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Salvatore Pipero | altri suoi testi nel blog
Niente costa di pių di ciō che si č comperato con le preghiere.

  • Bisogna servire al tempo e farsi servire dal tempo.

 

  • Volgi la mente da questa bassa aiuola a così eccelse meditazioni! Fallo adesso, finché il tuo sangue è caldo e sei ancora pieno di vigore, questo è il momento per guardare più in alto!

 

  • Di tempo non ne abbiamo poco, ne sprechiamo tanto. L'uomo grande non permette che gli si porti via neanche un minuto del tempo che gli appartiene.

 

  • Nessuna cosa ci appartiene, soltanto il tempo è nostro. Omnia [...] aliena sunt, tempus tantum nostrum est.

 

  • È necessario imparare tanto a lungo quanto a lungo si vive.

Voglio consegnare alla storia quel che è successo in cielo il giorno prima delle idi di ottobre, inizio di un anno straordinario, di un'età felicissima. Non ci sarà posto né per il rancore, né per l'adulazione. Quello che sto per raccontare è tale e quale a come è accaduto. Nell'ipotesi che qualcuno venisse a chiedermi la fonte di tali avvenimenti, è bene mettere subito in chiaro questo: se la cosa non mi andrà a genio, non risponderò. D'altronde, chi mi potrebbe forzare? So di essere diventato padrone di me stesso, il giorno in cui se ne andò finalmente all'altro mondo quello che aveva dimostrato la verità del proverbio: «conviene nascere re o scemi». (1995)


VIA: Wiki



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Salvatore Pipero - pubblicato il 17/08/2008 - permalink
Tempo al tempo dal tempo per tempo


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Luca Oliverio | altri suoi testi nel blog
la societā del co-individualismo

tra restringementi e dilatazioni, ci sono anche le dissoluzioni

La società che ha conosciuto la conquista della velocità con i motori a scoppio, dell'allungamento della giornata lavorativa per mezzo della lampadina di Thompson, e della nuova prospettiva visiva per mezzo degli aerei, oggi scopre che è possibile dilatare il tempo e restringere lo spazio.

Dilatare il tempo perché i mezzi informatici consentono di mantenere comunicazioni tipicamente sincrone in modo asincrono per esempio; o anche di restringere i tempi di ricezione/invio di una comunicazione scritta; e ancora di più, per mezzo dei telefonini fare in movimento, sempre per esempio, quello che prima si sarebbe dovuto fare "non appena arrivati a casa": prendere appuntamenti per strada, spostarli, anticiparli.
Una dilatazione (intesa come maggiore disponibilità di usufrizione del tempo: il tempo diventa sempre più molecolare e scindibile) ma anche un tempo che può essere esteso fino all'impossibile: grazie a skype potete rispondere in chat (strumento tipicamente sincrono) in modo asincrono anche a distanza di alcune settimane... E quindi il tempo si dissolve per trasformarsi nel tuo personale, unico, individuale LIVE, ma che diventa anche il live dell'altra: condivisione e individualismo: co-individuale.

Restringere lo spazio: esser presenti in diversi luoghi contemporaneamente per mezzo delle telecomunicazioni a basso costo, per esempio ancora; o dialogare contemporaneamente con persone disperse in luoghi diversi del planisfero. E per questo luoghi personali, individuali, che diventano però teatri della condivisione: quando, prima delle tecnologie del 900 si sarebbe potuto immaginare di condividere uno spazio fisico in Italia con chi vive negli USA?
Uno spazio che si riproduce quindi nel LIVE con-diviso, ma personale del ricevente e personale del mittente, che si cambiano i ruoli nel tipico caso di comunicazione bidirezionale.

Dopo aver vissuto questa evoluzione per dieci anni, adesso gli adattori precoci sono pronti non solo per raccontarla agli altri, a fargliela vivere, a spingerli in questa direzione, ma sono anche molto più coscienti delle possibilità e delle potenzialità di questi nuovi strumenti.

Divulgaono il loro verbo, invitano gli amici ad assaggiarne i sapori, gli odori e i colori.
Questi due elementi consentono un nuovo agire sociale e un nuovo agire comunicativo.
Questo nuovo agire comunicativo e sociale, che consente una nuova interazione con gli altri e con il circostante, agendo come protesi sensoriale estrema, nel tempo e nello spazio, consente una ripresa di un marciare nuovo, inedito per alcuni versi. Dall'amore per il marketing, i comunicatori, dovranno passare al marketing dell'amore; per riscoprire poi che l'abuso dell'emozione si ritorce solo contro chi fa marketing della finzione. E il marketing dell'amore ragionato, futuro prossimo, è quello che accade già in alcune parti del mondo e che sta per accadere anche in Italia.

