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Maria Francesca Calvano | altri suoi testi nel blog
(e per giunta in bianco e nero)

Non so voi ma io, appena ho visto questo manifesto, ho pensato ad altro. E l'altro in questione è una pubblicità andata in onda qualche tempo fa. Quella di Lactacyd, il sapone. Lo ricorderete per le statistiche tutte al femminile: 15 donne su 100 vivono da sole, 30 donne su 100... eccetera. Lo spot mi piace, si fa guardare. Almeno dalle donne, che per una volta sentono parlare un po' di se stesse, di come vivono, di ciò che pensano - e non importa se si tratti o meno di dati fittizi - piuttosto che fungere solamente da manichini nudi.

Sarà per l'accostamento cromatico rosa-bianco, ma il manifesto mi ricorda la pubblicità. Apprezzo il rosa e adoro il bianco, ma per il manifesto non li avrei utilizzati. Suppongo comunque che gli ideatori abbiano scelto le due tonalità per attirare l'attenzione delle donne, esattamente come fa lo spot Lactacyd. Comprensibile. Ma perché usare una foto in bianco e nero, che ha il suo fascino per carità, ma che per un manifesto elettorale non è il massimo? Immaginiamo la foto in versione extralarge: perde, e molto. Non mi convince neppure lo sfondo bucolico, tanto meno il foulard: mi fa pensare ad un'hostess, probabilmente anche per il riferimento all'aereo contenuto nello slogan.

Lo slogan, appunto: «Faresti pilotare un aereo ad un Marinaio?». Trovo ingiustificata la scelta del maiuscolo per «marinaio», ma - considerato che in questi giorni va molto più di moda la sostanza rispetto alla forma - concentriamoci sul significato dello slogan. Il messaggio punta sul voto consapevole, esortando l'elettore a preferire il candidato che possiede i titoli e la preparazione per amministrare. Giusto, giustissimo. Magari fosse prassi. «Investi sul futuro della Basilicata con una professionista dei finanziamenti europei e del marketing turistico» recita il sottoslogan. La Lucania a chi sa governarla, insomma. Con tanto di bandiera europea a suggellare il tutto. Non posso che essere d'accordo. L'impronta è buona. Peccato per l'impostazione grafica troppo femminil-style. Voto? 6. Sufficientemente originale. Ma meglio sarebbe se non fosse tutto rosa e fiori. Ps: Questa la mia fonte d'ispirazione. Grazie, Luca!


VIA: Maria Francesca Calvano



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Maria Francesca Calvano - pubblicato il 07/03/2010 - permalink
manifesti elettorali


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Maria Francesca Calvano | altri suoi testi nel blog
Melius deficere quam abundare

Non pensavo che qualcuno sarebbe mai riuscito a partorire un manifesto elettorale più confusionario di quello di cui parlavo in questo post. E infatti continuo a non pensarlo, dal momento che il manifesto che vedete qui sotto è sì confusionario, ma non tanto da strappare il titolo a questo.

Anche Pietro Giuseppe Maisto però non scherza, con tutti quei post-it. Dieci tutti insieme sono decisamente troppi. Finti, poi. Continuo a sostenere che l'oggetto reale ha sempre un impatto maggiore rispetto alle trovate grafiche. Ma tant'è.

Lo slogan "C'è ancora tanto da fare", ampiamente illustrato dall'abbondanza dei post-it, rimanda dritto all'ultima esperienza amministrativa del candidato. Sotto il suo nome si precisa infatti: "Consigliere regionale uscente". Che di cose da fare ne ha ancora parecchie: c'è da fare sul territorio, la casa, la sicurezza, la scuola, e chi più ne ha, più ne metta. Un argomento per bigliettino, mi raccomando. I post-it, alla fine, sono talmente tanti da far venire il dubbio se Maisto sia candidato alla consiliatura o alla presidenza. Una cosa è certa: con tutti quei recapiti telefonici (due fissi e un cellulare), quando troverà il tempo per tutto ciò che è rimasto da fare?

