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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Lo hanno affermato il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni e il presidente di Federdistribuzione,

Si deve lavorare a una seria politica di rilancio complessivo del sistema alimentare nazionale che deve essere messo nelle condizioni di soddisfare in modo strutturato ed efficiente i bisogni reali dei cittadini e deve essere migliorato nella sua capacità di rivolgersi ai mercati esteri, individuando soluzioni che non siano parziali ma che affrontino il problema alla radice. Lo hanno affermato il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni e il presidente di Federdistribuzione, Paolo Barberini nel corso di un incontro alla presenza degli esponenti del Comitato esecutivo della Federazione della Grande distribuzione organizzata.

Le due organizzazioni - si legge in una nota - hanno condiviso l'obiettivo di operare concretamente per rilanciare e valorizzare il prodotto italiano, adoperandosi al contempo per introdurre più efficienza nelle filiere alimentari: Federdistribuzione - che aderisce a Confcommercio è l’organismo di coordinamento e di rappresentanza della distribuzione commerciale - e Confagricoltura sono consapevoli che in questo cammino anche gli imprenditori dei settori che rappresentano possono e devono giocare un ruolo attivo e di sprone per il sistema. Due le aree di intervento individuate: da un lato mettere insieme le forze ed agire sui tavoli istituzionali, nazionali e regionali, per diffondere cultura d'impresa e far sì che i provvedimenti normativi siano orientati verso la ricerca di maggiore efficienza di sistema e di semplificazioni burocratiche e amministrative. "Bisogna riuscire a eliminare le pastoie burocratiche che frenano il sistema, ottimizzando così gli stanziamenti europei – hanno sottolineato Barberini e Vecchioni - meno burocrazia e maggiore velocità ed efficacia devono diventare gli obiettivi di ogni intervento finalizzato a risollevare un settore agricolo e un’intera filiera alimentare duramente penalizzati dagli eventi degli ultimi anni".

 

La seconda direttrice è quella di promuovere incontri diretti tra le imprese della distribuzione e gli operatori delle filiere, per facilitare le relazioni tra aziende direttamente operative sul campo e favorire gli scambi commerciali, affrontando temi nodali, quali i trend di mercato, la logistica, il confezionamento dei prodotti, le politiche commerciali. "In questo modo vogliamo assumerci la nostra responsabilità nel percorso di miglioramento del sistema alimentare italiano andando oltre le soluzioni di nicchia e la comunicazione d’effetto – hanno concluso i due presidenti. L'auspicio è che, anche tutte le altre parti coinvolte in questo progetto vitale per il Paese, private e istituzionali, abbiano un identico atteggiamento propositivo e concreto".

Le aziende aderenti alle otto associazioni di Federdistribuzione hanno realizzato nel 2008 un giro d'affari di 87,4 miliardi di euro, con una quota pari al 73,2% del totale fatturato della Distribuzione moderna organizzata, rappresentano il 39,6% del valore dei consumi commercializzabili contando su una rete distributiva di 46.800 punti vendita (diretti e in franchising) e danno occupazione a circa 333mila addetti. Rappresentano, infine, il 39,6% del valore dei consumi commercializzabili.


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Fabio Fiori - pubblicato il 22/04/2010 - permalink
imprese Confagricoltura Federdistribuzione


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
Tra l'altro, il deposito delle domande di brevetto ha fatto segnare un trend molto positivo nel 2009:

Brevetti, invenzioni, marchi e modelli saranno i protagonisti degli eventi che, dal 26 al 28 aprile, accompagneranno la celebrazione della Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale (legata al 40° anniversario dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale-Ompi) e ripercorreranno un percorso battuto con successo dalla Direzione generale del ministero di Claudio Scajola nel campo della promozione della proprietà intellettuale. Infatti, valorizzare, promuovere e diffondere l’enorme valore della proprietà intellettuale per favorire lo sviluppo, la crescita e la competitività del sistema Paese è l'obiettivo degli eventi organizzati dalla Direzione generale per la Lotta alla contraffazione–Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero dello Sviluppo economico, che mira ad incoraggiare l'attività creativa e la protezione della proprietà intellettuale nel mondo.Tra l'altro, il deposito delle domande di brevetto ha fatto segnare un trend molto positivo nel 2009: un rilevante +4,5% per i modelli di utilità, con Lombardia capolista (550), seguita da Piemonte (258), Lazio (246), Veneto (231) ed Emilia Romagna. Sul fronte delle invenzioni, che segnano un +2%, si conferma il primato per Lombardia (2942), seguita da Emilia Romagna (1518), Piemonte (1116), Veneto (1289) e Lazio (745).