Saremo aziende e (sopratutto agenzie) in grado di amare i nostri clienti, che diventano amici/amanti con i quali dovremo vibrare all'unisono nel loro e nella nostra individualità. Personalizzare i servizi e personificazione del brand; amare il singolo per fargli vivere delle interessanti avventure con-divisibili.


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Luca Oliverio - pubblicato il 28/01/2008 - permalink
sociologia della contemporaneitā il futuro del marketing e della comunicazione


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redazione di comunitāzione | altri suoi testi nel blog

Client: Monster
Agency: BBDO, New York
Chief Creative Officer: David Lubars
Executive Creative Director: Eric Silver
Art Director: Jerome Marucci
Copywriter: Steve McElligott
Senior Agency Producer: Anthony Curti,
Ed Zazzera
Executive Music Producer: Loren Parkins
Production Company: MJZ
Director: Rupert Sanders
Executive Producer: Eric Stern
Producer: Laurie Boccaccio
Director of Photography: Greg Fraser
Editorial Company: Spotwelders
Editor: Bill Smedley
VFX Company: Mass Market
VFX Supervisor: Cedric Nicolas-Troyan
Lead Flame Artist: Cedric Nicolas-Troyan
Lead Technical Director: David Chontos
Sound Design: Mit Out Sound
Sound Designer: Ren Klyce
Mix: Sound Lounge
Mixer: Tom Jucarone


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redazione di comunitāzione - pubblicato il 22/01/2008 - permalink
virgin rappresentare lo spazio e il tempo morte


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redazione di comunitāzione | altri suoi testi nel blog

L'internet e le reti telematiche dilatano il tempo e restringono lo spazio.

Questo spot della Virgin sintetizza bene questo concetto, ma è l'invenzione dell'aereo che ha provocato un interessante cambio di prospettiva nell'uomo (è con la nascita dell'aereo che Picasso e i suoi "amici" iniziano a scomporre lo spazio e rappresentare il movimento e il cambio di prospettiva che dai primi anni 20 accompagna l'evoluzione dell'uomo moderno).

Questo è il nuovo spot.

Interessante il tentativo di giocare con lo spazio e il tempo... ma meno esplicito dello spot che la stessa Virgin aveva commissionato nel 1997 che merita uno sguardo.

  • Fooling Death Cannes Lions 1997

Un altro spot carino invece, sul tema della "morte imbrogliata" grazie ad un prodotto è questo, ma non ne ricordo ne l'anno e ne altre info: chi ne sapesse di più ovviamente... grazie.

 


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redazione di comunitāzione - pubblicato il 21/01/2008 - permalink
virgin rappresentare lo spazio e il tempo morte


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Luca Oliverio | altri suoi testi nel blog

L'internet non è un mezzo "molti a molti" o many to many che preferiate dire.
Almeno questa è la mia osservazione.

Lo era. In principio. Lo sarà nuovamente. Ma adesso non lo è.

Per quanto attiene all'aspetto del media(*) l'internet oggi è puramente un mezzo di comunicazione uno a molti che si avvale dei media tradizionali per farsi conoscere e riconoscere.

Sembro impazzito, ma ragioniamoci su.
Qualcuno, io ad esempio, lancio un messaggio. Altri me (i blogger per esempio) lo riprendono.
Ma il messaggio parte da me. O meglio, da "la repubblica", da Berlusconi, da Prodi, dalle tv. Poi tutti ne parliamo.
Certo, per fortuna l'agenda mediale nostra nessuno può imporcela, e volendo possiamo approvigionarci di informazioni e cultura, estesamente intesa, da tanti rubinetti. Ma il rubinetto principale rimangono: pochi blogger e sopratutto i media tradiozionali.

Non vi allarmi e non vi stupisca, basto io a stupirmene.

Qualche tempo fa RTL ha raccontato di un servizio, generato tramite lo strumento della rete internet, di messaggistica sui telefonini (gli SMS) inviati tramite la rete a bassissimo prezzo, direttamente dal telefonino. Il sito in questione (non ricordo l'url a dire il vero) ricevette milioni di visite in quel giorno. La notizia fu ripresa da tantissime tv, giornali, radio. Ovviamente anche da tantissimi blogger.

E ora? chi si ricorda la url del sito?
chi si ricorda il brand?
chi ne tiene traccia nella memoria?

Personalmente mi ricordo l'accaduto, poi non funzionava con il mio operatore mobile (o meglio, i costi di accesso al WAP erano eccessivi) e così ho relegato quell'informazione nell'oblio della mia memoria.

Ma è importante notare il dato: un sito web si fa conoscere attraverso la radio, la notizia viene ripresa e ritrasmessa dai tg nazionali, e quindi, un servizio che esisteva da alcuni anni, raggiunge finalmente la fama.