Per quanto riguarda i colori, non c'è che dire: è tutto perfettamente abbinato al simbolo: il verde del nome riprende quello del prato; l'arancione della linea in basso si ritrova nel fiore. Peccato per l'abbigliamento, per la camicia, la giacca, la cravatta. Quell'azzurrino sparso fa troppo Piddielle. Voto? 3. Manifesto stragiàvistissimo.


VIA: Maria Francesca Calvano



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Maria Francesca Calvano - pubblicato il 03/03/2010 - permalink
manifesti elettorali pietro giuseppe maisto


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Maria Francesca Calvano | altri suoi testi nel blog
Quando di chiaro c'è solo lo sfondo

Prediligo gli sfondi chiari: lasciano riposare gli occhi - che giustamente ringraziano - ed hanno il grande pregio di mettere in evidenza soltanto l'essenziale. Per questo apprezzo il manifesto elettorale della candidata alle regionali Rachele Grosso Ciponte che ho adocchiato ieri a Belvedere Marittimo. Purtroppo però questo è il primo dei soli due motivi d'elogio che - ahimé - mi sento d'esprimere. L'altro riguarda l'attenzione per il mondo dei social network. Per il resto, lo trovo confusionario. Troppi elementi tutti insieme. Stonato nei colori e tutt'altro che d'immediata comprensione.

La candidata, sguardo rivolto verso destra piuttosto che frontale, viene ritratta nell'atto di lanciare un dado. La posa però non è per niente naturale: eppure il movimento dovrebbe suggerire una certa dinamicità. La mano destra, quella che lancia, si fa notare più per lo smalto e l'anello che per l'atto che - per finzione, evidentemente - compie. La mano sinistra invece sostiene il viso con due dita, con l'esito che l'intera figura, anziché suggerire movimento, risulta ingessata, immobile, sostenuta.

L'artificiosità della posa è resa palese anche dal fatto che il dado lanciato è semplicemente disegnato: altro effetto avrebbero ottenuto i grafici se fosse stato reale. Tra l'altro, dal momento che è bianco, l'oggetto volante si confonde con lo sfondo. Così a primo acchito sembra che la candidata voglia stringermi la mano, più che lanciare un dado.

Troppi poi i contenuti scritti: sul dado stesso, nella parte alta del manifesto, in quella bassa. Come se non bastasse le informazioni sono disposte su più righe. Vada per i dati essenziali, come la tornata elettorale, il simbolo del partito, il nome della candidata. Ma di slogan forse ne sarebbe stato sufficiente uno.

"Il dado è tratto" - di cesariana memoria - mi pare abbastanza superfluo rispetto a "decidi tu vota Rachele Grosso Ciponte". Però, però... la scelta di separare i termini "decidi" e "tu", ponendoli su due righe diverse, non chiarisce se è corretto leggere "decidi tu, vota...", oppure "decidi, tu vota...". Sono finezze, ok. Ma la separazione disorienta. Lo slogan così spezzettato tutto fa meno che farsi ricordare. E poi ci tengo alla punteggiatura che non c'è.

Per quanto riguarda i significati, i due concetti "il dado è tratto" e "decidi tu" mi sembra si contraddicano invece di completarsi. Affermare che il dado è tratto significa dire che quel che è fatto e fatto e non si può tornare indietro. A questo punto su cosa dunque dovrebbe decidere l'elettore, che pure la campagna vorrebbe fosse protagonista?

Mi sembra superflua anche la serie di dadi che compongono la parola Calabria. Ok per la scelta di colorare in verde soltanto il trittico LAB, ma per spiegarsi davvero il senso dell'elemento grafico bisogna andare sul sito della candidata. È vero che al link si dà un certo risalto nel manifesto: ma non dovrebbe bastare la pubblicità murale per colpirmi?

Il dado, come s'è capito, rappresenta il tema principale della campagna. Sul sito della candidata torna più volte. Un dado è ciò che compare appena ci si collega al link. «Iniziamo la partita» è l'annuncio della presentazione della candidatura. A proposito di web: i loghi di Facebook e Youtube danno un tocco social al tutto e credo rappresentino una novità: non mi è capitato finora di vederne su altri manifesti.