La contraffazione del farmaco, la congiunzione tra le tecnologie e la tracciabilità dei prodotti sono solo alcuni degli argomenti che verranno affrontati attraverso workshop, seminari e tavole rotonde che si articoleranno nelle tre giornate dell'evento: professionisti e addetti ai lavori avranno la possibilità di conoscere da vicino le attività della Direzione generale competente, che metterà a disposizione i propri esperti per formare ed informare i cittadini, i professionisti e le imprese sulla centralità della tutela della proprietà industriale e intellettuale e sulla promozione dei titoli, ma è previsto un appuntamento anche con le suole per promuovere l'importanza dell'attività inventiva. Tra l’altro la “Sala Pubblico”, appositamente allestita presso la sede della stessa Direzione Generale in via di San Basilio 14, ospiterà oltre ai momenti di confronto culturale, anche una mostra sul tema dei brevetti e marchi che permetterà ai visitatori di conoscere il vasto patrimonio creativo e geniale che sta alla base di molti oggetti di uso comune e che sono una peculiarità del Made in Italy.

 

Con l'occasione, la Direzione generale ha coinvolto nell’iniziativa anche importanti organismi del mondo economico e dell’istruzione, quali Confindustria, Unioncamere, Crui, oltre alla collaborazione e il supporto di organismi internazionali. Il programma dettagliato delle iniziative per la “Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale” è consultabile all’indirizzo web: http://www.uibm.gov.it/it/news/

 


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Fabio Fiori - pubblicato il 22/04/2010 - permalink
Imprese proprietà industriale


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog

Una faro per guidare i consumatori tra gli scogli di bollette, contratti, reclami e offerte del mercato liberalizzato dell’energia. In cosa consiste? Uno "sportello" gestito dall’Acquirente Unico insieme all’Autorità per l’energia elettrica e il gas e il nuovo Atlante dei diritti. Questi strumenti a favore dei consumatori sono stati presentati dal presidente dell'Autorità per l'energia, Alessandro Ortis, il quale ha spiegato che le due iniziative "permetteranno ai cittadini di sapere di più, per scegliere meglio e farsi valere. Intendiamo così - ha poi aggiunto -  valorizzare ulteriormente il ruolo e il potere dei consumatori".

Lo sportello mette a disposizione un call center e una task force di esperti che avranno il compito di dare informazioni, ricevere segnalazioni o reclami, relativi ad eventuali errori in bolletta o disservizi, alla presentazione di reclami e all'orientamento tra offerte e contratti. L'Atlante è invece una guida che riassume e presenta tutele, garanzie e diritti.

"L'affermazione della liberalizzazione di settori energetici avviene anche attraverso una maggiore consapevolezza degli stessi clienti sui propri diritti e sulle opportunità offerte - ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - La strategia energetica del Governo è orientata, attraverso il conseguimento di una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, anche con la diversificazione delle fonti energetiche, all’affermarsi di un mercato concorrenziale, con prezzi vantaggiosi per tutti i clienti. Iniziative - ha concluso Scajola - quali quella realizzata dall’Autorità competente rappresentano quindi un ulteriore utile tassello nell’affermazione della stessa politica energetica”.


