNA, Enrico FIORE, Christian FOGAROLLI, Giacinto FRANCO, Giuliano GALEOTTI, Anna GALLO, Luisella GANDINI, Lucio GRECO, Gruppo SINESTETICO, Theo HUES, Giuliana IANNOTTI, Vincenzo IODICE, Gerardo IORIO, LIO, Josef LEITNER, Odilia LIUZZI, Sofia MAGLIONE, Alessandra MAI, Maria MALAPONTE, Maria Rosaria MARCHI, Ilaria MARCHIONE, Claudia MAZZITELLI, Francesco MESTRIA, Enza MIGLIETTA, Marcello MINNIA, Piero MOTTA, Mariangela NEVE, Patrizia NICOLINI, Franca Valeria OLIVERI, Giulio ORIOLI, Lidia PALUMBI, Diego PAVA WULFERT, Nadia PERROTTA, Francesca PETTINATO, Azzurra PICCARDI, Luca PICCINI, Oscar PIOVOSI, Gualtiero REDIVO, Alessandro RIETTI, Flavio RISI, Emilio RIZZO, Rossella ROLI, Maria Pia SACCONE, Sergio SANSEVRINO, Enrica SANSONE, Giuseppe SASSONE, Angela SCAPPATICCI, Alessandro SEVERIN, He SIEN, Antonella SORIA, Germana TAMBARA, Camilla TESTORI, Roberto TESTORI, Nina TODOROVIC, Ivan TONINATO, Mario VAROTTO, Paolo VITALE, Caterina VITELLOZZI, Nora YANEVA, Iaia ZANELLA, Erwina ZIOMKOWSKA, Alessandro ZIVERI. SITO UFFICIALE www.humanrightsart.com


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Silvia Boldrini - pubblicato il 17/09/2011 - permalink
human rights diritti umani amnesty silviab silvia boldrini roberto ronca


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Andrea Mazzeo | altri suoi testi nel blog
Io l'ho visto, il servizio contro l'abbandono dei cani, da quest'estate diventa anche un'applicazione per Iphone, Ipad e Ipod Touch.

Durante il periodo estivo come ogni anno non tende a diminuire i fenomeno dell'abbandono dei cani, le segnalazioni infatti sono sempre costanti e per cercare di arginare il problema Pronto Fido con Radio 105, Radio Monte Carlo, Radio Virgin, Radio Bau e l'A.I.D.A.A. sostiene l’operazione “Io l’ho visto!” per il loro recupero in autostrada.
Già lo scorso anno era possibile mandare un sms al 334-105.10.30, specificando la località, l’ora d’avvistamento e la direzione di marcia del cane per far si che il Team anti-abbandono dell’A.I.D.A.A. si potesse attivare per recuperarlo.
 
Da quest'anno invece c'è una grossa ed importante novità, la segnalazione potrà esser effettuata anche grazie ad un'applicazione per iphone, app gratuita che sta riscuotendo grande successo tra gli iphone-users, lo si evince sopratutto dalle recensioni sull'App Store della Mac. Progetto realizzato dalla Maiora Labs, si scarica sul proprio iphone e in pochi click si può segnalare il cane avvistato, indicando dopo aver scattato una foto il senso di marcia in cui è avvenuto l'avvistamento, poi il Gps farà il resto ed il Team anti-abbandono avrà la localizzazione precisa tramite Google Maps.
 
Aprendo la app sul vostro device vi troverete davanti un'interfaccia diretta ed intuitiva dove spiccano le aree per la segnalazione e la mappa. Postare la segnalazione è facile, una volta uploadata la foto del cane avvistato dovrete cliccare sulla zampa in basso e la segnalazione partirà istantaneamente. E' sconvolgente vedere sulla mappa quante siano le segnalazioni solo nel Nord Italia nel primo lunedì di Agosto! Infatti il weekend appena passato è stato di fuoco per i team anti abbandono di Pronto Fido, vi sono state oltre 450 segnalazioni di queste 212 riguardavano cani vaganti in autostrada, 132 gli interventi effettuati dei quali 104 portati a termine positivamente, interventi che hanno permesso di recuperare 105 cani che sono stati messi in sicurezza, gli ultimi interventi terminati nella tarda serata di ieri si sono concentrati prevalentemente nel Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. FONTE - www.prontofido.it
 
Unico neo di questa intelligentissima Applicazione è la durata, infatti sarà attiva solo fino ai primi di settembre. Un vero peccato perché applicazioni come queste, al servizio della società dovrebbero essere sostenute da tutti e svolgere la loro funzione in maniera continuativa. Speriamo che qualcuno ai piani alti se ne accorga.


VIA: Bancomail - Blog



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Andrea Mazzeo - pubblicato il 02/08/2011 - permalink
Io l'ho visto Pronto Fido Iphone Ipad Ipod Touch abbandono cani gps apps segnalazione anti-abbandono


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