Ora parliamo di colori. La paletta cromatica scelta comprende il nero e il verde. Ma cosa c'entrano con il blu, il rosso, il giallo e l'arancione che sono i colori del simbolo? Le uniche due cose a far pendant col simbolo sono la camicetta e lo smalto della candidata. Basteranno a soddisfare gli elettori esteti?

Voto? 5. Vorrei premiare anche in questo caso, come per Orsomarso, lo sforzo di fantasia. Ma l'agenzia che ha realizzato il lavoro a quanto pare aveva utilizzato l'idea del dado anche in altre occasioni:


VIA: Maria Francesca Calvano



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Maria Francesca Calvano - pubblicato il 27/02/2010 - permalink
comunicazione manifesti elettorali rachele grosso ciponte


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Maria Francesca Calvano | altri suoi testi nel blog
Come ti ammalio il pubblico con un sorriso

Tra un mesetto si vota. E come potremmo non saperlo, date l'invasione dei manifesti elettorali per strada e la guerra più guerra in tv? Ignorare l'appuntamento con le urne è impossibile.

Le campagne elettorali comunque mi divertono. I candidati impegnano tutte le loro energie per fare in modo che si parli di quello che vogliono e non si parli di quello che non vogliono, lanciandosi in dribbling che nemmeno Cassano. È divertente osservarli compiere e fallire simili imprese. I manifesti, poi: tutti da guardare. E da scarabocchiare: baffi, nei ed orecchini improbabili ornano faccioni immobili ed ultrasorridenti anche da imbrattati. Per gli artisti di domani è un esercizio irrinunciabile.

Provo un'attrazione innata per i manifesti elettorali. Sintesi dello sforzo comunicativo di ogni candidato e strumento principale di propaganda, non posso fare a meno di guardarli. Di osservare le pose, le espressioni, i colori e la veste grafica scelti, gli slogan. Soprattutto gli slogan. Proviamo a guardarne qualcuno insieme. Con un occhio social ed uno copy.

Questo l'ho notato un giorno per strada.



Il candidato è Fausto Orsomarso, il partito il Popolo della libertà, le elezioni le regionali del prossimo marzo in Calabria. Orsomarso, spalle al muro, sfoggia un mezzo sorriso. Camicia azzurra aperta, senza cravatta, giacca blu. I colori del Pdl ci sono. A mezzo busto, con le braccia conserte e non inquadrate. Rassicurante e deciso.

Lo slogan "Io voglio", al quale si collega la domanda, tradotta dal dialetto: "Vuoi bene alla Calabria?". Il motto di Orsomarso non passa inosservato per due motivi. Innanzitutto perché è scritto a mano, diversamente dal testo rimanente che invece è digitale. In secondo luogo, perché è in dialetto, e ciò costituisce senz'altro un elemento differenziante rispetto ai manifesti elettorali classici.

Certo è infelice la scelta di fingere che lo slogan sia scritto su un muro: il che fa del candidato un teppista che ha appena finito d'imbrattare uno spazio pubblico.



Il finto atto vandalico torna nella seconda versione del manifesto: qui, al posto dell'auto scassata ed addossata al muro, c'è una finestra bianca, con la tenda fuori dal davanzale. Interpreto l'auto come la metafora di una povera, rotta, abbandonata ed impolverata Calabria. Sulla finestra non saprei cosa dire. Non me la so spiegare.

Voto? 6. Meno banale di altri. Decisamente.


VIA: Maria Francesca Calvano



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Maria Francesca Calvano - pubblicato il 22/02/2010 - permalink
comunicazione manifesti elettorali


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marco marozzi | altri suoi testi nel blog
social media marketing e comunicazione non convenzionale

Quest’anno NetGlobers , il social network sulla sicurezza e la salute in viaggio di Europ Assistance , mette in palio la scelta di un  viaggio di 4.000€ per il miglior report di viaggio (cliccate qui per partecipare). “Viaggia come sei” è la social proposition che abbiamo ideato per questa iniziativa ed anche il nome dell’applicazione che abbiamo sviluppato per promuoverla su Facebook.

