Silvia Boldrini
| altri suoi testi nel blog
l'art-zine di PSDRevolution
Chiamata alle Arti
Spazio all'espressione della creatività: l'art-zine di PSDR evolution
CAA, antologia artistica che ospita opere sia digitali che tradizionali, è nata nel Gennaio 2004, ben quattro anni fa, da un'idea e sul sito del nostro spasquini, che sin dal primo numero l'ha sempre curata con grandissima attenzione e passione.
Nel 2005, con il confluire di PSD.it in PSD revolution (ora PSDR evolution), CAA è divenuta l'art-zine del portale.
Dal 2007 CAA ha avuto un potenziamento nella struttura organizzativa: la Redazione si è ampliata ed ora è seguita da un team di persone che amano tutte molto questo Progetto di PSDR e infondono entusiasmo sia accogliendo e incoraggiando i nuovi talenti emergenti e sia avvicinando autori già affermati.
La Redazione si sta attivando in modo più deciso e mirato verso nuove iniziative, per portare l' art-zine al di fuori dal mondo solo apparentemente virtuale del web
E' di pochi mesi fa, in concomitanza della pubblicazione del n. 23 Psiche, il restyling del logo e dell'immagine, a cura di spasquini aka Sauro Pasquini.
CAA è pubblicata ogni due mesi e in ogni numero, oltre ad una ottima selezione di immagini sul Tema proposto, c'è l'arricchimento di articoli ed interviste ad autori ed artisti che operano nel campo delle arti visive.
Modalità di partecipazione: qui
I Temi delle prossime uscite e tutti i numeri già pubblicati qui
VIA: PsdRevolution
Share on Facebook
|
View
post reactions |
Silvia Boldrini
- pubblicato il 10/05/2008 - permalink
comunicazione arte art-zine
Discussioni 0
Aggiungi un commento
mauro artibani
| altri suoi testi nel blog
così è se ci pare
La pratica del consumare dilettante si esaurisce nell’acquistare e consumare. Risultato: redditi insufficienti, risparmi allo stremo, debiti sopra il livello di guardia, sprechi ed una montagna di rifiuti.
Un’azione professionalmente adeguata deve invece poter rivendicare la produzione della DOMANDA come compito di istituto.
Il potere per farlo? Generare il 70% del PIL mediante gli atti di consumo accredita la nostra rivendicazione. Se non bastasse lo squilibrio tra domanda e offerta rende evidente la nostra forza: hanno più bisogno i produttori di vendere che noi di acquistare.
Come faranno a resistere a cotante credenziali?
Come si possa esercitare il potere della domanda? Beh, intanto riuscendo ad usare, con adeguate strategie di azione, le nostre prerogative: il TEMPO, l’ATTENZIONE.
Disponiamo inoltre di un ampio spettro di azione nel gestire la pratica dell’acquisto: dalla prodigalità all’avarizia, che dobbiamo saper dosare con opzioni tattiche per fornire MISURA all’azione. Recuperare il valore del denaro poi ne consente un uso più accorto e redditizio; opporre resistenza ai processi di fidelizzazione rimuove inerzie, dispone il cosa, come, quando, quanto acquistare; selezionare l’offerta consente di sottoporre a controllo la formazione dei prezzi – i Gruppi di Acquisto Solidali ci stanno provando – mitiga i processi inflattivi, si possono così trarre vantaggi per le nostre stressate finanze.
Insomma, per salvaguardare il potere di acquisto, abbiamo l’imprescindibile necessità di conquistare il POTERE della DOMANDA.
Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org
VIA: professione consumatore
Share on Facebook
|
View
post reactions |
mauro artibani
- pubblicato il 02/05/2008 - permalink
società professionalconsumer aconomia consumatori
Discussioni 0
Aggiungi un commento
mauro artibani
| altri suoi testi nel blog
Stavolta vi interrogo. Senza se , senza ma

Quante ore, dedicate all’informazione pubblicitaria, avete sottratto al sonno-riposo?
Quanto tempo, dedicato allo shopping, viene sottratto all’andare a zonzo?
Quanto di quel tempo libero che ci resta viene utilizzato poi per consumare i servizi di “cura della Stavolta vi interrogo. Senza se , senza ma
persona”?
Quante emozioni ci vengono astutamente sollecitate per interessarci all’acquisto?
Quanto ragion pratica dobbiamo utilizzare per discernere le occasioni di acquisto?
Quanta attenzione possiamo dedicare ai casi nostri se preoccupati di consumare per PRODURRE la crescita economica?
Quanta fatica dobbiamo mettere in campo per smaltire gli acquisti fatti e poter riacquistare?
Quante crisi di identità dobbiamo sopportare per corrispondere ai volubili dettami delle mode?
Quanta circospezione dobbiamo mettere in campo visto l’assottigliarsi della capacità di risparmio?
Quanta preoccupazione dobbiamo tenere di riserva con l’aumentare del Debito da Consumo?
Bene, anzi male. Forse !
Questo, in soldoni, il tempo che ciascuno di noi, da solo o in gruppo, impiega quotidianamente a neg-oziare consumo.
Come pensare di chiamare questo non-ozio: lavoro?
Consumare, questo il nostro lavoro quotidiano.
Vista l’intensità del nostro ufficio, la responsabilità che grava sulle nostre azioni è lecito acquisire uno statuto professionale adeguato al compito: il Professional Consumer?
A questo punto il gioco è fatto.
E dal momento che non esistono pasti gratis, è lecito reclamare un Reddito da questo esercizio?
Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder
www.professioneconsumatore.org
VIA: professione consumatore
Share on Facebook
|
View
post reactions |
mauro artibani
- pubblicato il 19/04/2008 - permalink
economia professionalconsumer società consumatori
Discussioni 2
Aggiungi un commento
|