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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
consumatori bollette affitti atlante dei diritti energia sportelli


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E' quanto si legge nell'Indagine Congiunturale sulle Piccole e medie Imprese del Lazio (II° semestre2009) condotta dalla Federlazio che ha commentato il risultato con è

Fragile, incerta, discontinua. Così gli imprenditori del Lazio descrivono l'attuale fase di lenta uscita dalla crisi e, quindi, in molti, non senza una buona dose di pragmatismo, adottano un atteggiamento proprio di chi, incerto sul da farsi, rinvia a tempi migliori interventi più “aggressivi” e investimenti più decisi sul futuro. Infatti, se rispetto alle attese il 2009 si è concluso con una diminuzione del Pil nazionale nell’ordine del -4,7% (un po’ meglio rispetto al -5,1% previsto), le attuali stime sul 2010 indicano una lieve variazione positiva, intorno al +0,7%: un valore che se trovasse conferma ogni anno, ci farebbe impiegare 6-8 anni per recuperare il crollo registrato nel 2009.

E' quanto si legge nell'Indagine Congiunturale sulle Piccole e medie Imprese del Lazio (II° semestre2009) condotta dalla Federlazio che ha commentato il risultato con è "un po’ come dire che, di fronte allo tsunami della crisi, le imprese che sono riuscite a non farsi spazzare via hanno resistito mantenendo i motori al minimo, tanto da non spegnerli e farsi trovare pronte per quanto il vento si rialzerà.

Le previsioni indicano in ogni caso tempi di recupero medio-lunghi per ammortizzare le perdite subite nel 2009, anche in termini di costo sociale della crisi i cui effetti hanno avuto, e continueranno ad avere, un forte ma non contestuale impatto sul mercato del lavoro. Rispetto al quadro nazionale, il Lazio, dal canto suo, sembra aver sofferto meno, sebbene alcune fonti abbiano stimato il suo Pil nel 2009 in calo tra il -3% ed il -4%. Dall'indagine emerge che i tassi di crescita sebbene contenuti, sono ancora positivi e superiori al dato nazionale .

Sul fronte del commercio con l’estero, da gennaio ad ottobre del 2009 le esportazioni e le importazioni del Lazio sono, rispettivamente, diminuite del -19,6% e del -11,6%: la flessione maggiore dell’export è stata registrata sul mercato Extra Unione Europea con un -24,3%, rispetto al –15,9% rilevato per l’area Unione Europea. La quota di beni e servizi esportati dal Lazio sul totale nazionale, nel confronto con lo stesso periodo del 2008, è passata al 4,1% dal precedente 3,9%, segno evidente che in molte regioni l’export ha subito riduzioni molto più consistenti rispetto al Lazio. Nel secondo semestre 2009 il monte ore della cassa integrazione guadagni è aumentato in modo rilevante: la cig ordinaria è aumentata del 106,6% (anche se resta inferiore al 350,2% registrato a livello nazionale), mentre la CIG straordinaria è aumentata del 371,5%, superando il dato nazionale, pari al 314,8%. Questi dati ufficiali.

Dall'indagine svolta dalla Federlazio su un campione di 350 aziende associate emerge una ripresa degli ordinativi ( dal - 30% del primo semestre 2009 al -13 del secondo) con un arresto dell'andamento decrescente degli ultimi due anni e l'attenuazione è maggiore per i mercati extraUe. Sul versante degli investimenti la percentuale di imprese che ha dichiarato di aver investito nel secondo semestre 2009 è pari al 29,3%, in diminuzione dal 49,1%. L'indagine della Federlazio ha rilevato anche le previsioni a breve sui prossimi sei mesi, dalle quali emerge che le attese sugli ordinativi sono in calo generalizzato essendo il saldo ora pari a +12, dal precedente +15. Per area di provenienza geografica, sono invece stabili le attese espresse sugli ordinativi nazionali, il cui saldo è invariato a +14, mentre migliorano le previsioni sugli ordini attesi dall’estero, specie dal mercato extra europeo dove il saldo recupera a +13 dal precedente -3. Si attende una certa ripresa anche dal mercato europeo, sebbene il saldo resti negativo (-3 dal precedente -12). Resta sfavorevolee la previsione di ampliamento dell’organico nei prossimi sei mesi (valore negativo da +3 a -1).