Un’applicazione semplice, grafica e ludica e fondata sull’insight che “un viaggio scelto sulla nostra personalità e sui nostri desideri ci permette di vedere un luogo ma soprattutto di vivere un’esperienza unica, memorabile e condivisibile”. Gli stessi principi su cui si fonda NetGlobers, che offre la possibilità di condividere quello che abbiamo imparato, raccontare le nostre esperienze e condividere informazioni e suggerimenti pratici per organizzare il nostro prossimo viaggio.

C’è chi ama viaggiare da solo, chi non può rinunciare al proprio gruppo, chi viaggia esplorando gli strati delle civiltà passate e chi del viaggio coglie la sfida di luoghi inaccessibili, chi ancora sceglie il rispetto ambientale  per una “pura vida”.  

E voi che viaggiatori siete? Andate su Facebook, scopritelo con il test “Viaggia come sei”, divertetivi a confrontare il risultato con amici e compagni di viaggio e dateci i vostri commenti; ci serviranno per sviluppare ulteriori funzionalità dell’applicazione.


VIA: TheGoodOnes, il Blog



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marco marozzi - pubblicato il 18/02/2010 - permalink
social media marketing Netglobers concorsi applicazioni


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antonio monizzi | altri suoi testi nel blog
Saper Negoziare ti conviene! Come farti dire di sì e pure grazie

Connecting-Managers® ti invita a:
Saper negoziare ti conviene!
“Come farti dire di sì e pure grazie!”
Venerdì 19 Marzo 2010
Verona
ore 9.00-18.00

La negoziazione è il processo comunicativo attraverso il quale due o più persone, istituzioni, aziende considerano una serie di azioni alternative al fine di ottenere decisioni che siano accettabili e convenienti, il tutto nel rispetto della soddisfazione di entrambi le parti.
Molta parte del nostro tempo è dedicata a raggiungere accordi, compromessi con altri ed è proprio nel momento in cui vogliamo ottenere un SI e l’altra parte invece ci risponde con un NO che inizia la Negoziazione.
Se sei un venditore, un manager è molto probabile che buona parte della tua giornata la passi negoziando senza che te ne renda conto…
Connecting-Managers® ti propone una giornata di approfondimento di questa tematica, coniugando un approccio teorico con l’esperienza pragmatica e vincente di un esperto del settore.
Argomenti trattati:
• cosa vuol dire negoziazione
• la preparazione alla negoziazione
• separa il problema dalla persona
• come la nostra mente negozia
• l’uso delle domande ad alto valore
• elementi persuasori della mente
• come chiudere efficacemente una trattativa
• come gestire il  prezzo in una trattativa.

Programma:
Ore  8.30  Arrivo reception
Ore  9.00  Entrata in aula e inizio lavori
Ore 11.00 Coffee break
Ore 13.00 Pausa pranzo e marketing relazionale
Ore 14.00 Rientro in aula e ripresa lavori
Ore 16.00 Coffee break
Ore 17.00 Interventi dei partecipanti e interazione col Docente per sviluppare e approfondire tematiche d'interesse.
Ore 17.30 Novità da Connecting-Managers®
Ore 18.00 Chiusura lavori - Saluti
Docente:
Marco Merangola. Oltre 25 anni di esperienza direttamente “sul campo”, è membro dell’AIFe della F.I.C.,  come libero professionista svolge la sua attività di Consulente, Formatore e Coach. 
Quota di partecipazione:
Il prezzo di ogni incontro è di euro 199,00 + 20% IVA.
La quota di iscrizione comprende: materiale didattico, esercitazioni in aula, attestato di frequenza e pranzo

