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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Non solo. La grande disinformazione sulla cosiddetta "inflenza suina" ha aggravato ancor di più il settore.

La crisi si è abbattuta con grave conseguenze sulle aziende che allevano maiali, tanto che sono in molte a rischiare la chiusura con pesanti ripercussioni sull'occupazione diretta e su tutto l'indotto. Non solo. La grande disinformazione sulla cosiddetta "inflenza suina" ha aggravato ancor di più il settore.
In merito alle difficoltà dei suinicoltori, alcuni deputati del Pd hanno rivolto un'interrogazione, di cui è primo firmatario Marco Carra, al ministro delle Poltiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia per sollecitarlo a decretare lo stato di crisi del settore, come richiesto anche dalle organizzazioni di categoria e condiviso dal Partito democratico, al fine di adottare quelle misure urgenti e, ormai, improcrastinabili che consentano il rilancio del comparto suinicolo, che devono essere indirizzate verso il contenimento dei tassi d'interesse, verso la riduzione dell'esposizione bancaria e verso una moratoria (almeno per l'anno in corso) di tutti gli oneri previdenziali, contributivi e dell'imposta sul valore aggiunto.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 27/01/2010 - permalink
crisi suina maiali aziende settore settore influenza suina


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marco marozzi | altri suoi testi nel blog
grandi e piccole aziende italiane

L’anno scorso abbiamo lavorato su molti progetti anche molto diversi tra loro, affrontando i molteplici aspetti della comunicazione e del mercato. Abbiamo cavalcato il cambiamento di questo particolare momento storico con una costante ricerca strategica e creativa basata sulle opportunità offerte dai nuovi mezzi digitali, senza mai rinunciare a strumenti solidi come carta e matita, e senza mai dimenticare di porre l’individuo al centro di ogni nostro atto creativo.

Quest’anno vorremmo continuare a lavorare con un’Azienda che sappia promuovere il rinnovamento dei servizi in termini di vicinanza, accoglienza, calore, famiglia e una comunicazione realmente uno-a-uno, personalizzabile sul personale concetto di consumare. Un’Azienda che ci chieda di trovare spazi di scelta ed espressione alternativi a quelli preclusi ai talenti, un luogo fisico per partecipare e scambiare conoscenza in un contemporaneo modello di comunicazione integrata on e offline.

Vorremmo lavorare con una Marca che sappia imparare dalle persone che frequentano le vie cittadine e quelle del web, che hanno molto da dire più dei creativi, dei pubblicitari, dei designer e degli stilisti che affollano gli spazi istituzionali. Una Marca che sappia esprimere e condividere la propria unica e personale storia attraverso una comunicazione che nasce dal prodotto per poi diffondersi attraverso la rete. Un’emancipazione, in realtà un diritto di nascita per la nuova generazione di imprenditori.

Vorremmo lavorare per un Cliente che voglia contribuire concretamente a favore della comunità e dell’ambiente con una nuova visione etica e qualitativa in cui la responsabilità diventa il valore centrale per i consumi ma anche di una creatività che non può più essere fatta da meri giochi di parole.

Vorremmo lavorare con veri Capitani di grandi e piccole aziende italiane, partner che dimostrino di saper  rompere con le logiche del mercato classico e che vedano in noi talento, esperienza e l’opportunità di intraprendere percorsi di comunicazione alternativi. Capitani capaci di ispirare altri modi possibili di sviluppo nella comunicazione e nell’imprenditoria, perché abbiamo percorso troppe strade per fare le stesse cose.


VIA: thegoodones il blog



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marco marozzi - pubblicato il 10/01/2010 - permalink
social media marketing thegoodones aziende


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