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Giorgio Rossi | altri suoi testi nel blog

Caro sig. Mario Gerosa Lei afferma nel suo blog e sulla rivista Exhibart nr. 50, pag. 4 che: "In un mondo come Second Life molte opere d'arte, a partire dai ritratti degli avatar, esistono in virtù dei commenti della gente" e che: "Ogni opera d'arte generata in un social network, sia essa installazione, ritratto o performance è un'opera partecipata, dove hanno grande peso i commenti e i pettegolezzi del mondo virtuale, che spesso è molto più paese, più provincia che mondo" A forza di sentirci ripetere questi concetti, noi che non viviamo alla ricerca del "commento postato su Flickr “(come su qualsivoglia altro social network); noi che ambiamo maggiormente al confronto non mediato dal "pettegolezzo" (trasmutazione, spesso inevitabile, che si realizza quando un confronto privato e profondo viene calato nelle arene mediatiche di qualsiasi genere) ci stiamo definitivamente convincendo che, in realtà, abbiamo sempre creato (e ci ostiniamo a creare) opere che non esistono. Proprio perchè NON COMMENTATE noi possiamo, quindi, produrre solamente il Nulla Virtuale. oramai ne siamo così certi che quando Lei afferma che: "Le opere d'arte in SL prendono forma e assumono consistenza nelle parole della gente; paradossalmente da quelle parti se non si parla di una cosa, quella cosa non esiste". ci viene in mente solo che paradossalmente non è per niente paradossale. Infatti anche dalle parti dalle parti di Nuenen e dell'Europa di fine ottocento, accadeva la medesima cosa: dato che non se parlava, ovviamente, i quadri di Van Gogh non esistevano. E tutto il mondo si è rammaricato che il pittore olandese sia stato così profondamente non votato ad aprirsi un account in un “social network”; naturalmente non abilissimo nelle relazioni sociali (anche nei confronti dei suoi colleghi: ne sa qualcosa Gauguin). Concordiamo, pertanto, sul fatto che l'esistenza per i processi cognitivi dipenda dalla trasmissione di una informazione (per mezzo dell'oralità e/o di qualsiasi forma di scrittura). Però l'idea non è mai la cosa: è una sovrapposizione effettuata dai nostri processi mentali. Eppur l’oggetto esiste prima ancora dell’idea e a prescindere da essa. Su questo non dovrebbero esserci dubbi... In merito, poi alle Sue modalità di utilizzo del concetto di “arte partecipata” ci consentirà di esprimere le nostre perplessità . L’Arte Partecipata ci risulta essere quella tipologia creativa che richiede un'azione effettiva la quale va a modificare l'opera fattivamente (non è sufficiente la potenzialità: leggiamo nel suo intervento infatti che: "I commenti lasciati dai visitatori della pagina possono essere ricondotti a personaggi da incontrare successivamente in Second Life, che potranno elargire ulteriori pareri inworld, magari dando vita a discussioni, spingendo l'artista a modificare il corpo del proprio personaggio virtuale", descrivendo chiaramente solo una possibilità non uno stretto rapporto causa-effetto). Inoltre l'opera realizzata mediante questa modalità è assolutamente aperta, in divenire (spazialmente e temporalmente). Probabilmente, se proprio volessimo forzare l'utilizzo di questo concetto, i soli esempi di arte partecipata relativi a Second Life che potremmo portare potrebbero essere le sandbox, intese come un tutt'uno. infine quando leggiamo che: "La legittimazione del verosimile in SL non è data dalla sospensione dell'incredulità ma dal quorum di commenti dei residenti" ci pare venga praticamente azzerata qualsivoglia considerazione circa l'immersività intrinseca del medium SL (dovuta anche all’interfaccia ed alla rappresentazione mediante l’avatar). Se anche il verosimile dipende esclusivamente dal Sacro Commento Pettegolante noi ci scopriamo di aver perso tempo a considerare le diverse sfumature che accomunano, per esempio, Cinema e Teatro a Second Life.... Lo scorso 26 maggio noi Creatori del Nulla Sintetico abbiamo inaugurato a Second/Aria/Mente una mostra delle nostre non-opere. Dato che non subiamo la dipendenza dalla sostanza stupefacente della commentoina abbiamo deliberatamente scelto di porre in una condizione di "under destruction" le nostre singole creazioni in modo tale da renderne difficoltoso (se non impossibile) l'esercizio del "commento da social network". Attraverso la trasparenza (e le sovrapposizioni rese possibili da essa) abbiamo sferzato di irriverenza le nostre singole realizzazioni fedelmente alla linea dell' auto-ironia (oltre che dell’ ironia) che riteniamo substrato salvifico della nostra intera esistenza. Si è voluto far prevalere in modo importante la componente interattiva del tutto a scapito della santificazione della singola immagine. Siamo su SL e non ha senso ricreare una galleria con quadri attaccati ai muri. Siamo in SL e noi creatori del Nulla Sintetico crediamo che quello che conta davvero in questo medium sia l’esperienza data dalla modalità interattiva. Second/Aria/Mente, per chiunque lo visiti, offre la possibilità di penetrare, sovrapporre, crearsi le proprie personali e specifiche visioni e relativa colonna sonora. L’arte Interattiva richiede necessariamente (questa volta si: per esistere) l'interazione creativa dell'utente. Ma il semplice commento/pettogolezzo, che nessuno nega sia una tipologia di azione interattiva dai tempi del feuilleton, è davvero pochissima cosa rispetto alle immense possibilità di interazione che ci offre Second Life. autore: Neupaul Palen


VIA: neupaul.it



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Giorgio Rossi - pubblicato il 18/08/2008 - permalink
Second Life Second/Aria/Mente Arte partecipata Digital Art Interattività Mario Gerosa Neupaul Palen


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