Per TUTTI quelli che arrivano da oltre 300 km offriamo il pernottamento gratuito

Per iscriverti invia una mail di richiesta con i tuoi dati a: eleonora.fornaseri@connecting-managers.com
Per informazioni:
Eleonora Fornaseri
Coordinatrice Formazione
Connecting-Managers®
Email: eleonora.fornaseri@connecting-managers.com
Cell: 346-4133856


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antonio monizzi - pubblicato il 17/02/2010 - permalink


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felicia villani | altri suoi testi nel blog
In piazza Duomo il primo baratto culturale

Cresce il fermento sul web e tra gli istituti delle scuole superiori per il “Flash-Swapping”, organizzato da Telecom Italia, in collaborazione con Ninja Marketing, a sostegno di ‘Io studio con TIM’. L’evento prende il nome da Swap, ovvero scambio e in parte dall’espressione Flash Mob (flash - breve esperienza e mob - moltitudine) poiché proprio da questi riprende le dinamiche. La pagina fan del progetto, dedicato agli studenti delle scuole superiori in possesso della Carta dello Studente, registra ogni giorno sempre più fan e più di 400 sono gli istituti delle scuole superiori del nord Italia già contattati e sensibilizzati verso l’iniziativa. Si tratta del primo Flash Swapping in Italia e si terrà il prossimo 23 febbraio alle 14:30, in Piazza Duomo a Milano durante il quale gli studenti delle scuole superiori, ma non solo loro, potranno incontrarsi, conoscersi, relazionarsi e condividere emozioni, idee e valori. Protagonisti di questa importante iniziativa saranno l’antica pratica del baratto, rivisitata in chiave moderna e tecnologica e la cultura in tutti i suoi formati, grazie allo scambio di oggetti rappresentativi della cultura: libri, cd, dvd, adesivi, fumetti ecc.. L’evento avrà inizio con il suono di una tromba da stadio che segnalerà ai partecipanti l’inizio del “baratto in piazza” e da quel momento i ragazzi potranno iniziare a dichiarare a gran voce la propria merce di scambio per barattarla con gli altri. I molteplici scambi e trattative proseguiranno per un breve lasso di tempo fino al secondo suono di tromba, che segnerà la fine del baratto e il ritorno alla normalità. Un format ripetibile nel futuro, una reale interazione, animata anche in modo “tecnologico” dai protagonisti stessi, che in ogni momento potranno documentare il pomeriggio tramite foto e video da telefonino. I contenuti stessi poi andranno ad arricchire la comunicazione del progetto “Io Studio con TIM” già presente su popolarissimi social network quali Facebook, Twitter e YouTube, insieme alle piattaforme Vimeo e FlickR, nonché i profili personali di ognuno dei partecipanti.


VIA:



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felicia villani - pubblicato il 16/02/2010 - permalink
TIM io studio con TIM cultura scambio baratto flash mob flash swapping studenti facebook


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daniele vinci | altri suoi testi nel blog
usare strumenti nuovi in modo nuovo

A Siena è nato Sushibar una catena di ristoranti take-away che farà discutere per il “metodo” di comunicazione.

Il Sushi bar di Siena ha aperto una pagina Facebook con già 2550 contatti!

La cosa straordinaria non è quella di aver aperto una pagina facebook, come ormai fanno tutti, ma di utilizzare questa come un vero e proprio desk per ordinazioni!

Troverete  infatti nella bacheca,  richieste di prenotazioni con tanto di risposte, come un vero e proprio servizio…gratuito, giovane e in piena linea con il loro “brand”.

Il Sushibar di Siena fa anche le consegne a casa.

Ragazzi, davvero complimenti. La vostra case-history farà parte delle mie discussioni


VIA: http://comunikafood.wordpress.com/



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daniele vinci - pubblicato il 10/02/2010 - permalink
sushibar siena sushi take away case history marketing enogastronomico


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog

Una faro per guidare i consumatori tra gli scogli di bollette, contratti, reclami e offerte del mercato liberalizzato dell’energia. In cosa consiste? Uno "sportello" gestito dall’Acquirente Unico insieme all’Autorità per l’energia elettrica e il gas e il nuovo Atlante dei diritti. Questi strumenti a favore dei consumatori sono stati presentati dal presidente dell'Autorità per l'energia, Alessandro Ortis, il quale ha spiegato che le due iniziative "permetteranno ai cittadini di sapere di più, per scegliere meglio e farsi valere. Intendiamo così - ha poi aggiunto -  valorizzare ulteriormente il ruolo e il potere dei consumatori".