Secondo il commento della Federlazio, l’immagine che forse meglio sintetizza l’attuale condizione del nostro tessuto imprenditoriale è quella di un tuffatore che, raggiunto il fondo della vasca, sfrutta l’effetto rimbalzo per provare molto lentamente a risalire. Gli indici economici presi in esame – ordini, fatturato, produzione – segnalano effettivamente un’attenuazione dei saldi negativi. Il che significa un lieve miglioramento della congiuntura rispetto ai due semestri precedenti. Ma dai dati emerge, accanto al lieve miglioramento tecnico degli indicatori economici, anche il peggioramento del saldo tra le imprese che nel corso del semestre hanno aumentato l’occupazione e quelle che invece l’hanno ridotta. Per quanto riguarda gli investimenti, l'indagine ha messo in luce che la percentuale di imprese che nel secondo semestre 2009 ha effettuato un qualche investimento al proprio interno è inferiore a quella rilevata nel primo semestre.

Ma è sul fronte delle attese per il futuro che si riesce a cogliere ancora meglio l’essenza del momento che stiamo attraversando e lo stato d’animo che muove le imprese. Quando queste ultime si esprimono sul prossimo semestre, il quadro che emerge non sembra in linea con la tendenza al sia pur relativo miglioramento che abbiamo appena visto.

Da sottolineare che mentre l'indagine del primo semestre 2009 si connotava per una valutazione negativa sul presente e una certa apertura ottimistica sul futuro, la situazione attuale si presenta esattamente capovolta, nel senso che essa appare in lieve miglioramento rispetto al passato, ma con aspettative di peggioramento per quanto concerne il futuro. E tale atteggiamento è riscontrabile tanto sul versante degli indici di performance aziendale, quanto sul versante occupazionale. Il saldo tra le aziende che prevedono di aumentare l’organico e quelle che prevedono invece di diminuirlo da positivo che era torna ad essere negativo. Questo significa che le imprese, che pure sembrano orientate ad effettuare un qualche investimento nel prossimo semestre (59,2% contro il 51,4% del semestre scorso), evidentemente intendono investimenti che non comportano ancora incrementi occupazionali.

Ciò del resto è, purtroppo, anche in linea con quanto affermano gli economisti del lavoro - ha sottolineato la Federlazio - i quali sostengono che, generalmente, il mercato del lavoro reagisce con circa 6 mesi di ritardo all’andamento dell’economia. Il che induce a prevedere che i prossimi mesi potranno essere ancora mesi difficili dal punto di vista dell’occupazione. In definitiva i dati ci restituiscono l’immagine di un sistema imprenditoriale in parte disorientato dai segnali, spesso contradditori, che provengono da esperti, commentatori, mass media, esponenti politici, che un giorno sanciscono definitivamente la fuoriuscita dalla crisi e un altro richiamano invece alla sua gravità e in parte preoccupato perché non riesce ancora a scorgere dagli andamenti del mercato, nonostante tutto, segnali di una decisa, univoca, misurabile inversione di tendenza.

Ma - viene sottolineato nell'indagine - per lasciarsi definitivamente alle spalle questo quadro di incertezza e ricominciare ad imboccare decisamente una traiettoria di crescita, devono anche verificarsi condizioni che non dipendono solo dal nostro tessuto di impresa. Una è legata alle dinamiche economiche internazionali, che il nostro Paese non è in grado di determinare direttamente ma alle quali esso può accodarsi con le caratteristiche di reattività e con le proprie specializzazioni produttive. L’altra è invece legata alla capacità dei sistemi istituzionali nazionale, e soprattutto regionale, di creare un habitat dove l’impresa possa svilupparsi al meglio e fare quello per cui essa è vocata: creare ricchezza e occupazione.

Nei prossimi giorni la Federlazio incontrerà i candidati alla presidenza della Regione e affiderà loro una piattaforma articolata di proposte che "ci piacerebbe trovassero posto, intanto nei rispettivi programmi elettorali, e poi - viene ribadito - nella concreta azione di governo di quello che sarà il futuro presidente della Giunta regionale". Diversi saranno i temi che troveranno posto in questa nostra piattaforma. Sicuramente non potrà mancare il richiamo a tutte le problematiche connesse con il credito, che Federlazio mette in cima alle richieste: la piena funzionalità di Bil, il posizionamento di Unionfidi, il ruolo di tutti gli altri enti strumentali della Regione, che in qualche misura si occupano di credito, e la razionale integrazione delle loro funzioni dovranno essere gli obiettivi “dei primi 100 giorni” della Giunta.