Cosa significa?
che l'internet è ancora oggi se pur potenzialmente un media many to many, utilizzato come media uno a molti e che ha bisogno fortemente, per far emergere alcuni brand, delle vecchie logiche della pubblicità classica.

Alcuni servizi sono fortemente conosciuti in rete mi direte, e il passaparola ha superato ogni ostacolo... ma ostacolo de che!?
Mybloglog è utilizzatissimo in Italia. Nella cerchia dei marketer e dei blogger influenti soprattutto. E al di fuori di essa?
Le mie adorate appassionate dell'uncinetto non usano mybloglog. Usano però per il 90% splinder come fornitore del servizio di blogging.

Altri esempi?
Guardate i vostri ammiratori del blog su mybloglog per esempio (che per me ormai è un'indicatore e non altro), scoprirete che più o meno, grosso modo, tutti abbiamo gli stessi ammiratori. E l'espansione di mybloglog sembra enorme. Ma in realtà? E' davvero così universale? Andiamo in giro per la rete, entriamo in una comunità di "lavoro" diversa da quella che potrei etichettare come "marketing e tecnologia"; usano altri sistemi, altri aggregatori, altri identificatori.
Ognuno di noi si racchiude in un proprio circolo.
Da un lato questo è un indicatore importantissimo. Da osservare con attenzione; dall'altro invece è l'unità di misura della diffusione dei messaggi e dei "virus" che spesso non scavalcano le barriere delle cosidette comunità di pratica; rendendo così evidente che l'internet, per il momento, è molto un "parlarsi addosso".

Per fortuna ci sono degli ottimi esempi che dimostrano il contrario: Marco Fossati e Marco Marini ad esempio, sono due blogger che riescono a farlo benissimo. E mentre il primo scrive poco sul blog, il secondo (lacasalingadivoghera per eccellenza) è tra i pochi costanti blogger a riuscire a trattare temi inventati autonomamente e a creare messaggi nuovi.

Per citare poi il caso più eccellente all'interno della nostra comunità di pratica, rimane Giancarlo Livraghi, che cura il proprio spazio (chiamatelo blog, se volete, ma non mi attaccherei alle etichette; preferisco guardare gli indicatori), dal 1994, senza lasciarsi scalfire dal duepuntozerismo e da altre menate simili. Livraghi conosce il web, lo studia; ma conosce sopratutto la gente che lo usa e come usarlo.

In conclusione vi invito a guardare questi indicatori.
L'internet invece è un mezzo "many to many", che si esprime in questo concetto ogni qual volta, per esempio, i blogger lo usano per raccontare le proprie vicende, le proprie impressioni e non solo i propri punti di vista.

emm... ovviamente sono osservazioni e vi invito a discuterne con me.

(*) E bene ribadirlo: l'internet è uno strumento non solo un mezzo. Uno strumento di lavoro, di gioco, un arnese potremmo dirlo. Ma è anche un media elettronico, niente da ridere su questo punto.


VIA: cosamistupisce



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Luca Oliverio - pubblicato il 15/12/2007 - permalink
l'internet sociologia della contemporaneitā.


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Luca Oliverio | altri suoi testi nel blog

TechnoSoc
tartarugatecnologica
speculummaius
giulia diario
makinmyway
Opera bouffe
Succede a catepol
UniFerpi blog
CtaBlog

son alcuni blog che hanno aderito alla ricerca sull'APOTEOSI dei Lurker.
Qualcuno si cheide perché la ricerca? altri perché Apoteosi.

Partiamo dalla seconda questione: apoteosi perché finalmente i nostri lettori diventano Protagonisti veri.
La ricerca è fenomenologica, non è di natura quantitativa o qualitativa. Si cerca di osservare e monitorare un fenomeno, analizzandolo e chiedendosi perché.

E parte da alcune tesi, da verificare, ovviamente. E la ricerca è uno dei metodi per verificarle.
Ovviamente si aspettano le risposte. Che stanno arrivando, e continueranno ad arrivare.

La tesi di fondo da verificare è che non esistano dei veri e propri lurker, ma persone in carne ed ossa (infatti lurker è usato appositamente in modo provocatorio come termine), che non interagiscono con gli autori per pigrizia, per modestia, perché in realtà non tutti leggono ma molti sfogliano; e l'internet è un mezzo per niente democratico, e ancora poco orizzontale; e che ci sia una gran voglia di rap-presentare se stessi nuotando tra diversi se disgregati e inappagati. E, sopratutto, che il commento venga usato come metodo per farsi ri-conoscere?

Questa è la mia tesi. Pronto a rivederla se fosse sbagliata. Per ora l'analizzo. Insieme al gruppo di Comunitàzione.it e a quanti altri volessero farlo.


VIA: cosamistupisce



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Luca Oliverio - pubblicato il 13/12/2007 - permalink
apoteosi lurker ricerca sociologia della contemporaneitā.


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