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Il debito tecnico e la digital transformation

02/12/2020 22575 lettori
4 minuti

Nel 1992, Ward Cunningham, programmatore e coautore del Manifesto per lo sviluppo agile di softwareintrodusse la metafora del debito tecnico: tutto quell’insieme di inefficienze volontarie e non che fanno sì che un sistema tecnologico abbia costi e tempi sempre crescenti per essere riportato ad uno stato ideale.

Che cosa c’entra con la trasformazione Digitale e di Business?

 

LA TECNOLOGIA NASCOSTA DIETRO LA DIGITALIZZAZIONE

Ormai 4 anni fa avevo scritto un post in cui dicevo che senza ICT non ci può essere una trasformazione di successo, dato che oggi anche le esperienze più innovative e digitali non possono avvenire senza una adeguata abilitazione consentita dai classici sistemi transazionali dell’IT.

Il tema mi è tornato in mente, oltre che per quotidiana esperienza nel mio lavoro, anche per l’ascolto di questo podcast The Role Of Technical Debt In The New Normal, dedicato proprio alla spinta alla digitalizzazione imposta dal COVID e al rapporto di questa evoluzione con il superamento del debito tecnico.

L’accelerazione delle iniziative di digital business sono nelle priorità dei board, come risulta da recenti studi di Gartner (vedi immagine sotto).

COVID-19 Accelerates Digital Strategy Initiatives

Questo è vero anche in settori in cui da sempre la tecnologia è dietro le quinte, come il fashion e il lusso, oggi la digitalizzazione è il driver e dunque l’infrastruttura informatica non può restare indietro e, soprattutto, poco collegata ai bisogni del cliente.

Sì parla già dal 2019 a tale proposito di Digital Operations Platform, ossia di infrastrutture rinnovate che pensano alla customer experience e non ai vincoli interni.

La qualità dell’esperienza ormai passa anche dalla qualità del meccanismo tecnologico, e quindi è evidente, come ho raccontato anche parlando del mio libro, che le due cose, magia e tecnicità, devono andare ad evolvere per forza assieme.

the art of customer experience

Fonte: Scott Brinker

CHE COSA FARE ALLORA?

I punti sono gli stessi del post di qualche anno fa: prima di tutto è necessaria da parte dei professionisti dell’ICT una maggiore capacità propositiva che passa anche per un’evoluzione del linguaggio che si avvicini maggiormente a quello degli altri dipartimenti aziendali.

Il mio intervento ai Digital Innovation Days in cui parlo del rapporto tra Customer Experience e Tecnologia

Tale capacità è necessaria anche per fare valere le proprie ragioni circa gli investimenti (poco sexy rispetto ad altri) da fare per modernizzare le infrastrutture di base, che diventano sempre più difficili e urgenti ogni semestre che passa.

E lo è anche per non passare sempre come un freno alla velocità ed essere invece coinvolti nei progetti in modo meno passivo e tardivo.

Infine, è necessario un cambio radicale di visione (non solo per l’IT in verità) per fare in modo che al centro dello sviluppo di nuove tecnologie ci siano i destinatari che le dovranno usare e non i problemi informatici e le proprie idee.

La pandemia è un’occasione importante per continuare a promuovere il lavoro congiunto e su obiettivi comuni tra le diverse funzioni, inclusa quella IT, per rendere l’organizzazione più capace di adattarsi ai tempi che verranno.

Gianluigi Zarantonello via https://internetmanagerblog.com 

Gianluigi Zarantonello
Gianluigi Zarantonello
Blogger | Mobile Application Developer

Gianluigi Zarantonello, laureato in Scienze della Comunicazione (indirizzo Comunicazione Istituzionale e d'Impresa),

-Nato a Valdagno(VI), ora vivo a Padova.

Formazione

  • 2004: Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione a Padova con 110 e lode, indirizzo comunicazione istituzionale e d'impresa.

    La tesi di laurea aveva come titolo "La valorizzazione del territorio come strategia competitiva nel mercato globale del lusso. I casi Artigiana Sartoria Veneta, Salviati e Cipriani Industria" (consulta la tesi su Tesionline).
  • Giugno 2006: Ho seguito il corso intensivo di due giorni (full time) Web Marketing One to One organizzato da Sito Vivo srl (riservato ai partner ed ai consulenti dell'azienda)
  • Maggio 2006: Ho seguito il corso intensivo di un giorno (full time) “Oltre l’efficienza verso l’orlo del caos: può la complessità semplificare la vita?” organizzato dalla Scuola di Alta Formazione FormTeam e da CampusWeb
  • Marzo 2006: Ho seguito il corso intensivo di due giorni (full time) NPL School: Time management e Leadership organizzato dalla Scuola di Alta Formazione FormTeam a Palmanova (Udine)
  • 2004: Nell'ambito di Webbit a Padova ho conseguito le certificazioni "Crm e marketing one to one" e "Web marketing: strumenti utili".
  • 2003: Nell'ambito di Webbit a Padova ho conseguito la certificazione "Nuove strategie di marketing".
  • 1999: Mi sono diplomato al Liceo Classico "G.G.Trissino" di Valdagno (VI) col punteggio di 100/100.
Esperienze professionali
Vedi Curriculum >>

I miei interessi principali riguardano il marketing e la comunicazione attraverso i nuovi media, in special modo la Rete.

Sono infatti convinto che quest'ultimi spesso non siano ancora sufficientemente organizzati e quindi non in grado di promuoversi e di essere conosciuti dalle aziende, fatto abbastanza paradossale per dei comunicatori!

Per le mie altre esperienze si veda il sito personale alla voce curriculum.