Lo sportello mette a disposizione un call center e una task force di esperti che avranno il compito di dare informazioni, ricevere segnalazioni o reclami, relativi ad eventuali errori in bolletta o disservizi, alla presentazione di reclami e all'orientamento tra offerte e contratti. L'Atlante è invece una guida che riassume e presenta tutele, garanzie e diritti.

"L'affermazione della liberalizzazione di settori energetici avviene anche attraverso una maggiore consapevolezza degli stessi clienti sui propri diritti e sulle opportunità offerte - ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - La strategia energetica del Governo è orientata, attraverso il conseguimento di una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, anche con la diversificazione delle fonti energetiche, all’affermarsi di un mercato concorrenziale, con prezzi vantaggiosi per tutti i clienti. Iniziative - ha concluso Scajola - quali quella realizzata dall’Autorità competente rappresentano quindi un ulteriore utile tassello nell’affermazione della stessa politica energetica”.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
consumatori bollette affitti atlante dei diritti energia sportelli


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Fabio Fiori | altri suoi testi nel blog
E' quanto si legge nell'Indagine Congiunturale sulle Piccole e medie Imprese del Lazio (II° semestre2009) condotta dalla Federlazio che ha commentato il risultato con è

Fragile, incerta, discontinua. Così gli imprenditori del Lazio descrivono l'attuale fase di lenta uscita dalla crisi e, quindi, in molti, non senza una buona dose di pragmatismo, adottano un atteggiamento proprio di chi, incerto sul da farsi, rinvia a tempi migliori interventi più “aggressivi” e investimenti più decisi sul futuro. Infatti, se rispetto alle attese il 2009 si è concluso con una diminuzione del Pil nazionale nell’ordine del -4,7% (un po’ meglio rispetto al -5,1% previsto), le attuali stime sul 2010 indicano una lieve variazione positiva, intorno al +0,7%: un valore che se trovasse conferma ogni anno, ci farebbe impiegare 6-8 anni per recuperare il crollo registrato nel 2009.

E' quanto si legge nell'Indagine Congiunturale sulle Piccole e medie Imprese del Lazio (II° semestre2009) condotta dalla Federlazio che ha commentato il risultato con è "un po’ come dire che, di fronte allo tsunami della crisi, le imprese che sono riuscite a non farsi spazzare via hanno resistito mantenendo i motori al minimo, tanto da non spegnerli e farsi trovare pronte per quanto il vento si rialzerà.

Le previsioni indicano in ogni caso tempi di recupero medio-lunghi per ammortizzare le perdite subite nel 2009, anche in termini di costo sociale della crisi i cui effetti hanno avuto, e continueranno ad avere, un forte ma non contestuale impatto sul mercato del lavoro. Rispetto al quadro nazionale, il Lazio, dal canto suo, sembra aver sofferto meno, sebbene alcune fonti abbiano stimato il suo Pil nel 2009 in calo tra il -3% ed il -4%. Dall'indagine emerge che i tassi di crescita sebbene contenuti, sono ancora positivi e superiori al dato nazionale .

Sul fronte del commercio con l’estero, da gennaio ad ottobre del 2009 le esportazioni e le importazioni del Lazio sono, rispettivamente, diminuite del -19,6% e del -11,6%: la flessione maggiore dell’export è stata registrata sul mercato Extra Unione Europea con un -24,3%, rispetto al –15,9% rilevato per l’area Unione Europea. La quota di beni e servizi esportati dal Lazio sul totale nazionale, nel confronto con lo stesso periodo del 2008, è passata al 4,1% dal precedente 3,9%, segno evidente che in molte regioni l’export ha subito riduzioni molto più consistenti rispetto al Lazio. Nel secondo semestre 2009 il monte ore della cassa integrazione guadagni è aumentato in modo rilevante: la cig ordinaria è aumentata del 106,6% (anche se resta inferiore al 350,2% registrato a livello nazionale), mentre la CIG straordinaria è aumentata del 371,5%, superando il dato nazionale, pari al 314,8%. Questi dati ufficiali.