Gli imprenditori intervistati - fa notare la Federlazio - hanno manifestato aspettative, timide, nei confronti dei mercati esteri: quindi l'associazione si ripropone di richiedere alla nuova amministrazione regionale di sostenere con risorse finanziarie adeguate la legge regionale sull’internazionalizzazione e fare dell’accompagnamento delle Pmi del Lazio verso i mercati esteri un grande obiettivo di legislatura. A questo scopo potrebbe essere utile - ha suggerito la Federlazio - istituire un assessorato "dedicato" che riunifichi competenze e strategie attualmente frammentate tra diversi assessorati, al fine di rendere più efficaci le politiche in questa direzione. Così come sarebbe auspicabile - si legge ancora - riunificare gli assessorati al Lavoro e alla Formazione perché ormai " non c’è più un prima in cui ci si forma e un dopo in cui si entra nel mondo le lavoro". La formazione accompagna stabilmente lungo tutta la loro vita fasce sempre più estese di lavoratori. Altro fattore decisivo per la ripresa nel Lazio, l'avvio immediato delle opere cantierabili – dalle infrastrutture al settore ambientale al settore energetico – accelerando al massimo tutte le procedure necessarie a sbloccare immediatamente tutte quelle risorse già disponibili che possono essere immesse da subito nel circuito dell’economia. Infine, la Federlazio si auspica che la nuova amministrazione regionale voglia adottare un più generale approccio alle politiche di sviluppo e che per le imprese, vengano previsti meccanismi che favoriscano quelle che non licenziano, che creano occupazione, che creano ricchezza.


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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
impresa imprese imprenditori pmi finanze lavoro crisi economia federlazio


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog

Una sentenza della commissione tributaria di Milano ha annullato i riclassamenti e gli accertamenti di nuove rendite catastali accogliendo il ricorso di un contribuente nell'ambito della operazione di revisione catastale condotta dal Comune di Milano e dall'Agenzia del territorio in quattro microzone della città  il riclassamento. e annullando l'accertamento catastale.

Lo si legge in una nota di Assoedilizia (l'associazione milanese della proprietà edilizia) che riserva a questo tema un'attenzione e un impegno prioritari perché, come ha spiegato Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia, "la vicenda milanese è antesignana a livello nazionale: si inquadra, infatti - ha aggiunto - in una previsione di legge (seguita peraltro da alcune altre città, fra le quali Bari, Ferrara, Spoleto, Orvieto, Casale Monferrato, Mirandola, Cervia,Castellaneta, Spello, Ravarino) che non si vorrebbe fosse ripresa da analoghi nuovi provvedimenti".

Assoedilizia ha sottolineato che la commissione tributaria ha accolto i motivi giuridici generali di illegittimità a suo tempo individuati dall'associazione come l'illegittimità del procedimento amministrativo complesso, per incompetenza dei funzionari comunali ad assumere la decisione "politica" di ricorrere alla revisione prevista dalla legge e l'illegittimità, per disparità di trattamento fiscale ( violazione degli artt. 3 e 53 della Costituzione) derivante dal sistema della individuazione delle microzone. Infatti, nella sentenza si legge che potrebbe insorgere il caso di una "reggia", classificata A2, che essendo inserita in zona non interessata dalla revisione resti esente da ogni rivalutazione, mentre una abitazione semplicemente di buona qualità ma ricadente in una zona interessata, possa addirittura passare da A2 ad A1 (ndr. venendo in tal modo assoggettata persino all'obbligo di pagare l'Ici, pur essendo prima casa). Non solo. C'è anche l'illegittimità della determinazione del direttore della Agenzia del territorio, per incompetenza nella definizione delle modalità per l'applicazione della legge (determinazione della cosiddetta soglia di scostamento al 35% ).

