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Michele Schisa | altri suoi testi nel blog
Non più un'emergenza, ma una piaga sociale

Avrei voluto non parlarne…avrei voluto vedere qualche passo in avanti e così pensare: beh…piano piano tutto si risolverà. La verità è che mi sento solo più preso in giro di prima. È stato istituito un Commissariato per l’emergenza rifiuti in Campania ed è così ridicolo che abbia ancora questa denominazione. Ma “l’emergenza” non è qualcosa di momentaneo? Probabilmente, a questo punto, no; probabilmente dobbiamo renderci conto che si tratta di una piaga con cui dobbiamo convivere. Ma è davvero così?

Abito in un comune della provincia salernitana, lontano dai grossi agglomerati urbani; qui da me (per fortuna) non ci sono strade fatte di sacchi della spazzatura e cassonetti in fiamme, ma sono un cittadino campano e un cittadino italiano. Quello che sta accadendo è deleterio per l'incantevole immagine della Campania e di tutta l'Italia: un corrispondente in Italia della BBC, pochi giorni fa, si chiedeva incredulo come mai potesse succedere tutto questo. Intanto le "belle" immagini fanno il giro del mondo e a "mafia", "camorra", "tarantella" e "mandolino" si aggiunge un'altra parola ad indicare la nostra "italianità": "monnezza".

Accolgo, quindi, l'appello lanciato dall'amico Antonio Lieto sul suo blog l'altro giorno. Parliamone, cerchiamo di fare un po' di pressione o quantomeno cerchiamo di capire che cos'è che vogliamo noi. Ne parlo in questa sede perchè, oltre al grosso volume di affari, il problema è anche un problema di comunicazione. La responsabilità politica, ancora del tutto da accertare, sta probabilmente anche in un errore di comunicazione verso una corretta raccolta dei rifiuti, un errore che porta al riprodursi di logiche NIMBY, spesso del tutto legittime, ma altre volte utili solo per accaparrarsi fasce elettorali. Forse questi sono tutti errori voluti, che cercano di proteggere gli affari illeciti che girano intorno a questo business, chissà... Proprio oggi il Governatore Bassolino ha spedito una lettera a Repubblica per definire le varie responsabilità e per ribadire fermamente di non volersi dimettere.

A questo punto penso che ai cittadini interessino poco questi processi. Quello che si vuole è una decisione di lungo periodo che coinvolga tutti quanti si sentono coinvolti da questa situazione. E se questa rimane una situazione di emergenza non si fa altro che alimentare gli interessi degli speculatori.

Speriamo di farcela, altrimenti possiamo proprio dire che "siamo nella monnezza"...


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Michele Schisa - pubblicato il 07/01/2008 - permalink
rifiuti Campania


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