Dall'indagine svolta dalla Federlazio su un campione di 350 aziende associate emerge una ripresa degli ordinativi ( dal - 30% del primo semestre 2009 al -13 del secondo) con un arresto dell'andamento decrescente degli ultimi due anni e l'attenuazione è maggiore per i mercati extraUe. Sul versante degli investimenti la percentuale di imprese che ha dichiarato di aver investito nel secondo semestre 2009 è pari al 29,3%, in diminuzione dal 49,1%. L'indagine della Federlazio ha rilevato anche le previsioni a breve sui prossimi sei mesi, dalle quali emerge che le attese sugli ordinativi sono in calo generalizzato essendo il saldo ora pari a +12, dal precedente +15. Per area di provenienza geografica, sono invece stabili le attese espresse sugli ordinativi nazionali, il cui saldo è invariato a +14, mentre migliorano le previsioni sugli ordini attesi dall’estero, specie dal mercato extra europeo dove il saldo recupera a +13 dal precedente -3. Si attende una certa ripresa anche dal mercato europeo, sebbene il saldo resti negativo (-3 dal precedente -12). Resta sfavorevolee la previsione di ampliamento dell’organico nei prossimi sei mesi (valore negativo da +3 a -1).

Secondo il commento della Federlazio, l’immagine che forse meglio sintetizza l’attuale condizione del nostro tessuto imprenditoriale è quella di un tuffatore che, raggiunto il fondo della vasca, sfrutta l’effetto rimbalzo per provare molto lentamente a risalire. Gli indici economici presi in esame – ordini, fatturato, produzione – segnalano effettivamente un’attenuazione dei saldi negativi. Il che significa un lieve miglioramento della congiuntura rispetto ai due semestri precedenti. Ma dai dati emerge, accanto al lieve miglioramento tecnico degli indicatori economici, anche il peggioramento del saldo tra le imprese che nel corso del semestre hanno aumentato l’occupazione e quelle che invece l’hanno ridotta. Per quanto riguarda gli investimenti, l'indagine ha messo in luce che la percentuale di imprese che nel secondo semestre 2009 ha effettuato un qualche investimento al proprio interno è inferiore a quella rilevata nel primo semestre.

Ma è sul fronte delle attese per il futuro che si riesce a cogliere ancora meglio l’essenza del momento che stiamo attraversando e lo stato d’animo che muove le imprese. Quando queste ultime si esprimono sul prossimo semestre, il quadro che emerge non sembra in linea con la tendenza al sia pur relativo miglioramento che abbiamo appena visto.

Da sottolineare che mentre l'indagine del primo semestre 2009 si connotava per una valutazione negativa sul presente e una certa apertura ottimistica sul futuro, la situazione attuale si presenta esattamente capovolta, nel senso che essa appare in lieve miglioramento rispetto al passato, ma con aspettative di peggioramento per quanto concerne il futuro. E tale atteggiamento è riscontrabile tanto sul versante degli indici di performance aziendale, quanto sul versante occupazionale. Il saldo tra le aziende che prevedono di aumentare l’organico e quelle che prevedono invece di diminuirlo da positivo che era torna ad essere negativo. Questo significa che le imprese, che pure sembrano orientate ad effettuare un qualche investimento nel prossimo semestre (59,2% contro il 51,4% del semestre scorso), evidentemente intendono investimenti che non comportano ancora incrementi occupazionali.