"Siamo soddisfatti - ha commentato Clerici - perché constatiamo che anche in campo tributario si possono vedere rispettati i principi di legittimità, di equità e di giustizia. Si tratta di una decisione molto approfondita ed articolata che poggia su un esame completo di tutti i complessi aspetti giuridici della questione. Un precedente giurisprudenziale - ha ribadito - del quale non si potrà non tener conto anche in sede di altre pronuncie sulle stessa questione e che conforta chi ancora è convinto che anche le questioni giuridiche più ardue, magari per la loro novità, trovino giudici pronti ad affrontarle".

Assoedilizia ha anche segnalato che il procedimento di riclassamento per microzone, nel suo processo di attuazione nel tempo, presenta ulteriori ragioni di iniquità perché la sua attuazione per tranches, con accertamenti notificati, alcuni entro la fine del 2008 ed altri entro la fine del 2009, comporta una ulteriore disparità di trattamento perché sulla base dei primi, si cominceranno a pagare maggiori imposte dal 2009, mentre per gli altri dal 2010. Inoltre, a questa revisione catastale, interessante parte del territorio comunale, non potrà seguire, sulla base della disposizione di legge che ha originato il procedimento, un'analoga revisione in altre zone e la sussistenza del presupposto per l'applicazione della legge istitutiva è già stata verificata storicamente ad una determinata data, da parte della Agenzia del territorio e non è possibile ritornare sulla decisione.

"Sicché - ha affermato Clerici - o si è proceduto per tutte le zone per le quali si è riscontrata la sussistenza del presupposto, ed allora l'operazione è esaurita, o se n'è lasciata indietro qualcuna, sulla base di una discrezionalità che non esiste nella legge: allora l'illegittimità deriva da questo motivo. E avremo la conseguenza aberrante - ha continuato - che per due immobili vicini, che hanno avuto nel tempo due incrementi di valore eguali, per l'uno è intervenuta la revisione ( con aumento dei valori catastali e maggiori tasse ) mentre per l'altro - ha concluso Clerici - questa revisione non interverrà mai più per il semplice e puro fatto che essi ricadono in differenti e distinte zone, sulla base di una apodittica ripartizione comunale".

Assoedilizia ha poi ricordato che sulla questione è pendente un ricorso al TAR contro la deliberazione del Consiglio Comunale di Milano di individuazione delle microzone e contro le determinazioni della Agenzia del territorio; e che, quanto prima, verrà proposto, se del caso,  il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo.


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sentenza tribunale milano agenzia del territorio assoedilizia commissione tributaria rendite catastali


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La relazione rappresenta il primo tentativo di individuare l’intera gamma di beni pubblici forniti dai produttori agricoli a livello europeo e illustra i motivi che giustificano il contributo pubblico erogato a questo scopo.

La politica agricola comune (Pac) svolge un ruolo fondamentale nel permettere agli agricoltori di offrire beni e servizi ambientali, a condizione che le politiche siano correttamente calibrate. È questo il messaggio chiave di una relazione pubblicata dall’Istituto per la politica ambientale europea per conto della DG Agricoltura e sviluppo rurale. La relazione rappresenta il primo tentativo di individuare l’intera gamma di beni pubblici forniti dai produttori agricoli a livello europeo e illustra i motivi che giustificano il contributo pubblico erogato a questo scopo.

Lo studio individua un ampio insieme di beni pubblici ambientali e sociali diversi forniti dai produttori agricoli europei:la conservazione di paesaggi di rilevanza culturale e dell’avifauna dell’habitat agricolo, quali l’otarda comune e l’aquila imperiale a rischio di estinzione in Europa, nonché dei prati a elevata diversità di specie, di cui è ricca l’Unione. I produttori agricoli gestiscono inoltre i terreni in modo da salvaguardare gli stock di carbonio e aiutano a preservare l’elevata qualità di acque e suoli. I risultati di questo studio giungono in un momento in cui si intensifica il dibattito sulla Pac  e se ne discutono obiettivi e priorità per il periodo successivo al 2013. Lo studio conclude dichiarando che una politica correttamente calibrata, con obiettivi chiari e risorse sufficienti, sarà fondamentale per garantire che la produzione di beni pubblici corrisponda alle aspettative della società anche se, secondo i dati a disposizione, per i cittadini Ue non sono offerti in quantità sufficiente.