Ciò del resto è, purtroppo, anche in linea con quanto affermano gli economisti del lavoro - ha sottolineato la Federlazio - i quali sostengono che, generalmente, il mercato del lavoro reagisce con circa 6 mesi di ritardo all’andamento dell’economia. Il che induce a prevedere che i prossimi mesi potranno essere ancora mesi difficili dal punto di vista dell’occupazione. In definitiva i dati ci restituiscono l’immagine di un sistema imprenditoriale in parte disorientato dai segnali, spesso contradditori, che provengono da esperti, commentatori, mass media, esponenti politici, che un giorno sanciscono definitivamente la fuoriuscita dalla crisi e un altro richiamano invece alla sua gravità e in parte preoccupato perché non riesce ancora a scorgere dagli andamenti del mercato, nonostante tutto, segnali di una decisa, univoca, misurabile inversione di tendenza.

Ma - viene sottolineato nell'indagine - per lasciarsi definitivamente alle spalle questo quadro di incertezza e ricominciare ad imboccare decisamente una traiettoria di crescita, devono anche verificarsi condizioni che non dipendono solo dal nostro tessuto di impresa. Una è legata alle dinamiche economiche internazionali, che il nostro Paese non è in grado di determinare direttamente ma alle quali esso può accodarsi con le caratteristiche di reattività e con le proprie specializzazioni produttive. L’altra è invece legata alla capacità dei sistemi istituzionali nazionale, e soprattutto regionale, di creare un habitat dove l’impresa possa svilupparsi al meglio e fare quello per cui essa è vocata: creare ricchezza e occupazione.

Nei prossimi giorni la Federlazio incontrerà i candidati alla presidenza della Regione e affiderà loro una piattaforma articolata di proposte che "ci piacerebbe trovassero posto, intanto nei rispettivi programmi elettorali, e poi - viene ribadito - nella concreta azione di governo di quello che sarà il futuro presidente della Giunta regionale". Diversi saranno i temi che troveranno posto in questa nostra piattaforma. Sicuramente non potrà mancare il richiamo a tutte le problematiche connesse con il credito, che Federlazio mette in cima alle richieste: la piena funzionalità di Bil, il posizionamento di Unionfidi, il ruolo di tutti gli altri enti strumentali della Regione, che in qualche misura si occupano di credito, e la razionale integrazione delle loro funzioni dovranno essere gli obiettivi “dei primi 100 giorni” della Giunta.

Gli imprenditori intervistati - fa notare la Federlazio - hanno manifestato aspettative, timide, nei confronti dei mercati esteri: quindi l'associazione si ripropone di richiedere alla nuova amministrazione regionale di sostenere con risorse finanziarie adeguate la legge regionale sull’internazionalizzazione e fare dell’accompagnamento delle Pmi del Lazio verso i mercati esteri un grande obiettivo di legislatura. A questo scopo potrebbe essere utile - ha suggerito la Federlazio - istituire un assessorato "dedicato" che riunifichi competenze e strategie attualmente frammentate tra diversi assessorati, al fine di rendere più efficaci le politiche in questa direzione. Così come sarebbe auspicabile - si legge ancora - riunificare gli assessorati al Lavoro e alla Formazione perché ormai " non c’è più un prima in cui ci si forma e un dopo in cui si entra nel mondo le lavoro". La formazione accompagna stabilmente lungo tutta la loro vita fasce sempre più estese di lavoratori. Altro fattore decisivo per la ripresa nel Lazio, l'avvio immediato delle opere cantierabili – dalle infrastrutture al settore ambientale al settore energetico – accelerando al massimo tutte le procedure necessarie a sbloccare immediatamente tutte quelle risorse già disponibili che possono essere immesse da subito nel circuito dell’economia. Infine, la Federlazio si auspica che la nuova amministrazione regionale voglia adottare un più generale approccio alle politiche di sviluppo e che per le imprese, vengano previsti meccanismi che favoriscano quelle che non licenziano, che creano occupazione, che creano ricchezza.


VIA: IM-IMPRESAMIA.COM



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Fabio Fiori - pubblicato il 26/01/2010 - permalink
impresa imprese imprenditori pmi finanze lavoro crisi economia federlazio


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