Secondo lo studio, la Pac prevede un insieme di misure in grado di aiutare i produttori a fornire tali beni pubblici: i pagamenti diretti combinati alle regole di condizionalità permettono l’offerta di un livello minimo di beni pubblici in un’ampia parte delle aree agricole dell’Unione, mentre le misure dello sviluppo rurale, quali le misure agroambientali, forniscono ai produttori gli incentivi per offrire un’ampia gamma di beni pubblici in un modo più mirato. La relazione conclude dichiarando che molti di questi beni pubblici sono insufficienti e che tale carenza si farà verosimilmente più grave in futuro, di fronte a minacce quali le oscillazioni dei prezzi dei beni-rifugio, i fattori tecnologici e l’impatto dei cambiamenti climatici: per questo sarà necessario intervento pubblico più incisivo.


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pac agricoltori politica rurale studio sviluppo ambientale


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La risoluzione, di cui Giovanni Fava è primo firmatario, è stata presentata dai daputati leghisti, particolarmente attenti al fenomeno dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

Nella seduta di venerdì 22 gennaio, le Commissioni II e X hanno votato una risoluzione che impegna il Governo ad adottare, quanto prima, iniziative normative di modifica dell'attuale disciplina sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che puntino al miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia degli strumenti di ricorso contro tali ritardi con il conseguente inasprimento delle sanzioni nei confronti dei trasgressori, anche tenendo conto delle positive esperienze raggiunte in altri Paesi dell'Unione europea come ad esempio la Francia.

La risoluzione, di cui Giovanni Fava è primo firmatario, è stata presentata dai daputati leghisti, particolarmente attenti al fenomeno dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, tema tornato d'attualità in quanto rappresenta un vero ostacolo alla crescita competitiva delle imprese commerciali e specialmente delle piccole e medie imprese, già fortemente provate dalle difficoltà di accesso al credito bancario. Sono, infatti, le Pmi ad accusare i ritardi più marcati nei pagamenti che possono provocare addirittura il fallimento, con conseguenze dannose per l'intera filiera produttiva.

Nella risoluzione si cita un rapporto del Sole 24 Ore che ha evidenziato una correlazione inversa tra fatturato e puntualità nei pagamenti, nonché una maggiore propensione delle imprese più piccole a saldare nei tempi stabiliti i pagamenti. I numeri confermano che, dal 2007 ad oggi, la percentuale delle società puntuali nel pagare i fornitori è scesa di circa il 10 per cento, mentre sempre nell'ultimo biennio il 54 per cento delle aziende ha peggiorato la propria prestazione. Infatti, a fronte di un 32 per cento che ha mantenuto invariate le proprie abitudini di pagamento, solo il 14 per cento le ha migliorate. Le società meno puntuali nel saldare i pagamenti appartengono alla grande distribuzione, al commercio al dettaglio ed infine alla Pubblica amministrazione.

Per arginare il fenomeno, che interessa la maggior parte dei Paesi della Ue, la Commissione europea ha recentemente avviato una revisione della direttiva 2000/35/CE, finalizzata a migliorare l'efficienza e l'efficacia degli strumenti di ricorso contro i ritardi di pagamento, con particolare riferimento a quelli dovuti dalle pubbliche amministrazioni, data la rilevanza economica dei contratti da queste stipulati. L'Unione, proseguendo lungo il cammino tracciato dallo "Small Business Act", intende garantire alle imprese creditrici gli strumenti per esercitare pienamente ed efficacemente i loro diritti quando sono pagate in ritardo, mettendo le autorità pubbliche di fronte a misure che le dissuadano dal pagare in ritardo i propri fornitori. La proposta, in particolare, intende accorciare i termini di pagamento alle imprese, che vengono fissati in 30 giorni con un risarcimento forfetario a partire dal primo giorno di ritardo pari al 5% dell'importo fatturato.

Nella Ue i pagamenti in ritardo ammontano a circa 1,9 miliardi di euro all'anno, mentre dal punto di vista temporale in media occorrono 65 giorni per il pagamento di una fattura. I tempi contrattuali nella Pubblica amministrazione sono di circa 95 giorni, mentre quelli effettivi superano i 135 giorni.

Il perpetrarsi del fenomeno dei ritardi di pagamento sopratutto nei settori della grande distribuzione e della pubblica amministrazione rischia di generare danni irreparabili al nostro tessuto imprenditoriale. L'allungamento dei tempi di pagamento per il settore della grande distribuzione organizzata, ad esempio, è passato da una media contrattuale di 70 giorni agli attuali 103, colpendo il 90% dei fornitori. Le imprese in questo modo verrebbero gravate di costi eccessivi che ostacolano la realizzazione degli investimenti programmati, a danno dell'economia italiana.


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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
pmi transazioni commerciali pubblica amministrazione accesso al credito pagamenti


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Fabio Fiori sonoOperare nel mondo della comunicazione e del marketing usando passione, intuito fantasia e competenza. Responsabile Ufficio Studi e cordinatore editoriale del quotidiano IM-ImpresaMia- www.impresamia.com

Comunicazione Aziendale Integrata Il successo o il fallimento di un’impresa dipendono dal modo con il quale si raccolgono e si gestiscono le informazioni al suo interno. Si devono tenere sotto controllo sempre più aspetti in tempi sempre più ridotti, perchè la tempestività nelle azioni-reazioni è la chiave del successo.

L’importanza della comunicazione richiede a tutte le imprese una rivalutazione del modo di comunicare, sia verso l’esterno (marketing, pubbliche relazioni, servizi ai clienti), sia verso l’interno (organizzazione, supporto produttivo, supporto decisionale).

La comunicazione è cambiata con internet, e con essa cambiano le imprese, che diventano centri di organizzazione, elaborazione e distribuzione di contenuti informativi a valore, sempre più complessi e nuovi da gestire, nelle forme, nelle modalità e nei canali di distribuzione.

Fabio Fiori Consulente in Comunicazione aziendale

Ha collaborato alle riviste Etiquette e Smoking,Ha svolto la propria attività per British American Tobacco Italia in particolare per la comunicazione e l’immagine del prodotto sigaro TOSCANO anche tramite il sito www.amici della Toscana e l’area Club Amici del TOSCANO ( ideazione di eventi, stesura testi e in qualità di Esperto nel Forum riservato ai soci).E’ stato consulente di Società operanti nei settori: petrolifero (KTI), spettacolo (Accademia Filarmonica Romana); cinema ( Emmepi Comunicazioni); editoria (Lupetti- Editori di Comunicazione, Giunti, Alinari); ristorazione ( Gruppo Autogrill) e comunicazione ( EFFEBI Eventi e Make Tailor ) Nel 2003 è stato co-autore del libro "Accendi i sogni" edito da Lupetti.Consulente Mkt , PR e Ufficio stampa, ha organizzato su mandato dello Stato Irlandese numerose iniziative per l’immagine dei prodotti tipici tra cui viaggi culturali con visita guidata alle fabbriche di birra e il lancio, con successiva gestione Mkt, del primo Irisch Pub in Italia,Ha curato la realizzazione di corsi Mkt per conto delle società Martini e Ramazzotti, Proprietario, con attività di Mkt e Comunicazione, della società Le Coquelicot Srl, specializzata in eventi, meeting aziendali, partecipazioni a fiere per clienti operanti nei settori moda, arredamento, enogastronomia, editoria e turismo.

E’ stato stagista presso la società Hill and Knowlton a seguito di un corso di Mkt e Comunicazione di prodotto organizzato da Procter and Gamble.


Le nuove tecnologie rendono la comunicazione bidirezionale e permettono di sfruttare l’interattività con l’utente per dare un’immagine d’efficienza dell’azienda, creare le condizioni ideali per fornire ai clienti prodotti e servizi sempre più personalizzati, ottenere risparmi economici in termini di tempo e di risorse impiegate.



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